Lo smartphone e il coronavirus: tutto quello che c’è da sapere – ilGiornale.it

Una delle domande più ricorrente in questi tempi di coronavirus è quella relativa al pericolo di contrarre l’infezione da Covid-19 per colpa del proprio telefonino. Che, sì, può essere veicolo di contagio. Però, attenzione: è possibile essere contagiati dal Sars-CoV-2 tramite lo smartphone, ma si tratta di una possibilità altamente remota.

Spieghiamo. Come è ormai arci noto, il coronavirus entra nel nostro organismo attraverso un contatto diretto con le mucose di occhi, naso e bocca e il vettore primario del virus stesso sono le mani (contaminate) che possono dunque toccare bocca, naso e occhi, facendo così entrare l’agente patogeno nel nostro organismo. Ecco perché, da mesi, il mantra – oltre alle mascherine – è quello di lavarsi le mani con acqua e sapone, oppure in alternativa di pulirsele con un gel igienizzante idroalcolico.

Ciò detto, il Covid-19 sarebbe in grado di sopravvivere – non è chiaro ancora se minuti, ore o giorni, a seconda delle condizioni ambientali – sulle superfici. In questo caso, però, il coronavirus perde di efficacia, oltre che resistenza, per cui l’eventuale presenza del virus su una superficie viene facilmente spazzata via fa una spruzzata di disinfettante.

Ma eccoci al nocciolo della questione: oltre a colpi di tosse e starnuti – con tanto di effetto droplet incorporato – c’è anche il rischio di contaminarsi toccando una superficie infetta, come quella del nostro smartphone, la cui superficie è continuamente toccate dalle nostre dita. Questa cosa rende il nostro cellulare un nido di batteri e virus, indi per cui è consigliato – per sicurezza – disinfettarne lo schermo e tutta la superficie – con una soluzione igienizzante.

E per quanto concerne gli auricolari? “Cuffie, auricolari e microfoni, per quanto vengano spesso utilizzati, non sono fonte di contagio. Il possibile rischio deriva dalla contaminazione delle mani che poi vengono a contatto con le mucose: per questo si insiste sull’importanza dell’igiene. Occorre dunque disinfettare sempre gli oggetti con un panno inumidito con prodotti a base di alcol, acqua ossigenata o candeggina”, ha spiegato al Corriere della Sera Elena Azzolini, della direzione medico sanitaria dell’Humanitas di Milano.

Comunque, per quanto sia altamente improbabile, è possibile essere contagiati tramite uno smartphone infettato, per esempio se un soggetto positivo ci starnutisse o tossisse sul telefono e poi noi lo toccassimo con le mani e dunque portassimo le mani alla bocca, al naso o agli occhi. Ecco perché, repetita iuvant, è bene pulire il telefono con un panno inumidito di qualche disinfettante.


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