Demon’s Souls Remake: l’anteprima e quali cambiamenti vogliamo – Multiplayer.it

Vedere il remake di Demon’s Souls alla conferenza PS5 è stato tutt’altro che imprevedibile, ma si è trattato comunque di una conferma piacevolissima, e non solo perché si tratta del Souls più adatto a un rifacimento. Ecco perché il lavoro di Bluepoint potrebbe nascondere più sorprese del previsto

Demon’s Souls Remake è il ritorno di un’opera folle. Lasciata – stando ad alcune dichiarazioni dei diretti coinvolti – completare a Miyazaki e ai suoi quasi senza aspettative da parte dei piani alti di From Software, e miracolosamente capace di cambiare per sempre il mercato videoludico, dando vita a un nuovo genere. Il gioco che ha catapultato improvvisamente il pasciuto director al centro dei riflettori, però, è una bestia rara che, pur avendo ottenuto un successo ben al di sopra di qualunque aspettativa, ad oggi non tutti gli appassionati di Soulslike hanno voluto o potuto provare. Chi infatti ha iniziato ad affrontare gli incubi digitali del buon Hidetaka da Dark Souls possiede indubbiamente le basi necessarie per sopravvivere alle insidie di Demon’s, ma può comunque venir colto di sorpresa da una campagna strutturalmente molto diversa rispetto alle aspettative, e da alcune fasi particolarmente sadiche figlie di certe ingenuità del director all’epoca (o semplicemente di una cattiveria che si è poi leggermente smussata con l’età).

In quanto vegliardi che Demon’s lo hanno affrontato, amato, e anche un po’ subito, oggi cercheremo quindi di spiegarvi perché vale la pena riscoprirlo, e cosa ci piacerebbe veder cambiato in questa nuova versione.

Cinque mondi, o forse di più?

Siamo consapevoli che i Bluepoint finora si siano dedicati prevalentemente a dei remake grafici, e che quindi esistano elevate probabilità di trovarsi per le mani un titolo in tutto e per tutto identico all’originale, seppur con una bella mano di vernice al comparto tecnico. Si parla però del progetto più ambizioso del team (parole loro) e di un gioco che ha tutte le carte in regola per venir rimaneggiato in molteplici aspetti, anche in virtù dei passi avanti fatti dai souls negli anni. Parlavamo prima di “struttura diversa” rispetto alle altre opere di Miyazaki, e non era un’affermazione casuale: Demon’s è strutturato a mondi, e non ha una mappa marcatamente interconnessa come quella di Dark Souls o Bloodborne. Questi grossi livelli vengono raggiunti attraverso delle porte presenti in un hub principale chiamato Nexus, dove risiedono molteplici NPC utili (Tra cui la Maiden in Black necessaria per potenziarsi).

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La missione è “semplice”: ricacciare un antico demone in un sonno eterno e salvare Boletaria da una misteriosa nebbia che ne sta consumando le lande; il giocatore, tuttavia, non deve necessariamente essere eroico, poiché ogni location ha una “tendency” che può venir spinta verso la luce e l’oscurità, con pesanti effetti sul mondo di gioco e sulle vostre interazioni con certi personaggi. Molte di queste soluzioni anticipano elementi poi comparsi nei Souls successivi, ma è comunque un approccio differente alla progressione tipica, che merita di essere riesplorato e, magari, persino ampliato.

Già perché Demon’s, come molti altri lavori di From, è un titolo con molteplici contenuti tagliati per questioni di tempo, e più di un dataminer ha tirato fuori dal cappello dati e modelli appartenenti a mondi che non ce l’hanno fatta. Uno in particolare, il sesto, sarebbe una misteriosa landa dei giganti innevata, di cui erano stati creati vari asset, e alla fine tragicamente saltato (l’archstone per accedervi è rotta). Bluepoint in questo remake avrebbe l’occasione quindi di basarsi su tali elementi per aprire l’ultima porta, e creare dei contenuti completamente inediti rispetto al gioco originale. Pensate, sembra ci fosse anche un’ulteriore area extra tranciata ed esterna al Nexus; chissà se non sia per queste possibilità di ampliamento che gli sviluppatori hanno definito questo remake il loro lavoro più ambizioso…

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Che altro cambiare?

Sia chiaro, per quanto il titolo originale ci possa piacere, è innegabile come sian passati parecchi anni dalla sua uscita, e ci siano molti aspetti che vorremmo veder ritoccati in questa nuova release. Qualche modifica a comportamenti dei nemici e meccaniche basandosi sui Souls moderni, ad esempio, ci piacerebbe parecchio, dato che Demon’s in quanto precursore vanta pattern di movimento degli avversari piuttosto limitati, è un discreto legno se paragonato a giochi ben più rapidi e meccanicamente evoluti come Bloodborne e Dark Souls III, e soffre della sindrome del “giro giro tondo” attorno ai nemici, che è stata eliminata proprio con l’appena citato Bloodborne. Non chiediamo molto, né mosse speciali né stravolgimenti: solo un po’ di modernità nei comportamenti dell’intelligenza artificiale (anche fin troppo facile da “resettare” alla giusta distanza) e un po’ di svecchiamento generale. Le basi per farlo ci sono tutte. Un’altra cosa che non ci dispiacerebbe affatto? Un aumento di armi e armature. Le seconde in particolare erano tutt’altro che numerose in Demon’s, specie se si fa il paragone diretto con altri giochi di Miyazaki.

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Ultime modifiche per un remake impeccabile? L’eliminazione del limite di peso dall’inventario (concettualmente comprensibile, ma davvero fastidioso per certe classi), un ribilanciamento della magia, un ritocco della percentuale di drop di certi oggetti molto significativi (le Pure Bladestone, per carità divina), e un bel ritocco generale all’esperienza online, magari rendendo il multiplayer più fruibile e aggiungendo un po’ di sane opzioni extra. Un bel po’ di perfezionamenti legati alla qualità generale e all’accessibilità, che non renderebbero il gioco più facile (pattern migliori dell’IA, anzi, porterebbero a boss indubbiamente più ostici) ma lo modernizzerebbero quel tanto che basta per renderlo del tutto appetibile anche al pubblico attuale. Vogliamo crederci – d’altro canto sembra che il titolo sia seriamente ricostruito quasi da zero, e abbia una misteriosa “modalità fractured” in più – e riteniamo che il team coinvolto abbia le capacità necessarie a farcela. Prepariamoci a morire ancora un bel po’ di volte.

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Demon’s Souls è indubbiamente un remake dal potenziale enorme, specialmente se i Bluepoint dimostreranno di avere il coraggio e l’abilità necessaria per modernizzarne le caratteristiche più ottuse, e allargarne i contenuti. Non è certo un lavoro facile, considerata la mente dietro all’opera originale e quanto vocale sa essere la community di appassionati dei souls, ma noi vogliamo crederci e attendiamo con impazienza un bel gameplay da analizzare su PlayStation 5. E anche se le modifiche dovessero rivelarsi insignificanti… beh, varrà comunque la pena ributtarsi su questo iconico e brutale videogioco.

CERTEZZE

  • Demon’s Souls è un titolo iconico e ricco di atmosfera
  • I Bluepoint sono un team ricco di potenziale
  • Ci sono molteplici possibilità di migliorare l’originale, e di aggiungere contenuti

DUBBI

  • Non è un titolo facile da rinnovare, e lavorare su zone inedite non è roba da poco
  • Confermate ancora una volta due modalità grafiche, di cui una per la massima fluidità

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Demon’s Souls Remake: l’anteprima e quali cambiamenti vogliamo – Multiplayer.it

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