Immuni, al via i test sull’app in tre Regioni – Corriere della Sera

Si parte: nei prossimi giorni — si parla già di venerdì, lunedì al massimo — comincerà la sperimentazione dell’app «Immuni» in Liguria, Abruzzo e Puglia. La partenza a livello nazionale è invece in calendario entro la metà di giugno, al netto di intoppi.

Così funzionerà Immuni

Con la fase 2 entrata nel vivo è più facile capire come funzionerà: se decideremo di scaricarla e lo farà anche un numero cospicuo di persone tra quelle che incrociamo sui mezzi pubblici, nei parchi o sul posto di lavoro, l’app ci avviserà se siamo stati vicini a qualcuno poi rivelatosi positivo a Sars-Cov-2. Lo farà senza sapere dove e come ci siamo spostati, ma registrando i codici anonimizzati dei nostri incontri con gli infetti. A loro, nel momento in cui ricevono la diagnosi, la scelta di far partire o meno, con il supporto di un operatore sanitario, il processo che porta alla notifica. Non stiamo parlando di uno strumento risolutivo o paragonabile al dispiegamento di forze di monitoraggio e sanitarie con cui la Corea del Sud circoscrive i nuovi focolai, ma di un piccolo pezzo di un puzzle ancora in via di definizione che gli epidemiologi guardano con interesse.

La pubblicazione del codice sorgente

Mercoledì scorso Apple e Google hanno rilasciato i loro aggiornamenti, indispensabili perché gli sviluppatori scelti da 22 governi e alcuni Stati Usa potessero procedere (con le loro rispettive app). Ieri l’italiana Bending Spoons e il dipartimento della ministra dell’Innovazione Paola Pisano hanno reso pubblica una parte del codice di «Immuni» — quella relativa alla app e che funge da porta sul server di Sogei su cui verrà conservata parte dei dati — aprendosi alle segnalazioni degli esperti. Pisano aveva annunciato un call center nazionale per aiutare i cittadini a usare la app, alle regioni invece l’onere di gestire chi ha ricevuto la notifica e potrebbe dover seguire lo stesso iter previsto per i 150 mila test sierologici e chi risulta positivo: isolamento e tampone.

Il coordinamento europeo

Intanto ristoranti e bar hanno iniziato a chiedere nome e numero di telefono ai clienti, così da contribuire alla ricostruzione «manuale» degli incontri degli infetti. Quante persone (e quali) se ne occuperanno lavorando in parallelo all’app è un ulteriore pezzo per completare il quadro. Resta poi da capire come «Immuni» dialogherà con le altre applicazioni europee, anche se non si basano su Apple e Google, come quella francese.

26 maggio 2020 (modifica il 26 maggio 2020 | 09:19)

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