Little Hope ascolta i fan: meno QTE e un ritmo migliore, le promesse del team

Seguendo il feedback ricevuto dalla community sull’ultimo capitolo di The Dark Pictures Anthology: Man of Medan, gli sviluppatori di Supermassive Games hanno comunicato di star lavorando al prossimo capitolo, Little Hope, con in mente questi cambiamenti. Il CEO di Supermassive, Pete Samuels, ha confessato come ogni tipo di feedback sul nuovo lavoro sia ben accetto, sia esso positivo o negativo.

Finchè le critiche ricevute permettono al team di sviluppo di migliorare il gioco e l’esperienza che ne deriva, la software house è più che disposta ad accettare i consigli dei fan. Dopo aver raccolto le esperienze che i giocatori hanno avuto con Man of Medan, Samuels ha spiegato come i suggerimenti ricevuti saranno implementati in Little Hope per offrire la miglior esperienza possibile. L’inizio della seconda avventura dell’antologia di videogiochi mette da subito in mostra questi cambiamenti, mostrando sei scenari di morte dei protagonisti in soli 20 minuti di gioco: essere sparati, schiacciati, impalati o impiccati, sono tutte minacce che rappresentano la possibile dipartita dei nostri cinque protagonisti.

Samuels ha poi fatto notare come ricevere feedback sia “una cosa del tutto personale“, dichiarandosi orgoglioso dello stato di paura che i suoi giochi hanno scaturito. Nonostante questo, la casa di sviluppo non ha nascosto la testa nella sabbia, ed ha continuato ad accogliere i commenti sia da parte dei fan più terrorizzati, sia da parte di quelli che hanno apprezzato meno l’ultimo gioco. Samuels ha aggiunto che in Lttile Hope “ci sarà un incremento della sensazione di minaccia“, ed ha spiegato come l’intento di Supermassive Games sia quello di evitare una presenza dell’elemento horror troppo banale e scontata, ma bensì “la minaccia sarà sempre in agguato dietro l’angolo e pronta a colpire“, per creare un costante senso di suspance al giocatore.

Terminando, molti fan di Man of Medan non sono rimasti contenti di come il gioco abbia preso il controllo della narrativa basando le azioni sulla reazione ai Quick Time Events, anzichè permettere che la storia venga impattata perlopiù dalle scelte narrative, come mostrato in Until Dawn; in tal merito, il CEO ha dichiarato che in Little Hope, i quick time events saranno molto meno presenti impattando meno sul percorso della storia, e saranno basati sulle decisioni narrative che il giocatore ha deciso di intraprendere in precedenza, in contrapposizione al suo predecessore.

Se ancora non avete provato il primo capitolo dell’antologia, potete reperire Man of Medan da questo link.

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