The Orbital Children Parte 1, recensione del nuovo anime fantascientifico di Netflix

The Orbital Children è la nuovissima serie di animazione targata Netflix la cui prima parte è già disponibile sulla piattaforma streaming. Solo 6 episodi per raccontare in modo avvincente ed efficace una storia incredibilmente affascinante e a tratti atipica, che spinge quindi gli spettatori a osservare questo originale universo narrativo con un’ottica differente e divincolata, in taluni frangenti, da convenzioni alle quali siamo abituati da sempre, scardinandole.

The Orbital Children nasce come un progetto di animazione suddiviso in due parti, la prima delle quali è oggetto di questa recensione, mentre l’uscita della parte conclusiva della storia è attualmente prevista per l’11 febbraio, sempre di quest’anno. Le menti e le mani che hanno dato vita a questo intrigante progetto di fantascienza appartengono a due ex collaboratori del conosciutissimo e amatissimo Studio Ghibli (potete trovare una vastissima selezione di film e gadget relativi alle meravigliose creazioni dello Studio Ghibli in questa ricca pagina su Amazon): The Orbital Children è stato scritto e diretto da Mitsuo Iso (Neon Genesis Evangelion, Porco Rosso, Ghost in the Shell, Kill Bill), mentre il character design è a cura dell’illustratore e animatore Kenichi Yoshida (Porco Rosso, La principessa Monoke, Cowboy Bebop – Il film).

The Orbital Children

Il capo degli animatori è invece Toshiyuki Inoue, che ha collaborato con il compianto Maestro Satoshi Kon per opere come Paprika – Sognando un Sogno, Millennium Actress e Paranoia Agent, conosciuto anche per il suo ruolo nella realizzazione dei film della serie Ghost in the Shell.

The Orbital Children: un doppiaggio italiano di buon livello, senza (s)Cannarsi

Iniziamo subito con il dirvi che The Orbital Children è disponibile sia in lingua originale giapponese con sottotitoli in italiano che direttamente con doppiaggio in italiano; evidentemente, in quel di Netflix hanno recepito forte e chiaro il messaggio dei tanti appassionati di animazione giapponese rimasti delusi dal discutibile lavoro di traduzione e di adattamento testi di Gualtiero Cannarsi che, a volerla dire tutta, non ha nemmeno mai seguito studi specifici di linguistica e traduzione. E si sente.

Abbandonato quindi lo stile arzigogolato di Cannarsi, ecco che i dialoghi di The Orbital Children sono fluidi in italiano, oltre che sintatticamente e grammaticalmente corretti, il che sarebbe anche il minimo sindacale da richiedere alla traduzione di un’opera: che sia corretta e facilmente comprensibile nella lingua in cui quell’opera è stata tradotta.

Non solo i testi sono stati ben adattati alla nostra lingua madre, ma questi vengono valorizzati dai doppiatori italiani scelti per The Orbital Children, le cui voci ben si prestano ai personaggi che interpretano e che risultano sempre convincenti nei loro ruoli.

The Orbital Children

The Orbital Children: dove si incontrano fantascienza e predestinazione

Evitando di scendere troppo nei dettagli di una narrazione intrigante anche perché si rivela agli occhi degli spettatori poco per volta, The Orbital Children è ambientato nel 2045 e vede come protagonisti principali due ragazzini che vivono in orbita che, un giorno, ricevono la visita di altri tre ragazzi, che però provengono dalla Terra. Fisicamente, i due gruppi di adolescenti sono molto diversi fra di loro: Touya e Konoha sono nati sulla Luna e vivono principalmente in un ambiente privo di gravità il che ha debilitato notevolmente i loro corpi; in compenso, si muovono agevolmente in assenza di gravità. Taiyo, Mina e Hiroshi, al contrario, non sono abituati a muoversi in assenza di gravità.

All’inizio ci saranno degli attriti fra alcuni dei protagonisti, che però passeranno ben presto in secondo piano, a causa, purtroppo per loro, di problemi ben più gravi che stanno affliggendo la loro stazione orbitante; i problemi non sono però soltanto all’interno, ma c’è anche un enorme pericolo al di fuori della stazione: una cometa sta per abbattersi sulla Terra, rischiando così di uccidere all’istante il 36,79% dell’umanità. E se volete godervi anche un’altra storia incentrata su un corpo celeste che sta per abbattersi sulla Terra, Netflix vi propone anche il film Don’t Look Up, di cui potete trovare qui la nostra recensione.

A quanto pare, però, il destino dei nostri giovani “eroi per caso” è già stato scritto: esiste infatti il Seven Poem, un insieme di predizioni, per giunta molto dettagliate e specifiche, che riguarda proprio i ragazzi e l’esito finale dell’eventuale impatto della cometa con il nostro pianeta. Riusciranno i ragazzi a sopravvivere agli incidenti che stanno avvenendo a bordo della stazione spaziale orbitante in cui si trovano e a salvare la vita dei terrestri, impedendo la fatale collisione?

Introspezione e linguaggio tecnico

The Orbital Children offre interessantissimi spunti di riflessione grazie a un racconto maturo, nonostante la giovanissima età dei protagonisti, anche per via dei diversi punti di vista che ognuno di loro ha su ciò che sta avvenendo, a bordo e al di fuori della stazione orbitante, a causa del pericolo rappresentato dalla cometa. Anche le intelligenze artificiali giocano un ruolo cruciale in questa storia, ed è proprio in questo frangente che il racconto si rende più complesso e originale.

A “complicare” ulteriormente il tutto c’è anche la presenza di alcuni termini tecnici propri dell’opera, un po’ come avviene anche in Neon Genesis Evangelion. Tuttavia, una volta presa confidenza con questa terminologia specifica la comprensione delle vicende raccontate risulterà molto più agevole.

The Orbital Children

La caratterizzazione dei personaggi principali risulta soddisfacente e riesce nel suo intento di farceli conoscere più da vicino, avvicinandoci più all’uno o all’altro, in base a quelle che sono le nostre inclinazioni più naturali.

Dal punto di vista visivo, The Orbital Children è incredibilmente appagante: dal character design alle animazioni, il lavoro è stato svolto in modo impressionante, rendendo così giustizia alla storia e integrandosi perfettamente con essa, grazie anche a una grande cura per i dettagli: ad esempio, quando nelle scene sono visibili in secondo piano dei cartelli, le scritte su di essi riportate risultano quasi sempre leggibili (tranne quando sono davvero troppo piccole).

Bello da guardare, affascinante nella sua narrazione, così profonda e toccante, The Orbital Children è un’opera di fantascienza incredibilmente curata che riesce ad appassionare grazie anche all’audacia di talune scelte narrative e visive, un’opera coraggiosa che non ha paura di sperimentare e di affrontare tematiche delicate e attuali come la scarsità di risorse e la sovrappopolazione del pianeta Terra. Assolutamente consigliato agli appassionati del genere alla ricerca di una storia originale che li meravigli anche dal punto di vista visivo e delle animazioni.

The Orbital Children

Tutti e 6 gli episodi che costituiscono la prima stagione di The Orbital Children sono disponibili per la visione in esclusiva su Netflix. Vi ricordiamo infine che l’uscita della seconda e ultima parte di questa affascinante serie di animazione è al momento attuale prevista per il prossimo 11 febbraio.

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