Tencent annuncia i suoi primi chip, unendosi alla lotta per l’indipendenza hardware cinese

Da ormai qualche tempo diverse compagnie cinesi si stanno cimentando con la realizzazione di chip, compresi processori dalla potenza non troppo dissimile da quella dei Ryzen di prima generazione e GPU ormai alla pari per potenza con quelle occidentali come la Big Island di Tianshu Zhixin. Non sorprende quindi l’entrata nel campo del silicio del colosso internet Tencent Holdings che ha dato il suo contributo alla lotta per l’indipendenza hardware della Cina con tre chip presentati durante il summit annuale della compagnia.

Non sappiamo se qualche produttore abbia già ricevuto i chip, ma è una cosa possibile vista la velocità con cui si è mossa Tencent. Parliamo di un colosso, ma parliamo di un colosso di internet, che tra le sue fila ha anche la Riot Games di League of Legends, che ha creato la sua divisione dedicata ai chip solo nel 2022. Ma investe su startup cinesi come Enflame Technology, ed è già arrivata a produrre un chip per l’intelligenza artificiale, un chip per i server cloud e un chip dedicato alla compressione video.

La GPU tutta cinese Big Island, in produzione di massa da aprile
La GPU tutta cinese Big Island, in produzione di massa da aprile

Va detto che la velocità con cui le aziende cinesi si stanno muovendo per l’autosufficienza tecnologica non sembra del tutto spontanea spontanea. Ha tutta l’aria, infatti, di essere una risposta all’appello del governo che ha fatto dell’indipendenza hardware cinese una priorità, in seguito ovviamente agli attriti con gli Stati Uniti e alle sanzioni sui semiconduttori. Da qui miliardi di investimenti, necessari per colmare anni di gap tecnologico, che hanno alimentato i dipartimenti di ricerca e sviluppo di diversi giganti della tecnologia cinesi.

Anche Baidu ha prodotto chip con intelligenza artificiale per l’automotive mentre Alibaba ha creato un chip a 5 nanometri per i server che sono l’obiettivo anche della squadra creata da ByteDance. Tra l’altro per l’azienda che sta dietro a TikTok la questione potrebbe riguardare la sopravvivenza, come per Tencent. Entrambe le compagnie guadagnano enormi somme con applicazioni web ed è probabile che abbiano tutte le intenzioni di rendere Xi Jinping il più felice possibile per evitare rischi di nuove censure. Tra l’altro Tencent ha subito una bella botta anche dalle nuove sanzioni del governo sui videogiochi, con un drastico calo in borsa dell’8%.

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Da ormai qualche tempo diverse compagnie cinesi si stanno cimentando con la realizzazione di chip, compresi processori dalla potenza non troppo dissimile da quella dei Ryzen di prima generazione e GPU ormai alla pari per potenza con quelle occidentali come la Big Island di Tianshu Zhixin. Non sorprende quindi l’entrata nel campo del silicio del colosso internet Tencent Holdings che ha dato il suo contributo alla lotta per l’indipendenza hardware della Cina con tre chip presentati durante il summit annuale della compagnia.

Non sappiamo se qualche produttore abbia già ricevuto i chip, ma è una cosa possibile vista la velocità con cui si è mossa Tencent. Parliamo di un colosso, ma parliamo di un colosso di internet, che tra le sue fila ha anche la Riot Games di League of Legends, che ha creato la sua divisione dedicata ai chip solo nel 2022. Ma investe su startup cinesi come Enflame Technology, ed è già arrivata a produrre un chip per l’intelligenza artificiale, un chip per i server cloud e un chip dedicato alla compressione video.

La GPU tutta cinese Big Island, in produzione di massa da aprile
La GPU tutta cinese Big Island, in produzione di massa da aprile

Va detto che la velocità con cui le aziende cinesi si stanno muovendo per l’autosufficienza tecnologica non sembra del tutto spontanea spontanea. Ha tutta l’aria, infatti, di essere una risposta all’appello del governo che ha fatto dell’indipendenza hardware cinese una priorità, in seguito ovviamente agli attriti con gli Stati Uniti e alle sanzioni sui semiconduttori. Da qui miliardi di investimenti, necessari per colmare anni di gap tecnologico, che hanno alimentato i dipartimenti di ricerca e sviluppo di diversi giganti della tecnologia cinesi.

Anche Baidu ha prodotto chip con intelligenza artificiale per l’automotive mentre Alibaba ha creato un chip a 5 nanometri per i server che sono l’obiettivo anche della squadra creata da ByteDance. Tra l’altro per l’azienda che sta dietro a TikTok la questione potrebbe riguardare la sopravvivenza, come per Tencent. Entrambe le compagnie guadagnano enormi somme con applicazioni web ed è probabile che abbiano tutte le intenzioni di rendere Xi Jinping il più felice possibile per evitare rischi di nuove censure. Tra l’altro Tencent ha subito una bella botta anche dalle nuove sanzioni del governo sui videogiochi, con un drastico calo in borsa dell’8%.

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