The VIC-20: torna l’iconico computer anni ’80 – Il Fatto Quotidiano

L’iconico VIC-20, uno dei primi computer domestici indirizzati al pubblico consumer e vera leggenda degli anni ’80, torna a rivivere grazie a Retro Games Ltd, un’azienda londinese che nel recente passato ha già fatto un’operazione analoga con l’erede del C-64 e che sviluppa anche i relativi giochi. In Italia il The VIC-20 sarà distribuito da Koch Media.

La nuova macchina è esteticamente identica in tutto e per tutto a quella storica, tanto nelle dimensioni quanto nei colori, nelle linee e nel layout dei comandi della tastiera, una vera manna per gli appassionati di retrogaming, ma ovviamente al suo interno la dotazione sarà tutta nuova, anche se il produttore al momento non ha rivelato dettagli specifici. Presenti anche quattro porte USB e un’uscita video HDMI per interfacciarlo con le periferiche contemporanee, anche se nella confezione sarà incluso anche un joystick, a sua volta riproduzione perfetta di quelli degli anni ottanta.

The VIC-20 prevede tre modalità di funzionamento, VIC-20 BASIC originale e C64 BASIC, che ripropongono le interfacce e le funzionalità di quegli anni pionieristici, o Games Carousel, che strizza l’occhio invece all’utilizzo videoludico, del resto uno dei più diffusi in quegli anni. La macchina, che sarà disponibile all’acquisto a partire dal prossimo 23 ottobre a un prezzo di 119,99 euro, arriverà con 64 giochi integrati, tra quelli più classici e famosi, come Arcadia, Boulder Dash, California Games, Laser Zone e Paradroid, ma l’utente potrà aggiungerne molti altri, come ad esempio Bewitched, Blitzkrieg, Snake, Starquest, Tank Battle, Destroyer, Netherworld, speedball 2 e molti altri ancora.

Molto interessante anche la possibilità di attivare specifici filtri in stile CRT (TV a tubo catodico tipiche degli anni ottanta, per chi non le ricorda) che consentono di ricreare le atmosfere della nostra adolescenza.

Il VIC-20 originale fu prodotto dall’azienda statunitense Commodore Business Machines Inc. in diverse versioni, tra il 1980 e il 1985, conoscendo un successo senza pari, superato soltanto dal successivo e più potente Commodore-64. Il VIC-20, grazie al suo prezzo accessibile (meno di 300 dollari dell’epoca) e alla disponibilità di tanti giochi di grande richiamo, riuscì infatti a diventare popolare, sdoganando per la prima volta il concetto di computer domestico. Non a caso infatti la sigla VIC, che originariamente stava per Video Interface Chip, in Germania divenne non a caso VC, Volks Computer, ossia computer popolare.

Il VIC-20 riuscì quindi per la prima volta ad essere percepito come una macchina amichevole, facile da usare, utile e divertente. Disponibile anche nelle grandi catene e non soltanto nei pochi negozi specializzati dell’epoca e supportato da una pubblicità che aveva per protagonista William Shatner, il mitico Capitano Kirk si Star Trek, il VIC-20 è stato il primo a superare la quota di 1 milione di unità vendute: nel 1985 ne erano stati venduti infatti 2 milioni e mezzo, tantissimi se si pensa a computer come l’Apple II, che tra il 1977 e il 1982 vendette in tutto 700mila unità. Commodore conobbe un successo ancora maggior col successivo C-64, prima di inanellare una serie di scelte aziendali sbagliate alla ricerca del massimo profitto, e inabissarsi definitivamente in una serie infinita di beghe legali sull’eredità del nome commerciale.

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