Hyper Scape: gli Hunger Games di Ubisoft in un rivoluzionario Battle Royale – Everyeye Videogiochi

Annunciato ufficialmente solo pochi istanti fa, Hyper Scape è un shooter multigiocatore free-to-play che sarà pubblicato nel corso dell’estate su PC, PS4 e Xbox One. L’esordio di Ubisoft nell’affollato panorama dei battle royale si apre con una prima fase di testing (fino al 7 luglio) che permetterà agli utenti PC di provare con mano il gioco, a patto di “droppare” una key durante le live di uno degli streamer del programma “founder“. Oltre a far parte di questa allegra combriccola, nei giorni scorsi abbiamo avuto modo di testare in anteprima il peculiare esperimento del publisher francese, basato su un concept che non fatichiamo a definire brillante. Hyper Scape è infatti il primo “game as a spectacle“, una formula che descrive alla perfezione il carattere di un titolo progettato per scalare le classifiche di gradimento di Twich, col contributo di un gameplay dannatamente divertente.

Benvenuti in Hyper Scape

Il nuovo titolo di Ubisoft Montreal trascina i giocatori nell’abbraccio di una distopia fantascientifica tanto familiare quanto indesiderabile, che recupera i tratti tematici del cult letterario Ready Player One per proporre al pubblico una cornice narrativa carica di sfumature cyberpunk. Il 2054 di Hyper Scape è un’epoca dominata dagli interessi dei tiranni corporativi e segnata da forti disuguaglianze sociali.

Un mondo in cui l’élite economica può permettersi di condurre un’esistenza agiata e senza preoccupazioni, in un bozzolo dorato protetto da schiere di agenti di sicurezza e milizie private, incaricati di mantenere la “tenuta stagna” di questo nuovo sistema di caste. Il restante 90% della popolazione è dunque costretto ad affrontare i rigori di una quotidianità impietosa, a lottare giorno dopo giorno per sopravvivere ai soprusi di un mondo che offre una sola via di scampo: l’universo digitale di Hyper Scape.

Sviluppato da Prisma Dimensions, la più potente delle megacompagnie del futuro secondo Ubisoft, questa piattaforma virtuale è nel tempo diventata il crocevia di tutte le attività umane, dalle routine lavorative all’istruzione scolastica, nonché l’unico modo per scalare i ranghi della società e conquistarsi un posto tra i privilegiati. Tra le esperienze proposte da Hyper Scape c’è infatti una versione 2.0 dei giochi gladiatori: un’intensa battle royale che premia i vincitori con fama e denaro, fornendo loro un’occasione per farsi un nome e lasciarsi alle spalle la miseria dei bassifondi.

Come intuibile, lo scenario delle nostre gesta balistiche sarà proprio l’arena creata da Prisma Dimensions, mentre il contesto resterà sempre e comunque in secondo piano, in linea con i canoni del genere di riferimento e con le caratteristiche della proposta ludica dello sviluppatore. In questo senso, la premessa narrativa ha un peso molto relativo nel bilancio della produzione, se non per quel che riguarda la definizione di un concept brillante, con tutto il potenziale per garantire a Hyper Scape un posto d’onore nel panorama – sempre più affollato – degli shooter online. Stando alle parole del creative director Jean-Christophe Guyot, il nuovo battle royale di Ubisoft è stato concepito come un “game as a spectacle”, un palcoscenico digitale dove fare sfoggio delle proprie abilità per conquistare il favore del pubblico, chiamato a intervenire direttamente sulle sorti di ogni scontro.

Sparatorie virtuali ad alto tasso di dinamismo

Le regole di base della zuffa virtuale di Hyper Scape sono le stesse che caratterizzano gran parte dei battle royale: proiettati nei cieli di New Arcadia con nient’altro che un manganello e la speranza di non atterrare sulla traiettoria di un proiettile, i contendenti dovranno rimpolpare rapidamente il proprio equipaggiamento per riuscire a primeggiare sugli avversari.

La battaglia, che vede un centinaio di giocatori contendersi la corona aurea del vincitore, si muove tra le maglie di una mappa completamente urbana suddivisa in 9 diversi settori, ognuno caratterizzato da location e pietre miliari uniche, plasmate per dare personalità all’ambientazione e concedere agli utenti diverse opportunità tattiche.Crowncast e Master ModeTra i punti di forza di Hyper Scape c’è senza dubbio l’idea di proporre al pubblico un’esperienza perfettamente integrata con Twitch, spettacolare sia da giocare che da guardare. L’interazione tra streamer e pubblico avviene attraverso estensione Crowncast, che tra l’altro permette agli spettatori di avanzare nel Battle Bass semplicemente partecipando alle votazioni a schermo. Gli utenti possono inoltre spendere Kudos (acquistabili spendendo Twitch Bits) per attivare effetti aggiuntivi (come fuochi d’artificio ad ogni uccisione) e dimostrare supporto al proprio streamer preferito, che riceverà una percentuale su tutte le transazioni. Tra le opportunità concesse ai giocatori c’è anche la possibilità di “castare” una partita svolgendo il ruolo del Master. Una modalità che ricorda da vicino la Show Director Mode di Darwin Project o la Commander Mode di Battlefield 4, e permette di intervenire direttamente sull’andamento di ogni match, decidendo come restringere la mappa e quali effetti attivare. Per garantire la qualità dello show, Ubisoft ha implementato un sistema di telecamere gestite dall’IA, il cui compito è fare in modo che il Master abbia sempre sott’occhio tutte le azioni degne di nota.

La platea in questione è quella di Twitch, la piattaforma di streaming più popolare del momento, con la quale il publisher francese ha stretto una partnership per trasformare Hyper Scape in un’esperienza tanto divertente da giocare quanto coinvolgente per il “pubblico a casa”, con l’ausilio di un’estensione (Crowncast) pensata per promuovere l’interazione degli spettatori e potenziare il senso di partecipazione durante le battaglie dei loro streamer preferiti. Da una parte l’app permette ai creator di invitare direttamente gli utenti in chat a unirsi a una partita, e dall’altra questi possono alterare in maniera significativa il flusso di ogni scontro. A intervalli regolari, infatti, Crowncast farà partire una votazione per scegliere (tra tre diverse opzioni) un effetto in grado di modificare temporaneamente “le regole del gioco”, ad esempio riducendo la gravità nell’arena per aumentare l’altezza dei salti, collocando un gran numero di medikit in giro per la mappa o fornendo ai combattenti un notevole incremento alla velocità di corsa. Elementi che promettono di esaltare l’imprevedibilità di un gameplay elaborato per ridurre al minimo i tempi morti, in modo da mantenere alle stelle sia l’interesse del pubblico che quello dei giocatori sul campo.
Il design della città, estremamente verticale e ben articolato, valorizza in maniera efficace uno dei cardini ludici della produzione, ovvero un sistema di movimento agile e fluidissimo, che permette di passare rapidamente dalle strade ai tetti di New Arcadia grazie a dinamiche in stile parkour tanto funzionali quanto intuitive. Tra scatti, arrampicate, doppi salti e scivolate, le meccaniche legate alla quota “traversal” del gameplay contribuiscono a definire il ritmo forsennato delle sparatorie che scandiscono la corsa verso la resa dei conti finale, e si accordano egregiamente con un gunplay altrettanto rifinito. Reattivo, preciso e appagante, il sistema di shooting di Hyper Scape sembra quasi una revisione più arcade di quello visto in Rainbow Six: Siege, accompagnata da un “time to kill” piuttosto generoso (la salute si rigenera col tempo) ma comunque coerente con i lineamenti del prodotto. La gestione dell’equipaggiamento è modellata per rispettare il canone di immediatezza che definisce per intero l’esperienza: tutti i combattenti possono portare con sé un massimo di due armi alla volta, da raccogliere presso i diversi punti di spawn disposti in giro per le ambientazioni e determinati in maniera casuale. L’arsenale include un totale (almeno per ora) di 9 bocche da fuoco, tutte caratterizzate da un design sci-fi piacevole e ricercato, e da un feeling riconoscibile legato a doppio filo alle loro peculiarità guerresche. Tra fucili d’assalto, gatling, lanciagranate, cannoni energetici in stile BFG e lanciatori capaci di proiettare sfere elettrificate ad ampio raggio, possiamo assicurarvi che l’armamentario non mancherà di offrirvi strumenti in grado di assecondare in pieno le vostre preferenze belliche, con la complicità di un sistema di potenziamento essenziale ed efficace. Messe da parte la classica suddivisione in categorie di rarità crescente, tutte le dotazioni di Hyper Scape potranno essere potenziate (fino al quarto livello) semplicemente raccogliendo più volte la stessa arma, in modo da guadagnare bonus a danni inflitti, tempi di ricarica, rateo di fuoco o capienza del caricatore. Sfruttando il medesimo meccanismo potrete migliorare anche le prestazioni (tempi di cooldown, durata e efficienza dell’effetto) degli Hack a disposizione del vostro avatar, che rappresentano la seconda chiave di volta del combat system.

Nel mondo virtuale di New Arcadia, questi poteri speciali vi permetteranno di manipolare “il codice” della simulazione per produrre anomalie particolarmente utili sul campo di battaglia: l’elenco dei 9 Hack attualmente presenti in-game include la possibilità di generare barriere per ostacolare le linee di tiro nemiche, la capacità di diventare invisibili per qualche secondo o di teletrasportarsi a breve distanza, e perfino espedienti più estrosi, come la facoltà di trasformarsi in una sfera corazzata e rimbalzante, da usare per allontanarsi in relativa sicurezza dal fuoco incrociato.

Imparare a trarre il massimo dall’utilizzo congiunto di Hack, armi e dinamiche di movimento rappresenta ovviamente la colonna portante del successo battagliero, e l’immediatezza di tutte le meccaniche coinvolte nel gameplay delinea una curva d’apprendimento praticamente impeccabile, che contribuisce a definire l’indiscutibile appeal della produzione.

Lo spettacolo deve continuare… sempre

Dopo sei ore passate a saettare furiosamente tra i palazzi di New Arcadia, possiamo dunque confermarvi che la formula messa a punto da Ubisoft Montreal appare promettente e ben congegnata, figlia di un approccio creativo teso a promuovere il ritmo degli scontri senza imporre brusche interruzioni al flusso del gameplay, in linea con i dettami del concept “game as a spectacle”.

Anche il sistema di respawn rispetta in pieno questi precetti, e rappresenta una delle novità più avvincenti della proposta ludica di Hyper Scape, nonché una gradevole ventata d’aria fresca per il panorama dei battle royale. Dopo essere stati abbattuti, ci troveremo quindi a vestire i panni di un “eco digitale”, un fantasma visibile solo ai nostri compagni di squadra il cui compito principale sarà quello di andare in avanscoperta e segnalare (sfruttando l’ottimo sistema di ping integrato nel gioco) la presenza di nemici o risorse da raccogliere. Gli altri membri del team potranno quindi riportarci in vita utilizzando le diverse stazioni di respawn disposte in giro per la mappa (dopo che le avremo attivate come spettro), o quelle che verranno generate automaticamente dopo l’uccisione di un avversario.

Va da sé che il decesso dell’intera squadra porterà inevitabilmente alla sconfitta, almeno secondo le regole dell’unica modalità di gioco che abbiamo avuto la possibilità di testare con mano (altre dovrebbero essere annunciate prima del lancio), detta Crown Rush Squad. Questa porta un massimo di 99 contendenti, divisi in squadre da tre, a scontrarsi per raggiungere l’ultima fase della battaglia e conquistare infine la vittoria.

Un obiettivo che è possibile raggiungere in due modi: annientando completamente le forze nemiche, come nella migliore tradizione dei battle royale, o mantenendo per 45 secondi il controllo della corona dorata che apparirà una volta che la mappa avrà raggiunto le sue dimensioni minime. Anche le dinamiche di restringimento dello scenario, un altro degli elementi tipici del filone, seguono in Hyper Scape routine alquanto particolari, giustificate dal contesto virtuale nel quale ci troveremo a combattere.

Nel corso di una battaglia (che dura in media una ventina di minuti) assisteremo quindi al progressivo “decadimento digitale” dei diversi settori che compongono New Arcadia: un processo che ci costringerà a raggiungere rapidamente le location ancora integre (segnalate sull’interfaccia) onde evitare di subire la stessa sorte delle architetture cittadine, perdendo salute fino ad essere definitivamente esclusi dalla simulazione.

Per quanto non troppo lontano dagli standard consolidati del segmento, l’approccio scelto da Ubisoft Montreal mostra almeno due intriganti guizzi d’originalità: da una parte la struttura della mappa rende difficile prevedere l’andamento di questa costante involuzione, e dall’altra bisogna considerare l’incognita legata all’eventuale presenza di un Game Master in carne ed ossa, che ha il potere di decidere quali zone eliminare nel corso del match. Tutte le variabili e i sistemi coinvolti nel gamplay concorrono dunque a definire un’offerta ludica che appare spettacolare e sfaccettata, il primo passo lungo un percorso evolutivo decisamente promettente. A prescindere dall’indiscutibile potenziale di Hyper Scape, la presa a lungo termine del titolo è legata a doppio filo alla strategia di supporto continuo messa in campo da Ubisoft Montreal, anche per quel che riguarda l’efficacia della progressione stagionale.

Un titolo per tutte le configurazioni

La ricetta free-to-play di Hyper Scape comprende un Battle Pass stagionale suddiviso in livelli (da macinare accumulando punti sul campo), ognuno dei quali garantisce agli utenti elementi estetici di vario genere, tra emote da sfoggiare in battaglia a skin per i diversi campioni, ovvero gli avatar preconfezionati a disposizione dei giocatori. Ognuno di questi avrà un proprio stile distintivo, e gli sviluppatori contano di sfruttare l’avvicendamento stagionale per approfondire diversi aspetti del background di ciascuno, in modo da arricchire il contesto narrativo del titolo.

Sebbene al momento non sia possibile verificare il valore del sistema di progressione, sappiamo che in questa prima fase pre-lancio sarà possibile accedere gratuitamente a dieci tier e ad altrettanti pacchetti premio, in modo da cominciare a personalizzare il proprio alter ego digitale.

In assenza di dettagli sul costo del Battle Pass, o sul prezzo di acquisto degli oggetti presenti nello store in-game, possiamo confermarvi che ogni singolo elemento avrà un valore esclusivamente cosmetico, e non altererà in alcun modo gli equilibri del gameplay. Una rotta che Hyper Scape condivide con molti altri titoli gratuiti, pensata per non generare fastidiose disparità tra le fila dell’utenza. Passando al versante tecnico, la nuova IP di Ubisoft è sostenuta da un engine leggero e versatile, che propone un ottimo livello di scalabilità e pare in grado di assecondare senza sforzi le caratteristiche di un’ampia gamma di configurazioni. Il rapporto tra qualità dell’immagine e solidità prestazionale sembra ben bilanciato, e sulla configurazione di prova non abbiamo avuto alcuna difficoltà a spingere il gioco fino alla soglia dei 4K senza sacrificare più di tanto la resa grafica.

Più in generale, Hyper Scape allieta i sensi con un colpo d’occhio piacevole e convincente, per quanto la necessità di mantenere il gioco fluido abbia imposto al team qualche compromesso evidente su aspetti come sistema di illuminazione, mole poligonale ed effettistica. Ottimo il comparto animazioni, con conseguenze assolutamente positive sul comportamento di shooting e meccaniche di movimento.

Vale inoltre la pena di sottolineare come il titolo sia già ora sorprendentemente stabile, anche sul versante del netcode: il tickrate è per il momento fissato a 60hz, un valore che si accorda perfettamente con le caratteristiche del gameplay. Merita una menzione d’onore anche il comparto sonoro, che fa sfoggio di un sound design funzionale e musiche elettroniche di buona fattura.

Abbiamo inoltre gradito alcune particolari scelte di level design, come ad esempio la presenza di barriere poste sulle porte e sulle finestre di ogni edificio, che possono essere abbattute per guadagnare una buona linea di tiro, concedendo però lo stesso lusso anche agli avversari. Un elemento con un ruolo ben definito anche nel quadro della collaborazione tra giocatori in vita ed echi, visto che questi ultimi non possono rimuovere attivamente gli ostacoli presenti nello scenario, e devono quindi contare sul supporto dei compagni per accedere alle diverse strutture.

Nel complesso le dinamiche di team play sembrano ben progettate, e la varietà dell’arsenale spinge i membri di uno stesso team ad utilizzare differenti dotazioni per massimizzare la letalità dello schieramento. In questo senso, abbiamo notato qualche piccola stortura sul fronte del bilanciamento (alcune armi ed Hack sono significativamente più efficienti), ma nulla che non possa essere risolto con un paio di interventi mirati.

A tal proposito, comunque, bisogna considerare che Hyper Scape non punta a trovare uno spazio nella sfera dei titoli competitivi, e pertanto si tratta di inciampi che – specialmente in questa fase – hanno un peso relativo. Non ci ha inoltre convinto del tutto l’interfaccia utente, a tratti un po’ troppo invasiva e talvolta inefficace nel fornire chiare indicazioni ai giocatori.

Tra l’altro non ci dispiacerebbe affatto se il team decidesse di aggiungere all’hud una minimappa, che potrebbe risolvere alcuni dei problemi riscontrati. Il linea di massima, comunque, la nuova proposta di Ubisoft Montreal si affaccia sul panorama degli shooter online come un prodotto ben tornito e ricco di personalità, figlio di un concept intelligente e innovativo che potrebbe portarlo in un batter d’occhio in cima alla classifica dei titoli più popolari su Twitch, col supporto di sistemi di interazione studiati per promuovere “l’engagement” e ampliare in maniera esponenziale la playerbase.

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