Samsung G7 Odyssey, la recensione del modello da 32 pollici

Da Samsung un eccellente monitor curvo: la recensione del Samsung G7 Odyssey.

La recensione del Samsung Odyssey G7 32 ci ha dato modo di provare con un certo anticipo quello che con pochi dubbi è uno dei monitor più attesi del momento, se non altro da chi apprezza le soluzioni curve. Tra le caratteristiche troviamo infatti una curvatura 1000R che si somma al 1440p e 240Hz, per un arsenale da gaming PC invidiabile e dedicato in buona parte a chi gioca con sparatutto in prima persona e titoli che danno il meglio con un framerate elevato.

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Caratteristiche e peculiarità di un monitor che non sembra mancare di nulla

Il Samsung Odyssey G7 è un monitor VA da 32 pollici, ma è disponibile anche nella variante da 27, che si fa notare in prima battuta per la combinazione tra curvatura 1000R, refresh di 240Hz e risoluzione 1440p, offrendo un pacchetto completo per un giocatore che vuole sfruttare una GPU di fascia alta e vuole essere messo al centro dell’immagine. Ma l’arsenale della serie Oyssey va ben oltre mettendo sul piatto anche una fedeltà del colore elevata, con il 95% della copertura dello spazio DCI-P3, e un contrasto marcato che, punto di forza di questo tipo di pannello, compensa una luminosità effettiva non estrema. Ma pur girando in media intorno ai 350 nit di luminanza, il monitor Samsung arriva fino a un picco di 600, funzionale al supporto per l’HDR600. Non ci fa inoltre mancare il supporto sia per il FreeSync 2 che per il G-Sync e promette un tempo di risposta di un millisecondo da grigio a grigio che completa un quadro decisamente positivo, almeno su carta, per uno schermo che si presenta bene anche alla vista.

La curvatura estrema, caratteristica condivisa con pochi altri monitor di cui alcuni proprio Samsung, è il primo elemento che salta all’occhio di un pannello dalle cornici sottili che vuole avvolgerci nel suo abbraccio. Ma non è l’unica peculiarità nel design dell’Odyssey G7 che gode di un supporto dal dorso curvo, elegante e chiaramente in linea con i fregi ondulati che caratterizzano gran parte del retro dello schermo. Le linee tra l’altro puntano verso l’aggancio del sostegno incapsulato da una mascherina trasparente, e rimovibile, che che riprende lo stesso design ma sostituisce i solchi con fessure che lasciano passare l’illuminazione RGB, creando un effetto piuttosto suggestivo. Sul frontale invece si fa notare la cornice bassa che, inevitabilmente più spessa delle altre, incorpora due aggressivi triangoli, anche questi illuminati a LED e parte di un’illuminazione complessiva che a differenza di quanto visto con altri monitor crea una luce ambientale efficace.

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Complessivamente l’Odyssey vanta un buon equilibrio tra sobrietà e dettagli aggressivi, che si fanno carico dell’anima da gaming dello schermo senza comprometterne l’eleganza. Inoltre il monitor risulta piuttosto robusto, anche se il poggiacuffia estraibile che si trova sul retro del sostegno, ed è quindi invisibile ma anche non sempre facile da raggiungere, traballa un pochino. Inoltre il pannello, quando lo tocchiamo, tende a ondeggiare, ma dietro a questo c’è un motivo specifico. Lo stand è infatti pensato non solo per garantire un’ergonomia elevata in relazione a inclinazione, elevazione e angolo orizzontale, ma consente di ruotare lo schermo per posizionarlo in verticale. Vista la curvatura estrema non è semplice da utilizzare come schermo verticale, soprattutto se siamo seduti alla scrivania e con il bordo inferiore che si protende notevolmente verso di noi, ma è comunque una possibilità in più che tra l’altro garantisce un accesso estremamente comodo ai cavi per un monitor non facile da sollevare, visto il peso complessivo di 8.2Kg.

Prestazioni e connettività

A questo punto non ci resta che valutare la qualità dell’immagine, inevitabile perno di qualsiasi monitor, partendo dal leggerissimo backlight bleeding che si intravede lateralmente. Ma sappiamo che si tratta di un problema diffuso, legato al singolo pezzo, che tra l’altro sparisce quasi del tutto mettendosi al centro dello schermo. D’altronde è proprio li che Samsung ci vuole mettere per poter godere dei colori vividi, dell’ottimo contrasto e un’immagine ben definita che assieme alla curvatura 1000R si fa decisamente coinvolgente per lo spettatore. La luminosità media nominale, lo abbiamo detto, non è altissima, ma è di tipo QLED e assieme alla tecnologia VA garantisce un’immagine decisamente vivace. Inoltre la luminanza di picco tocca quota 600 ed è sufficiente per un HDR non ancora ideale ma decisamente più efficace dell’appena abbozzato HDR400 e valorizzato dall’ottimo contrasto. Si aggiunge quindi ai pregi di uno schermo che fino a questo punto risulta eccellente.

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Ma non c’è motivo di preoccuparsi passando al tempo di risposta che mantiene le promesse. Con le impostazioni di base emerge un pizzico di ghosting in 144Hz, ma questo sembra sparire a 240Hz, almeno a occhio nudo, senza bisogno di ricorrere alla modalità low input lag che comunque non compromette più di tanto la qualità dell’immagine. Tra l’altro in gioco non si nota alcun artefatto, la dove dominano i 240Hz che si sentono eccome. In alcuni giochi hanno un peso relativo sull’esperienza, influenzando più che altro la pulizia dell’immagine e la leggibilità delle scritte in movimento, ma in altri, come gli FPS giocati con un mouse impostando una sensibilità elevata, hanno un peso notevole. Certo, un framerate del genere non è facile da raggiungere, ma d’altronde parliamo di un pannello che guarda a configurazioni di fascia alta, anche in quanto a extra.

Al Samsung G7 non manca quasi nulla, incluse le modalità Picture in Picture e Picture by Picture da due sorgenti differenti che possono provenire dalle due Display Port o dall’ingresso HDMI. Troviamo inoltre due porte USB, una USB Type-B e un singolo stick per l’ottimo menù che risulta intuitivo, chiaro e pieno di opzioni, dai profili di colore fino al low input lag mode per chi vuole il massimo. Abbastanza insomma per giustificare un prezzo non certo basso, con 899 euro per il 32 pollici e 699 per il 27 pollici, ma senza dubbio commisurato a caratteristiche eccellenti in ogni ambito, dall’ergonomia fino all’immagine che oltre a essere veloce si distingue per neri ottimi, colori vivaci e definizione.

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Prezzo
899,00 €

Multiplayer.it

9.2

Il Samsung G7 Odyssey è un monitor che si fa notare prima su carta, poi al tatto e infine nei videogiochi, ma anche nei film, nell’uso quotidiano e anche in quello professionale grazie alla combinazione tra fedeltà del colore elevata, refresh fino a 240Hz, schermo orientabile verticalmente, ergonomia elevata, HDR accettabile, connettività abbondante e supporto per G-Sync e FreeSync 2. Non mancano alcune piccole incertezze e c’è un prezzo da pagare, ma è commisurato a un’offerta davvero ricca.

PRO

  • Contrasto eccellente combinato con una fedeltà del colore elevata
  • Ergonomico al massimo
  • Perfetto per la scena competitiva grazie alla combinazione tra 240Hz e curvatura estrema

CONTRO

  • Difficile da sfruttare a fondo anche con una GPU di fascia estrema
  • C’è sempre il rischio del backlight bleeding

Sorgente articolo:
Samsung G7 Odyssey, la recensione del modello da 32 pollici

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