Sharp HT-SBW800: la soundbar 5.1.2 con Dolby Atmos – Hardware Upgrade

L’esperienza di visione di un contenuto video in ambiente domestico è radicalmente cambiata negli ultimi anni, grazie alla diffusione di TV sempre più grandi e con risoluzioni elevate oltre che per la crescente disponibilità di servizi di streaming dei contenuti. Netflix, Prime Video, TimVision, Sky, Infinity e molti altri: la loro diffusione, unita alla disponibilità di connettività a banda ultralarga, ha permesso agli utenti appassionati di avere accesso ad un catalogo di film e serie TV, oltre che di documentari ed altre tipologie di contenuti video, sempre più vasto e completo.

Chi acquista oggi un nuovo televisore si rivolgerà molto facilmente a modelli con diagonale importante, da 55 pollici a salire se l’ambiente domestico ne permette l’installazione. La risoluzione 4K è di fatto un must have e lo stesso vale per il supporto HDR. La qualità d’immagine risente ovviamente delle tecnologie implementate: è per questo motivo che a parità di diagonale il prezzo di un televisore può variare sensibilmente e con esso ovviamente il risultato qualitativo finale.

Un ambito nel quale i TV da soli non spiccano è il comparto audio: le dimensioni contenute in termini di spessore non possono di certo fare miracoli quanto a numero e posizionamento dei diffusori. La risultante è quindi quella di avere immagini di elevata qualità accompagnate da una riproduzione audio che è necessariamente limitata dalle caratteristiche del TV.

Per questo motivo è sempre consigliabile abbinare un sistema di altoparlanti dedicato al proprio televisore, potendo con questo sfruttare una riproduzione multicanale dove ai due frontali tradizionali vengano abbinati un canale centrale e due posteriori, il tutto rinforzato per le frequenze più basse da un subwoofer. Una miriade di cavi sparpagliati per il proprio soggiorno, per la gioia dell’appassionato di film ma meno di coloro che condividono l’abitazione. L’audio multicanale con diffusori dedicati è una gioia per le orecchie tanto al cinema come nel proprio ambiente domestico, ma è una via non sempre facile da percorrere non solo per il costo di configurazione.

La diffusione delle soundbar punta proprio a offrire una soluzione che migliori la qualità audio del proprio TV, bypassando i diffusori in esso integrati a favore di un approccio che prevede come minimo una riproduzione frontale stereofonica (segnale destro e sinistro quindi) in abbinamento ad un subwoofer per le frequenze più gravi. Sono poco ingombranti in quanto sviluppate per larghezza, così da adattarsi al posizionamento sotto lo schermo appoggiate sul mobile o fissate direttamente a parete: un singolo cavo HDMI è quanto serve per fornire alla soundbar il segnale audio da riprodurre, con il collegamento al subwoofer che può avvenire con un secondo cavo oppure in wireless a seconda del modello.

Le soundbar più evolute si spingono però oltre i tradizionali canali stereo frontali, integrando una serie di altri speaker dedicati al canale centrale e a quelli posteriori tutti nello stesso chassis. La resa qualitativa finale terrà ovviamente conto del fatto che gli speaker sono tutti posizionati sotto il TV e non anche alle spalle dell’ascoltatore, come avverrebbe con un tradizionale (e di ben più difficile setup) sistema multicanale ad esempio di tipo 5.1.

Sharp HT-SBW800 è una soundbar che abbiamo avuto modo di provare in questi mesi di quarantena forzata in ambiente domestico, abbinata ad un TV da 65 pollici. Si tratta di un sistema evoluto che Sharp indica come 5.1.2, abbinato ad un subwoofer e che soprattutto sfrutta la tecnologia Dolby Atmos per la riproduzione multicanale.

Dolby Atmos è un sistema sviluppato da Dolby Laboratories per i cinema, che dal 2014 è stato adattato anche per l’implementazione in impianti audio per l’home cinema. A differenza dei sistemi precedenti, basati su canali (come quello 5.1 che abbina due canali frontali, due posteriori, uno centrale e il subwoofer), Dolby Atmos è basato sugli oggetti sonori, ciascuno dotato di proprie caratteristiche sonore con una posizione nello spazio tridimensionale che può mutare nel tempo. L’implementazione per sistemi di home cinema è stata ovviamente semplificata rispetto a quella per le sale cinema: è basata quale minimo su 5.1.2 canali composti da un tradizionale setup 5.1 (frontali, posteriori, centrale e subwoofer) con l’aggiunta di 2 altoparlanti da soffitto.

Nell’implementazione sviluppata da Sharp la soundbar HT-SBW800 utilizza differenti speaker: due per il canale centrale, uno ciascuno per i due canali frontali sinistro e destro, due superiori alle estremità per i canali audio da soffitto e due laterali, gli unici che rimangono visibili nella struttura, per i canali posteriori. Alla struttura centrale è abbinato un subwoofer a forma rettangolare, collegato via wireless alla soundbar e posizionato in genere accanto al mobile sul quale è poggiata la soundbar; quest’ultima si interfaccia con il televisore attraverso un cavo HDMI ma sono presenti nella parte posteriore anche una porta USB Type-A per il collegamento con chiavette e periferiche di storage, un ingresso digitale coassiale e uno ottico, un connettore AUX mini-jack e un totale di 3 porte HDMI (1, 2 e ARC). Non manca il supporto al collegamento a periferiche esterne via Bluetooth con standard 4.2.

HT-SBW800 supporta segnali audio multicanale Dolby Atmos ma è compatibile anche con quelli Dolby TrueHD, Dolby Digital Plus e Dolby Digital. Le dimensioni in larghezza, in virtù del numero di speaker integrati, sono importanti: 1,2 metri, con altezza di 7cm e profondità di 10,5cm per un peso di 4Kg. Il subwoofer ha base quadrata di 24cm di lato, con altezza complessiva di 41,5cm e peso di poco inferiore a 6Kg.

Il collegamento alla propria TV avviene, come detto, via segnale HDMI: se viene usato il connettore ARC il volume viene comandato direttamente dal telecomando della TV, senza la necessità di servirsi di quello in dotazione. Quest’ultimo mette a disposizione alcune funzioni come una regolazione di bassi e mesi, la possibilità di selezionare alcune equalizzazioni predefinite in funzione del contenuto audio riprodotto, l’accensione o spegnimento della modalità surround, il mute e il cambio di traccia con periferiche Bluetooth collegate alla soundbar. Il telecomando ha una costruzione molto semplice, non così curata dal punto di vista della qualità percepita rispetto a quella della soundbar che è invece avvolta da una griglia metallica a protezione degli speaker frontali e superiori (ma non di quelli laterali) con i loghi Sharp e Dolby Atmos ben visibili e uno schermo che fornisce informazioni base durante il funzionamento.

L’installazione procede in modo rapido: il manuale guida in modo chiaro al setup, anche in lingua italiana. E’ sufficiente posizionare la soundbar e il subwoofer, alimentare entrambi i componenti e collegare via cavo HDMI la soundbar alla televisione per iniziare ad utilizzarla. Sharp dichiara una potenza massima in uscita di 570 Watt: utilizzando la soundbar in un soggiorno da 6×5 metri, con divano posizionato a circa 3 metri dallo schermo, abbiamo sempre avuto abbondante riserva di potenza audio a disposizione restando sempre molto lontani dal volume massimo selezionabile.

L’ascolto di tracce video provenienti da tradizionale segnale TV permette di apprezzare una risposta più piena e corposa della soundbar rispetto agli altoparlanti del TV: parliamo di segnale stereofonico, che non solo beneficia di un volume sonoro che volendo può essere superiore ma anche di una maggiore estensione verso i registri più bassi grazie al subwoofer.

Passando a video in streaming, o a contenuti letti da un lettore Blu-Ray, il quadro cambia in misura più marcata: l’effetto audio surround generato dalla soundbar Sharp si fa apprezzare, permettendo di essere maggiormente coinvolti nella scena visualizzata. Il limite proprio delle soundbar è quello di gestire la riproduzione del flusso audio tutto dalla parte frontale, con i diffusori dedicati ai canali posteriori e superiori che sono integrati nella barra stessa e non installati nell’ambiente nelle rispettive posizioni. Il risultato audio finale, generato dal supporto Dolby Atmos integrato nella soundbar, è in ogni caso di sicuro effetto: non si rimpiange l’assenza di diffusori dedicati ai canali posteriori e superiori, con una buona ricostruzione della spazialità tipica di scene d’azione o particolarmente coinvolgenti di film senza l’inevitabile fastidio dei cavi sparsi per tutta la casa. 

L’acquisto di una soundbar di questo tipo è quindi rivolto a coloro che si appassionano nella visione di film in streaming o su supporto ottico, che ricercano un audio ben più coinvolgente di quanto non sia offerto dagli altoparlanti del proprio TV ma che per vari motivi, tra i quali il quieto vivere tra le mura domestiche, non sono interessati ad un impianto audio multicanale con speaker dedicati. Ben si presta, una soluzione di questo tipo, anche alla riproduzione di musica da dispositivo mobile: l’interfaccia Bluetooth facilita i collegamenti, trasformando questa soundbar in uno speaker con subwoofer per il salotto di casa capace di generare anche un volume sonoro che è ben più di quello consentito in un tipico appartamento.

Sharp HT-SBW800 viene proposta sul mercato ad un prezzo di listino di 459,00€, una cifra non elevata pensando al contenuto tecnologico e a quanto richiesto per soundbar 5.1.2 con supporto Dolby Atmos: non è difficile acquistarla ad uno street price anche inferiore.

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