Gli sconti in Sicilia partono in anticipo. Ma i commercianti sono spaccati – La Repubblica

Via agli sconti anticipati in Sicilia. È giusto o no? Questo è il dilemma che divide in queste ore commercianti e associazioni di categoria. Di certo c’è che nell’isola i saldi estivi iniziano domani, trenta giorni prima rispetto a tutte le altre regioni d’Italia, fatta eccezione per il Lazio. Ma non tutti sono d’accordo con la decisione presa autonomamente dalla Regione. Se Confcommercio critica questo anticipo «perché bisogna far rifiatare i commerciati e mantenere i prezzi pieni dopo questo periodo di grandissima difficoltà» Confesercenti è favorevole e la ritiene «un’occasione per accrescere le opportunità di vendita visto che la riapertura dei negozi non ha coinciso per nulla con la ripartenza economica con presenze mortificanti e un volume degli affari risibile rispetto a quello che ci aspettavamo».La Sicilia gioca d’anticipoLa conferenza delle Regioni ha previsto l’avvio dei saldi estivi in tutta Italia il primo agosto, la Sicilia ha deciso di precorrere i tempi. La data ufficiale di inizio è contenuta nel decreto dell’assessore regionale alle Attività produttive, Girolamo Turano, pubblicato a metà giugno. «Siamo convinti – dice Turano – che il provvedimento sia un beneficio per i commercianti e per le famiglie che potranno anticipare qualche spesa fuori programma. Abbiamo scelto di dare più tempo per i saldi estivi per diluire anche le presenze ed evitare gli assembramenti che questi notoriamente determinano» . Una scelta «politica» secondo il presidente di Confcommercio Sicilia Francesco Picarella. «In questo modo non si ridà dignità al lavoro dei commercianti che nei mesi di chiusura si sono trovati con i magazzini pieni e la merce da pagare – dice Picarella – ci sono situazioni drammatiche, attività che hanno chiuso e altre che lottano quotidianamente per non farlo, chiedevamo solo di far rifiatare il commercio a prezzo piene un mese in più, come nel resto d’Italia. Il nostro centro studi ha stimato che 270 mila imprese nazionali principalmente del commercio non riapriranno o riapriranno per chiudere entro la fine dell’anno. Ecco, crediamo che bisogna venirsi incontro. Invece ancora una volta viene disatteso l’invito della conferenza delle Regioni e del suo presidente Stefano Bonaccini, che aveva scritto a tutti i presidenti di regione invitandoli a prendere una decisione omogenea e questo ci risulta incomprensibile» .

Di parere opposto il presidente regionale Confesercenti Vittorio Messina: «occorre dare più stimoli possibili per far smuovere l’economia. Bisogna considerare che sono andate in fumo le cerimonie, uno degli aspetti più importanti delle vendite primaverili ed estive, si va ai saldi sperando che questo anticipo serva a intercettare quei siciliani che non hanno ancora lasciato le città per le vacanze. Credo che fare una guerra sul fatto se fosse o meno giusto anticipare sia inutile, ha molto più senso creare quante più situazioni possibili per far ripartire l’economia».

Online, quanto mi costiGià da giugno le grandi catene hanno proposto sconti promozionali anticipando di fatto l’inizio dei saldi. E la concorrenza del commercio online – divenuto nei mesi di lockdown e in quelli successivi la principale fonte di acquisto – ha reso ancora più difficile la ripartenza dei negozi soprattutto quelli di quartiere. «Io sono favorevole agli sconti anticipati ma solo perché in questi mesi abbiamo avuto una concorrenza sleale » dice Marco Di Giovanni, proprietario con il padre e il fratello di tre negozi di abbigliamento. A lui l’emergenza coronavirus è costata lo spostamento da un locale più grande a un locale più piccolo per gestire meglio i costi.
«Se non ci fossero state tutte queste promozioni, anzi sconti camuffati da promozioni nella grossa distribuzione avrei preferito anche io il primo agosto per fare ancora un mese a prezzo pieno ma purtroppo non c’è nessun organo di controllo che vigili su questa cosa. Allora è meglio partire subito per non morire».

Di Giovanni assieme ad altri 400 negozianti siciliani ha costituito un gruppo Facebook ” Negozi di Sicilia” che giovedì si trasformerà in federazione «per far valere le idee e i diritti dei negozi di quartiere».

Aumenta il risparmioEffetto coronavirus, aumenta il risparmio. Stando alle stime di Confesercenti i risparmi dei siciliani sono aumentati del 20% negli ultimi tre mesi rispetto ai tre dell’anno precedente in linea con la media nazionale. Tra i fattori l’associazione indica una grande fascia di dipendenti che fa smart working e che non ha le stesse esigenze di spendere in vestiti rispetto a quando si va fuori e poi seppur in minor parte – una componente di paura nelle persone.
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