In vendita un Hackintosh con CPU Ryzen, ma puzza di truffa e viola l’EULA di macOS

Quando si dice “avere la faccia di bronzo“. In rete un’azienda chiamata “OpenCore Computer” ha iniziato a vendere un “Hackintosh”, ossia un PC non approvato da Apple con a bordo macOS, chiamato Velociraptor, in piena violazione dell’accordo dell’EULA (end-user license agreement) del sistema operativo che ne impedisce l’installazione su PC “non Apple” e qualsiasi uso commerciale.

Il sistema, che vede la presenza anche di Windows 10 Pro preinstallato in dual-boot, si propone come il primo di una serie che comprenderà altri due modelli chiamati T-Rex e Megalodon. Il Velociraptor si presenta a un prezzo di partenza di 2200 dollari che permette di avere una configurazione con una CPU Ryzen 7 3700X, 16 GB di RAM DDR4-3200, una Radeon RX 580 e due SSD da 250 GB. È tuttavia possibile installare una CPU Ryzen fino a 16 core, 64 GB di RAM e una GPU Radeon VII.

La vendita di questo Hackintosh ricorda molto da vicino quella che portò avanti a partire dal 2008 la statunitense Psystar Corporation. Allora Apple si rivolse subito ai tribunali e ottenne sul finire del 2009 una sentenza favorevole, portando alla chiusura di quel progetto e alla successiva uscita di scena di Psystar nel 2012. Succederà la stessa cosa? Probabile.

Apple non si è ancora espressa in merito a questo uso non autorizzato di macOS, ma c’è almeno un’altra “violazione” sul banco degli imputati: l’uso del nome e del logo di OpenCore, che molti conoscono perché si tratta di un bootloader open source dedicato proprio all’Hackintosh. Gli sviluppatori di OpenCore hanno subito reagito smarcandosi chiaramente da OpenCore Computer.

“Qui in Acidanthera siamo un piccolo gruppo di appassionati con passione per l’ecosistema Apple e spendiamo tempo a sviluppare software per migliorare la compatibilità di macOS con differenti tipi di hardware, inclusi i vecchi computer fatti d Apple e le macchine virtuali. Lo facciamo in modo totalmente volontario e senza scopi commerciali, per divertimento, ed è scioccante e disgustoso che delle persone disoneste che non conosciamo nemmeno osino usare il nome e il logo del nostro bootloader, OpenCore, per promuovere quella che appare una truffa. Attenzione, non siamo in alcun modo affiliati a queste persone e chiediamo fortemente a tutti di non entrarci in contatto. State attenti“. 

OpenCore Computer sembra stia cercando di aggirare l’EULA di macOS accettando pagamenti solo in Bitcoin. Nel tentativo di dimostrare che l’offerta non è una truffa, l’azienda consente un pagamento a garanzia tramite “Bitrated”, un meccanismo di protezione per le transazioni in criptovaluta. Ciononostante è lecito avere più di qualche dubbio: di questa OpenCore non ci sono gli estremi (indirizzo, ecc.) e le informazioni a riguardo online sono molto limitate.

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