Gli oggetti magici di Sandman: quali sono e perché li usa

Quali sono gli oggetti magici di Sandman che vengono utilizzati nei fumetti e nella serie TV? E perché ne ha così tanto bisogno, nonostante i suoi grandi poteri? La figura di Sandman, personaggio che da il nome all’omonima serie a fumetti, è enigmatica e spesso ineffabile. Ma con l’arrivo della serie TV Netflix The Sandman appare più umana che mai, grazie a un adattamento live action che mette in scena Tom Sturridge nel ruolo di Sogno e un’evoluzione personale che sembra condurre il sovrano dei sogni a nuove rivelazioni su quale debba essere la sua posizione nei confronti degli umani. Distaccato, pragmatico, quasi alieno: proviamo a capire da cosa hanno origine gli oggetti magici di Sandman alla luce di ciò che caratterizza l’Eterno e facciamo chiarezza su di essi, sul perché li utilizza e soprattutto sul perché la borsa di sabbia, l’elmo e il rubino sono così importanti per lui se può fare affidamento su poteri pressoché illimitati.

Chi è Sogno degli Eterni

Sandman prima di Sandman

L’appellativo Sandman, inizialmente, non apparteneva a Sogno degli Eterni. Parlando innanzitutto delle origini del personaggio ideato da Neil Gaiman, è doveroso infatti menzionare colui che nell’universo DC è stato il primo Sandman dei fumetti, ovvero Wesley Dodds. Supereroe scaturito dalla mente di Gardner Fox e Bert Christman nel 1939, Dodds portava infatti il nome di Sandman in riferimento agli strumenti che utilizzava contro i criminali: vestito con un abito da businessman, maschera antigas e cappello, questo Sandman lanciava sabbia negli occhi dei delinquenti contro cui combatteva, per poi stordirli per mezzo di un gas soporifero.

Chi è Sogno degli Eterni

Se tale pratica vi risulta in qualche modo familiare o evoca echi lontani di leggende radicate ai margini della memoria, è perché Wesley Dodds era ispirato a una figura appartenente al folklore: l’Uomo di Sabbia, anche detto Omino del Sonno. Nella tradizione del Nord Europa l’Uomo di Sabbia è un individuo delle leggende che cosparge di sabbia gli occhi dei bambini donando loro il sonno e i sogni. È una figura benevola che tuttavia, nella rivisitazione che ne è stata fatta col tempo all’interno della letteratura, ha assunto valenze e abilità diverse: nella favola di Hans Christian Andersen intitolata Ole Lukøje esso è in grado di portare tanto i sogni quanto gli incubi nel sonno dei bambini, mentre nel racconto L’Uomo della Sabbia di E.T.A.Hoffmann viene descritto come un essere maligno che cava gli occhi ai bambini che si rifiutano di dormire.

In realtà dopo il primo Sandman casa DC ha ospitato tra le pagine dei suoi fumetti diversi altri personaggi che hanno assunto questo nome, ciascuno però con storie e abilità differenti: Garrett Sandford ideato da Jack Kirby negli anni ’70 (il cui riferimento appare nella serie live action sotto forma di Jed Walker in costume da Sandman); Hector Hall apparso nel 1983 ad opera di Roy Thomas e Jerry Ordway, il nostro Sogno di cui si parla tra queste righe e ideato da Neil Gaiman, e coloro i quali hanno assunto il ruolo di “Sandman” dopo di lui, tra cui il suo “discendente” Daniel Hall. Chi ha avuto modo di vedere gli episodi della serie live action The Sandman starà già facendo due più due in merito all’arco narrativo che interseca le vite di Lyta e Hector Hall.

Chi è Sogno degli Eterni

Il Sandman che più di tutti ha ispirato Sogno degli Eterni è tuttavia Garrett Sandford: un supereroe capace di accedere alla Dimensione del Sogno, armato di un sacchetto contenente della polvere soporifera che utilizza per far addormentare chiunque. Affiancato da due incubi chiamati Brute e Glob, Sandman agisce sempre affinché i sogni dei bambini siano al sicuro dai mostri che vorrebbero invece infestarli di incubi e proteggendoli da quegli incubi tanto spaventosi da ucciderli. Morfeo, o Sogno degli Eterni, è invece un entità più eterea personificata in una figura materiale, alla cui base vi sono più riflessioni psicologiche sulla natura umana, filosofiche e metafisiche: una creatura dell’immaginazione che può vivere in eterno poiché fatta della stessa sostanza dei sogni. Siamo quindi lontani dal supereroe (o dal vigilante) quali erano i suoi predecessori nell’universo DC, ma ci troviamo qui dinanzi a un essere che vive da sempre e lo farà finché esisterà qualcuno in grado di sognare, un’entità che incarna concetti appartenenti alla sfera delle idee. Per questo risulta spesso enigmatico, indecifrabile e al di sopra dei sentimenti umani, benché la sua evoluzione lo porterà a scontrarsi con la consapevolezza che l’empatia nei confronti degli uomini è un “male necessario” affinché possa governare il suo regno e di conseguenza i loro sogni. Su questo punto in particolare si è espresso Tom Sturridge parlando del suo personaggio:

Penso che una parte davvero importante della storia in questa stagione sia la scoperta della sua umanità. È una ricerca. All’inizio è impotente e ha bisogno dell’aiuto degli umani per riguadagnare quel potere. Così facendo, li ascolta. Sua sorella Morte lo educa anche su quanto sia straordinario provare qualcosa per qualcuno che non sia tu. E penso che questa sia la nascita della sua empatia.

Gli oggetti magici di Sandman

Dall’immagine di Morfeo che scaturisce tanto dai fumetti quanto dalla serie TV, ci troviamo dinanzi a un Sandman sicuramente dotato di grandi poteri, la capacità di soggiogare le menti attraverso i sogni e di governare un intero regno che, per quanto immateriale, rappresenta una realtà indissolubile da quella umana e tangibile della veglia. Nonostante tale incommensurabile potere, gli oggetti magici di Sandman rappresentano qualcosa di essenziale per l’Eterno e, quando gli vengono però sottratti durante il periodo che trascorre imprigionato nelle segrete della dimora del magus Roderick Burgess, Sogno inizia una difficile ricerca per tornarne in possesso.

Chi è Sogno degli Eterni

Una borsa di sabbia, un elmo e uno splendente rubino. La domanda, a questo punto, sorge però spontanea: perché un’entità dotata di grandi poteri, eterna, appartenente al mondo delle pure idee metafisiche, ha bisogno di qualcosa come degli oggetti materiali per esercitare le proprie doti? Proviamo a rispondere qui: nel periodo che va dal 1916 ai giorni nostri (mentre per ciò che riguarda i fumetti parliamo di una settantina d’anni fino al 1988), Sogno rimane incatenato all’interno di un circolo magico e, durante questi anni, si indebolisce proporzionalmente al tempo trascorso in prigionia. Una volta liberatosi, Sogno degli Eterni realizza che gli oggetti che gli sono stati rubati sono fondamentali per lui più che in ogni altro momento della sua esistenza: in essi infatti ha canalizzato parte di sé, ha riversato al loro interno grossi frammenti del suo potere e della sua essenza, perciò è adesso molto importante che ne venga nuovamente in possesso. Non solo. Tali oggetti possono essere utilizzati solo da Morfeo poiché nelle mani dei mortali causerebbero morte e distruzione.

Come abbiamo accennato, l’elmo che spesso indossa è stato forgiato da lui stesso a partire dal teschio di un dio antichissimo: la sua forma ricorda molto da vicino quella di una maschera antigas, chiaro riferimento a colui che, abbiamo visto, è stato il primo Sandman della storia fumettistica, ma in molte circostanze viene utilizzato da Morfeo come simbolo del suo potere per incutere timore nei cuori di chi dubita o lo affronta (d’altra parte, oltre ai sogni, egli governa anche gli incubi). Il sacchetto di sabbia e il rubino sono stati plasmati invece direttamente da Sogno per aiutarlo a svolgere i suoi compiti.

The Sandman: le differenze tra fumetto e serie TV

Con la sabbia può infatti indurre nei mortali il sonno e farli sognare, ma essa gli consente anche di spostarsi rapidamente da un luogo all’altro o di evocare a sé altri individui. L’uso della sabbia da parte degli esseri umani può garantire loro un’esistenza prolungata, mentre al contempo li prosciuga della loro essenza vitale facendoli letteralmente appassire. In questo caso, Neil Gaiman ha tratto ispirazione direttamente dalla figura folkloristica dell’Uomo di Sabbia munito del suo sacchetto. Attraverso il rubino, l’oggetto più potente e pericoloso dei tre, Morfeo può invece modellare i sogni e la realtà stessa, ma anche fare manifestare l’onirico nel mondo materiale. Se utilizzato nella maniera sbagliata (come avviene nell’episodio 24 Ore di The Sandman), il rubino può corrompere la realtà e distruggerne il delicato equilibrio. In realtà, come si apprende più avanti nella lettura dei fumetti, esistono altre gemme forgiate da Sogno, come ad esempio un quarzo rosa, chiamato anche Porpentina nel ciclo narrativo intitolato Il Gioco della Vita, e uno smeraldo, che sarà donato da Morfeo a Daniel Hall.

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Quali sono gli oggetti magici di Sandman che vengono utilizzati nei fumetti e nella serie TV? E perché ne ha così tanto bisogno, nonostante i suoi grandi poteri? La figura di Sandman, personaggio che da il nome all’omonima serie a fumetti, è enigmatica e spesso ineffabile. Ma con l’arrivo della serie TV Netflix The Sandman appare più umana che mai, grazie a un adattamento live action che mette in scena Tom Sturridge nel ruolo di Sogno e un’evoluzione personale che sembra condurre il sovrano dei sogni a nuove rivelazioni su quale debba essere la sua posizione nei confronti degli umani. Distaccato, pragmatico, quasi alieno: proviamo a capire da cosa hanno origine gli oggetti magici di Sandman alla luce di ciò che caratterizza l’Eterno e facciamo chiarezza su di essi, sul perché li utilizza e soprattutto sul perché la borsa di sabbia, l’elmo e il rubino sono così importanti per lui se può fare affidamento su poteri pressoché illimitati.

Chi è Sogno degli Eterni

Sandman prima di Sandman

L’appellativo Sandman, inizialmente, non apparteneva a Sogno degli Eterni. Parlando innanzitutto delle origini del personaggio ideato da Neil Gaiman, è doveroso infatti menzionare colui che nell’universo DC è stato il primo Sandman dei fumetti, ovvero Wesley Dodds. Supereroe scaturito dalla mente di Gardner Fox e Bert Christman nel 1939, Dodds portava infatti il nome di Sandman in riferimento agli strumenti che utilizzava contro i criminali: vestito con un abito da businessman, maschera antigas e cappello, questo Sandman lanciava sabbia negli occhi dei delinquenti contro cui combatteva, per poi stordirli per mezzo di un gas soporifero.

Chi è Sogno degli Eterni

Se tale pratica vi risulta in qualche modo familiare o evoca echi lontani di leggende radicate ai margini della memoria, è perché Wesley Dodds era ispirato a una figura appartenente al folklore: l’Uomo di Sabbia, anche detto Omino del Sonno. Nella tradizione del Nord Europa l’Uomo di Sabbia è un individuo delle leggende che cosparge di sabbia gli occhi dei bambini donando loro il sonno e i sogni. È una figura benevola che tuttavia, nella rivisitazione che ne è stata fatta col tempo all’interno della letteratura, ha assunto valenze e abilità diverse: nella favola di Hans Christian Andersen intitolata Ole Lukøje esso è in grado di portare tanto i sogni quanto gli incubi nel sonno dei bambini, mentre nel racconto L’Uomo della Sabbia di E.T.A.Hoffmann viene descritto come un essere maligno che cava gli occhi ai bambini che si rifiutano di dormire.

In realtà dopo il primo Sandman casa DC ha ospitato tra le pagine dei suoi fumetti diversi altri personaggi che hanno assunto questo nome, ciascuno però con storie e abilità differenti: Garrett Sandford ideato da Jack Kirby negli anni ’70 (il cui riferimento appare nella serie live action sotto forma di Jed Walker in costume da Sandman); Hector Hall apparso nel 1983 ad opera di Roy Thomas e Jerry Ordway, il nostro Sogno di cui si parla tra queste righe e ideato da Neil Gaiman, e coloro i quali hanno assunto il ruolo di “Sandman” dopo di lui, tra cui il suo “discendente” Daniel Hall. Chi ha avuto modo di vedere gli episodi della serie live action The Sandman starà già facendo due più due in merito all’arco narrativo che interseca le vite di Lyta e Hector Hall.

Chi è Sogno degli Eterni

Il Sandman che più di tutti ha ispirato Sogno degli Eterni è tuttavia Garrett Sandford: un supereroe capace di accedere alla Dimensione del Sogno, armato di un sacchetto contenente della polvere soporifera che utilizza per far addormentare chiunque. Affiancato da due incubi chiamati Brute e Glob, Sandman agisce sempre affinché i sogni dei bambini siano al sicuro dai mostri che vorrebbero invece infestarli di incubi e proteggendoli da quegli incubi tanto spaventosi da ucciderli. Morfeo, o Sogno degli Eterni, è invece un entità più eterea personificata in una figura materiale, alla cui base vi sono più riflessioni psicologiche sulla natura umana, filosofiche e metafisiche: una creatura dell’immaginazione che può vivere in eterno poiché fatta della stessa sostanza dei sogni. Siamo quindi lontani dal supereroe (o dal vigilante) quali erano i suoi predecessori nell’universo DC, ma ci troviamo qui dinanzi a un essere che vive da sempre e lo farà finché esisterà qualcuno in grado di sognare, un’entità che incarna concetti appartenenti alla sfera delle idee. Per questo risulta spesso enigmatico, indecifrabile e al di sopra dei sentimenti umani, benché la sua evoluzione lo porterà a scontrarsi con la consapevolezza che l’empatia nei confronti degli uomini è un “male necessario” affinché possa governare il suo regno e di conseguenza i loro sogni. Su questo punto in particolare si è espresso Tom Sturridge parlando del suo personaggio:

Penso che una parte davvero importante della storia in questa stagione sia la scoperta della sua umanità. È una ricerca. All’inizio è impotente e ha bisogno dell’aiuto degli umani per riguadagnare quel potere. Così facendo, li ascolta. Sua sorella Morte lo educa anche su quanto sia straordinario provare qualcosa per qualcuno che non sia tu. E penso che questa sia la nascita della sua empatia.

Gli oggetti magici di Sandman

Dall’immagine di Morfeo che scaturisce tanto dai fumetti quanto dalla serie TV, ci troviamo dinanzi a un Sandman sicuramente dotato di grandi poteri, la capacità di soggiogare le menti attraverso i sogni e di governare un intero regno che, per quanto immateriale, rappresenta una realtà indissolubile da quella umana e tangibile della veglia. Nonostante tale incommensurabile potere, gli oggetti magici di Sandman rappresentano qualcosa di essenziale per l’Eterno e, quando gli vengono però sottratti durante il periodo che trascorre imprigionato nelle segrete della dimora del magus Roderick Burgess, Sogno inizia una difficile ricerca per tornarne in possesso.

Chi è Sogno degli Eterni

Una borsa di sabbia, un elmo e uno splendente rubino. La domanda, a questo punto, sorge però spontanea: perché un’entità dotata di grandi poteri, eterna, appartenente al mondo delle pure idee metafisiche, ha bisogno di qualcosa come degli oggetti materiali per esercitare le proprie doti? Proviamo a rispondere qui: nel periodo che va dal 1916 ai giorni nostri (mentre per ciò che riguarda i fumetti parliamo di una settantina d’anni fino al 1988), Sogno rimane incatenato all’interno di un circolo magico e, durante questi anni, si indebolisce proporzionalmente al tempo trascorso in prigionia. Una volta liberatosi, Sogno degli Eterni realizza che gli oggetti che gli sono stati rubati sono fondamentali per lui più che in ogni altro momento della sua esistenza: in essi infatti ha canalizzato parte di sé, ha riversato al loro interno grossi frammenti del suo potere e della sua essenza, perciò è adesso molto importante che ne venga nuovamente in possesso. Non solo. Tali oggetti possono essere utilizzati solo da Morfeo poiché nelle mani dei mortali causerebbero morte e distruzione.

Come abbiamo accennato, l’elmo che spesso indossa è stato forgiato da lui stesso a partire dal teschio di un dio antichissimo: la sua forma ricorda molto da vicino quella di una maschera antigas, chiaro riferimento a colui che, abbiamo visto, è stato il primo Sandman della storia fumettistica, ma in molte circostanze viene utilizzato da Morfeo come simbolo del suo potere per incutere timore nei cuori di chi dubita o lo affronta (d’altra parte, oltre ai sogni, egli governa anche gli incubi). Il sacchetto di sabbia e il rubino sono stati plasmati invece direttamente da Sogno per aiutarlo a svolgere i suoi compiti.

The Sandman: le differenze tra fumetto e serie TV

Con la sabbia può infatti indurre nei mortali il sonno e farli sognare, ma essa gli consente anche di spostarsi rapidamente da un luogo all’altro o di evocare a sé altri individui. L’uso della sabbia da parte degli esseri umani può garantire loro un’esistenza prolungata, mentre al contempo li prosciuga della loro essenza vitale facendoli letteralmente appassire. In questo caso, Neil Gaiman ha tratto ispirazione direttamente dalla figura folkloristica dell’Uomo di Sabbia munito del suo sacchetto. Attraverso il rubino, l’oggetto più potente e pericoloso dei tre, Morfeo può invece modellare i sogni e la realtà stessa, ma anche fare manifestare l’onirico nel mondo materiale. Se utilizzato nella maniera sbagliata (come avviene nell’episodio 24 Ore di The Sandman), il rubino può corrompere la realtà e distruggerne il delicato equilibrio. In realtà, come si apprende più avanti nella lettura dei fumetti, esistono altre gemme forgiate da Sogno, come ad esempio un quarzo rosa, chiamato anche Porpentina nel ciclo narrativo intitolato Il Gioco della Vita, e uno smeraldo, che sarà donato da Morfeo a Daniel Hall.

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Chi è Sogno degli Eterni

Sandman prima di Sandman

L’appellativo Sandman, inizialmente, non apparteneva a Sogno degli Eterni. Parlando innanzitutto delle origini del personaggio ideato da Neil Gaiman, è doveroso infatti menzionare colui che nell’universo DC è stato il primo Sandman dei fumetti, ovvero Wesley Dodds. Supereroe scaturito dalla mente di Gardner Fox e Bert Christman nel 1939, Dodds portava infatti il nome di Sandman in riferimento agli strumenti che utilizzava contro i criminali: vestito con un abito da businessman, maschera antigas e cappello, questo Sandman lanciava sabbia negli occhi dei delinquenti contro cui combatteva, per poi stordirli per mezzo di un gas soporifero.

Chi è Sogno degli Eterni

Se tale pratica vi risulta in qualche modo familiare o evoca echi lontani di leggende radicate ai margini della memoria, è perché Wesley Dodds era ispirato a una figura appartenente al folklore: l’Uomo di Sabbia, anche detto Omino del Sonno. Nella tradizione del Nord Europa l’Uomo di Sabbia è un individuo delle leggende che cosparge di sabbia gli occhi dei bambini donando loro il sonno e i sogni. È una figura benevola che tuttavia, nella rivisitazione che ne è stata fatta col tempo all’interno della letteratura, ha assunto valenze e abilità diverse: nella favola di Hans Christian Andersen intitolata Ole Lukøje esso è in grado di portare tanto i sogni quanto gli incubi nel sonno dei bambini, mentre nel racconto L’Uomo della Sabbia di E.T.A.Hoffmann viene descritto come un essere maligno che cava gli occhi ai bambini che si rifiutano di dormire.

In realtà dopo il primo Sandman casa DC ha ospitato tra le pagine dei suoi fumetti diversi altri personaggi che hanno assunto questo nome, ciascuno però con storie e abilità differenti: Garrett Sandford ideato da Jack Kirby negli anni ’70 (il cui riferimento appare nella serie live action sotto forma di Jed Walker in costume da Sandman); Hector Hall apparso nel 1983 ad opera di Roy Thomas e Jerry Ordway, il nostro Sogno di cui si parla tra queste righe e ideato da Neil Gaiman, e coloro i quali hanno assunto il ruolo di “Sandman” dopo di lui, tra cui il suo “discendente” Daniel Hall. Chi ha avuto modo di vedere gli episodi della serie live action The Sandman starà già facendo due più due in merito all’arco narrativo che interseca le vite di Lyta e Hector Hall.

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Il Sandman che più di tutti ha ispirato Sogno degli Eterni è tuttavia Garrett Sandford: un supereroe capace di accedere alla Dimensione del Sogno, armato di un sacchetto contenente della polvere soporifera che utilizza per far addormentare chiunque. Affiancato da due incubi chiamati Brute e Glob, Sandman agisce sempre affinché i sogni dei bambini siano al sicuro dai mostri che vorrebbero invece infestarli di incubi e proteggendoli da quegli incubi tanto spaventosi da ucciderli. Morfeo, o Sogno degli Eterni, è invece un entità più eterea personificata in una figura materiale, alla cui base vi sono più riflessioni psicologiche sulla natura umana, filosofiche e metafisiche: una creatura dell’immaginazione che può vivere in eterno poiché fatta della stessa sostanza dei sogni. Siamo quindi lontani dal supereroe (o dal vigilante) quali erano i suoi predecessori nell’universo DC, ma ci troviamo qui dinanzi a un essere che vive da sempre e lo farà finché esisterà qualcuno in grado di sognare, un’entità che incarna concetti appartenenti alla sfera delle idee. Per questo risulta spesso enigmatico, indecifrabile e al di sopra dei sentimenti umani, benché la sua evoluzione lo porterà a scontrarsi con la consapevolezza che l’empatia nei confronti degli uomini è un “male necessario” affinché possa governare il suo regno e di conseguenza i loro sogni. Su questo punto in particolare si è espresso Tom Sturridge parlando del suo personaggio:

Penso che una parte davvero importante della storia in questa stagione sia la scoperta della sua umanità. È una ricerca. All’inizio è impotente e ha bisogno dell’aiuto degli umani per riguadagnare quel potere. Così facendo, li ascolta. Sua sorella Morte lo educa anche su quanto sia straordinario provare qualcosa per qualcuno che non sia tu. E penso che questa sia la nascita della sua empatia.

Gli oggetti magici di Sandman

Dall’immagine di Morfeo che scaturisce tanto dai fumetti quanto dalla serie TV, ci troviamo dinanzi a un Sandman sicuramente dotato di grandi poteri, la capacità di soggiogare le menti attraverso i sogni e di governare un intero regno che, per quanto immateriale, rappresenta una realtà indissolubile da quella umana e tangibile della veglia. Nonostante tale incommensurabile potere, gli oggetti magici di Sandman rappresentano qualcosa di essenziale per l’Eterno e, quando gli vengono però sottratti durante il periodo che trascorre imprigionato nelle segrete della dimora del magus Roderick Burgess, Sogno inizia una difficile ricerca per tornarne in possesso.

Chi è Sogno degli Eterni

Una borsa di sabbia, un elmo e uno splendente rubino. La domanda, a questo punto, sorge però spontanea: perché un’entità dotata di grandi poteri, eterna, appartenente al mondo delle pure idee metafisiche, ha bisogno di qualcosa come degli oggetti materiali per esercitare le proprie doti? Proviamo a rispondere qui: nel periodo che va dal 1916 ai giorni nostri (mentre per ciò che riguarda i fumetti parliamo di una settantina d’anni fino al 1988), Sogno rimane incatenato all’interno di un circolo magico e, durante questi anni, si indebolisce proporzionalmente al tempo trascorso in prigionia. Una volta liberatosi, Sogno degli Eterni realizza che gli oggetti che gli sono stati rubati sono fondamentali per lui più che in ogni altro momento della sua esistenza: in essi infatti ha canalizzato parte di sé, ha riversato al loro interno grossi frammenti del suo potere e della sua essenza, perciò è adesso molto importante che ne venga nuovamente in possesso. Non solo. Tali oggetti possono essere utilizzati solo da Morfeo poiché nelle mani dei mortali causerebbero morte e distruzione.

Come abbiamo accennato, l’elmo che spesso indossa è stato forgiato da lui stesso a partire dal teschio di un dio antichissimo: la sua forma ricorda molto da vicino quella di una maschera antigas, chiaro riferimento a colui che, abbiamo visto, è stato il primo Sandman della storia fumettistica, ma in molte circostanze viene utilizzato da Morfeo come simbolo del suo potere per incutere timore nei cuori di chi dubita o lo affronta (d’altra parte, oltre ai sogni, egli governa anche gli incubi). Il sacchetto di sabbia e il rubino sono stati plasmati invece direttamente da Sogno per aiutarlo a svolgere i suoi compiti.

The Sandman: le differenze tra fumetto e serie TV

Con la sabbia può infatti indurre nei mortali il sonno e farli sognare, ma essa gli consente anche di spostarsi rapidamente da un luogo all’altro o di evocare a sé altri individui. L’uso della sabbia da parte degli esseri umani può garantire loro un’esistenza prolungata, mentre al contempo li prosciuga della loro essenza vitale facendoli letteralmente appassire. In questo caso, Neil Gaiman ha tratto ispirazione direttamente dalla figura folkloristica dell’Uomo di Sabbia munito del suo sacchetto. Attraverso il rubino, l’oggetto più potente e pericoloso dei tre, Morfeo può invece modellare i sogni e la realtà stessa, ma anche fare manifestare l’onirico nel mondo materiale. Se utilizzato nella maniera sbagliata (come avviene nell’episodio 24 Ore di The Sandman), il rubino può corrompere la realtà e distruggerne il delicato equilibrio. In realtà, come si apprende più avanti nella lettura dei fumetti, esistono altre gemme forgiate da Sogno, come ad esempio un quarzo rosa, chiamato anche Porpentina nel ciclo narrativo intitolato Il Gioco della Vita, e uno smeraldo, che sarà donato da Morfeo a Daniel Hall.

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