Spider-Man: No Way Home, recensione no spoiler

Spider-Man: No Way Home è finalmente arrivato nelle sale cinematografiche e i fans di tutto il mondo potranno avere risposte alle domande che negli ultimi mesi hanno movimentato i social e le pagine dedicate all’arrampicamuri Marvel: oltre ai villain che abbiamo visto nei trailer, chi altro arriverà dai vari squarci nel Multiverso? E soprattutto ci saranno altri Spider-Man come dicono le voci? E se si, quanti Spider-Man ci saranno? La redazione di Cultura pop ha deciso che non avrete la risposta a queste domande in queste pagine, ma vi daremo le nostre impressioni sul film con il massimo rispetto per non fare spoiler di nessun tipo per non rovinare l’esperienza della visione a nessuno, perché credeteci Spider-Man: No Way Home di emozioni ne regala molte.

Spider-Man: No way Home la recensione no spoiler

Spider-Man: No Way Home, recensione no spoiler

Alla fine di Spider-Man: Far from Home, Mysterio rivelava al mondo che l’identità segreta di Spider-Man era in realtà Peter Parker, scatenando una bufera nella vita del ragazzo che improvvisamente si ritrova ad essere la persona più famosa del mondo, con tutto quello che ne consegue: l’opinione pubblica è divisa in due fra chi lo considera un eroe, e chi invece lo disprezza e lo accusa per la morte di Quentin Beck alias Mysterio. Ad alimentare l’odio per il giovane eroe, c’è il Daily Bugle di J.J. Jameson con con la sua campagna denigratoria farà si che anche gli affetti e la famiglia di Peter subiscano le conseguenze negative di questa situazione.

A Peter Parker non resta che chiedere aiuto al Doctor Strange, che grazie ai suoi poteri farà in modo di cancellare dalla memoria del mondo intero l’identità di Spider-Man, ma questo influenzerebbe anche M.J, Ned, Zia May  persino gli Avengers che non avrebbero più alcuna memoria di Peter Parker; coì mentre Strange sta eseguendo il suo incantesimo, Peter continua a chiedere variazioni ed eccezioni che dopo un po’ influenzeranno gli effetti del sortilegio causandone un risultato totalmente dannoso per la struttura portante della realtà.

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E infatti poco dopo i confini del Multiverso si aprono e vecchie conoscenze di altri mondi fanno il loro ingresso in quello di Peter Parker, che stavolta dovrà risolvere il problema  potendo contare solamente sull’aiuto di M.J. e di Ned. Riuscirà Spider-Man ad affrontare Doc Ock, Electro, l’uomo Sabbia, Lizard e il temibile Green Goblin?

Per rispettare la nostra scelta di evitare ogni tipo di Spoiler non vi diremo altro, ci sono stati già troppi leaks e teorie su questo film, ma vi assicuriamo che le emozioni e i colpi di scena non mancheranno. Se volete ingannare l’attesa, potete vedere il primo minuto del film che è stato messo online dalla Sony.

Spider-Man: No Way Home: buoni e cattivi

Cast ricco quello di Spider-Man: No Way Home che oltre ai canonici Tom Holland, Zendaya, Jacob Batalon, Jon Favreau e Marisa Tomei vede l’aggiunta di Benedict Cumberbatch che veste nuovamente i panni del Doctor Strange, e di tutti i villains presi dalle versioni di Spider-Man di Sam Raimi e di Mark Webb con protagonisti Tobey Maguire e Andrew Garfield: Willem Dafoe (Green Goblin), Alfred Molina (Doctor Octopus), Jamie Foxx (Electro), Thomas Haden Church (Uomo-Sabbia) e Rhys Ifans (Lizard). Tom Holland ormai perfettamente a suo agio nelle differenti versioni del costume di Spider-Man ha saputo interpretare molto bene questo cambio di rotta verso la maturità del suo Peter Parker, che convince e che in questa pellicola ha la possibilità di recitare molto di più a viso scoperto. Il feeling con M.J.(Zendaya) e Ned (Jacob Batalon) è palesemente visibile, loro si divertono, e fanno divertire chi li guarda.

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Ottime anche le interpretazioni dei cattivi: è stato un piacere rivedere Alfred Molina con i tentacoli meccanici del Dottor Otto Octavius, e anche un Electro finalmente degno di questo nome e non più il risultato della pessima scrittura del secondo capitolo di The Amazing Spider-Man che nemmeno Jamie Foxx era stato in grado di salvare. Ma il vero spettacolo è Willem Dafoe che torna sul suo aliante e riesce a terrorizzare ancora con la sua versione del Goblin, il nemico più iconico dell’Uomo-Ragno, come se dal 2002 ad oggi non fosse passato nemmeno un giorno.

Come per i precedenti capitoli della saga, alla regia di Spider-Man: No Way Home troviamo ancora una volta Jon Watts e la sceneggiatura di Chris McKenna ed Erik Sommers: questo team ormai collaudato è riuscito a creare nell’arco dei tre film, un percorso completo che ha dato modo di sviluppare bene i vari personaggi che hanno avuto un’evoluzione nel corso dei vari eventi.

Anche il tono del film si è evoluto, e così dal primo film più spensierato che rappresentava il ritorno a casa di Spider-Man nel MCU, arriviamo a Spider-Man: No Way Home in cui la leggerezza lascia lo spazio al sacrificio, alla presa di coscienza che non c’è sempre qualcuno ad aiutarci quando abbiamo un problema. Ma gli effetti della buona scrittura sono anche un ottimo equilibrio fra l’azione e l’intrattenimento, e diverse scene cariche di pathos e di drama.

Le scene action di Jon Watts sono belle, dinamiche e esprimono al meglio il concetto del cinecomics, ovvero creare quella sospensione della realtà che si aveva da bambini leggendo le avventure cartacee dei nostri eroi, e i volteggi e le acrobazie di Spider-Man sono una gioia per gli occhi. La durata del film è di 150 minuti, e come ormai di routine, non lasciate la sala fino alla fine dei titoli di coda.

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Conclusioni

Il tempo è passato lasciando profonde cicatrici in Peter e nell’Universo Marvel, quello stesso Universo in cui Spider-Man fino ad ora è sempre stato guidato per mano da qualcuno che prendeva le decisioni al posto suo. Spider-Man il bimbo-ragno deve diventare l’Uomo-Ragno e dovrà prendere decisioni vitali per il suo futuro senza affidarsi a nessun mentore. Ma questa crescita e queste decisioni  portano con loro anche delle rinunce e delle privazioni necessarie per protegger le persone che ama dalle conseguenze dell’indossare la maschera dell’eroe.

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Spider-Man: No Way Home è un film decisamente più cupo rispetto ai primi due capitoli della trilogia interpretata da Tom Holland, e riesce ad esserlo senza risultare pesante e regalando anche delle  situazioni divertenti con l’uso intelligente delle battute e delle auto-citazioni. Quindi non possiamo che apprezzare il lavoro svolto nel corso degli anni dallo staff Sony Pictures e dai Marvel Studios: il cerchio è completo e guardando indietro possiamo vedere che ogni cosa è servita per arrivare esattamente qui, la fine di un ciclo, ma anche la nascita di qualcosa di nuovo eppure familiare, ed è un bene vista la recente notizia della chiusura del contratto di Tom Holland per altri tre film dedicati all’amichevole Spider-Man di quartiere!

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Spider-Man: No Way Home

Spider-Man: No way Home al cinema dal 15 Dicembre 2021

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