Intel, si chiude con un accordo la denuncia contro un ex dipendente che ha sottratto segreti industriali

Si è conclusa con un’ammissione e un accordo la vicenda che ha visto coinvolto un ex dipendente di Intel, Varun Gupta, accusato di furto di segreti commerciali legati ai processori Xeon poco prima di passare nelle fila Microsoft. Il caso era scoppiato a febbraio.

Anche grazie alla collaborazione della stessa Microsoft, non coinvolta nel procedimento, si è riusciti a ricostruire per filo e per segno il “piano” di Gupta, colpevole di aver copiato migliaia di file, alcuni marchiati come “top secret” e “confidential”, su delle unità esterne portatili prima di lasciare Intel per poi accedervi da un computer fornito da Microsoft.

Secondo quanto riportato da Oregonlive, in base ai documenti depositati in tribunale Gupta riconosce di aver sottratto la documentazione dopo aver accettato il lavoro in Microsoft e ha concordato “una transazione riservata” con Intel – l’azienda chiedeva almeno 75 mila dollari, ma la cifra ottenuta non è nota. Ciascuna parte pagherà le proprie spese legali, secondo l’intesa, e se Gupta violerà i termini dell’accordo dovrà versare almeno 100.000 dollari in più.

Le parti coinvolte non hanno commentato la vicenda, ma ci troviamo di fronte al classico caso del dipendente che cerca di farsi bello con il nuovo datore di lavoro. Gupta ha usato le informazioni riservate per negoziare nel suo nuovo ruolo in Microsoft degli accordi migliori legati alla progettazione di prodotti personalizzati e ai prezzi di acquisto per elevati volumi di processori Xeon.

D’altronde nel procedimento si leggeva che l’ex dipendente della casa di Santa Clara aveva “usato l’informazione confidenziale e i segreti commerciali per ottenere un illecito vantaggio su Intel nelle trattative riguardanti le specifiche dei prodotti e il prezzo. Gupta non aveva modo di conoscere queste informazioni se non per avervi avuto accesso durante il suo impiego presso Intel”.

In pratica quando Intel si è trovata di fronte Gupta per negoziare una nuova intesa con Microsoft, l’uomo ha evidentemente calcato la mano spingendo per un accordo al ribasso, conoscendo dettagli sui costi interni di Intel che in teoria non avrebbe dovuto conoscere con quel grado di profondità. Per questo Intel ha deciso di approfondire la questione, trovando fortunatamente in Microsoft una sponda per appurare la realtà dei fatti.

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