Un’app di Google marchia in rosso siti e pagine “omofobe”. E nella lista c’è anche il Primato – Il Primato Nazionale

Rosso per omofobia, transfobia e tutto il relativo carrozzone, il verde per pagine e siti Lgbt-friendly. Il marchio ha già colpito nomi illustri: da Matteo Salvini a Giorgia Meloni, senza dimenticare l’ex ministro della Famiglia Lorenzo Fontana e il senatore Pillon, passando da testate giornalistiche come La Verità e Libero. Non mancano

«Ovviamente io sono in cima alla lista – commenta al Secolo il senatore leghista Simone Pillon – con un bel rosso carminio che spicca in ogni mia pagina o contenuto. Mi consola essere in buona compagnia, con tanti amici della Lega, tutti i ragazzi e le ragazze del family day e perfino qualche femminista ritenuta TERF (cioè contraria a riconoscere i trans come femmine). Questa storia mi ricorda, sia pur con un ben diverso livello di violenza, quella di un pazzo criminale che costrinse i figli d’Israele a cucirsi una stella gialla sul petto. Si comincia così, puntando il dito e marcando con un colore diverso per evidenziare lo stigma sociale. Sappiamo come finisce. Tutto questo accade oggi, mentre la legge zanscalfarottoboldrini ancora non è in vigore. Immaginate domani…».

Nel mirino della Stasi Lgbt è finita anche la giornalista di sinistra Marina Terragni, contraria alla legge Zan contro la omotransfobia e quindi bollata come pericolosa eversiva: «C’è una estensione di google – ha scritto Terragni – già scaricata da più di 20000 persone, che fa comparire in rosso i nomi delle-gli utenti di Facebook bollati come Terf (Femministe Radicali Trans Escludenti, a loro dire): così viene definita-o chi pensa che l’utero in affitto sia una abominio, chi ritiene che la prostituzione non sia un lavoro come un altro, chi lotta contro la somministrazione di ormoni a bambine e bambini dal comportamento non conforme, chi si oppone al cosiddetto self-id: la libera determinazione del genere a cui appartenere senza alcun atto pubblico.  A che cosa serve segnalarci? Che uso si intende fare di questa segnalazione?». Un paio di idee ce le siamo fatte.

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