Surface Go 2, recensione. Versatile e piccolo piace a tutti, dai bambini agli sviluppatori – DDay.it – Digital Day

Ad un paio d’anni di distanza dal primo Surface Go, Microsoft torna con una seconda generazione del suo tablet notebook più piccolo. Famiglia Surface, dna Surface: è compatto, costa poco, ma ha tutto quello che si può trovare sui modelli più grandi. Il riferimento va ovviamente al corpo in magnesio super robusto, alla tastiera opzionale disponibile anche con rivestimento in Alcantara e al bellissimo schermo PixelSense in formato 3:2 da 1920 x 1280 pixel di risoluzione, compatibile con Surface Pen.

Surface Go 2 parte da 460 euro, che non sono pochi se si considera che la versione base ha un Pentium 4425Y come processore, 4GB di RAM e 64 GB di storage eMMC, ma Microsoft ha preferito vendere un prodotto che abbia tutte le carte in regola per restare Surface sacrificando qualcosa a livello di potenza. Avrebbe potuto mettere un processore più potente, ma per tenere lo stesso prezzo avrebbe dovuto dire addio alla scocca in magnesio e usare uno schermo 16:9, che costa decisamente meno.

Il modello da noi provato è la versione da 592 euro, che ha sempre il Pentium come processore ma può contare su 8GB di RAM e 128 GB di storage SSD. Crediamo che questa sia la configurazione minima da considerare: 8 GB di RAM e un disco veloce sono oggi due elementi indispensabili. Ci sarebbe anche la versione con processore Core i3, ma si sale a 729 euro, e a questo punto arriviamo ad una cifra vicina a quella che serve per compre in offerta un Surface Pro 6.

Crediamo che il Surface Go 2 sia un prodotto unico nel suo genere e a renderlo unico sono proprio le dimensioni: 10.5” di schermo in una scocca sottile e poco ingombrante lo rendono un prodotto davvero versatile. Va bene per lo studente, va bene per il bambino che deve seguire le video lezioni alterandole a qualche sessione di Minecraft, va bene anche per chi deve scrivere, gestire un sito web o addirittura per chi deve programmare, perché alla fine si riesce a fare pure quello, senza problemi. Tutto con la flessibilità di Windows come sistema operativo.

La nuova versione promette una maggiore autonomia, più potenza e uno schermo più grande: cambiamenti forse non essenziali, ma è quello che serviva.

Il design non cambia: identico al vecchio

Microsoft non cambia un design che ormai contraddistingue la gamma Surface. La scocca è in magnesio, e siamo certi di essere davanti ad una scocca robustissima perché da due anni usiamo con soddisfazione la prima versione di Surface Go e sembra ancora nuovo. Non leggerissimo, Surface Go 2 può contare sull’eccellente e rigida aletta che permette una piena libertà di posizionamento: può stare quasi verticale, può stare appoggiato sulle gambe e può diventare anche una tavoletta di poco inclinata rispetto al piano di appoggio.

Sotto l’aletta trova spazio l’espansione di memoria microSD, sul lato il connettore proprietario Microsoft per la ricarica, la porta USB Type C e il jack per l’audio. Forse una USB tradizionale non guastava, più che altro in ottica educational dove girano ancora chiavette tradizionali e le chiavette USB Type C sono merce rara.

La differenza tra Surface Go e Surface Go 2 sta nello schermo: riducendo la cornice Microsoft è riuscita a inserire uno schermo leggermente più grande, da 10” si passa a 10.5”. Cambia pochissimo, perché la risoluzione passa da 1800×1200 a 1920 x 1280, ma è sempre un miglioramento. La scelta di non cambiare in alcun modo la scocca e le dimensioni ha permesso a Microsoft di mantenere la retrocompatibilità con le tastiere del vecchio Surface Go: chi vuole cambiarlo, facendo l’upgrade, non deve così comprare una tastiera nuova, può tenere il vecchio modello che grazie all’Alcantare è indistruttibile.

Due generazioni di Surface Go 2 a confronto: con la cornice sottile è molto più elegante

I diffusori sono nascosti ai lati dello schermo, 2 feritoie che celano i due speaker stereo da 2 watt: la qualità è buona, il fatto che emettano direttamente verso chi guarda aiuta parecchio. Soprattutto, quando teniamo il tablet in mano sia in orizzontale che in verticale, non andiamo a coprirli con i palmi come accade con molti tablet.

Lo schermo è di buonissima qualità, ottima definizione e eccellente angolo di visione. Buona anche la luminosità all’aperto, e buona anche la calibrazione di base: PixelSense è una garanzia. Lo schermo supporta anche la penna, da acquistare però a parte: sono alti 100 euro.

Alla fine è grande quanto un libro. E ci si può fare davvero di tutto

Il re delle videoconferenze è lui

Lo spessore di circa 9 mm del tablet ha permesso a Microsoft di mettere videocamere di qualità. La camera frontale è da 5 megapixel, quella posteriore da 10 megapixel, impossibile trovare su notebook standard fotocamere di questo livello, con un’ottima gestione delle luci e una gamma dinamica che le webcam 720p dei notebook si scordano. Quella del Surface Go 2 non è una webcam, è una vera videocamera 1080p che lo rende un prodotto perfetto per le conferenze.

La videocamera da 5 megapixel frontale è un vero lusso. E c’è anche la camera IR per Windows Hello

Appoggiato sulla scrivania con il suo supporto inclinato, e distante il giusto, il 2 in 1 Microsoft vi permetterà di partecipare alle chiamate di Skype o di Teams con la migliore qualità del gruppo. Non è l’unica sorpresa, perché di fianco alla camera sul nuovo modello è presente un array di microfoni stereo che migliora anche la cattura audio.

Microsoft si è concentrata sulle cose che contano: chi sceglie questo prodotto ha molte più possibilità di passare ore davanti alla videocamera a seguire lezioni o a fare chiamate piuttosto che fare editing video o scontornare foto con Photoshop. La camera frontale dispone anche di camera IR per autenticazione con Windows Hello, esattamente come il primo modello, e il software integrato ha alcune chicche che semplificano alcune operazioni come la cattura di foto da una lavagna o da uno schermo.

Con la funzione Lavagna è facile trasferire gli appunti e salvarli come immagini in One Note o inserirli dentro testi di Word

Cover tastiera, pratica ma troppo morbida

Come da tradizione la cover che protegge lo schermo di Surface Go 2 funziona anche come tastiera. Una cover che non costa poco, parte infatti da 99 euro nella versione nera in microfibra e sale a 129 euro nelle tre versioni in alcantara.

La tastiera è di buonissima qualità, è retroilluminata e anche il trackpad è eccellente, ma valgono le stesse cose dette per la tastiera del primo modello: essendo piccola necessita di un po’ di adattamento, e soprattutto non è stabilissima.

La tastiera è retroilluminata e la retroilluminazione si può regolare su più livelli

Un bambino, che ha un tocco leggero, si troverà molto meglio di un adulto che di sentirà la tastiera flettersi leggermente ad ogni tocco di tasto, soprattutto ai bordi. Bastavano mezzo millimetro in più di spessore e un ulteriore rinforzo interno per renderla più rigida e stabile.

Purtroppo la tastiera si flette se battiamo un po’ forte e restituisce un senso di instabilità

Fa quello che deve fare, ma guai a chiedere di più

Le valutazioni in termini di prestazioni sono ovviamente riferite alla versione con a bordo il processore Pentium Gold 4425Y. La parola Pentium non deve spaventare: il 4425Y appartiene alla famiglia Kaby Lake ed è un processore dual core con 4 threads dotato di una frequenza di base di 1.7 Ghz. Un processore che non richiede dissipazione attiva, con un TDP di 6 watt che include nel calcolo energetico anche la GPU integrata UHD 615. Rispetto alla versione Intel Core m3, disponibile come upgrade, questo processore non ha una velocità “Turbo”, e manca di diversi set di istruzioni. Ha però all’interno un parco completo di encoder e decoder hardware che permettono di guardare video in streaming senza impattare troppo sulla batteria e che facilitano l’uso dei software di videoconferenza.

Crediamo che su un Surface Go il processore passi un po’ in secondo piano rispetto a RAM e SSD, motivo per il quale consigliamo assolutamente la versione da 8 GB di RAM con SSD: con una frequenza di base di 1.7 Ghz e 8 GB di RAM la maggior parte dei programmi girano serenamente, e grazie all’SSD anche il tempo di avvio delle applicazioni è abbastanza rapido.

Non è un portatile al quale possiamo chiedere troppo, soffre parecchio il multitasking, al massimo possiamo tenere aperte un paio di applicazioni. Abbiamo provato la suite Office, abbiamo provato Photoshop Express e anche Visual Studio Code, e il piccolo Surface Go 2 si è comportato davvero bene tenendo una temperatura bassa e senza portare il processore all’estremo. Fuori fa molto caldo, eppure il processore resta relativamente fresco, attorno ai 75° sotto sforzo.

Visual code Studio gira benissimo e permette di programmare anche in mobilità, senza troppi sacrifici per la dimensione dello schermo

Non è un computer per fare encoding, e neppure per giocare: ci riesce ma lavora piano; va più che bene però per fare tutto il resto. Unici accorgimenti, lo abbiamo detto, non esagerare con i tab attivi nel brower, non pensare di poter tenere aperte decine di foto da 20 megapixel contemporaneamente, non lavorare su progetti giganti. Surface Go 2 ha una logica molto “tablet” nel suo utilizzo migliore: si usa un applicazione per volta. Con la differenza, però, che nel mondo dei tablet è il sistema operativo a gestire quella in secondo piano mentre su Windows è l’utente che deve ricordarsi di chiudere le finestre non utilizzate. Due o tre app aperte le gestisce senza troppo impegno, ma dipende sempre dalle app e se sono app “attive” che stanno facendo qualcosa.

Abbiamo lanciato qualche benchmark, il processore anche se all’esterno ci sono temperature estive non diventa mai bollente. E mantiene i suoi 1.7 Ghz di base.
Il processore grafico non si comporta male: Minecraft gira bene, giochi più impegnativi no. Per fortuna arriva ProjectX Cloud

A proposito di Windows, Microsoft ha pre-installato la versione S di Windows 10, quella “sicura” che non permette l’installazione di app di terze parti. Divertente che sia proprio Microsoft poi a forzare l’utente a passare alla versione normale quando chiede di aggiornare l’app Xbox Companion, o quando si deve scaricare la beta di Game Pass: Microsoft distribuisce parte di questi software tramite il suo sito come .exe e non tramite il suo Store.

Lavorare con la versione S di Windows 10 è senza dubbio più sicuro, le app funzionano anche meglio perché sono chiuse in una sandbox, ma il problema è sempre il solito: non ci sono le app che uno vorrebbe trovare, quindi adios modalità sicura, si torna a Windows classico.

Abbiamo lanciato un po’ di benchmark per vedere come si comporta Surface Go 2, e sebbene non sia un notebook da prestazione è comunque interessante vedere come la questione termica sia gestita tutto sommato bene, il processore Pentium tiene i suoi 1.7 Ghz per il tempo che serve.

Una nota sulla batteria, che dovrebbe essere leggermente più grande. In realtà questa differenza non si sente, e anche se Microsoft parla di 10 ore di autonomia questa autonomia la si può raggiungere solo se si guardano video con una luminosità modesta.

L’autonomia che ci si deve aspettare varia dalle 3 alle 6 ore, più verso le 3 se lo usiamo per lavorare quindi Visual Studio Code, Office, Powerpoint e video streaming, più verso le 6 se teniamo la luminosità dello schermo bassa e rispondiamo a mail o scriviamo un testo. La ricarica è sufficientemente rapida, e si ricarica anche da USB oltre che dal connettore proprietario.

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