Nuove tecnologie auto: gli italiani sono aperti alle innovazioni | Studio

I consumatori esprimono ancora forti perplessità in merito alle nuove tecnologie di connettività e guida autonoma. E’ quanto emerge da una nuova indagine svolta da Deloitte all’interno del suo Global Automotive Consumer Study. Guardando più da vicino i dati sull’Italia, si scopre che il Paese si muove in controtendenza, rivelandosi un mercato particolarmente aperto a queste innovazioni. Stesso discorso vale anche per le auto elettriche. Tuttavia, gli italiani puntano il dito sui prezzi alti delle nuove tecnologie. Critiche rivolte anche alle batterie dei veicoli elettrici e alle loro capacità di ricarica.

PREZZI ALTI

I costruttori, per poter continuare a competere sul mercato, stanno investendo molto sulla creazione di una mobilità sempre più elettrica, connessa, autonoma e condivisa. Ma il costo di un simile approccio può rivelarsi insostenibile nel lungo periodo. Per ciò si sta assistendo a diverse collaborazioni con l’obiettivo di ottimizzare i costi di sviluppo. Tuttavia, gli ingenti investimenti si basano sul concetto che i consumatori finali saranno poi inclini a pagare un extra per disporre delle ultime tecnologie.

Secondo lo studio, la questione prezzo è una situazione controversa. Per i costruttori, ottenere un ritorno economico sugli investimenti potrebbe essere più difficile di quanto pensino. L’esempio più calzante è legato allo sviluppo delle soluzioni di guida autonoma. Tre anni fa si pensava che il lancio commerciale di questa tecnologia fosse imminente. Invece, a causa di problemi normativi e di sviluppo, le tempistiche si sono allungate di molto tanto che qualcuno dubita che tale tecnologia possa davvero arrivare.

A causa dei ritardi, Deloitte ha rilevato un certo “raffreddamento” nell’interesse dei consumatori verso questa tecnologia. Nella maggior parte dei Paesi, per il secondo anno consecutivo, la quota di chi ancora dubita della sicurezza dei veicoli a guida autonoma è rimasta pressoché stabile a circa la metà dei rispondenti. L’Italia, curiosamente, si muove in controtendenza: solamente un consumatore su quattro continua a pensare che non sia sicura.

Tuttavia, globalmente il vero problema è il prezzo. Quello che desta maggiormente perplessità è l’idea di pagare un “premium price”: più di uno su quattro (26%) non sarebbe disposto a corrispondere un prezzo maggiore per usufruire di tale tecnologia, mentre il 33% pagherebbe non più di 400 euro. Il dato va comunque letto più ampiamente e cioè nella indisponibilità dei consumatori a pagare un prezzo maggiorato per usufruire dei benefit tecnologici.

Infatti, sempre in Italia, il 26% dichiara di non essere disposto a spendere di più per un’auto in grado di comunicare sia con altri veicoli che con le infrastrutture pubbliche per migliorare la sicurezza stradale (tecnologia C-V2X – ne abbiamo parlato nel nostro video di approfondimento). Un dato che viene confermato dall’indagine anche in altri Paesi europei. Viceversa, la tendenza è l’esatto opposto nei Paesi in via di sviluppo. Probabilmente, i consumatori occidentali tendono a pensare che l’implementazione di tecnologie avanzate sui nuovi veicoli non implichi necessariamente un prezzo più elevato, ma risponda semmai ad una strategia di differenziazione sul mercato.

DUBBI SULLE BATTERIE DELLE AUTO ELETTRICHE

La tendenza a non voler spendere di più per le nuove tecnologie si riflette anche sui sistemi di alimentazione alternativi ai carburanti tradizionali. Il 52% degli italiani dichiara di non voler spendere più di 400 euro extra per un veicolo dotato di una motorizzazione ecologica. Si tratta di un dato in linea con quanto rilevato in Germania e in America. I Paesi orientali, invece, si dimostrano più aperti a questa possibilità. Tuttavia, la scarsa disponibilità a pagare un premium price è controbilanciata da un forte e crescente interesse verso una mobilità più ecologica.

In Italia, infatti, la preferenza per i motori ibridi/elettrici raggiunge il 71%, un dato in netto aumento rispetto al precedente studio di Deloitte. Per arrivare alla consacrazione delle auto a batteria, tuttavia, i produttori dovranno rivelarsi in grado di dissolvere i timori dei consumatori relativamente all’affidabilità e alla durata delle batterie. Si tratta, infatti, di una delle principali preoccupazioni espresse dai consumatori assieme alla scarsità delle infrastrutture di ricarica. Pregiudizi, però, che cozzano con l’evoluzione della tecnologia e con le reali necessità delle persone. Gli intervistati vorrebbero un’autonomia di 500 Km quando mediamente percorrono 43 Km al giorno.

Sui tempi di ricarica, un italiano su due sarebbe disposto ad attendere 30 minuti (o più), mentre solo una quota limitata (15%) prevede un’attesa inferiore ai 10 minuti. Sul tema delle infrastrutture di ricarica, la ricerca evidenzia come nessuno dei protagonisti del mercato delle auto elettriche appare disposto ad assumersi la responsabilità di affrontarne il rischio e i costi dell’investimento per creare una rete di ricarica. Gli incentivi governativi sono bassi e le compagnie petrolifere tendono a proteggere le loro attività.

Dal punto di vista dei consumatori, le preferenze su chi dovrebbe assumersi la responsabilità di realizzare l’infrastruttura di ricarica destinata ai veicoli elettrici variano sensibilmente a seconda del Paese considerato. Si conclude, dunque, che la realizzazione di un network di ricarica economicamente sostenibile richiede una stretta collaborazione tra pubblico e privato.

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