Returnal: la nuova esclusiva PS5 degli autori di Resogun e Alienation – Everyeye Videogiochi

L’evento PlayStation ha presentato giochi dalle tematiche più disparate, ma molti giochi sembrano essersi concentrati nello specifico su universi paralleli, realtà alternative e scombussolamenti temporali. Returnal è il secondo gioco dell’evento, insieme a Deathloop di Arkane, a incentrare le premesse narrative (e molto probabilmente anche le dinamiche di gameplay) sul “trucchetto” del loop temporale. Il gioco sviluppato da Housemarque in esclusiva sulla console Sony riprende celebri pellicole come Groundhog Day o Edge of Tomorrow, ma non disdegna neppure un approccio più classico alla formula tipica del team finlandese.

Vivi, muori, ripeti

La protagonista di Returnal è un’astronauta di cui non sappiamo né il nome né la missione. Qualcosa durante l’atterraggio su un pianeta alieno è però andato storto e la donna è rimasta intrappolata in un loop temporale di morte e rinascita. Sulle prime, Returnal sembrava un’avventura molto distante dagli stilemi propri di Housemarque. I ritmi più compassati, maggior interesse nell’introspezione e nel viaggio mentale.

Il pianeta su cui precipita la nave è infatti un luogo mutevole, dominato da quello che sembra essere un artefatto di matrice aliena: una sfera dalla consistenza quasi liquida che rimanda al romanzo Sphere di Michael Crichton (da cui è stato poi tratto un film omonimo nel 1998). Quella sfera sembra in grado di leggere nella mente della protagonista e farle vivere particolari ricordi, oppure distorcerli in incubi allucinati. In qualche modo, la costante ripetizione dei loop temporali sembra far avanzare una sorta di cancrena nerastra che ha infettato il personaggio principale e forse essa stessa origine delle visioni più turpi. Nel video si vede anche un essere nero simile a un facehugger di Alien, forse sempre legato a questa sorta di infezione.
La mutevolezza dei panorami influenzerà molto probabilmente anche il level design: non abbiamo ancora conferme ufficiali, ma immaginiamo che a ogni morte l’astronauta si trovi in un pianeta modificato, forse anche radicalmente, rispetto a prima. Questo potrebbe suggerire l’inserimento di elementi spiccatamente roguelike, come magari la gestione attraverso algoritmi di zone e nemici, comunque limitata per affermare le ambizioni narrative della produzione.

Come abbiamo anticipato, in ogni caso, il gioco recupera alcune caratteristiche delle precedenti produzioni Housemarque: nella parte finale del trailer si vede infatti che Returnal ospiterà sezioni da third person shooting all’apparenza molto movimentate.

La protagonista sembra in grado di muoversi con agilità mentre spara e schiva banchi di proiettili colorati che le vengono vomitati addosso da creature oscure e deformi. Un aspetto, questo, che non abbiamo dubbio verrà trattato con la dovuta cura, ma che secondo noi non si sposa appieno con i momenti meno concitati e più intimi.

Non è solo lo stacco tra ritmi più compassati e altri frenetici ad averci fatto una cattiva impressione, è proprio lo stile dei proiettili colorati, ora verdi, ora viola, ora rossi, che male si integra con lo stile più oscuro che dominava il trailer di presentazione.

Abbiamo insomma paura che questa concessione al bullet hell spacchi Returnal in due avventure ben differenziate e separate, proprio come spaccato è il video di annuncio. Non fasciamoci la testa in anticipo, però, perché il nuovo progetto di Housemarque (e forse il più ambizioso fino a questo momento) potrebbe riservarci qualche sorpresa inaspettata quando Sony deciderà di mostrare qualche dettaglio aggiuntivo.

In assenza di informazioni certe di cui parlare, ci concediamo, in conclusione, qualche piccola speculazione aggiuntiva. Il trailer si apre infatti inquadrando l’astronave della nostra astronauta: chiaramente l’avaria e la caduta sul pianeta ostile saranno eventi essenziali per spiegare la natura dei loop temporali e difficilmente il gioco ci consentirà di pilotare in autonomia un mezzo volante. Ma se, memori di Resogun, gli sviluppatori volessero inserire qualche piccola sezione di shooting a bordo di un’astronave? Spostandoci su speculazioni molto più radicate: abbiamo notato che la protagonista spara diversi tipi di proiettili, ciò ci fa pensare ad armi differenti o, al limite, a proiettili distinti e diverse modalità di fuoco.

Diamo quasi per scontato che ci sarà una personalizzazione dell’equipaggiamento o delle abilità dell’avatar, ma non sappiamo precisamente quale forma assumeranno. In un frame abbiamo però notato un close-up su un fucile d’assalto: che sia possibile personalizzare direttamente l’arma già in possesso della protagonista? Ancora una volta, non abbiamo una risposta. Altri dubbi riguardano il sistema di progressione: come sarà gestito, se avrà intrusioni ruolistiche oppure se tutte le modifiche effettuate al personaggio svaniranno una volta che verrà ucciso. L’infezione che attanaglia la protagonista, in ultimo, avrà anche conseguenze ludiche? Ad esempio con un livello di sfida via via più proibitivo maggiore è il grado di corruzione. Sono tutti spunti di discussione a cui ognuno può contribuire nell’attesa che qualche dichiarazione degli sviluppatori fughi ogni dubbio. Intanto vi ricordiamo che Returnal è previsto in esclusiva su PlayStation 5 e che sfrutterà molte delle feature della nuova console, come gli Adaptive Trigger del Dualsense e l’audio 3D.

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