Hunting Simulator 2, la recensione

La recensione di Hunting Simulator 2, il secondo capitolo di una serie di simulatori di caccia che ancora non ha trovato la sua preda.

La recensione di Hunting Simulator 2 parla di un titolo che prova in ogni modo a far dimenticare il primo, mediocre capitolo ma, come vedremo, ci riesce solo in parte, pur migliorandolo in diversi aspetti. Essendo un simulatore di caccia non ha una vera e propria storia da raccontare: scelto tra l’essere un uomo o una donna, il giocatore deve semplicemente raggiungere uno dei sei luoghi di caccia disponibili, due ambientati nelle pianure del Colorado, due nel deserto texano e gli ultimi due in Europa, mettendosi alla ricerca di prede da abbattere.

In totale le specie animali da cacciare in cambio di soldi sono trentatrè (cervi, alci, conigli.. c’è un po’ di tutto), mentre l’equipaggiamento è composto da 160 tra armi, accessori e vestiti. Ogni specie richiede il possesso dell’apposita licenza per essere uccisa, licenze che si possono acquistare dal computer sito nella nostra casa di caccia, dove potremo anche migliorare la nostra dotazione e appendere i trofei ottenuti giocando. Se vogliamo il contorno di Hunting Simulator 2 è tutto qui, nel senso che il resto è tutta pratica.

Cane

Avviato il tutorial la classica voce rauca di chi ha passato la vita a sorseggiare birra e a fumare tenendo i piedi sulle carcasse delle sue prede e ora non vede l’ora di spiattellare qualche aneddoto a chiunque gli dia confidenza, ci introduce ai rudimenti di gioco e alla novità più interessante: la presenza di un compagno canino (un Labrador Retriever, un German Shorthaired Pointer o un Beagle) che ci terrà compagnia durante le lunghe ore di caccia e che sarà utilissimo per seguire gli spostamenti degli animali. Raccontato a grandi linee, il gameplay di Hunting Simulator 2 è davvero linearissimo: trovata la traccia di un animale, bisogna seguirla fino a raggiungerlo, alternando momenti di ricerca a momenti di attesa.

Il cane in questo si rivelerà essere un aiuto prezioso, perché grazie al suo potente olfatto si occuperà di seguire le tracce al posto nostro. Dargli ordini è davvero facile: basta richiamare un menù radiale e selezionare l’azione da fargli compiere tra quelle disponibili.

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Volendo possiamo anche gratificarlo (un cane felice è un cane che fa meglio il suo lavoro). Le tracce da seguire sono sostanzialmente di tre tipi: impronte, resti e sangue, le prime due sono difficili da individuare e richiedono una grande attenzione. Soprattutto dove l’erba è alta si possono passare molti minuti a cercarle. Le seconde sono più evidenti, ma richiedono un animale ferito e tendono a perdersi nell’ambiente.

Gameplay

Naturalmente la difficoltà nel raggiungere una preda non è un grosso problema a livello qualitativo, visto il genere cui appartiene Hunting Simulator 2. In fondo a un simulatore di caccia si chiede proprio che simuli in modo fedele l’attività venatoria, quindi i lunghi minuti, quando non ore, passati a vagabondare in cerca di selvaggina fanno parte del gioco ed evitano di trasformarlo in un normale FPS. Oltre al cane, ad aiutare il giocatore ci sono degli altri accessori molto utili, come i richiami o le esche, senza dimenticare il binocolo.

Quando si è in presenza di un animale cacciabile non resta che rimanere immobili, sollevare il fucile, puntare e sparare. Colpire gli organi vitali non è facile, visto che le armi, soprattutto quelle meno costose, tendono a ondeggiare parecchio e le padelle sono sempre dietro l’angolo. Per avere più chance di farcela, oltre a comprare armi migliori si può salire sulle torrette, dove si corre anche meno il rischio di essere visti o sentiti. Quando si è soddisfatti della caccia si può tornare al capanno di partenza e vendere le prede, oppure se ne può tenere qualcuna come trofeo.

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Le sei ampie mappe incluse nel gioco si distinguono tra di loro non solo per i biomi, ma anche per la fauna e per il livello di sfida che offrono. Diciamo che il punto di partenza per tutti è sicuramente il Colorado, con i suoi terreni dolci e l’ottima visibilità, mentre le due mappe europee sono le più complesse da domare, a causa della vegetazione rigogliosa, che limita moltissimo la visibilità, e della conformazione del terreno, molto più accidentata di quella delle altre mappe.

Difetti

Durante le prime sessioni di gioco Hunting Simulator 2 ci era sembrato un degno concorrente di theHunter: Call of the Wild, ma con il passare delle ore sono emersi alcuni difetti che hanno smorzato parecchio il nostro entusiasmo. Ad esempio il sistema di viaggio rapido è davvero pessimo: il gioco consente di spostarsi rapidamente solo quando si è trovato un accampamento… il problema è che questi ultimi sono abbastanza rari e non vengono indicati finché non li si è trovati. Non sarebbe stato più realistico fornire al giocatore una mappa con segnati tutti gli accampamenti? In questo modo ci saremmo evitati di dover ripercorrere a piedi delle lunghissime tratte e avremmo potuto pianificare molto meglio i nostri spostamenti.

Altro problema è il sistema etico (sì, è un gioco di caccia ma ha un sistema morale), che prescrive l’abbattimento di un animale con massimo due proiettili. Sparate il terzo e sarete sanzionati per la vostra condotta.

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Ora, già il fatto che un gioco in cui si spara a Bambi voglia farci la morale fa un po’ ridere, ma cosa c’è di etico nel trovare una preda rantolante e non poter mettere fine alla sua sofferenza, perché altrimenti si viene considerati dei cacciatori cattivi?

Infine, il problema più grave riguarda seguire le tracce. Sostanzialmente farlo senza usare un cane è un’operazione frustrante, visto quando sono difficili da individuare, ma usare di continuo il cane riduce buona parte del gameplay a corrergli dietro. La ripetitività è sempre dietro l’angolo. Qualcuno potrebbe obiettare che si tratta di una scelta dovuta alla volontà di rendere il gioco più realistico. Magari sì, ma rimane il fatto che ci troviamo di fronte a un titolo molto più arcade di altri esponenti del genere, come il già citato theHunter: Call of the Wild, quindi perché cercare il realismo proprio su elementi che in ultima istanza peggiorano enormemente l’esperienza di gioco?

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Dal punto di vista tecnico, Hunting Simulator 2 è un titolo discreto e nulla più. Alcuni paesaggi sono molto belli, gli animali sono ben fatti e dispongono di animazioni decenti, ma si è visto di meglio altrove. Anche lo stile generale è davvero povero. Diciamo che è un rappresentazione molto cheap del mondo della caccia. Non trattandosi di una produzione tripla A, ci si può accontentare.

Digital Delivery
Steam

Multiplayer.it

6.8

Lettori

S.V.

Il tuo voto

Hunting Simulator 2 riesce a fare a metà ciò che si prefigge. Non è disprezzabile come il primo capitolo, ma ha ancora troppi limiti di game design, alcuni dei quali fastidiosissimi, per ambire al titolo di re dei simulatori di caccia. Graficamente discreto, ma capace di tenere impegnati davvero a lungo, ve lo consigliamo solo se siete dei fan del genere e non avete nulla da giocare in questo momento.

PRO

  • Tecnicamente non è brutto
  • Le sei mappe
  • I minuti di silenzio

CONTRO

  • I viaggi rapidi
  • Seguire le tracce
  • Il sistema etico

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Hunting Simulator 2, la recensione

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