ROG Phone 3, la recensione – Multiplayer.it

Abbiamo passato qualche giorno in compagnia del ROG Phone 3: il gaming phone di Asus torna con una terza versione che riprende e migliora praticamente tutto quanto fatto dal suo predecessore, tenendo sempre in testa le esigenze del giocatore. Ecco la nostra recensione

Le premesse della recensione del ROG Phone 3 sono le stesse fatte per il modello precedente: un ottimo prodotto non deve essere necessariamente adatto a tutti, può parlare a una nicchia di appassionati alla ricerca di un dispositivo in grado di rispondere alle proprie esigenze. Il nuovo dispositivo della divisione gaming di Asus parla a un pubblico di appassionati di gioco in mobilità che dalle nostre parti potrà non essere ancora gigantesco come in Asia, ma è in crescita e ogni anno che passa può contare su un ventaglio di opzioni più articolato. Siamo passati dai “giochini per smartphone” a prodotti via via più complessi, in alcuni casi paragonabili alle controparti per console e PC. Ma siamo anche passati da un modello tradizionale e basta a un catalogo di scelte che includono ad esempio il cloud gaming: sempre più presente tra alti e bassi ma con protagonisti, come Google e Microsoft, intenzionati a portare l’esperienza di gioco classica, diciamo quella completa, anche su smartphone.

L’orizzonte delle console, per certi versi ancora imbattibile nell’esperienza di gioco, ha dei limiti di diffusione difficili da sormontare. Problemi che PC e smartphone non hanno e che aprono mercati da centinaia di milioni quando non miliardi di nuovi utenti (e clienti). L’onda lunga di questa esigenza, in primis economica, ha già portato e porterà sempre più prodotti completi, profondi e ricchi di possibilità. Per chi già da qualche tempo si è appassionato a questo tipo d’esperienza, ROG Phone ha da un paio d’anni rappresentato la miglior opzione disponibile sul mercato e questo terzo modello, pensato in continuità con quello precedente, non fa eccezione. Oggi una conferenza dedicata ha annunciato l’arrivo del ROG Phone 3, disponibile attraverso il sito ufficiale, ma noi è già qualche giorno che lo utilizziamo.

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Design e dintorni: tamarro ma non troppo

Tirato fuori dalla (gigantesca, come di consueto) scatola, il ROG Phone 3 si presenta con un design che mescola scelte vecchie e nuove. Lo schermo AMOLED da 6.59″ 2340×1080 (391ppi) è molto classico, senza soluzioni che lo fanno uscire oltre i bordi, ad esempio, ed è incorniciato nelle due estremità superiore e inferiore da bordi che lasciano spazio alla fotocamera frontale e ai generosi speaker. L’idea è chiaramente quella di favorire l’ergonomia mentre si gioca impugnandolo in orizzontale, senza correre il rischio di interazioni accidentali e senza rubare spazio all’azione sullo schermo. Il retro mantiene alcuni elementi estetici del passato, come l’immancabile logo luminoso ROG, ma diventa qui un po’ più sobrio, ad esempio mostrando il dissipatore attraverso una pozione della scocca in vetro che lascia intravedere l’interno del dispositivo. Il ROG Phone 3 non cerca un design minimale o adatto a tutti, semplicemente è diventato un filo più discreto.

Già che ci siamo togliamoci subito un pensiero: il peso resta davvero importante (240 grammi) che sono oggettivamente tanti e, uniti alle dimensioni, non lo rendono adatto a tutti. D’altra parte torna intatta la gigantesca batteria da 6’000 mAh che ne fanno un eccellente prodotto non solo per chi vuole giocare, ma anche chi fa del proprio smartphone un centro per l’intrattenimento multimediale oppure ha esigenze lavorative che richiedono un utilizzo costante e intensivo del telefono durante la giornata. Tra l’altro Asus ha pensato ad alcune soluzioni software, di cui parleremo più avanti, che rendono la gestione della batteria più “smart”.

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Specifiche tecniche al top, con in testa il gaming

Il grosso del lavoro fatto da Asus è, chiaramente, legato all’hardware del ROG Phone 3. Alla base ci sono il processore Snapdragon 865 Plus (3.1GHz di frequenza), la GPU Adreno 650, la ram LPDDR5 (16GB nel caso del modello da noi provato) e la memoria UFS 3.1 (512GB in quello testato). Si tratta di componenti non inedite ma che sono state messe insieme per garantire in fase di gioco l’eliminazione di eventuali colli di bottiglia e, in sostanza, un frame rate stabile durante tutto il corso delle partite. Con praticamente tutti i titoli testati, dai classici PUBG e Asphalt in giù, confermiamo che come per il gaming phone Asus precedente, anche in questo caso il produttore taiwanese ha realizzato un dispositivo che soddisfa le aspettative.

La direzione presa anche dal gioco mobile, sempre più attento a fenomeni come l’eSport e in generale i titoli competitivi / online, ha spinto a fare un lavoro ulteriore sullo schermo che riprende alcuni punti fondamentali del ROG Phone 2, aumentano i valori in campo. Il refresh rate passa così da 120Hz a 144Hz mentre il touch sampling rate passa da 240Hz a 270Hz e la latenza al tocco scende a 25ms, quasi dimezzandosi. Il tutto, in soldoni, per avere un’immagine più fluida in quei giochi che si permettono di salire così tanto in termini di frame rate e per avere una risposta molto più rapida ai comandi. Bisogna notare che aumentando il refresh rate dello schermo, crescono anche i consumi: il consiglio è di lasciare al telefono la facoltà di impostare la frequenza in maniera autonoma, a seconda del gioco, così da evitare inutili sprechi. Numeri a parte, la qualità dell’immagine riprodotta dal pannello montato è, come per il modello precedente, veramente notevole: ottimo angolo di visione e colori, non solo quando si gioca ma anche guardando filmati o foto. Difficile trovare di meglio in circolazione, soprattutto nell’ottica di un gamer. Per l’audio invece, Asus si è affidata a una collaborazione con Dirac Audio, azienda svedese con cui ha elaborato degli speaker frontali potenti, capaci di mantenere l’audio pulito e chiaro anche alzando parecchio il volume. La soluzione preferibile per giocare resta ovviamente un buon paio di cuffie o auricolari, però anche l’esperienza di gioco con gli speaker non risulta sacrificata.

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Gli Air Trigger, i sensori posti di lato per dare modo di avere dei dorsali quando si gioca in modalità landscape, sono stati rivisti per aggiungere alcune nuove gestures. Probabilmente le due più significative sono la possibilità di creare da ciascun Air Trigger due pulsanti virtuali, avendo un totale di quattro “tasti” a portata di dita, e poi la funzione che, tenendo premuto, ripete il comando. Difficile pensare che tutte queste opzioni di controllo supplementare possano venire usate in ogni situazione ma il punto è la libertà di customizzazione, la possibilità di adattare quanto più possibile i comandi di ciascun gioco alle proprie esigenze. Con titoli in uscita come League of Legends: Wild Rift, agli appassionati una serie di comandi in più non faranno di certo dispiacere.

Il comparto fotografico passa dal sensore Sony IMX586 da 48MP del modello precedente alla versione aggiornata, il Sony IMX686 da 64MP, a cui affianca ancora una volta un secondo obiettivo ultra-wide da 13MP e ne aggiunge un terzo macro da 5MP. Davanti il ROG Phone 3 si affida invece a una fotocamera da 24MP. Il ROG Phone 3 non vuole essere un camera phone e si vede: le immagini in buone situazioni di luce sono soddisfacenti e potrete portarvi a casa bei ricordi delle vacanze o delle gite fuori porta, ma quando la luce è poca le cose si fanno un po’ più complicate. E anche i video non sono certo paragonabili a quelli dei top di gamma di altri brand. Il passo in avanti rispetto a un anno fa c’è stato ma la filosofia è la stessa: un telefono per giocare che fa anche buone foto.

In termini di connettività, il nuovo gaming phone Asus fa tutto benissimo, se non per una mancanza. Le antenne Wi-Fi 6 sono quattro, così come i microfoni, il che permette di avere sempre le migliori performance di rete e di far catturare l’audio in maniera ottimale sia quando lo si impugna in orizzontale sia in verticale. Come in passato ci sono due ingressi USB Type C, di cui uno di lato, così da poterlo ricaricare anche mentre si gioca. Quello che manca è il jack 3.5mm che è stato sacrificato perché nel gioco degli incastri necessario per fare spazio allo Snapdragon 865 Plus e al modulo 5G, non c’è stato modo di inserirlo. In compenso il jack è presente sull’Aero Cooler 3, che torna ancora una volta incluso in ogni confezione e risolve in parte questo tipo di assenza. Quest’ultimo accessorio facilita una dissipazione del calore che, in ogni caso, è già molto buona: lunghe sessioni di gioco non mettono in particolare difficoltà il sistema, che risponde bene anche mantenendolo ad alte frequenze a lungo.

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Android 10 e tutto quello che serve per giocare

ROG Phone 3 installa, ovviamente, Android 10 non appena lo tirate fuori dalla scatola. Come opzione di partenza dà la possibilità di scegliere tra l’interfaccia dedicata ROG UI oppure quella, più discreta, ZEN UI: difficile dire perché qualcuno dovrebbe comprare un gaming phone e privarsi della prima, ma volendo l’opzione c’è. Prima di entrare nello specifico del software sviluppato per questo modello, è bene precisare che il nuovo ROG Phone ha un’ottima esperienza di utilizzo: l’hardware montato permette, naturalmente, una risposta davvero molto rapida e non c’è mai occasione per notare rallentamenti mentre si naviga sul web, si utilizzano le app per la produttività e così via.

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La parte più divertente di tutta l’esperienza ROG Phone è ancora una volta Game Genie, l’interfaccia in game che può essere richiamata in qualsiasi istante durante la partita e permette di fare tutta una serie di azioni. Ne parleremo più nello specifico in un articolo dedicato ma si può regolare un po’ di tutto: dal refresh rate fino alla presenza su schermo delle statistiche sull’uso di CPU e GPU, dalla luminosità fino alle macro e allo svuotamento della RAM per permettere una più agevole esecuzione dei giochi. Per chi vuole condividere le proprie partite è anche possibile registrare delle clip in game, andare live su Twitch oppure aprire una finestra del browser per navigare senza abbandonare il gioco.

Usciti dal gioco ci sono tutta una serie di opzioni già note che, passando dall’apposito centro di controllo, permettono di regolare le opzioni dell’Xmode, le connessioni, di impostare macro e Air Triggers e così via. Molto interessante anche il software per la gestione della batteria e della ricarica della stessa: si può ad esempio impostare il tempo di ricarica durante la notte oppure la percentuale di caricamento voluta, così da non impegnare la batteria oltre il necessario e allungarne la “vita”. Chiudiamo la carrellata legata al software citando la presenza nel pacchetto di 3 mesi di Stadia Pro.

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Asus porterà nei negozi il ROG Phone 3 in tre configurazioni differenti. Il ROG Phone 3 – Strix Edition è il nuovo “entry level”, disponibile da oggi e costa 799 con una configurazione che monta lo Snapdragon 865 (non Plus), 8 GB di RAM e 256 GB di memoria. Nella prima metà di agosto sarà invece disponibile il ROG Phone 3 con lo Snapdragon 865 Plus, 12GB di RAM e 512GB di memoria a 999 euro. Infine entro il mese di agosto sarà disponibile quello testato per questa recensione, venduto a 1’099 euro e dotato, a differenza del modello precedente, di 16GB di RAM.

Il lancio del telefono verrà accompagnato dalla line up di accessori che ricalca in larga parte quella dell’anno scorso. Garantita anche la compatibilità con l’accessorio dello scorso anno, se non per l’AeroCool 3 che però è incluso nella confezione. Confezione che contiene anche il caricatore 30W ma non le cuffiette. I primi 200 che preordineranno ciascuno dei tre modelli online riceveranno, in compenso, le ROG Cetra Core.

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8.7

Inquadrare il ROG Phone 3 sul mercato è tutto sommato abbastanza semplice: si tratta del miglior smartphone per chi intende soprattutto giocare con il proprio telefono. Audio e video sono studiati per lo scopo, l’hardware montato è quanto di meglio in circolazione e ci sono tutta una serie di soluzioni software che faranno piacere agli appassionati. Tra l’altro la batteria generosissima e la qualità dell’esperienza d’uso lo rendono anche una soluzione eccezionale per chi deve utilizzare lo smarphone per intrattenimento o per lavoro durante tutto il corso della giornata. Ci sono alcune pecche strutturali, come il peso, che difficilmente potevano essere evitate. L’assenza del jack 3.5mm (se non sull’AeroCool 3) e un comparto fotografico “solo ok” sono due compromessi che, data la natura di questo dispositivo, sono comprensibili. Idem per l’assenza della ricarica wireless e la certificazione IP68. Secondo chi scrive la questione è, in definitiva, abbastanza semplice: se volete un gaming phone al top prendetelo senza pensarci sopra, a meno che non abbiate il modello immediatamente precedente dal quale forse non si distanzia in maniera così decisa.

PRO

  • Prestazioni al top
  • Esperienza di gioco eccellente
  • Soluzioni software molto valide
  • Batteria generosa

CONTRO

  • Peso sempre importante
  • Qualche assenza dovuta dalla natura del prodotto

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