Il Sole come non lo avete mai visto. Le foto inedite costellato di falò – QUOTIDIANO.NET

Roma, 16 luglio 2020 – Il Sole a una distanza mai raggiunta prima. E costellato di falò”. Sono spettacolari e assolutamente inedite le foto diffuse in diretta streaming da Esa e Nasa: sono state mandate sulla Terra dalla sonda Solar Orbiter. Il satellite per l’osservazione del sole è un progetto sviluppato e gestito dall’Agenzia Spaziale Europea, in collaborazione con la Nasa. E anche l’Italia ha contribuito a questo progetto, fornendo tre strumenti attraverso l’Agenzia Spaziale Italiana (Asi) , l’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf), le Università di Firenze e Genova e il gruppo Leonardo. Lanciata il 10 febbraio, la missione è la più ambiziosa mai diretta al Sole. Ha catturato le immagini con suoi dieci strumenti, tre dei quali, appunto, italiani. “Sono solo le prime immagini, ma non immaginavamo potessimo osservare già fenomeni così interessanti”, ha commentato a caldo il project scientist dell’Esa per Solar Orbiter, Daniel Müller. 

I fuochi da bivacco

Le prime immagini da Solar Orbiter hanno rivelato onnipresenti brillamenti solari in miniatura, soprannominati ‘campfires’ (fuochi da bivacco), sulla superficie della stella più vicina a noi. Secondo gli scienziati l’osservazione di fenomeni che finora non era stato possibile studiare in dettaglio indica l’enorme potenziale di Solar Orbiter, che ha appena terminato la fase iniziale di verifiche tecniche. “Queste sono solo le prime immagini e possiamo già vedere nuovi fenomeni interessanti – commenta Daniel Muller, Project scientist dell’Esa per Solar Orbiter – Non ci aspettavamo tali grandi risultati già dall’inizio. I dieci strumenti scientifici si completano l’un l’altro, fornendo una visione integrata del Sole e dello spazio interplanetario circostante”.

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Solar Orbiter, la storia

Lanciato il 10 febbraio 2020, Solar Orbiter è equipaggiato con sei strumenti di telerilevamento (telescopi), che riprendono immagini del Sole e dei suoi dintorni, e con quattro strumenti in-situ che misurano le proprietà ambientali intorno alla sonda. Confrontando i dati dei due i gruppi di strumenti, gli scienziati potranno capire i meccanismi attraverso cui viene generato il vento solare (il flusso di particelle cariche che dal Sole si estende all’intero sistema solare). 
La missione Solar Orbiter è unica nel suo genere, in quanto nessun’altra sonda spaziale ha mai acquisito immagini della superficie del Sole da una distanza così ravvicinata. I campfire mostrati nella prima serie di immagini sono stati visti dallo strumento Eui (Extreme Ultraviolet Imager) durante il primo passaggio al perielio di Solar Orbiter, il punto più vicino al Sole nella sua orbita ellittica. In quel momento, il veicolo spaziale si trovava a soli 77 milioni di km dal Sole, circa la metà della distanza tra la Terra e la stella.

Il mistero del Sole

Gli scienziati non sanno ancora se i campfire sono solamente delle minuscole versioni dei brillamenti, o se sono guidati da meccanismi diversi. Esistono, tuttavia, già teorie secondo cui questi brillamenti in miniatura potrebbero contribuire a uno dei misteri irrisolti del Sole, il riscaldamento coronale. “Questi campfire sono insignificanti da soli, il loro effetto sommato su tutto il Sole, potrebbe fornire il contributo dominante al riscaldamento della corona solare”, afferma Frédéric Auchére, dell’Institut d’Astrophysique Spatiale (Ias), Francia, Co-Ricercatore Principale di Eui. 

La corona solare

La corona solare è lo strato più esterno dell’atmosfera del Sole che si estende per milioni di chilometri nello spazio aperto. La sua temperatura è di oltre un milione di gradi Celsius, molto più calda della superficie del Sole, che è di 5500 gradi. I meccanismi fisici che riscaldano la corona non sono ancora interamente compresi, ma identificarli è considerato il “Santo Graal” della fisica solare. 

Il grand tour del sistema solare

“Siamo emozionati da queste prime immagini – ma questo è soltanto l’inizio”, diceDaniel Muller. “Solar Orbiter ha iniziato un ‘grand tour’ del sistema solare interno, e si avvicinerà ancora di piu’ al Sole fra meno di due anni. Alla fine del grand tour, si avvicinerà fino a 42 milioni di km, circa un quarto della distanza fra il Sole e la Terra”. 

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