Xbox Series X: Microsoft dice tante cose interessanti, perché in pochi l’ascoltano?

Ad una settimana dall’atteso evento di presentazione di Xbox Series X, ci soffermiamo a riflettere su quello che Microsoft sta dicendo e facendo per lanciare nel migliore dei modi la sua console di nuova generazione. Il progetto messo in piedi dalla compagnia di Phil Spencer è estremamente articolato, ambizioso ed interessante ed è stato presentato in un maniera efficace. Però tutte queste cose sembrano fare fatica a far cambiare le intenzioni d’acquisto dei videogiocatori. Per quale motivo? Parliamone.

Il lungo intervento di oggi di Phil Spencer su Xbox Wire ha messo in luce le tante iniziative che Microsoft ha messo in piedi per arrivare all’appuntamento con la nuova generazione di console assolutamente preparata. Spogliando il discorso del capo di Xbox dal – prevedibile – tono entusiasta, il progetto Xbox resta estremamente solido sotto tutti i punti di vista: l’hardware di Xbox Series X è stato progettato, per quello che si può capire al momento, in maniera molto intelligente, con un sistema di dissipazione del calore innovativo, tanta potenza di calcolo e diverse tecnologie sotto la scocca, come l’SSD o i gamepad con zero lag, davvero interessanti.

Il tutto è stato progettato con la retrocompatibilità in mente: non solo si potranno far girare i giochi dalla prima Xbox sino alla One, ma questi saranno automaticamente migliorati dall’hardware di Xbox Series X. Lo stesso vale per gli accessori: le periferiche utilizzate su Xbox One saranno compatibili con la nuova console. A questo aggiungiamo lo smart delivery, ovvero la capacità di adattare gratuitamente un gioco in base all’hardware sul quale viene utilizzato, e il fatto che per almeno due anni tutti i giochi di Microsoft supporteranno anche Xbox One.

Il piano del colosso di Redmond sembra quindi molto allettante, sia per i nuovi giocatori, sia per i fan storici. Anche perché Microsoft può contare su un vero asso nella manica: l’Xbox Game Pass, nella sua incarnazione Ultimate, consente di giocare a più di 100 giochi al lancio di Xbox Series X, ma non solo. Avendo Project xCloud integrato da settembre senza costi aggiuntivi, sarà possibile portare in giro le proprie partite ovunque, per poi sfruttarle al massimo una volta che si è di fronte al proprio PC e alla console.

Tutte queste cose, grazie all’Xbox All Access, si potranno avere assieme alla nuova console con (probabilmente) meno di 20 euro al mese. Sembra la classica “offerta che non si può rifiutare”. Invece Microsoft sta facendo più fatica del previsto ad accendere la fantasia dei videogiocatori, ancora di gran lunga indirizzati verso PS5.

È vero che in questo momento Sony può contare su di una base installata decisamente più ampia rispetto a quella di Microsoft e l’uscita di giochi come The Last of Us 2 e Ghost of Tsushima ha rafforzato l’idea che il colosso giapponese abbia in mano un catalogo migliore, ma Microsoft, a parte il passo falso del primo Inside Xbox e quello di Mixer, sta giocando una partita virtualmente perfetta.

Microsoft ha ancora due frecce nella sua faretra: l’evento di luglio e l’annuncio del prezzo: basteranno per invertire la marea? Ma soprattutto, un colosso come Microsoft deve giocarsi il tutto per tutto o potrebbe non avere fretta di vincere questo sprint, concentrata com’è in una guerra più vasta che comprende servizi e infrastrutture cloud?

Parliamone!

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