PS5 e Xbox Series X: se il ray-tracing è il Graal, cosa sono fisica, IA e design? – Multiplayer.it

Nella giornata di ieri abbiamo riportato una dichiarazione di Jason Ronald, il director del Program Management di Xbox, che definiva il ray tracing come il Santo Graal della grafica. Ovvero quell’obiettivo mitologico e apparentemente irraggiungibile che tutta l’industria ha inseguito vanamente per anni. Un obiettivo che però, con PS5 e Xbox Series X, apparentemente, non sembra più fuori portata. Ma se il ray tracing è il Graal, cosa sono il gameplay, l’IA, la fisica e il design, ovvero tutti quegli elementi che definiscono e rendono grande un videogioco?

Il ray tracing consente di calcolare in tempo reale ogni singolo raggio di luce e i riflessi che questi hanno su tutte le superfici di un ambiente tridimensionale. Come è facile capire, si tratta di un calcolo molto complesso e ricco di variabili, soprattutto quando applicato in tempo reale su di un ambiente interattivo. Come è possibile vedere in Minecraft RTX e negli altri prodotti che l’hanno implementata in maniera estensiva, è un effetto in grado di cambiare letteralmente l’aspetto di un gioco. Rende tutto più bello e realistico, morbido. Un raggio di sole che filtra tra gli alberi di una foresta, la nebbia che avvolge una pianura, una torcia che illumina un dungeon oscuro. Sono scene tipiche di un videogioco che con un ray tracing ben implementato sono in grado davvero di esaltarsi ed esaltare.

Quindi siamo convinti che se davvero PS5 e Xbox Series X saranno in grado di sfruttare questa tecnologia in modo puntuale, il salto generazionale, perlomeno dal punto di vista grafico, sarà notevole. Minecraft ne è un esempio lampante. Non è un gioco propriamente “bello”: ha uno stile unico, una atmosfera notevole e un eccellente ciclo giorno notte. La versione RTX, di contro, è eccezionale, in grado di trasformare foreste cubettose e grotte squadrate in ambienti che non stonerebbero in produzioni di altro genere.

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Però ci viene da chiedere: basta questo per definire un salto generazionale? O hanno ragione i Platinum Games a dire che se le cose stessero così si tratterebbe di un avanzamento tecnologico poco eccitante? Perché è vero che Minecraft, Battlefield V e Control sono molto più belli col ray tracing, ma sono gli stessi giochi che giochiamo da anni.

Quali sono le novità per quanto riguarda il gameplay, l’Intelligenza Artificiale o la fisica? Possibile che questi elementi siano così poco importanti da non richiedere hardware e software pensati appositamente per far fare loro il salto di qualità? E che, per poter gestire il ray tracing, rischiano di vedere ulteriormente ridotte le risorse a disposizione?

Per esempio la fisica e la distruttibilità degli ambienti potrebbero esser sacrificate sull’altare del ray tracing, dato che ambienti interattivi richiederebbero un calcolo ancora più complesso delle luci e dei riflessi. Cosa si fa? Si torna ad ambienti immutabili come nei vecchi Call of Duty o Gran Turismo?

Ecco che forse il ray tracing serve più per abbagliare un po’ la vista. La bella grafica è più facile da comunicare della buona intelligenza artificiale o della fisica rivoluzionaria, però rischia di appiattire la carica innovativa della generazione che verrà. Una generazione che, comunque, apporterà dei cambiamenti epocali nel nostro hobby preferito. Il tanto vociferato SSD contenuto sia in PS5 sia in Xbox Series X, infatti, inciderà sul design dei giochi, sui costi di sviluppo, sulla fruizione del nostro hobby preferito, che sarà più vicina all’epoca delle cartucce rispetto che a quella dei lentissimi lettori CD.

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La bassa latenza del gamepad di Xbox Series X migliorerà i tempi di risposta e renderà estremamente più precise le nostre periferiche, un elemento che potrà aiutare la scena competitiva a crescere, oltre che diminuire le eventuali frustrazioni date da comandi mal interpretati. L’audio spaziale migliorerà in maniera esponenziale l’immersività, così come i controlli aptici. Microsoft Flight Simulator ci sta mostrando come i server Azure possano aumentare esponenzialmente i dati che è possibile sfruttare all’interno di un gioco: avrà tutti i 37mila aeroporti del mondo.

In altre parole le novità di questa generazione sono potenzialmente molte, oltretutto molto più profonde della semplice “graficona“. Che comunque non fa mai male, ma non deve essere presa come il Santo Graal, ovvero come l’obiettivo ultimo, quello più importante da raggiungere.

Ci sono cose più importanti che cambieranno in nostro modo di giocare nei prossimi anni. Cosa ne pensate? Parliamone!

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