IO, arriva l’app che rivoluziona il rapporto tra cittadini e pubblica amministrazione – Corriere della Sera

IO, arriva l'app che rivoluziona il rapporto tra cittadini e pubblica amministrazione

Semplificare la comunicazione tra il cittadino e la pubblica amministrazione, attraverso lo smartphone: è con questo obiettivo che lunedì 20 è stata resa disponibile per tutti l’applicazione IO, in versione iOS e Android. Il progetto parte da lontano, per l’esattezza nel 2018, quando Diego Piacentini, allora commissario per l’agenda digitale, comunicò l’avvio dei lavori. Dopo due anni, la creatura – sviluppata dal Team per la Trasformazione Digitale – ha preso finalmente vita, anche se si tratta di una beta.

A cosa serve (e a cosa servirà)

L’idea di fondo è ribaltare il concetto secondo cui il cittadino debba rivolgersi alle diverse pubbliche amministrazioni, iscrivendosi su differenti portali: saranno, invece, gli enti pubblici a comunicare con l’utente. Come? Semplicemente utilizzando lo strumento che più ci accompagna durante le giornate, ossia lo smartphone. Con IO, infatti, le persone avranno a disposizione tutti i servizi pubblici in modo semplice e sicuro, accedendo da un’unica applicazione. Pagare il bollo dell’auto, una multa o la mensa scolastica, ricevere avvisi sulla scadenza dell’Imu o del proprio documento d’identità, iscrivere a scuola i propri figli: sono solo alcune delle operazioni/comunicazioni già attive sull’app. In futuro, si potrà essere informati su risultati di test medici svolti o prenotare la nuova carta d’identità elettronica. Quando l’app si presenta come il luogo virtuale in cui avere tutti i servizi pubblici lo intende davvero, ciò significa evitare le code agli sportelli, la produzione cartacea di nuovi documenti e un risparmio in termini di tempo.

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Come funziona

Una volta scaricata l’applicazione, sarà necessaria l’autenticazione tramite Spid (Sistema pubblico di identità digitale) o carta d’identità elettronica. I due modi di accesso sono un requisito fondamentale: i messaggi scambiati con gli enti pubblici, infatti, possono riguardare informazioni personali legate al proprio lavoro, alla propria salute o ai pagamenti verso lo Stato ed è quindi necessario essere a conoscenza della reale identità di chi sta utilizzando l’app. Al primo accesso sarà richiesto l’inserimento di un codice pin di 6 cifre, ma in caso di smartphone abilitato, al secondo accesso, si potrà utilizzare il riconoscimento biometrico come il Face ID o il sensore per le impronte.

Le sezioni

L’app, al momento, presenta quattro schede consultabili: Messaggi, Pagamenti, Servizi e Profilo. Come si può intuire, in Messaggi avremo a disposizione una bacheca contenente tutte le comunicazioni in arrivo da parte degli enti pubblici. In particolare, risulterà utile la sezione In scadenza, dove troveremo avvisi personalizzati in base alla nostra situazione. Con Pagamenti, grazie alla piattaforma pagoPA integrata nell’app, si potranno scannerizzare i codici Qr o inserire manualmente i dati per effettuare il pagamento di avvisi emessi all’interno del circuito PagoPA: lo storico delle operazioni e le ricevute saranno sempre disponibili all’interno dell’app (F24, multe o bollo auto). All’interno di IO si potranno utilizzare i metodi di pagamento preferiti, anche se al momento sono disponibili solo le carte di credito e debito, ma in futuro saranno aggiunti anche servizi come Satispay, Postepay, Paypal e Bancomat Pay. La scheda Servizi, invece, ci permetterà di scegliere quali comunicazioni ricevere da parte delle pubbliche amministrazioni: all’interno è possibile distinguere tra enti nazionali e locali. Al momento è la scheda più spoglia, perché tra gli Enti nazionali troviamo solo l’Aci, che consente il pagamento del bollo e la ricezione di notifiche relative ai certificati di proprietà di un nuovo veicolo, mentre per quanto riguarda gli Enti locali, al momento, sulla piattaforma ci sono solo 4 grandi città (Torino, Milano, Roma e Palermo) insieme a comuni più piccoli (Bagnacavallo, Collecchio, Felino, Garbagnate Milanese, Montechiarugolo), Ripalta Cremasca, Sala Baganza, Valsamoggia). All’interno di questa scheda, sulla base della residenza, domicilio o luoghi spesso visitati, sarà possibile essere a conoscenza dei servizi a disposizione, inserendo il nome del comune di interesse. Perché l’app diventi davvero il luogo virtuale in cui cittadino ed enti pubblici possono comunicare bisognerà attendere che sia presente sulla piattaforma un maggior numero di pubbliche amministrazioni. Nella scheda Profilo, l’utente avrà accesso alle impostazioni e alle preferenze del profilo. Inoltre, sarà presente il fac simile del proprio codice fiscale, che tuttavia non sostituisce il documento fisico. In estate, per la precisione a luglio, è previsto, infine, l’arrivo di una nuova sezione denominata Documenti, dove il cittadino potrà conservare certificati, ricevute e documenti d’identità.

20 aprile 2020 (modifica il 20 aprile 2020 | 16:07)

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