Il ritorno su Marte: tre missioni pronte a partire in meno di 1 mese – Rai News

​I due pianeti sono in posizione ideale per minimizzare tempi e costi del viaggio: pronte le missioni di Stati Uniti, Cina e Emirati Arabi Uniti

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Con l’approssimarsi della finestra di lancio conveniente, le agenzie spaziali internazionali si stanno preparando a inviare sonde e spedizioni alla volta di Marte, nella speranza di rispondere ad alcuni degli interrogativi sul Pianeta rosso.

Sono tre le missioni che partiranno nei prossimi giorni, quando la distanza tra i due pianeti sarà di circa 34 milioni di chilometri: Stati Uniti, Cina e Emirati Arabi Uniti hanno programmato lanci a pochi giorni di distanza da piattaforme di tutto il mondo, ciascuna destinata alla ricerca di prove di vita passata o presente sul pianeta.

Le ipotesi degli scienziati
“Le missioni robotiche dell’ultimo decennio – afferma Ray Arvidson, dell’Università di Washington a St. Louis – hanno dimostrato che Marte non è un pianeta desolato, come si riteneva fino alla fine del XX secolo, ma la presenza di canali fluviali e lacustri che risalgono a miliardi di anni fa potrebbero aver consentito lo sviluppo della vita”. Gli esperti suggeriscono che alcune forme di vita microbica potrebbero essersi evolute come sul nostro pianeta e magari abitare ancora oggi sotto il suolo marziano. 

La missione Usa
La missione degli Stati Uniti, il cui lancio è previsto tra il 30 luglio e il 15 agosto, conta sul rover Perseverance, che atterrerà sul cratere Jezero, nella regione di Syrtis Major, dove esaminerà rocce e raccoglierà circa 500 grammi di campioni che entro il 2031 dovrebbero tornare sulla Terra per essere analizzati. Tra gli aspetti più entusiasmanti della missione NASA, il primo elicottero progettato per volare in atmosfera extraterrestre, che avrà lo scopo di effettuare test sull’atmosfera del Pianeta rosso. 

La missione cinese
Altrettanto ambiziosa, la missione cinese, Tianwen-1, prevede un veicolo spaziale costituito da satellite, lander e rover, e, in caso di successo, si tratterà di un primato importante per la nazione asiatica. I dettagli precisi della missione non sono stati tuttavia ancora divulgati, il lancio sarebbe previsto attorno al 23 luglio. “Il nostro team – dichiara Wang Chi, direttore generale del National Space Science Center (NSSC) di Pechino – sta lavorando presso il centro di Wenchang, tutto procede senza intoppi”. 

La missione degli UAE
Impegnati nei preparativi, anche gli scienziati degli Emirati Arabi Uniti stanno lavorando alla Emirates Mars Mission, meglio nota come Hope. La missione prevista in decollo dal centro spaziale Tanegashima con il razzo giapponese H-2A, è stata rimandata due volte a causa del maltempo e riprogrammata tra il 20 e il 22 luglio. La sonda araba è dotata di spettrometro a infrarossi per lo studio di nuvole e tempeste marziane, e di rilevatori ultravioletti per analizzare i gas nell’atmosfera superiore del pianeta. 

Finestra favorevole per i lanci
“Si tratta del momento a più alto traffico di veicoli con destinazione il Pianeta rosso – commenta Susanne Schwenzer, astrobiologa presso la Open University – ma dipende fortemente dalla meccanica celeste, perché le orbite di Marte e Terra si allineano ogni 26 mesi, rendendo più agevole il viaggio, e si tratta di una finestra di lancio che resta aperta per poche settimane, per questo l’invio di ben tre sonde rappresenta un’impresa a dir poco ambiziosa”. 

Rimandata la missione ExoMars
Una quarta missione congiunta russa ed europea, ExoMars, è stata rimandata a causa della pandemia, e bisognerà attendere il prossimo momento propizio nel 2022. “Le possibilità legate alla vita marziana sono davvero tante, non abbiamo ancora risposte e speriamo che queste missioni possano aiutarci a svelare il mistero – continua l’astrobiologa – se le prime missioni Viking avevano dipinto un quadro molto poco adatto alla sopravvivenza di forme di vita sul pianeta, i viaggi e le esplorazioni più recenti hanno evidenziato la presenza di laghi e fiumi che una volta attraversavano la superficie del pianeta”. 

Trovare la vita su un altro pianeta
Gli esperti spiegano che Marte rappresenta uno dei misteri del nostro Sistema solare anche per le tracce di acqua che un tempo scorreva sulla sua superficie. “Uno dei punti cruciali, oltre a dimostrare la presenza di vita su Marte – sostiene l’astronomo Royal Martin Rees – è che trovare la vita su un altro pianeta va oltre la rivelazione dei segreti del nostro cosmo, potrebbe rappresentare un’occasione rara oppure potremmo scoprire che la vita pullula in tutto l’Universo in modi che ancora non comprendiamo”. Gli esperti affermano che la presenza di vita su Marte avrebbe forti implicazioni sulla nostra comprensione dell’evoluzione e dei parametri di sopravvivenza, ma sarà necessario confermarne l’origine oltre che la presenza. “Se trovassimo vita sul Pianeta rosso – precisa ancora Rees – dovremmo assicurarci che abbia seguito un percorso indipendente dalla nostra catena evolutiva, perché una delle ipotesi più accreditate riguarda gli asteroidi e le meteore che, raggiungendo sia Marte che la Terra, potrebbero aver trasportato germi e batteri, ponendo le basi per la vita come la conosciamo”. 

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Il ritorno su Marte: tre missioni pronte a partire in meno di 1 mese – Rai News

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