Grande nuvola Godzilla Ecco che cosa può fare – ilGiornale.it

A vederla dalle immagini scattate dai satelliti Sentinel, quella gigantesca macchia rossa formata da sabbia del deserto del Sahara che lentamente e impetuosamente sta attraversando l’oceano Atlantico fa davvero impressione. Non è un caso, quindi, che all’immensa nuvola che si sta dirigendo verso il Sudamerica sia stato dato un nome profondamente evocativo: Godzilla. Per fortuna, a differenza del celebre mostro cinematografico, questo imponente muro di sabbia stuzzica la curiosità ma non distruggerà ciò che incontra sul suo cammino. Grazie ai satelliti Sentinel del programma europeo Copernicus di Agenzia Spaziale Europea e Commissione Europea, e da Aeolus dell’Esa, è stato possibile ricostruire nei minimi dettagli il lungo viaggio intrapreso da Godzilla.

Un fenomeno del tutto naturale che si registra ogni anno. A partire dalla tarda primavera, infatti, la polvere del deserto del Sahara viene sollevata dai venti e dai temporali che la trasportano in atmosfera per tutta l’estate fino all’inizio dell’autunno. Ma in questo strano e, per certi versi, inquietante 2020 il fenomeno ha assunto proporzioni gigantesche. È la prima volta in 20 anni che si forma una nube così vasta: secondo l’Ente americano per le ricerche sull’atmosfera e gli oceani, il Noaa, la nuvola di polvere è circa il 60-70% più grande del solito.

La sabbia del Sahara può restare in atmosfera per giorni o addirittura per settimane, a seconda di quanto diventano secche, veloci e turbolente le masse d’aria. Le particelle di polvere sahariana normalmente si disperdono nell’atmosfera e cadono nelle acque dell’oceano Atlantico prima di raggiungere la costa americana. Ma ci sono eccezioni, un po’ come sta accadendo in queste settimane con la densa concentrazione di sabbia che ha percorso circa 8.000 chilometri, arrivando vicino a Caraibi, Stati Uniti meridionali e Sudamerica. Impressionanti i dati forniti da Aeolus, la prima missione satellitare ad acquisire profili del vento terrestre su scala globale: lo strato di polvere si trova ad un’altitudine compresa tra 3.000 e 6.000 metri dal suolo.

Nonostante non sia pericoloso come il mostro del grande schermo, bisogna comunque fare attenzione alla salute: le particelle di polvere del deserto contribuiscono a peggiorare la qualità dell’aria. Tuttavia la stessa sabbia sahariana svolge un ruolo importante nell’ecosistema, perché è una delle principali fonti di nutrienti essenziali per il fitoplancton, i microrganismi marini sulla superficie dell’oceano, e porta nutrienti nel suolo della foresta amazzonica. Senza dimenticare che, colorando i cieli, possono anche creare le condizioni ideali per tramonti mozzafiato.

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