Guilty Gear -Strive – | Provato del Closed Beta Test

L’annuncio di Guilty Gear – Strive – durante lo scorso EVO 2019 è stato accolto con deciso calore. Oltre a essere un nuovo capitolo di uno dei franchise picchiaduro più amati in corso, la cura con cui Arc System Works ha sempre lavorato si è trasformata di anno in anno in un “sigillo di qualità” ormai indissolubile, tanto da rendere la casa di sviluppo giapponese una delle migliori quando si tratta di creare un fighting game dall’assoluta bellezza. Dragon Ball Fighter Z, BlazBlue Cross Tag Battle, Persona Arena e il più recente Granblue Fantasy Versus sono solo alcuni degli esempi a favore dell’operato di Arc System, la quale comunque è sempre più accorta quando si parla di Guilty Gear nello specifico.

Guilty Gear Strive è infatti un nuovo punto di partenza per Arc System Works, uno che promette di tenere la familiarità della longeva sequela di predecessori ma cambiando abbastanza le carte in tavola da rendere i combattimenti inediti. Al momento i lavori sul gioco sono ancora in pieno corso e la sua uscita è fissata verso la fine del 2020 anche in Europa grazie a Bandai Namco Entertainment, ma nell’attesa abbiamo provato il recente Closed Beta Test, in modo da vedere quali sono le novità principali in un piccolo spaccato di quello che potrebbe essere il titolo finale.

La prova su strada si è tenuta durante il recente weekend, nel quale era disponibile sia una modalità offline contro la CPU che la lobby online dove si potevano sfidare gli altri tester connessione permettendo. Iniziando dalla parte più succosa, cioè il combattimento e i personaggi, avevamo a disposizione un roster di 7 combattenti dai volti noti tra cui scegliere. Ritroviamo infatti i protagonisti come Sol Badguy e Ky insieme a May, Faust, Potemkin e altri volti già noti. Mancano all’appello i nomi di Millia, Zato e del nuovo samurai senza nome, ma i presenti sono stati più che sufficienti a darci un’idea di come Guilty Gear Strive passa direttamente all’azione.

Eroi categorizzati

La prima cosa che salta all’occhio è la divisione in categorie dei vari personaggi, la quale sancisce più o meno il tipo di mosse che ci si potrebbe aspettare. Sol e Ky sono parte della fazione “Bilanciato”, e infatti il loro stile è concentrato sull’assaltare il bersaglio con colpi diretti e mosse dall’alto potenziale esplosivo, senza però eccellere in potenza o in velocità. Di tutt’altro avviso sono invece May, che con i suoi compagni marini evocabili e l’ancora come arma entra di diritto in Potenza, e Axl categorizzato come Tricky per via delle sue combinazioni basate sulla distanza o sul contrattacco aereo. In un modo o nell’altro, la categorizzazione permette a qualunque tipo di giocatore di intuire fin dalla selezione con cosa ha a che fare, in modo da poter scegliere uno stile e giocare intorno a esso attraverso i personaggi nella stessa branca.

A prescindere dalla propria inclinazione, il sistema di Guilty Gear Strive rimane tecnico come lo è sempre stato ma con delle aggiunte significative per rendere il combattimento molto più dinamico. Tra le novità più evidenti c’è la possibilità di effettuare i Dash, sia in aria che a terra. La velocità di ogni singolo Dash è sensibilmente tarata in modo da non renderlo un’arma per confondere la direzione della parata avversaria, specie quando si usa in aria, ma al contempo è abbastanza veloce da poter essere un buon modo per concatenare attacchi aerei con spazzate a terra.

A seguire è stata inserita la possibilità di far rimbalzare l’avversario sul limite destro o sinistro dello schermo, permettendovi di continuare ad attaccarlo nel caso riusciate a essere abbastanza veloci con le combo. Altresì potrete optare per “spingerlo fuori” dall’arena, cambiando stage e infliggendogli uno stato alterato di “shock”, il quale adesso va a sostituirsi allo stordimento in molte situazioni in cui prima era presente. In generale, la missione di Guilty Gear Strive è quella di puntare tutto sulla strategia più che sulla destrezza delle dita: le combo sono molto ridotte, le mosse che atterrano gli avversari sono solo le spazzate e ci sono diversi meccanismi che garantiscono l’immunità durante i recuperi. A riprova di quanto appena evidenziato c’è un notevole boost al danno quando si riesce ad eseguire un Counter, tanto influente da essere una delle meccaniche chiave di Guilty Gear Strive.

Familiarmente nuovo

I moveset rispecchiano la nuova filosofia fondendo nuove e vecchie mosse, come il famoso caso di Faust che appare in perfetto equilibrio tra il suo lato “oscuro” e quello buffo. Riprendendo le categorie, quest’ultime ben illustrano il tipo di approccio che ci potrebbe aspettare nel riguardo del moveset: personaggi Tricky come Axl hanno tanti colpi nel loro arsenale ma ognuno di essi garantisce un danno minimo, mentre May con i suoi pochi colpi è la perfetta candidata per ottenere il massimo dal nuovo buff al Counter. Ancora una volta, Guilty Gear si dimostra un franchise capace di elevare il genere a cui appartiene attraverso nuove soluzioni, senza snaturare ciò che ha costruito nel corso degli anni, piuttosto potenziando perfino il lato strategico senza per scadere nell’equazione “combo eterne = vittoria assicurata”.

Il vero fiore all’occhiello di questa Closed Beta però non è tanto il gameplay quanto la presentazione visiva, sicuramente una delle migliori rilasciate da Arc System. In una fusione tra 3D e 2D, Guilty Gear Strive spinge al massimo sull’estetica esagerata regalandoci arene completamente animate e dagli stage diversi, ricche di animazioni nei combattimenti che rendono davvero labile il confine tra cinematica e gameplay. Grazie all’ottima gestione della telecamera e scene di apertura/chiusura perfettamente inserite nel contesto dell’ambientazione, Guilty Gear Strive sarà sicuramente una goduria da poter osservare in ogni occasione. Ciò si riflette anche nell’estetica dei menù, che prende elementi retrò per la sua lobby e li accosta alla modernità di un design a finestre pulito, colorato e tutto sommato rispettoso nei confronti delle eccellenti illustrazioni che il motore di gioco crea da sé.

Lo stesso avviene nella classica lobby online, dove questa volta si abbandonano i personaggi proprietari del gioco per creare una torre popolata da avatar in pixel art che ogni giocatore può personalizzare. Oltre al divertimento della soluzione trovata, la vera qualità delle lobby online è quella di essere divise in “livelli” effettivi basate sulle prestazioni del giocatore. Si parte da un piano e, volendolo, si possono raggiungere liberamente tutti quelli superiori popolati da altri giocatori più potenti. Tuttavia, se si sale, non si può mai scendere liberamente a un livello considerato inferiore al proprio rango, il che evita tutte quelle complicanze nel matchmaking classificato. Chiaro che al momento è davvero troppo presto per tirare le somme su quanto e come questo influirà negli scontri online, ma si tratta comunque di un’ottima idea per regolare il flusso di combattenti online.

Per concludere

Guilty Gear Strive si è mostrato solo come un piccolo antipasto di quello che veramente sarà il prodotto finale. Ma già da quanto ci porta in tavola possiamo rassicurarci ancora una volta sulla qualità che Arc System Works vuole riuscire a raggiungere, sia nel gameplay che nell’estetica. In qualunque prospettiva lo si voglia guardare, il nuovo capitolo del franchise è l’ennesimo punto di partenza su cui far evolvere uno dei picchiaduro più amati dagli appassionati, lanciando la strada perfetta per buttarsi nella futura generazione senza perdere assolutamente nulla dell’anima originale.

Nell’attesa di tornare a combattere con Sol e Ky, affronta cavalieri e draghi in Granblue Fantasy Versus!

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