Slack contro Microsoft – Il Post

Slack, una società che realizza e gestisce un popolare software di chat e strumenti per la collaborazione in ambito aziendale, ha presentato ieri un reclamo presso la Commissione Europea, accusando Microsoft di abusare della propria posizione dominante per impedire ai concorrenti di avanzare nel settore. Microsoft è accusata di avere integrato Teams, un software simile a Slack, all’interno del suo popolare pacchetto Office, in modo da non rendere necessario il ricorso a soluzioni esterne, determinando l’impossibilità per aziende come Slack di concorrere alla pari.

Anche a causa della pandemia da coronavirus, negli ultimi tempi i programmi per scriversi in tempo reale, effettuare chiamate e videochiamate, condividere documenti e programmare attività a distanza sono diventati molto richiesti e utilizzati dalle aziende, che hanno rivisto parte della loro organizzazione per consentire ai dipendenti di lavorare da casa. Gli strumenti offerti da Slack, Microsoft, Google e Zoom sono diventati molto utilizzati e ciascuna di queste aziende si è data da fare per promuoverli e migliorarli, copiando talvolta alcune funzionalità dai concorrenti.

Slack
Fino a qualche tempo fa, Slack era ritenuto il servizio di collaborazione più promettente e utile sul mercato. Fondata nel 2014, l’azienda si era fatta conoscere prima tra alcune piccole società statunitensi, soprattutto legate allo sviluppo di programmi e applicazioni, e aveva poi via via ottenuto maggiore visibilità, anche grazie alla possibilità di potere usufruire dei suoi servizi gratuitamente, seppure con limitazioni e per gruppi di lavoro piccoli.

Nel trimestre che si è concluso lo scorso aprile Slack ha dichiarato ricavi per 202 milioni di dollari, il 50 per cento in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Attualmente conta più di 122mila clienti per la sua versione a pagamento, con licenze annuali che garantiscono una buona stabilità nel flusso di cassa. I suoi responsabili però hanno l’impressione che le cose sarebbero potute andare molto meglio se Microsoft non avesse attuato una politica molto aggressiva per diffondere il suo strumento Teams.

Microsoft Teams
Microsoft Teams esiste da meno di tre anni ed è un’evoluzione di Skype for Business, applicazione che Microsoft aveva sviluppato cercando di estendere le funzionalità del famoso programma per videochiamate e chat online Skype, senza ottenere particolari successi. Come Slack, Teams consente di scriversi in tempo reale ed effettuare videoconferenze, ma soprattutto offre una stretta integrazione con tutti gli altri programmi di Microsoft Office come Outlook, Word, Excel e PowerPoint, i software più utilizzati in ambito aziendale per la produzione di documenti e la gestione di dati.

Se si ha un abbonamento a Office, Teams è compreso nel prezzo ed è da subito disponibile, e questo secondo i responsabili di Slack esclude l’esigenza di cercare una soluzione alternativa, che inoltre dovrebbe essere pagata a parte. Questa circostanza è aggravata dal fatto che Microsoft detiene una posizione dominante nel settore dei software per la produttività.

Reclamo
Come previsto dalle regole dell’Unione Europea, i contenuti del reclamo presentati da Slack alla Commissione non sono stati resi pubblici, ma nel corso di una conferenza stampa il principale legale dell’azienda, David Schellhase, ha spiegato che Slack chiede che Teams sia rimosso da Office, e che sia offerto come prodotto a parte “a un prezzo equo”. Microsoft ha risposto di essere a disposizione per fornire tutte le informazioni necessarie alla Commissione, senza entrare particolarmente nel dettaglio sulla questione.

Un reclamo presentato alla Commissione Europa non implica necessariamente l’avvio di un’indagine: non ci sono vincoli in tal senso per le istituzioni europee, che comunque negli ultimi anni si sono mostrate molto attive nell’indagare e se necessario sanzionare le grandi aziende tecnologiche statunitensi, che di fatto detengono posizioni dominanti sul mercato in molti settori, come quello delle ricerche online nel caso di Google.

Le leggi antitrust non vietano di per sé che un’azienda diventi grande al punto da avere una posizione dominante sul mercato, ma prevedono comunque norme e divieti per impedire che una società di questo tipo abusi della propria posizione per ostacolare l’attività dei suoi concorrenti. Essendo una delle più grandi aziende informatiche al mondo, Microsoft ha dovuto fare i conti più volte con le leggi antitrust, con importanti iniziative legali sia negli Stati Uniti sia in Europa.

I precedenti
La vicenda di Slack contro Teams ricorda quella della “guerra dei browser” che coinvolse Microsoft negli anni Novanta, mentre iniziavano a diffondersi il Web e la possibilità di utilizzare siti e applicazioni (naturalmente più rudimentali delle attuali) direttamente all’interno dei programmi per navigare online (i browser, appunto). Microsoft riteneva che i browser della concorrenza, come Netscape, potessero influire negativamente su Windows, il suo sistema operativo, e per questo rese il proprio browser Internet Explorer una parte integrante di Windows, imponendolo di fatti rispetto alle soluzioni della concorrenza.

Nel 1998 il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti portò Microsoft in tribunale, accusandola di avere abusato della propria posizione dominante per fare affermare Internet Explorer a scapito dei produttori terzi di browser, come Netscape. Nel 2000 una sentenza stabilì che Microsoft avesse effettivamente violato la legge e ordinò che l’azienda fosse divisa in due società distinte: una avrebbe sviluppato e prodotto Windows, mentre l’altra si sarebbe occupata di prodotti come Office e Internet Explorer. Microsoft fece ricorso in appello e nel 2001 raggiunse un accordo con il Dipartimento di Giustizia (nel mezzo c’erano state le presidenziali statunitensi, con il ritorno dei Repubblicani al governo con George W. Bush).

L’accordo consentì a Microsoft di evitare una separazione delle proprie attività, a patto che l’azienda rendesse disponibili risorse e dati per permettere alle aziende terze di produrre software che si integrassero meglio con Windows e gli altri suoi programmi. Internet Explorer sarebbe rimasto per diversi anni il browser più utilizzato, fino all’arrivo del browser Chrome di Google, ora il più utilizzato al mondo e per questo osservato con attenzione delle autorità antitrust.

Secondo alcuni osservatori, se le cose fossero andate diversamente forse oggi Slack non si sarebbe trovata nelle condizioni di dover presentare un reclamo contro Microsoft. Negli ultimi anni, comunque, Microsoft ha lavorato molto per rendere Office una soluzione “multipiattaforma”, in modo da essere utilizzata indistintamente su Windows, sistemi operativi Apple, su Android e attraverso i browser con minori vincoli.

75 milioni di utenti
Teams è una delle novità più recenti di Office e ha ottenuto in breve tempo un successo notevole, che ha contribuito alle buone prestazioni finanziare di Microsoft. Nel trimestre che si è concluso a giugno, Microsoft ha prodotto ricavi per 38 miliardi di dollari, con un aumento del 13 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. L’azienda ha superato le previsioni degli analisti, più incerte a causa della pandemia in corso.

Ad aprile, Microsoft aveva inoltre annunciato di avere 75 milioni di utenti giornalieri che accedono a Teams, più del doppio rispetto ai dati di inizio marzo. Su questo aumento ha influito soprattutto il rapido passaggio al lavoro da casa per milioni di persone, prima per rispettare i lockdown e in seguito per mantenere il distanziamento fisico.

Come ha spiegato uno dei suoi legali, Slack ritiene che questo passaggio abbia favorito Teams per via della sua stretta integrazione con Office: “Hanno realizzato una copia più debole del nostro prodotto e l’hanno legata al loro prodotto dominante, Office, forzandone l’installazione e impedendone la rimozione: una fotocopia del loro comportamento illecito durante la ‘guerra dei browser’. Slack chiede alla Commissione Europea di prendere provvedimenti per assicurarsi che Microsoft non possa proseguire nello sfruttare il proprio potere per passare da un mercato all’altro, offrendo o legando insieme i suoi prodotti”.

Anche Google offre soluzioni per le aziende con i prodotti di GSuite e negli ultimi mesi ha lavorato per una loro maggiore integrazione con Meet, il suo sistema per effettuare videoconferenze. Google ha però una quota di mercato ancora piccola se confrontata con quella di Microsoft nel settore, e per questo Slack non ritiene abbia le medesime responsabilità e vincoli da rispettare per la tutela della libera concorrenza.

Il mese scorso un lungo articolo del Wall Street Journal aveva raccontato i rapporti piuttosto conflittuali tra Slack e Microsoft, legati proprio al progressivo potenziamento di Teams. Stewart Butterfield, il CEO di Slack, era stato piuttosto esplicito nel raccontare il suo punto di vista: “Ci vogliono uccidere”.

Considerati i precedenti e le multe decise contro alcune grandi aziende informatiche, Slack confida che in Europa ci possa essere una maggiore sensibilità sul tema e disponibilità a occuparsene, rispetto agli Stati Uniti. Se la Commissione Europea decidesse di accogliere il reclamo di Slack, potrebbero essere necessari diversi mesi prima delle conclusioni dell’indagine e la decisione di eventuali provvedimenti nei confronti di Microsoft.

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Slack contro Microsoft – Il Post

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