POS obbligatorio: ecco cosa cambia da oggi 1 Luglio 2020

Il POS diventa obbligatorio da oggi, 1° Luglio 2020, per tutti gli esercenti che ancora non lo hanno reso disponibile ai clienti. In questa giornata scatta anche il nuovo limite per i pagamenti in contanti che come stabilito dal decreto Fiscale relativo alla Legge di Bilancio, scende a quota 2.000€. Più moneta digitale e meno contanti. Una novità che era stata stabilità già precedentemente all’arrivo della pandemia da COVID-19 e che cerca di limitare l’uso del contante incentivando quello dei pagamenti digitali che divengono così più facilmente tracciabili assieme allo scontrino elettronico. Ma cosa cambia dunque per gli esercenti e per noi cittadini?

POS obbligatorio: cosa cambia da oggi 1° Luglio

Le novità fiscali che entrano in vigore da oggi 1° Luglio 2020 riguardano vari argomenti. Alcune sono connesse direttamente con il decreto Rilancio mentre altro provengono dal decreto Fiscale. In questo caso oltre all’obbligo del POS e alla limitazione dei pagamenti in contanti vi è anche la novità del Bonus vacanze che abbiamo visto in questo articolo e anche l’ecobonus 110% per le ristrutturazioni.

Come detto per ottemperare ad un’ottica anti evasione ma anche per incentivare i pagamenti digitali ecco che da oggi il Decreto fiscale introduce il ”Bonus POS” ossia la possibilità di recuperare il 30% delle commissioni applicate da banche o altri operatori finanziari agli esercenti che hanno dunque l’obbligo da oggi di utilizzarlo per il pagamento dei propri clienti.

In questo caso però l’incentivo al pagamento tramite POS e dunque con mezzi tracciabili invece delle banconote non prevede sanzioni per i commercianti che non lo vorranno utilizzare. Nel decreto del 2019 il numero 124 erano state stabilite alcune sanzioni in caso di non presenza del POS, sanzioni che però sono state annullate proprio come l’articolo 23 dello stesso decreto che dunque permetterà ancora agli esercenti di negare il pagamento tramite carta o bancomat senza incorrere in alcune sanzione nemmeno a partire da oggi 1° Luglio 2020.

Un obbligo dunque che c’è a livello legale ma che alla fine non porterà ad alcuna sanzione per chi non lo metterà. Un passo indietro dunque la cancellazione dell’articolo 23 del decreto che ha fatto chiaramente discutere e che innegabilmente potrebbe non portare a quella che voleva essere una maggiore tracciabilità dei pagamenti. La mancanza di sanzioni di certo non ”incentiva” gli esercenti che eviteranno dunque il POS e tutto ciò che ne consegue come i costi di connessione ma anche di installazione.

L’obbligo del POS e dell’introduzione del credito d’imposta del 30% per chi lo adotterà come forma di pagamento, vale per tutti i liberi professionisti, negozianti, ma anche avvocati, commercialisti e titolari di partita IVA. Per quanto riguarda invece la riduzione del tetto massimo per accettare i pagamenti in contantisappiate che da 3.000€ si scende a 2.000€ e che un nuovo step arriverà il prossimo anno con la soglia che calerà ancora a 1.000€.

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