Trackmania – La recensione Trackmania (2020) – IGN Italia

LA RECENSIONE IN BREVE

  • Trackmania è sempre Trackmania: divertente, coinvolgente e bellissimo.
  • Riesce a essere nuovo ma comunque fedele a se stesso, introducendo qualche novità di rilievo nelle gare.
  • Il modello stagionale (e il sistema di abbonamenti) non convince del tutto, soprattutto per quanto riguarda i contenuti.

La cosa funziona grossomodo così: provi una pista mai vista prima, al buio, e fai subito un tempone. Argento. Bum. Così. A pochi decimi dall’oro. E scatta la prima imprecazione. A quel punto cosa fai? Parti alla caccia della medaglia più prestigiosa, ovviamente. Solo che adesso, nella testa, ti scatta una molla.

Devi limare il tempo, e per guadagnare due centesimi su una curva prendi rischi che al primo giro non sapevi neanche di aver corso. E così sbagli. Ricominci da capo. Provi a migliorare la staccata all’ultimo tornante, e un minuscolo pixel della macchina tocca un ostacolo. Ricominci da capo. E avanti così. Ti imbestialisci, ma non ti arrendi. Fino a quando, alla fine, il giro giusto arriva.

Magari non è perfetto al 100%, ma basta a portare a casa l’oro e un sorriso a trentadue denti sulla faccia. E se sei in giornata, pure la medaglia Nadeo perché hai battuto i tempi segreti degli sviluppatori. Ecco, questa è la mia sessione tipo a Trackmania. Che comincia tipicamente alle undici di sera e finisce alle tre del mattino.

(Quasi) vent’anni e non sentirli

Devo ammetterlo: sono onestamente ammirato. Nadeo, lo studio francese capitanato da Florent Castelnerac, ha pubblicato il primo Trackmania nel lontano 2003, e per me è stato subito amore. Da quasi vent’anni Nadeo continua a fare lo stesso gioco, declinato in mille modi diversi, cambiando ambientazioni e stili di guida (non tutte riuscite, va detto), eppure coinvolge e diverte oggi come allora. A ogni nuovo capitolo la formula originale viene sempre svecchiata, senza mai tradirne lo spirito. Ci vuole del talento, converrete con me. Trackmania continua a proporsi come la perfetta sintesi ludica del “facile da imparare, difficile da padroneggiare”. Il succo del gioco è tutto lì, banale come la frase che lo descrive.

Il nuovo Trackmania nasce come reboot di TM Nations del 2006: c’era l’ambientazione Stadium e la macchina a ruote scoperte, le bandiere e le luci colorate, ma più di tutto c’era l’idea di un mondo fatto di sfide all’ultimo secondo, gare a velocità assurde in cui cercare ossessivamente il giro perfetto, le curve pennellate senza esitazioni, salti e giri della morte. Trackmania 2020 è questo, e molto di più: sono stati introdotti nuovi blocchi e tipologie di tracciato per mettere a dura prova capacità di concentrazione e pazienza: in particolare, segnalo i percorsi convessi (immaginate di correre lungo la circonferenza esterna di un copertone) e quelli ghiacciati, dove la trazione è nulla e le ruote della macchina girano a vuoto come biglie impazzite.

Ci sono poi, oltre ai consueti blocchi turbo che danno un’accelerazione improvvisa o spengono il motore, anche quelli (infami) che disabilitano lo sterzo, quelli che rallentano il tempo e quelli che rendono l’auto fragile come un cristallo, per cui ogni urto significa ritrovarsi con un rottame che fatica a muoversi. Per riuscire a chiudere un tempo decente e portare a casa la medaglia d’oro non c’è praticamente margine di errore, e ogni volta che si sbaglia bisogna farsi forza e ripartire. Argento e bronzo equivalgono a una resa, prima di tutto con se stessi. Per imparare il circuito, però, può essere utile riprendere dall’ultimo checkpoint attraversato: il cronometro continua ad andare, ma almeno si può far pratica. Una delle novità (lungamente attesa) del nuovo Trackmania è che la vettura non riparte da ferma come in passato, ma ricompare qualche metro prima del checkpoint, così da ricominciare con velocità e direzione che si avevano prima del reset.

Potrei limitarmi a dire che il modello di guida è ottimo come sempre, ma preferisco confessare il mio stupore nel trovare di nuovo un handling divertente e completo, che si riesce a gestire perfettamente con le quattro frecce direzionali della tastiera. Sull’asfalto la macchina è inchiodata al terreno e si corregge la traiettoria con piccoli tocchi sui freni, mentre sullo sterrato si usano veloci tocchi destra/sinistra per tenere a bada il posteriore e le sbandate di potenza. Il risultato è un controllo assoluto del mezzo usando solo indice, medio e anulare. Non credo che esistano molti altri giochi di corsa capaci di offrire una guidabilità così semplice e contemporaneamente profonda.

 
Credetemi, odierete anche voi le parti con il ghiaccio, con la macchina impossibile da controllare!

Sull’annosa questione se sia meglio usare il joypad oppure la tastiera, è davvero solo questione di gusti e/o abitudine. Per me, che gioco a Trackmania con le frecce direzionali dal 2003, il dubbio non si pone neanche. Devo però riconoscere che il controllo con il joypad è altrettanto onesto ed efficace: la sensibilità è tarata correttamente, e si ha sempre il pieno controllo della macchina, anche con lo stick analogico.

Formula Nations 2.0

Da vedere, ma non ci dovrebbe neanche essere bisogno di dirlo, il nuovo Trackmania è anche il più bello di sempre. Pur nel suo stile minimale e sintetico, l’impatto è gradevole e pulito, arricchito dalle bandiere, dagli alberi fioriti e dai maxischermi che mettono sempre di buon umore. Fluido sempre e in ogni circostanza, anche su macchine poco potenti, ha requisiti davvero alla portata di tutti.

L’upgrade principale di questo reboot è stato però riservato alla macchina, che è la versione super-fica di quella di Nations: aerodinamica attiva, reattori sulle ruote che si accendono quando si è in volo per un miglior controllo in aria, e la chicca della velocità visualizzata al posto della targa. Un colpo di genio, che pretendo di trovare subito in tutti i prossimi giochi di guida. Le piste ufficiali sono sempre molto ben studiate e progettate, e se è vero che scoprirne tutti i segreti fa parte del gioco, a volte anche provando e riprovando, in alcuni casi la leggibilità dei tracciati non è sempre cristallina. E a proposito di poca chiarezza, ho trovato scomoda e mal concepita l’interfaccia dei menu: muoversi nei diversi contenuti, che pure non sono pochi, è macchinoso e per nulla chiaro.

 
Salti spericolati a duecento all’ora ripresi in slow motion. Cosa si può desiderare di più?

Se siete lupi solitari potete divertirvi, a seconda dell’abbonamento scelto (ci torniamo più avanti), con le venticinque piste di allenamento e le altrettante della stagione corrente, con la pista del giorno e quelle pubblicate nelle due settimane precedenti, più tutti i tracciati realizzati e condivisi dai club di giocatori. Online si affrontano le stesse mappe ma contro avversari umani, alla caccia del miglior tempo in classifica.

Nutrita l’offerta anche per chi ama rovinare amicizie sul divano di casa: modalità hotseat o in split-screen, con la possibilità di creare minicampionati, anche tramite server locale. Peccato per l’assenza della geniale modalità Double Driver di Trackmania Turbo. La sezione Club è riservata alla creazione e gestione di quelli che altrove si chiamano clan, mentre la parte Crea è riservata ai più estrosi, con gli editor di replay, mappe e skin.

Un gioco che invita a sporcarsi le mani

Il successo della serie Trackmania è dovuto in larghissima parte alla seconda, grande intuizione di Nadeo: costruire il gioco attorno all’editor delle piste. Mettere nelle mani della community gli stessi strumenti utilizzati dagli sviluppatori, con un’interfaccia particolarmente intuitiva e abbordabile.

Dare a tutti la possibilità di modificare ogni tracciato, anche quelli ufficiali, mettendo e togliendo blocchi come fossero mattoncini lego. E poi, poter sperimentare le proprie creazioni in qualsiasi momento, in tempo reale.

 
Una delle piste del Club Watch Doge (ciao Aiden Pierce!), tra i più bravi e prolifici. Quello che vedete qui è il nuovo tracciato convesso.

Tutto questo ha permesso, da sempre, il proliferare di centinaia di piste, la cui qualità complessiva migliora con il passare del tempo, man mano che i creatori prendono dimestichezza con le potenzialità dei nuovi blocchi. L’editor è ancora disponibile in due versioni: quella base, per i meno esperti, che permette di creare tracciati davvero semplici, e quella più avanzata, che introduce una maggiore complessità, rimanendo però sempre molto accessibile.

Come nei programmi open source, tutto quello a cui si ha accesso nel gioco è liberamente modificabile dagli utenti, ed è una cosa bellissima.

Stagioni e abbonamenti

Per quanto riguarda la “ciccia”, ossia il contenuto vero e proprio, Nadeo ha optato per un modello stagionale, che prevede 25 nuovi tracciati ufficiali ogni tre mesi, divisi come sempre per livelli di difficoltà crescente. Sono contenuti accessibili a chiunque, e sono cento piste all’anno. Ci sono poi le gare daily, su piste create dagli utenti ma selezionate con cura da Nadeo: quelle disponibili fino a questo momento sono eccellenti, e in alcuni casi anche più divertenti delle ufficiali. E sono altre 365 piste all’anno. A questo si sommano poi gli infiniti tracciati, più o meno riusciti, creati dagli utenti di tutto il mondo. Per poter capire meglio di cosa stiamo parlando, però, dobbiamo anche spiegare chi – e come – può accedere ai diversi contenuti del gioco.

La versione avanzata dell’editor di tracciati non è banalissima da usare, e ci vuole un po’ di dedizione per diventare veloci e ottenere buoni risultati.

La versione gratuita di Trackmania contiene pubblicità, e fin qui ok. Si può accedere alla campagna ufficiale (con le release stagionali), salire nei ranking regionali, nonché provare le piste create dalla community nel canale Arcade, che si aggiorna ogni ora. L’editor è disponibile solo nella modalità base, e si può prendere parte alla Trackmania Nations League di Nadeo.

L’abbonamento standard (9.99 euro/anno) toglie la pubblicità, aggiunge la possibilità di conquistare le medaglie, giocare le mappe quotidiane, fornisce accesso all’editor completo, si può aprire un server locale e usare le mappe altrui per le proprie sessioni di gioco. La versione Club (29,99 euro/anno) consente di fondare il proprio club o unirsi a uno di quelli già presenti, senza limiti di iscrizioni, creare attività e campagne, giocare sulle mappe condivise degli altri club, usare skin personalizzate e accedere a tutti gli strumenti di modding.

Gli abbonati alla versione Club possono anche accedere alla Open Grand League organizzata da Nadeo per provare a qualificarsi per la Trackmania Grand League. Da ultimo, c’è l’abbonamento Club triennale (59,99 euro): una proposta abbastanza insolita, che però permette di risparmiare qualcosa a chi già sa che passerà molto, moltissimo tempo sul gioco, sia come pilota che come creatore di contenuti.

 
L’editor di livree è sicuramente più potente delle mie limitatissime capacità. Per fortuna ci sono già tonnellate di bellissime skin da scaricare!

Il consiglio migliore che posso darvi è muovervi per gradi: manco a dirlo, la versione gratuita va provata subito. Se poi come me vi ritrovate immediatamente in scimmia, con un deca vi togliete tutta la pubblicità, e per un anno vi assicurate le 100 piste stagionali e le 365 daily. Alla scadenza dell’abbonamento, qualunque esso sia, gli editor rimangono attivi e tutto il contenuto giocato resta disponibile in locale.

Non mi basta mai!

La mia principale perplessità riguardo Trackmania non sta nel modello ad abbonamento con diverse fasce di prezzo: la versione base è comunque gratis, come il primo Nations, e alla maggior parte delle persone andrà bene così. Per chi non si accontenta, dieci euro all’anno sono oggettivamente pochi, e l’accesso Standard offre davvero tanto. Certo, ci sono cose che possono essere sistemate/migliorate (come l’antipatico limite di poter creare una sola pista con l’abbonamento Standard), ma in questi ultimi vent’anni Nadeo non ha mai, mai una volta trascurato la sua community o fatto mancare il giusto supporto, quindi non mi preoccuperei troppo.

Quello che invece non riesco a farmi piacere è il modello stagionale, con le daily e le nuove piste pubblicate ogni tre mesi. Trackmania non è il gioco che si centellina giorno per giorno, o che ci si gusta un po’ alla volta. Trackmania è la definizione stessa di “addictive”, il paradigma del “ancora una e poi smetto”, è la quintessenza della bulimia videoludica. La scelta di Nadeo, specialmente nelle fasce Starter e Standard, non sazia a dovere. Paradossalmente, verrebbe quasi da consigliare di aspettare un po’ di mesi per avere più roba da inghiottire senza ritegno. Ma come si fa, quando un gioco è così divertente?

Un reboot che, dal punto di vista della giocabilità e del divertimento, centra ogni obiettivo e si conferma un vero e proprio spasso, immediato da prendere in mano e impossibile da mollare quando ci si fa prendere dalla furia competitiva, contro se stessi e gli altri. Lascia maggiormente perplessi la scelta della formula con diversi livelli di abbonamento, e ancor di più la pubblicazione stagionale e frammentata dei contenuti, che snatura in parte lo spirito originario del gioco.

Sorgente articolo:
Trackmania – La recensione Trackmania (2020) – IGN Italia

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