LG CX Recensione: il TV più completo per PS5 e Xbox Series X – Everyeye Tech

LG è senza dubbio il produttore di TV più attento ai desideri dei gamer. Già lo scorso anno la sua gamma OLED era l’unica completamente compatibile con le HDMI 2.1 e tutte le sue funzioni dedicate al gioco, senza dimenticare il G-Sync di NVIDIA, una vera rarità in campo TV. Quest’anno LG ha voluto bissare, proponendo ancora una volta una serie di televisori OLED davvero completi sotto questo punto di vista e in cui il CX spicca dalla massa.
L’entry level BX infatti, attualmente non disponibile nei negozi italiani, pur offrendo un’ottima qualità generale non può competere con il medio gamma CX, che offre un processore di immagine rinnovato e una luminosità di picco più elevata, importante per una migliore rappresentazione dei contenuti HDR.
Il CX offre la stessa qualità dei più costosi GX e WX, più raffinati nelle linee ma identici a livello tecnologico. Insomma, chi non ha esigenze particolari nel design meglio che metta da parte i modelli superiori e guardi direttamente al CX, che come vedremo rappresenta oggi una delle scelte migliori da fare in attesa di PS5 e Xbox Series X.

Design invariato rispetto allo scorso anno

Difficile trovare differenze tra il C9 e il CX. I due modelli sono praticamente identici, dalla linea scelta per il pannello fino allo stand che lo mantiene in posizione di visione. Questo è formato da due parti, quella posteriore, dotata anche di uno spazio per far passare i cavi in modo ordinato, e quella anteriore, una lamina di metallo indispensabile per mantenere in equilibrio il televisore.
Visto di profilo il CX impressiona per la sua linea davvero sottile, che rimane tale fino alla parte inferiore del pannello, dove si trova tutta l’elettronica del TV, ricoperta da una plastica piuttosto economica ma funzionale.
L’installazione a muro è possibile ma c’è qualche difficoltà visto che alcune delle connessioni, tra cui la presa di rete e le antenne, sono distribuite sulla parte posteriore del pannello, perpendicolari rispetto alla parete. In queste situazioni le soluzioni adottate dai modelli superiori GX e WX facilitano non poco il processo di installazione.

Quest’anno LG ha aggiunto il taglio da 48 pollici alla gamma, dal costo di listino di 1599€, una scelta che reputiamo corretta perché in molti non hanno lo spazio per televisori più grandi. Il nostro consiglio è comunque quello di puntare almeno al 55 pollici, che abbiamo analizzato in questa prova, dal costo di listino di 1999€. Troviamo poi anche il 65 pollici a 2799€ e il 77 pollici a 4999€.

Il telecomando Magic Remote fornito nella confezione è praticamente identico a quello visto lo scorso anno e offre la possibilità di utilizzarlo come se fosse un puntatore per il mouse. Questa funzione si è rivelata molto comoda nell’utilizzo quotidiano, soprattutto nell’inserimento di testi, più rapido rispetto a un classico telecomando.

Tecnologia all’avanguardia

La scheda tecnica dell’LG CX risponde alle esigenze di una vasta tipologia di utenti, dagli appassionati di cinema ai gamer. Il suo pannello OLED 4K è compatibile con HDR10, Dolby Vision, Dolby Vision IQ e HLG. All’appello manca solo l’HDR10+, uno standard che per ora è stato utilizzato meno rispetto al Dolby Vision. La sua assenza di fatto non si sente, perché in presenza di metadati dinamici è il Dolby Vision a farla da padrone a livello di diffusione sulle piattaforme di streaming e sui supporti ottici. Una delle novità introdotte quest’anno è il Dolby Vision IQ, che sfrutta il sensore di luminosità integrato nel televisore e i metadati del segnale Dolby Vision per adattare i singoli contenuti all’ambiente di visione. In pratica, invece di utilizzare i preset Chiaro e Scuro, che vanno attivati manualmente in base alla visione in stanza illuminata o buia, è il televisore a gestire dinamicamente la resa dell’immagine HDR e il tone mapping, adattandolo così ai diversi ambienti.

Un concetto che va un po’ in controtendenza rispetto alla Filmmaker Mode, che cerca invece di preservare il più possibile i contenuti originali, spegnendo le ottimizzazioni apportate dall’elettronica. Questa modalità è molto simile a quella Cinema e non va ad impattare sulla resa del colore.

Interessante anche il supporto alla HGiG Mode, creata da un consorzio che comprende nomi del calibro di Sony, Microsoft, Activision, Capcom, Dolby, Electronic Arts, Epic Games, NVIDIA, AMD, Ubisoft e molti altri. L’obiettivo è quello di migliorare la resa dei giochi con HDR attivo, la cui qualità è molto altalenante da titolo a titolo. In pratica si tratta di una serie di linee guida pensate per i produttori di TV, di console e per gli sviluppatori di videogames per rendere più armonica l’implementazione dell’HDR nell’industria videoludica.

LG CX è dotato del nuovo processore di immagine Alpha 9 Gen 3, che porta in dote diverse novità, tra cui una migliore gestione del tone mapping dinamico, che gestisce luminanza e contrasto in base al contenuto. Si tratta di un’opzione che influisce in modo piuttosto netto sulla resa dell’immagine e che va disattivata se si desidera vedere i contenuti per come sono stati pensati dai loro creatori.

Troviamo poi la nuova opzione OLED Pro Motion, ovvero il Black Frame Insertion in salsa LG, che abbiamo visto anche durante la presentazione dei TV Panasonic 2020.
Questa tecnologia inserisce dei fotogrammi neri nel flusso di immagini per migliorare la loro qualità in movimento. Già lo scorso anno LG l’aveva mostrata sulla gamma 2019 ma non era poi stata portata sui prodotti commerciali, quest’anno invece è disponibile. Ci sono cinque preset per questa opzione, che applicano in modo più o meno intenso l’effetto.
Al crescere del preset diminuisce la luminosità, ad alti livelli comunque gli artefatti si vedono ed è meglio disattivare del tutto l’opzione. Nel nostro caso abbiamo disattivato sia la tecnologia OLED Pro Motion sia l’opzione Cinema Clear, ma in base al contenuto, ad esempio per gli eventi sportivi, sono modalità che possono tornare utili.

Come si può vedere LG CX offre tutte le migliori tecnologie disponibili oggi, un pacchetto davvero ricco e in cui non mancano le HDMI 2.1, quattro in tutto. Rispetto al C9 la banda è stata ridotta da 48 Gbps a 40 Gbps ma non è un problema nella pratica. Sono supportate le funzioni pensate per il gaming, dal VRR alla Game Mode Automatica, come anche segnali in ingresso in 4K a 120 Hz con profondità di colore a 10 bit e l’eARC.
Rispetto al C9 non è possibile veicolare un segnale video in 4K a 120 Hz a 12 bit, non esistono però contenuti che arrivano a questa profondità di colore, per cui non si perde nulla con questo piccolo downgrade. Le altre connessioni comprendono 3 porte USB, ingresso per digitale terrestre e satellite, porta di rete, uscita ottica e slot per cam.

Come si vede e preset consigliati

Rispetto al C9 il salto in avanti è minimo a livello di qualità di visione, del resto i televisori OLED sono prodotti ormai maturi, difficile apportare migliorie significative di anno in anno. Per la visione di contenuti in SDR meglio partire dal preset ISF Expert (Dark Room), più vicino ai valori di riferimento rispetto alla Filmmaker Mode. Siamo rimasti colpiti dall’accuratezza raggiunta da LG nella calibrazione di fabbrica di questo televisore, il dE sul colore è inferiore a 3, un po’ meno bene il bilanciamento del bianco sulla scala di grigi, che si discosta maggiormente dai valori di riferimento. È bastata però una rapida calibrazione per raggiungere valori al limite della perfezione, con un dE inferiore a 1 sia nel caso del colore che nel bilanciamento del bianco.
Anche se il CX nasce con il 4K e l’HDR nel sangue l’upscaling dei contenuti è eseguito molto bene, dipende ovviamente dalla qualità del materiale di partenza.

Con segnali in 480p la resa rimane buona per contrasto e accuratezza dei colori, ma è un vero peccato utilizzare questo TV per guardare sorgenti di questo tipo. Decisamente meglio con fonti in 1080p, a parte Netflix, ma si tratta di un problema della piattaforma, che ha abbassato molto il bitrate dei suoi contenuti durante il lockdown e oggi, su pannelli di queste dimensioni, offre una qualità molto spesso scadente.
Passando ad Amazon Prime Video e soprattutto ad Apple TV+ (è presente anche la compatibilità con AirPlay 2) la qualità del segnale migliora e di conseguenza la resa del CX.

La riproduzione di contenuti in 4K con HDR è semplicemente eccezionale, soprattutto se utilizzate il televisore in una stanza poco illuminata o completamente buia. L’assenza di luce enfatizza ancora di più il contrasto di questo TV con il preset Cinema in modalità HDR, in alternativa si può utilizzare la Filmmaker Mode in presenza contenuti di questo tipo e in una stanza più illuminata. In questo contesto il filtro anti riflesso fa il suo lavoro e riesce a non enfatizzarli troppo.

Il nostro consiglio è quello di disattivare il Tone Mapping Dinamico perché va spesso a ridurre i dettagli nelle zone ad alta luminosità. Essendo però applicato in base a ciò che viene mostrato sullo schermo non c’è uno schema fisso, per cui in alcuni casi può comunque tornare utile, anche se snatura la resa rispetto a quella pensata originariamente per un determinato contenuto.
Una volta tarato al meglio il TV in base alle proprie abitudini e all’ambiente di visione i punti deboli sono davvero pochi. Certo la luminosità di picco non è quella di un LCD ma i dettagli che il CX riesce a tirare fuori dalle zone più scure sono eccezionali, così come la gestione del moto. A questo proposito citiamo la modalità Cinema Clear, che rende più fluidi i contenuti senza però generare un effetto “soap opera” spinto. Noi l’abbiamo spenta durante la prova ma vale la pena dargli una chance, per capire se il risultato è adatto alle vostre abitudini.

Gaming, audio e sistema operativo

Per testare davvero il CX in ambito gaming dovremo aspettare ancora qualche mese. Un plauso va però fatto a LG per aver creato un TV a misura di gamer, con il supporto a tutti gli standard che saranno introdotti dalle nuove console e che abbiamo già elencato. Il CX è un vero e proprio coltellino svizzero per giocatori, che sia collegato a un PC o a una console. Oggi però molte delle funzioni non possono essere provate, non sappiamo come si comporta il TV con VRR attivo ad esempio, purtroppo mancano le fonti esterne con HDMI 2.1 per tirare fuori il meglio dal CX. Quando avremo tra le mani PS5 e Xbox Series X ci sarà sicuramente modo di provarlo in modo più approfondito, per ora ci siamo limitati a utilizzare il CX in coppia con una PS4, con risultati ottimi, per resa cromatica, contrasto e gestione del moto.

Le nostre misurazioni hanno mostrato un input lag di 13 ms in 1080p a 60 Hz. Non avendo modo di provare direttamente l’input lag in 4K con HDR attivo riportiamo i dati di Rtings, che mostrano 14 ms in 4K a 60 Hz, mentre in 4K a 120 Hz il valore scende a 11 ms, uno dei più bassi mai riscontrati in un televisore. Addirittura con VRR attivo si toccano i 6 ms in 1080p, un dato davvero impressionante. Il focus sul gaming posto da LG sui suoi OLED si vede tutto e non vediamo l’ora di testarlo al meglio con l’arrivo della next gen.
Sul fronte audio non abbiamo riscontrato miglioramenti rispetto al C9, complice il profilo sottile del TV non siamo di fronte alla resa migliore possibile con un televisore ma si difende comunque discretamente, anche se il fronte sonoro non è dei più ampi. Se pensate di acquistare un CX meglio abbinargli una soundbar o un sistema 5.1 dedicato, per ottenere il massimo sia con i film che durante il gioco.

Il sistema operativo webOS è stato aggiornato alla versione 5.0 ma non offre differenze rilevanti rispetto al passato. La navigazione nell’OS è fluida e il Magic Remote da una bella mano in alcune situazioni, ad esempio quando c’è da inserire un testo.
Restiamo sempre dell’idea che prodotti come una Apple TV o come una NVIDIA Shield riescano ad offrire qualcosa di più rispetto agli OS proprietari, e soprattutto godono di un supporto nel tempo decisamente migliore, tuttavia non ci sono problemi nell’utilizzo di webOS. LG però dovrebbe rivedere la sua politica sugli aggiornamenti software, che non vengono resi disponibili di anno in anno per le serie precedenti.

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