Questa è la foto più vicina mai scattata al Sole – Esquire Italia

La NASA e l’ESA, le agenzie spaziali statunitense ed europea, hanno ottenuto delle immagini del Sole che nessuno prima d’ora era mai riuscito a ottenere. Un piccolo record che tutti possiamo apprezzare con un solo sguardo, ma anche un’importante passo in avanti per alcune ricerche scientifiche che, grazie ai dettagli visibili dalle foto, possono finalmente trovare risposte e conferme.

Le foto sono state possibili grazie alla navicella spaziale Solar Orbiter, dell’ESA, che sta facendo il giro del Sole. Lungo il tragitto, le apparecchiature di bordo hanno reso possibile scattare le foto in questione, degli scatti “incredibili”, secondo molti.

esa, foto solare

ESA

Ma oltre alle apparecchiature è stato necessario che queste fossero estremamente vicine al Sole, e questo è accaduto perché a giugno il moto dei pianeti ha permesso alla navicella di trovarsi estremamente vicina alla nostra stella.

Da quando la Solar Orbiter ha spiccato il volo qui sulla Terra c’è stata la pandemia, che ha rallentato i lavori, reso difficile il compito di scienziati e tecnici e di conseguenza reso più difficoltoso anche recuperare i dati. Il blocco però, anche quello dovuto al lockdown, è stato superato: “Quando c’è stato lo stop ai lavori abbiamo dovuto ripianificare tutto”, ha detto José Luis Pellón Bailón, manager delle operazioni di Solar Orbiter che lavora per l’ESA. E ha aggiunto: “Una delle restrizioni maggiori era che solo due ingegneri potevano stare nella sala di controllo nello stesso momento”.

washington dc november 11 in this handout image supplied by nasa, the planet mercury is seen in silhouette, low center, as it transits across the face of the sun on november 11, 2019, from washington mercurys last transit was in 2016, the next wont occur until 2032 photo by bill ingallsnasa via getty images

NASAGetty Images

Di Solar Orbiter e delle sue foto si era già parlato il mese scorso, quando vennero diffuse le immagini incredibili della cometa ATLAS. Ora però il successo di Pellón Bailón e del team europeo-statunitense è ancora più evidente. La navicella spaziale potrà dare un’occhiata a una zona del Sole sostanzialmente inesplorata: i suoi poli. In particolare, gli scienziati sperano di scoprire cosa succede quando il campo magnetico del sole si sposta alla fine del ciclo solare, che dura circa 11 anni. In quella fase il sole passa da un periodo di alta a uno di bassa attività. Potremo scoprire molto dei cosiddetti “venti solari” e delle tempeste solari, compresi i dettagli chimici e fisici che le determinano.

Oggi però, va detto che l’Orbiter solare non è l’unica astronave che studia il sole. Anche la Parker solar Probe della NASA, che fu lanciata nel 2018, è in orbita intorno al sole, anch’essa per raccogliere un insieme di dati importanti per la stessa ricerca scientifica.

Ci aspettiamo di vedere altre foto, e forse persino più definite di queste. Ora che le due missioni possono lavorare di pari passo, e persino scambiarsi informazioni, si nota la potenza di una ricerca scientifica fatta con in nome della collaborazione internazionale.

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