Twitch, polemica sulla salute mentale degli streamer: serve un tetto (vero) alle ore di streaming?

Twitch può diventare una prigione dorata? È la domanda che sorge dopo aver letto un articolo sulla BBC in cui si parla dell’impatto sulla salute mentale degli streamer, spesso coinvolti in lunghissime sessioni di gioco o vere e proprie maratone della durata di mesi. Ad esempio, nell’ottobre scorso lo streamer GhostInTheMachine è stato live continuamente per 76 giorni.

Non mi piace più aprire la porta a nessuno, non esco, non parlo con nessuno. Non mi piace parlare con le persone faccia a faccia, è passato così tanto tempo dall’ultima volta che l’ho fatto”, ha affermato la streamer Sooshi intervistata dalla BBC.

Il punto è semplice: più trasmetti, più accresci la tua fanbase, più guadagni. Ci vuole costanza, altrimenti perdi pubblico e di conseguenza introiti. Due anni fa Sooshi ha deciso di lasciare il suo lavoro da manager in un ufficio per dedicarsi alla carriera di streamer professionista.

Un passo importante, che l’ha costretta a passare molto tempo a trasmettere in diretta su Twitch: “Ho deciso che dovevo fare 10 ore al giorno tutti i giorni, magari con la domenica libera se ero stanca. Dieci ore al giorno sono tante. Pensi che trascorrerai il resto del tempo lontano dal computer e sarai produttiva ed energica, ma non è così a dire il vero, finisci per ossessionarti con gli altri social che devono essere aggiornati come parte del lavoro”.

Le 60 ore di streaming settimanali hanno però avuto un effetto deleterio sul comportamento di Sooshi, che si è trovata a riscontrare ansia, perdita di fiducia e sintomi di agorafobia che l’hanno portata praticamente a non uscire durante il primo anno di attività.

Il deputato laburista Alex Sobel, presidente dell’All Party Parliamentary Group on Video Gaming and Esports, mette nel mirino la piattaforma per questa situazione: incoraggerebbe gli streamer a trascorrere una quantità di tempo eccessiva in live, senza fare abbastanza per supportarli.

“La piattaforma ha davvero bisogno di pensare ai suoi meccanismi e cambiare il modello finanziario per proteggere la salute degli streamer. Sono creati per incoraggiarli a rimanere online il più a lungo possibile per mantenere gli spettatori, se cambiassero i meccanismi, potrebbero dare quella spinta necessaria a mutare il modo in cui gli streamer operano per proteggere la loro salute. Questo non è un problema nuovo, la piattaforma ha avuto molto tempo per pensarci – sicuramente ora è il momento di agire“.

Secondo Sobel Twitch dovrebbe ridurre il numero massimo di ore per cui gli streamer possono trasmettere: al momento la piattaforma ha fissato un limite di 48 ore, ma gli streamer spesso aggirano questo vincolo interrompendo e riavviando lo stream poco dopo. Ciò ha portato all’emergere delle cosiddette “subathon” in cui gli streamer rimangono online il più a lungo possibile per generare iscrizioni da parte degli spettatori. Il parlamentare ritiene che Twitch debba rivedere il modo in cui funzionano gli incentivi finanziari.

Per lo streamer Sid (OWSVB), il design della piattaforma sta portando gli aspiranti streamer professionisti a trascorrere una quantità di tempo eccessiva sul sito. “Si tratta di essere online il più a lungo e il più spesso possibile, in modo che il numero massimo di persone possa collegarsi. Più a lungo sei online, maggiore è il numero di visualizzazioni, il che rende più probabile che tu appaia sul browser, a causa del modo in cui funziona il sito”.

Sid però non scarica tutta la colpa sul sito: anche gli stessi streamer dovrebbero intavolare una discussione sul tema e porsi dei limiti. “Le persone hanno paura di criticare i subathon, a causa del loro successo e della quantità di denaro che possono generare. Nessuno vuole essere quello che si alza in piedi e dice ‘ehi ragazzi, dovremmo smettere di fare queste cose?’ perché sappiamo che sono redditizie, ma in fondo probabilmente tutti vorremmo non doverle fare”.

Sia Sooshi che Sid pensano che Twitch debba offrire supporto agli streamer in modo proattivo. “Dovrebbero esserci avvisi o procedure per impedirti di trasmettere in streaming 60 ore in una settimana: è troppo”.

“Non mi aspetto che Twitch mi tenga per mano o abbia un maggiordomo personale per me ogni volta che trasmetto in streaming”, le fa eco Sid aggiungendo che aprire un dibattito sul cambiamento del modello finanziario per premiare gli streamer che adottano pratiche corrette sarebbe un buon punto di partenza.

La piattaforma coglierà l’invito? “I nostri creatori sono al centro di tutto ciò che facciamo in Twitch e la loro sicurezza è la nostra massima priorità“, ha dichiarato un portavoce dell’azienda. “Lavoriamo continuamente per rendere Twitch il posto migliore per essere un livestreamer e costruire una comunità solidale e impegnata, e il supporto alla salute mentale è fondamentale in questo“.

“La nostra pagina Twitch Cares fornisce risorse per la salute mentale a qualsiasi membro della community e stiamo sviluppando una programmazione mirata per supportare gli streamer di Twitch che vivono problemi come burnout, definizione dei limiti e altre pressioni legate alla carriera nella creazione di contenuti online”.

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