La missione spaziale cinese Tianwen-1 è partita alla volta di Marte – Wired.it

La missione spaziale cinese per il Pianeta rosso è decollata con successo. Arriverà a destinazione a febbraio 2021

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(foto: Getty Images)

Dopo Hope, la missione degli Emirati Arabi Uniti, è stata la volta di Tianwen-1. La missione spaziale cinese è partita alla volta di Marte alle 4:41 Gmt (le 6.41 italiane) del 23 luglio 2020 dalla base di Wenchang sull’isola di Hainan. Il lancio del razzo Long March 5 è avvenuto con successo e sotto gli occhi di folle di curiosi e appassionati. Tianwen-1 dovrebbe arrivare a destinazione nel febbraio 2021, posizionando in una sola volta un orbiter, un lander e un rover. Obiettivo, ovviamente, è svelare i misteri di Marte, dal suolo all’atmosfera fino alla ricerca di tracce di vita aliena.

Cosa comprende la missione di Tianwen-1

Con la missione Tianwen-1, il cui nome significa “ricerca delle verità celesti”, la Cina sta tentando un’impresa davvero eccezionale: portare su Marte nello stesso momento un orbiter, un lander e un rover – tutti dotati di strumenti avanzatissimi per studiare nel dettaglio il Pianeta rosso.

L’orbiter studierà l’atmosfera per un anno marziano (687 giorni terrestri). Sarà dotato, tra gli altri strumenti, anche di due telecamere, di radar di superficie e di un rilevatore per studiare il campo magnetico del Pianeta rosso. Sarà anche in grado di scambiare comunicazioni tra la Terra e il rover di superficie.

Il lander e il rover dovrebbero atterrare qualche mese dopo nella regione di Utopia Planitia nell’emisfero settentrionale del pianeta, là dove nel 1976 era atterrata anche la missione Nasa Viking 2. La regione è coperta da uno strato di ghiaccio e uno degli obiettivi del rover (che dovrebbe funzionare per 90 giorni marziani) sarà studiarlo per conoscere meglio la sua distribuzione e se possa costituire una fonte d’acqua per i futuri coloni.

La Cina alla conquista dello Spazio

Se questa missione avrà successo la Cina si riprenderà completamente dal fallimento della missione Yinghuo-1 nel 2011. In quell’occasione il razzo russo che avrebbe dovuto portare la superpotenza asiatica su Marte ebbe dei problemi tecnici e non riuscì a sfuggire alla gravità terrestre.

“Tianwen-1 orbiterà, atterrerà e rilascerà un rover al primo tentativo e coordinerà le osservazioni con l’orbiter”, hanno scritto i membri del team in un articolo su Nature Astronomy che delinea gli obiettivi principali della missione. “Nessuna missione planetaria è mai stata implementata in questo modo. In caso di successo, sarà un importante progresso tecnico”.

La Cina negli ultimi vent’anni ha realizzato un programma spaziale di tutto rispetto, lanciando il progetto di una propria stazione spaziale e mandando in orbita propri astronauti. Inoltre ha portato sulla Luna due rover, uno dei quali (Yutu-2) si trova sul lato nascosto della Luna, dove nessuno era mai stato prima.

La Nasa, stavolta, insegue

Il 30 luglio dovrebbe essere la volta della missione Perseverance della Nasa, l’ultima agenzia che riuscirà a sfruttare questa finestra temporale favorevole al lancio, quando la Terra e Marte sono più vicini. La prossima sarà tra 26 mesi. La Nasa vuole inviare un nuovo rover sul Pianeta rosso, simile a Curiosity. Il nuovo veicolo perlustrerà il cratere Jezero, un antico lago prosciugato che potrebbe conservare fossili di microrganismi marziani. O chissà.

E per la prima volta un elicottero, battezzato Ingenuity, potrebbe volare nell’atmosfera di Marte.

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