Monero: la nuova regolamentazione della Corea del Sud ne vieta lo scambio

La nuova regolamentazione sugli asset virtuali, che entrerà in vigore in Corea del Sud a marzo, vieta agli exchange crypto gli scambi in Monero ed in altre cosiddette “dark coin” (le criptovalute ad elevato livello di privacy).

È quanto riferisce il quotidiano locale Electronic Times, secondo cui le dark coin hanno un elevato rischio di essere utilizzate per il riciclaggio di denaro, a causa della difficoltà nel determinare i dettagli delle transazioni. Per questo motivo viene del tutto vietato agli operatori di asset virtuali registrati di poterle trattare.

Ricordiamo che in Corea del Sud la legge prevede che, obbligatoriamente, tutti gli operatori che forniscono servizi alla propria clientela riguardanti asset virtuali debbano essere registrati ed autorizzati dalla Financial Intelligence Unit (FIU) della Financial Services Commission. 

Oltre a Monero saranno vietate anche tutte le altre criptovalute le cui transazioni non sono tracciabili, perchè nascondono i dettagli utili al tracciamento, come Zcash, Verge, Bytecoin, e probabilmente anche Dash. 

Pertanto nel paese stanno di fatto aumentando le barriere ed i limiti allo scambio di criptovalute, come accade già da tempo. 

La Corea del Sud è infatti uno dei paesi al mondo con il più ampio utilizzo di criptovalute, in particolare in ambito speculativo, con alcuni dei più grandi exchange crypto al mondo. Il governo del paese asiatico ha avviato da qualche anno un severo controllo sugli exchange, e la nuova regolamentazione è allo studio almeno da marzo 2020, tanto che dell’ipotesi di vietare gli scambi di privacy coin se ne parla già da novembre. 

Oltre a ciò, la FIU chiederà anche agli exchange coreani di segnalare loro eventuali transazioni insolite avvenute sulle loro piattaforme entro tre giorni lavorativi.

A questo punto per i residenti in Corea del Sud che volessero acquistare o vendere XMR (Monero) o altre privacy coin, non resta che utilizzare exchange esteri, correndo comunque il rischio di essere scoperti, o utilizzare exchange decentralizzati. Tuttavia questi ultimi non sono basati sulle blockchain delle privacy coin, pertanto gli scambi di Monero, Zcash, Dash sui DEX non risultano particolarmente agevoli, nei rari casi in cui risulta possibile farlo. 

Visto che la Corea del Sud è un mercato interessante per le criptovalute, questo divieto potrebbe portare allo studio di nuove soluzioni per consentire ai suoi residenti di scambiare privacy coin, in particolare in modo decentralizzato, ovvero non censurabile.

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