Mafia Definitive Edition: Lost Heaven rinasce nel primo gameplay – Everyeye Videogiochi

Sin dal reveal trailer di Mafia Definitive Edition, le aspettative dei fan delle vicende di Thomas Angelo erano decisamente alte, complice il ruolo che l’episodio capostipite ha avuto nei confronti non solo della serie, ma dell’intera industria videoludica. Non si sopravvive così facilmente a 18 lunghi anni in questo mercato, e Hangar 13 sembra aver compreso appieno la responsabilità che ha oggi nel riportare sulle scene Lost Heaven e la famiglia Salieri.

In una precedente anteprima di Mafia Definitive Edition, abbiamo raccontato le buone premesse che lo studio capitanato dal presidente Haden Blackman sembra aver posto nel lavoro di restauro: una fra tutte il profondo rispetto del materiale originario. Sensazioni positive che vengono acuite dal gameplay reveal del gioco e, soprattutto, da una resa scenica a dir poco emozionante. Lost Heaven, insomma, sembra bella come non mai, e noi non vediamo l’ora di immergerci nella città del peccato.

Angeli con il Thompson

Proprio l’ambientazione, ricostruita da zero dallo studio di sviluppo con l’ultima versione del suo engine proprietario, si fa così caratteristica da ascendere al ruolo di protagonista. Hangar 13 ha rivisto l’intera mappa da zero, aggiungendo nuovi punti panoramici a quelli apprezzati diciotto anni fa: ecco quindi che, insieme alla chiesa di Lost Heaven e il Giuliano Bridge, grattacieli inediti delineano uno skyline più rifinito e affascinante, perfettamente in linea con il periodo del proibizionismo.

A colpire è anche la messa in scena generale, dato che durante le sparatorie l’ambiente sembra quasi “reagire” alla violenza che si consuma per le strade: un palo della luce crolla provocando esplosioni di scintille (probabilmente figlie di scritp pre-impostate, ma comunque preziose per acuire la spettacolarità), il fumo di una macchina satura l’aria e perfino le fiammate di un Thompson illuminano il volto corrucciato di Thomas Angelo, impegnato a dispensare i saluti di Don Salieri in punta di proiettile.

Lost Heaven pare quindi rinata, e solo una prova con mano di Mafia Definitive Edition ci dirà se anche l’ottimizzazione generale reggerà al livello tecnico raggiunto da Hangar 13. Il processo di rinnovamento, come sappiamo, ha coinvolto l’intero cast di personaggi: dal protagonista al consigliere Frank, passando per l’armaiolo di fiducia Vinnie (o Vincenzo se preferite) e il meccanico Ralph. Tutto è stato riveduto e corretto, ampliato dove necessario, soprattutto considerando gli enormi progressi fatti dall’industria in quasi un ventennio.

Un goccio di Whisky

Haden Blackman, qualche settimana fa, aveva rincuorato i fan del primo City of Lost Heaven, chiarendo che la storia e le missioni sono il tratto distintivo del capostipite della saga, e che la Definitive Edition non avrebbe portato a contenuti secondari estranei alla campagna. Una presa di coscienza rincuorante, coadiuvata dal gameplay reveal; alternando sapientemente spezzoni della produzione originale e del remake, è immediata la collocazione degli eventi che si intravedono nel filmato: da Thomas Angelo che ricopre ancora il ruolo del tassista prima di finire coinvolto negli affari di Salieri, alla sparatoria nella chiesa cittadina. Tutto sembra “essere al suo posto”, ovviamente migliorato nelle atmosfere, che si fanno dense del fascino degli anni ‘30.

I filmati, sebbene aggiornati nella recitazione, nelle inquadrature e nel comparto tecnico, mostrano comunque un taglio riconoscibile che non snatura il plot narrativo che ha fatto la fortuna del gioco originale. A dimostrarlo è la missione “La Scampagnata”, in cui Angelo e Paulie devono ritirare una partita di Whisky di contrabbando nelle campagne limitrofe alla città. Nel cuore della notte e sotto la pioggia battente il ritiro, all’apparenza semplice e senza pericoli, si trasforma rapidamente in una lotta per la sopravvivenza. Già nei primi secondi della missione possiamo notare alcune novità della Definitive Edition, a partire dalle informazioni sullo schermo: in basso a destra trova adesso posto una minimappa più moderna, mentre l’armamentario di Angelo viene mostrato interamente sopra la barra dell’energia vitale. Prima di entrare nel cuore dell’azione, però, Hangar 13 ha voluto far notare una new entry: i collezionabili, ossia delle figurine provenienti dai pacchetti di sigarette, perfettamente associati al periodo storico del gioco.

Tornando brevemente ai filmati, una volta che la situazione volge al peggio è possibile osservare alcune modifiche che rendono l’azione più coerente: Angelo, per esempio, nel pieno di un’aggressione a mano armata si getta dietro dei covoni di fieno per cercare riparo (nel gioco originale restava nei pressi del camion in campo aperto).

Da questo momento possiamo finalmente analizzare nel dettaglio le modifiche al gameplay: iniziamo col già noto sistema di coperture, che segue fedelmente gli stilemi del TPS moderno e rimuove uno degli aspetti più antiquati del Mafia pubblicato nel 2002. Tommy Angelo può ovviamente saltare fuori dalla copertura in qualsiasi momento e aprire fuoco sui nemici, oppure può sparare alla cieca per evitare di beccarsi una pallottola, rischiando però di sprecare le proprie.

Criminalità personalizzataIl gameplay reveal di Mafia Definitive Edition ha ribadito un altro punto espresso dal presidente di Hangar 13, ossia la personalizzazione dell’esperienza: dalla guida (le inedite moto si sono mostrate solo per un breve momento) alle sparatorie, i giocatori potranno ritrovare le meccaniche del titolo originale, ad esempio dovendo cercare dei medikit per curarsi. I neofiti, invece, potranno attivare aiuti di vario tipo. Gli scontri a fuoco, quindi, si faranno “più rischiosi” per chi opterà per un feeling più fedele al primo City of Lost Heaven.

Durante le fasi di mira la telecamera si avvicina posizionandosi sopra la spalla del personaggio, ed è proprio in questo frangente che si può notare una chicca interessante: il mirino. Il puntatore, specialmente con le pistole, è infatti piuttosto ampio e si allarga ad ogni colpo sparato, suggerendo la poca manualità dell’ex tassista con le armi. Nulla che all’apparenza rasenti la frustrazione, ma si tratta di un piccolo tocco di classe che abbiamo apprezzato, utile a differenziare l’uomo di Don Salieri dagli altri protagonisti della serie. Il trailer stesso ribadisce le dichiarazioni di Blackman fatte in passato, chiarendo che Angelo non è Lincoln Clay di Mafia 3, il quale si era addestrato nell’esercito e godeva pertanto di una mira eccezionale.

Guerra senza quartiere

A restituire luci e ombre sulla Definitive Edition di Mafia è l’IA avversaria, che ci è parsa alternare una buona aggressività ad alcuni momenti di sbandamento: per esempio, in una frazione di secondo un nemico lancia una molotov verso la presunta copertura di Angelo nel tentativo di stanarlo, mentre altri sgherri di Morello hanno mostrato qualche istinto suicida di troppo; oppure, quando sopraggiungono i rinforzi, alcuni agenti corrotti provano ad aggirare il protagonista raggiungendo il piano superiore, mentre altri abbandonano le coperture con troppa leggerezza.

Si tratta di routine abbastanza classiche nel genere, e si dovrà attendere il gioco completo per valutare quanto l’IA inciderà sulle fasi action. È apprezzabile il lavoro fatto da Hangar 13 sul fronte del level design, ovviamente rivisto in virtù dell’inedito cover system. L’intera sezione del fienile, infatti, nella produzione del 2002 appariva decisamente angusta e poco consona per un gioco con meccaniche da TPS. Nella Definitive Edition il design si fa più ampio, costringendo il protagonista a tener d’occhio più punti da difendere. Il tutto contribuisce alla sensazione di essere braccati, impegnati in una strenua lotta per non finire all’altro mondo.

In ultimo un plauso alla messa in scena anche dell’inseguimento finale, in cui le sirene e i fari dell’auto della polizia mostrano chiaramente i progressi fatti da Hangar 13 sul fronte dell’illuminazione.

Chiaramente riproporre oggi Mafia con mezzi più moderni permette di eliminare alla radice molti limiti dell’opera originale: per esempio, il numero di auto inseguitrici è decisamente più corposo, senza dimenticare il temibile camion corazzato che appare per un breve momento. Ci vien da pensare che gli sviluppatori (tra cui ricordiamo che figurano anche membri che lavorano alla serie sin dalle sue origini) abbiano inserito diverse sorprese nel corso della campagna, e noi attendiamo con trepidazione di scoprirle tutte thompson alla mano.

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