Disponibilità schede video, dal CES 2021 non arrivano buone notizie

Le novità tecnologiche presentate alla fine dello scorso anno, che si tratti di schede video, processori o console, hanno tutte una cosa in comune: sono così scarsamente disponibili da non soddisfare minimamente la domanda da parte degli appassionati. La situazione è drammatica e i pochi prodotti che arrivano sugli scaffali sono venduti a prezzi esorbitanti.

Quando finirà questa situazione? Non a breve. Sull’argomento si è esposta nelle scorse ore Lisa Su, CEO di AMD, intervistata da alcuni giornalisti statunitensi al CES 2021, ma anche Nvidia. Andiamo con ordine. “Stiamo consegnando molti prodotti. I volumi continuano ad aumentare e questo sia per le schede video gaming che le CPU. Ci aspettiamo che ciò continui nel corso del 2021. Penso che ci saranno delle difficoltà, certamente durante la prima metà dell’anno, ma continuiamo a consegnare più prodotti agli OEM e ai nostri partner per incrementare l’offerta complessiva“, ha spiegato la dirigente.

“Comprendiamo in pieno perché i consumatori desiderino di più da noi, e quindi è in cima alla lista delle priorità far sì che l’offerta stia al passo della domanda”, ha aggiunto Lisa Su chiarendo che l’azienda non sta dando priorità agli OEM rispetto ai consumatori, bilanciando la consegna dei prodotti praticamente in tempo reale. La massima dirigente di AMD si è inoltre detta molto soddisfatta del lavoro del partner produttivo TSMC e della strategia messa in campo, sottolineando che il problema fondamentale è che c’è un’elevatissima domanda, e la situazione non è necessariamente legata ad “eventuali problemi dal punto di vista produttivo”.

C’è ad esempio una forte carenza di substrati fondamentali per la creazione dei chip, un fatto che sta dando problemi a tutta l’industria. “Ritengo che questo shortage sia più una funzione di una domanda che ha superato la capacità produttiva complessiva”, ha spiegato Lisa Su affermando che ci vuole tempo affinché le azioni per risolvere la situazione sortiscano gli effetti sperati.

E Nvidia? Parlando con The Verge, l’azienda ha affermato che la gamma di schede GeForce RTX 3000 ha venduto quasi il doppio delle soluzioni RTX 2000 nello stesso periodo di tempo. L’azienda ha inoltre aggiunto che la consegna di GPU ai consumatori e ai partner rimarrà ridotta per tutto il primo trimestre. Il primo trimestre però, puntualizza The Verge, è quello fiscale e quindi si parla di fine aprile – inizio maggio.

C’è inoltre lo spauracchio del mining di criptovalute, con i miner che potrebbero drenare ulteriori schede dal mercato. “Se la domanda dal comparto delle criptovalute parte o se vediamo se osserviamo una quantità significativa di richiesta”, ha affermato il CFO Colette Kress in una recente conferenza con gli investitor, “possiamo usare l’opportunità per riavviare la linea di prodotti CMP e affrontare la domanda“. Con CMP Nvidia intende quelle schede prive di uscite video, quindi dedicate semplicemente al mining e non al gaming. Al momento Nvidia però non l’ha fatto, perciò non reputa vi sia un’elevatissima domanda dai miner (anche se qualcuno prova a smentirla).

Nel corso della conferenza al CES, il senior vice president Jeff Fisher ha ringraziato i consumatori per la pazienza e assicurato che l’azienda sta lavorando “duramente per recuperare”.

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