Intel introduce Tunable Replica Circuit contro la fault injection

Intel introduce nuova tecnica che va a integrare le misure a contrasto degli attacchi fisici di tipo fault injection già presenti a livello software.

Tale tecnica prevede l’uso di un Tunable Replica Circuit (TRC) per la protezione dalla fault injection tramite sensori hardware che rilevano le anomalie nella temporizzazione dei circuiti determinate dopo un attacco. Questa è la prima volta che un TRC viene offerto nella linea di processori Intel Core di dodicesima generazione. Il circuito aggiunge la tecnologia di rilevamento della fault injection al motore Intel Converged Security and Management Engine (Intel CSME) ed è progettato per rilevare gli attacchi di glitch fisici non invasivi sui pin che forniscono clock e tensione. Il TRC è progettato anche per rilevare le fault injection elettromagnetiche.

“La protezione dei software viene rinforzata grazie alla virtualizzazione, agli stack canary e all’autenticazione del codice prima dell’esecuzione”, ha affermato Daniel Nemiroff, Senior Principal Engineer di Intel. “Questo ha spinto gli hacker a rivolgere la loro attenzione verso attacchi fisici delle piattaforme informatiche. Uno degli strumenti preferiti sono gli attacchi fault injection attraverso glitch di tensione, overclock e radiazioni elettromagnetiche che causano errori di temporizzazione del circuito e possono consentire l’esecuzione di istruzioni dannose e la potenziale esfiltrazione di dati segreti”.

Photo Credits – Intel
fault injection e trc

Intel ha applicato il TRC al Platform Controller Hub (PCH), un chipset separato, isolato dalla CPU, che migliora la protezione della Root of Trust di un sistema, noto come Intel CSME.

Il TRC di Intel è stato progettato per fornire protezione da determinati tipi di attacchi fisici, attraverso il monitoraggio del ritardo di specifici tipi di circuiti digitali. Se calibrato in base alla sensibilità del sensore, il TRC è in grado di segnalare un attacco quando rileva un errore di temporizzazione dovuto a un guasto correlato a tensione, clock, temperatura o di natura elettromagnetica. Dal momento che il TRC è calibrato per segnalare gli errori a livelli di tensione al di fuori dell’intervallo operativo nominale del CSME, qualsiasi condizione di errore segnalata indica che i dati potrebbero essere danneggiati, determinando l’attivazione delle appropriate operazioni di mitigazione per garantire l’integrità dei dati.

Per maggiori informazioni sulla fault injection, potete consultare la ricerca condotta da Daniel Nemiroff e Carlos Tokunaga di Intel e presentata al Black Hat USA 2022 (solo in lingua inglese).

Sorgente articolo:
Intel introduce Tunable Replica Circuit contro la fault injection

User ID Campaign ID Link
d9a95efa0a2845057476957a427b0499 l-99999988 Pubblicizza sito
d9a95efa0a2845057476957a427b0499 l-99999978 Fiasconaro
d9a95efa0a2845057476957a427b0499 l-99999995 Automazione di campagne Email
d9a95efa0a2845057476957a427b0499 l-99999980 Fiasconaro

Auto elettriche, le migliori app per ricaricare e viaggiare

L’avvento della mobilità elettrica sta portando con sé una serie di avanzamenti tecnologici importanti, in grado di modificare in modo profondo le nostre abitudini e il modo di spostarci: quando si parla di auto elettriche e di lunghe percorrenze, si finisce quasi sempre a parlare di autonomia e della cosiddetta ‘range anxiety’, l’ansia data dall’idea di non riuscire ad arrivare a destinazione prima che l’auto si scarichi, ma fortunatamente la tecnologia ci viene incontro ancora una volta, fornendoci diverse applicazioni da smartphone molto utili a programmare i lunghi spostamenti e in generale a gestire al meglio la nostra auto elettrica; andiamo a scoprire quali sono le app più utili per chi si muove con auto elettrica.

BeCharge

L’applicazione BeCharge è gratuita su iOS e Android ed è in grado di segnare sulla propria mappa le colonnine di ricarica libere più vicine, con la possibilità di selezionare quelle che utilizzano soltanto energia proveniente da fonti rinnovabili. I filtri a disposizione sono parecchi e sono molto utili per destreggiarsi sulla mappa integrata, che è quella di Google: accessibilità 24 ore, tipo di presa, potenza erogata, e tanto altro ancora. L’anima verde di questa applicazione si vede anche nelle statistiche che fornisce: dopo ogni ricarica l’app ci informerà di quanta CO2 abbiamo risparmiato ricaricando con energia pulita. Durante la ricarica, nella sezione ‘Attività’, si potrà monitorare lo stato della propria batteria, i kWh erogati e il tempo necessario a completare la ricarica, oltre a una lista di tutte le ricariche effettuate e le relative statistiche.

App auto elettriche

Chargemap – Stazioni di ricarica

Chargemap è un’applicazione disponibile su Android e iOS progettata per trovare facilmente le colonnine di ricarica e pianificare il proprio percorso in base ai punti dove sarà necessario fermarsi. L’applicazione può vantare una community di oltre 900mila iscritti che aggiornano costantemente le informazioni sulle stazioni di ricarica segnalate sulla mappa, oltre 270mila in tutta Europa. Anche in questo caso è possibile applicare dei filtri alla propria ricerca, con la possibilità di inserire nell’app il modello della propria auto elettrica e la quantità di carica residua che si vuole avere una volta raggiunta la propria destinazione: una volta inserite queste informazioni, Chargemap sarà in grado di creare un itinerario in cui sono previste anche le soste necessarie a ricaricare l’auto.

App auto elettriche

D-Mobility di Duferco Energia

Duferco Energia ha messo a punto D-Mobility, la sua app dedicata alle auto elettriche disponibile per sistemi Android e iOS. D-Mobility offre la possibilità di controllare lo stato delle colonnine di ricarica in tempo reale, e ci guiderà verso quelle che definisce “Strutture amiche”, definizione che si riferisce a punti dove è possibile ricaricare l’auto e avere una qualche sorta di intrattenimento per il tempo necessario alla ricarica. Oltre alla classica mappa dotata di filtri, D-Mobility ci permette di gestire un profilo personale, salvare tra i preferiti i punti di ricarica a noi più comodi, e ricevere notifiche sullo stato della nostra ricarica – il tutto supportato anche da comandi vocali, molto utili quando ci si trova alla guida.

e-Moving di A2A

e-Moving è l’applicazione dedicata alle colonnine di ricarica di A2A, e funziona in maniera similare a molte app di questa lista: aprendo l’applicazione ci si troverà davanti alla mappa sulla quale sono segnale le colonnine di ricarica disponibili, suddivise in vari colori a indicare le diverse potenze di ricarica presenti. Selezionando una colonnina si possono ricevere le informazioni specifiche sul tipo di collegamento e la potenza a disposizione, oltre ai costi di ricarica. Navigando nei menù troviamo vari filtri per ripulire la mappa dai pin che non ci interessano, possiamo creare un profilo personale per avere uno storico delle ricariche, e possiamo anche fare richiesta direttamente dall’app della card di A2A, così da semplificare il processo di ricarica.

App auto elettriche

Evway

Evway è un’applicazione a tutto tondo dedicata a chi si sposta con mezzi a propulsione elettrica: non solo auto quindi, ma anche scooter, biciclette e monopattini elettrici, tutti veicoli che hanno visto una fortissima diffusione negli ultimi mesi. Disponibile sia per Android sia per sistemi iOS, Evway è in grado di segnalare anche tutti i punti di ricarica presenti all’interno di alberghi, ristorante e altre strutture di accoglienza clienti, in tutta Europa. Ogni stazione è corredata di informazioni tecniche come la potenza erogata, il tipo di prese presenti, la distanza dal punto in cui ci si trova e la disponibilità effettiva in quel momento. Tra i vari metodi di pagamento disponibili, Evway ha anche realizzato un keyfob, un portachiavi dotato di RFiD che sblocca la colonnina appena ci si avvicina, permettendoci di ricaricare: il costo della ricarica viene poi addebitato sul proprio conto personale, e dovrà essere saldato utilizzando la moneta interna dell’applicazione, acquistabile tramite carta di credito, PayPal, Google Pay e Apple Pay.

App auto elettriche

Google Maps

No, non è un errore: l’app di navigazione di Google che tutti conosciamo trova comunque posto all’interno di questa lista, perché offre una buona serie di funzionalità dedicate a chi utilizza un’auto elettrica, con il dettaglio non indifferente di essere preinstallata su quasi tutti i dispositivi Android esistenti. Anche Google Maps offre la possibilità di vedere sulla mappa le colonnine di ricarica più vicine a dove ci troviamo, fornendo informazioni sul tipo di connettore disponibile, sulla velocità di ricarica e sulle reti di pagamento integrate nella colonnina; inoltre, è in grado di interfacciarsi con la colonnina per fornirci informazioni sullo stato di ricarica dell’auto.

App auto elettriche

JuicePass di EnelX

JuicePass è l’applicazione di EnelX dedicata a sistemi iOS e Android progettata per dare all’utente tutte le informazioni disponibili sulle oltre 110mila colonnine di ricarica del network, pubbliche e private, presenti in Italia e in Europa. Oltre alle colonnine in strada, sarà possibile informarsi sulle colonnine presenti nei centri commerciali, nei parcheggi dei supermercati e nei parcheggi di certe grandi aziende o complessi di uffici. A differenza di tante concorrenti, JuicePass non richiede necessariamente una registrazione e può essere utilizzata come ospita: una volta avviata, l’applicazione potrà informarci sullo stato della carica della nostra auto, sia in percentuale sia in termini di km caricati. Tramite l’applicazione è anche possibile selezionare il tipo di pagamento desiderato, a scelta tra piano a consumo e piano a canone mensile.

App auto elettriche

Nextcharge

Nextcharge è un’altra delle applicazioni gratuite disponibili su Android e iPhone per gestire al meglio le proprie ricariche: l’app ci segnala le stazioni di ricarica più vicine e ci fornisce tutte le informazioni tecniche a riguardo, come già visto su altre app concorrenti, ma ci offre anche la possibilità di leggere i commenti e guardare le foto dei punti di ricarica pubblicate dagli utenti dell’app, così da scegliere il punto di ricarica più consono alle nostre esigenze. L’account Nextcharge permette anche di gestire direttamente il pagamento della ricarica, e così facendo si ha accesso a una serie di informazioni aggiuntive come lo stato della carica, i kWh ricaricati, il credito residuo, e la possibilità di interrompere la ricarica a distanza, senza essere fisicamente presenti alla colonnina.

App auto elettriche

Open Charge Map

Open Charge Map è un’app gratuita abbastanza simile alle altre, ma che ci viene in aiuto in quei momenti in cui tutto sembra fallire: si tratta di un’altra community open source di utenti di auto elettriche, ed è proprio grazie a questo dettaglio che la mappa di Open Charge Map risulta così ricca di “pin” che indicano colonnine di ricarica. L’applicazione è disponibile solo in lingua inglese ma potrebbe rivelarsi una compagnia utilissima, soprattutto quando ci si trova in viaggio, lontani da casa, in un posto dove non si conosce la posizione delle colonnine più efficienti, offrendo anche la possibilità di salvarle tra i preferiti o vederle visualizzate sul proprio navigatore. Non è presente nessun tipo di sistema di pagamento integrato, e l’app non è in grado di farci prenotare l’utilizzo della colonnina.

App auto elettriche

Plugshare

Plugshare è senza dubbio una delle app più complete tra quelle messe a disposizione di chi guida un’auto elettrica: è dotata della mappa più completa in assoluto, dove si trovano indicate tutte le stazioni di ricarica pubbliche in Europa, negli Stati Uniti e in Canada. Le funzioni a disposizione sono tantissime, e la community mondiale permette al sistema di funzionare molto bene ed essere sempre aggiornato. Le funzioni messe a disposizione dell’utente sono moltissime, come la possibilità di filtrare la ricerca per tipo di connettore – con la possibilità di filtrare solo i Tesla Supercharger, o di aggiungere nuovi punti di ricarica appena installati, o di controllare lo stato di utilizzo di una colonnina anche a distanza. Inoltre, come già visto su altre app concorrenti, si può decidere di sfruttare la funzione Pay with PlugShare per pagare la propria ricarica direttamente dalla app. Infine, Plugshare è dotato di una funzione di notifica, che ci avviserà qualora venisse aperta una nuova colonnina di ricarica nelle nostre vicinanze.

App auto elettriche

Sorgente articolo:
Auto elettriche, le migliori app per ricaricare e viaggiare

User ID Campaign ID Link
d9a95efa0a2845057476957a427b0499 l-99999997 Webinar Online
d9a95efa0a2845057476957a427b0499 l-99999986 Cloud Realtime
d9a95efa0a2845057476957a427b0499 l-99999987 Web Design
d9a95efa0a2845057476957a427b0499 l-99999995 Automazione di campagne Email

Auto elettriche, le migliori app per ricaricare e viaggiare

L’avvento della mobilità elettrica sta portando con sé una serie di avanzamenti tecnologici importanti, in grado di modificare in modo profondo le nostre abitudini e il modo di spostarci: quando si parla di auto elettriche e di lunghe percorrenze, si finisce quasi sempre a parlare di autonomia e della cosiddetta ‘range anxiety’, l’ansia data dall’idea di non riuscire ad arrivare a destinazione prima che l’auto si scarichi, ma fortunatamente la tecnologia ci viene incontro ancora una volta, fornendoci diverse applicazioni da smartphone molto utili a programmare i lunghi spostamenti e in generale a gestire al meglio la nostra auto elettrica; andiamo a scoprire quali sono le app più utili per chi si muove con auto elettrica.

BeCharge

L’applicazione BeCharge è gratuita su iOS e Android ed è in grado di segnare sulla propria mappa le colonnine di ricarica libere più vicine, con la possibilità di selezionare quelle che utilizzano soltanto energia proveniente da fonti rinnovabili. I filtri a disposizione sono parecchi e sono molto utili per destreggiarsi sulla mappa integrata, che è quella di Google: accessibilità 24 ore, tipo di presa, potenza erogata, e tanto altro ancora. L’anima verde di questa applicazione si vede anche nelle statistiche che fornisce: dopo ogni ricarica l’app ci informerà di quanta CO2 abbiamo risparmiato ricaricando con energia pulita. Durante la ricarica, nella sezione ‘Attività’, si potrà monitorare lo stato della propria batteria, i kWh erogati e il tempo necessario a completare la ricarica, oltre a una lista di tutte le ricariche effettuate e le relative statistiche.

App auto elettriche

Chargemap – Stazioni di ricarica

Chargemap è un’applicazione disponibile su Android e iOS progettata per trovare facilmente le colonnine di ricarica e pianificare il proprio percorso in base ai punti dove sarà necessario fermarsi. L’applicazione può vantare una community di oltre 900mila iscritti che aggiornano costantemente le informazioni sulle stazioni di ricarica segnalate sulla mappa, oltre 270mila in tutta Europa. Anche in questo caso è possibile applicare dei filtri alla propria ricerca, con la possibilità di inserire nell’app il modello della propria auto elettrica e la quantità di carica residua che si vuole avere una volta raggiunta la propria destinazione: una volta inserite queste informazioni, Chargemap sarà in grado di creare un itinerario in cui sono previste anche le soste necessarie a ricaricare l’auto.

App auto elettriche

D-Mobility di Duferco Energia

Duferco Energia ha messo a punto D-Mobility, la sua app dedicata alle auto elettriche disponibile per sistemi Android e iOS. D-Mobility offre la possibilità di controllare lo stato delle colonnine di ricarica in tempo reale, e ci guiderà verso quelle che definisce “Strutture amiche”, definizione che si riferisce a punti dove è possibile ricaricare l’auto e avere una qualche sorta di intrattenimento per il tempo necessario alla ricarica. Oltre alla classica mappa dotata di filtri, D-Mobility ci permette di gestire un profilo personale, salvare tra i preferiti i punti di ricarica a noi più comodi, e ricevere notifiche sullo stato della nostra ricarica – il tutto supportato anche da comandi vocali, molto utili quando ci si trova alla guida.

e-Moving di A2A

e-Moving è l’applicazione dedicata alle colonnine di ricarica di A2A, e funziona in maniera similare a molte app di questa lista: aprendo l’applicazione ci si troverà davanti alla mappa sulla quale sono segnale le colonnine di ricarica disponibili, suddivise in vari colori a indicare le diverse potenze di ricarica presenti. Selezionando una colonnina si possono ricevere le informazioni specifiche sul tipo di collegamento e la potenza a disposizione, oltre ai costi di ricarica. Navigando nei menù troviamo vari filtri per ripulire la mappa dai pin che non ci interessano, possiamo creare un profilo personale per avere uno storico delle ricariche, e possiamo anche fare richiesta direttamente dall’app della card di A2A, così da semplificare il processo di ricarica.

App auto elettriche

Evway

Evway è un’applicazione a tutto tondo dedicata a chi si sposta con mezzi a propulsione elettrica: non solo auto quindi, ma anche scooter, biciclette e monopattini elettrici, tutti veicoli che hanno visto una fortissima diffusione negli ultimi mesi. Disponibile sia per Android sia per sistemi iOS, Evway è in grado di segnalare anche tutti i punti di ricarica presenti all’interno di alberghi, ristorante e altre strutture di accoglienza clienti, in tutta Europa. Ogni stazione è corredata di informazioni tecniche come la potenza erogata, il tipo di prese presenti, la distanza dal punto in cui ci si trova e la disponibilità effettiva in quel momento. Tra i vari metodi di pagamento disponibili, Evway ha anche realizzato un keyfob, un portachiavi dotato di RFiD che sblocca la colonnina appena ci si avvicina, permettendoci di ricaricare: il costo della ricarica viene poi addebitato sul proprio conto personale, e dovrà essere saldato utilizzando la moneta interna dell’applicazione, acquistabile tramite carta di credito, PayPal, Google Pay e Apple Pay.

App auto elettriche

Google Maps

No, non è un errore: l’app di navigazione di Google che tutti conosciamo trova comunque posto all’interno di questa lista, perché offre una buona serie di funzionalità dedicate a chi utilizza un’auto elettrica, con il dettaglio non indifferente di essere preinstallata su quasi tutti i dispositivi Android esistenti. Anche Google Maps offre la possibilità di vedere sulla mappa le colonnine di ricarica più vicine a dove ci troviamo, fornendo informazioni sul tipo di connettore disponibile, sulla velocità di ricarica e sulle reti di pagamento integrate nella colonnina; inoltre, è in grado di interfacciarsi con la colonnina per fornirci informazioni sullo stato di ricarica dell’auto.

App auto elettriche

JuicePass di EnelX

JuicePass è l’applicazione di EnelX dedicata a sistemi iOS e Android progettata per dare all’utente tutte le informazioni disponibili sulle oltre 110mila colonnine di ricarica del network, pubbliche e private, presenti in Italia e in Europa. Oltre alle colonnine in strada, sarà possibile informarsi sulle colonnine presenti nei centri commerciali, nei parcheggi dei supermercati e nei parcheggi di certe grandi aziende o complessi di uffici. A differenza di tante concorrenti, JuicePass non richiede necessariamente una registrazione e può essere utilizzata come ospita: una volta avviata, l’applicazione potrà informarci sullo stato della carica della nostra auto, sia in percentuale sia in termini di km caricati. Tramite l’applicazione è anche possibile selezionare il tipo di pagamento desiderato, a scelta tra piano a consumo e piano a canone mensile.

App auto elettriche

Nextcharge

Nextcharge è un’altra delle applicazioni gratuite disponibili su Android e iPhone per gestire al meglio le proprie ricariche: l’app ci segnala le stazioni di ricarica più vicine e ci fornisce tutte le informazioni tecniche a riguardo, come già visto su altre app concorrenti, ma ci offre anche la possibilità di leggere i commenti e guardare le foto dei punti di ricarica pubblicate dagli utenti dell’app, così da scegliere il punto di ricarica più consono alle nostre esigenze. L’account Nextcharge permette anche di gestire direttamente il pagamento della ricarica, e così facendo si ha accesso a una serie di informazioni aggiuntive come lo stato della carica, i kWh ricaricati, il credito residuo, e la possibilità di interrompere la ricarica a distanza, senza essere fisicamente presenti alla colonnina.

App auto elettriche

Open Charge Map

Open Charge Map è un’app gratuita abbastanza simile alle altre, ma che ci viene in aiuto in quei momenti in cui tutto sembra fallire: si tratta di un’altra community open source di utenti di auto elettriche, ed è proprio grazie a questo dettaglio che la mappa di Open Charge Map risulta così ricca di “pin” che indicano colonnine di ricarica. L’applicazione è disponibile solo in lingua inglese ma potrebbe rivelarsi una compagnia utilissima, soprattutto quando ci si trova in viaggio, lontani da casa, in un posto dove non si conosce la posizione delle colonnine più efficienti, offrendo anche la possibilità di salvarle tra i preferiti o vederle visualizzate sul proprio navigatore. Non è presente nessun tipo di sistema di pagamento integrato, e l’app non è in grado di farci prenotare l’utilizzo della colonnina.

App auto elettriche

Plugshare

Plugshare è senza dubbio una delle app più complete tra quelle messe a disposizione di chi guida un’auto elettrica: è dotata della mappa più completa in assoluto, dove si trovano indicate tutte le stazioni di ricarica pubbliche in Europa, negli Stati Uniti e in Canada. Le funzioni a disposizione sono tantissime, e la community mondiale permette al sistema di funzionare molto bene ed essere sempre aggiornato. Le funzioni messe a disposizione dell’utente sono moltissime, come la possibilità di filtrare la ricerca per tipo di connettore – con la possibilità di filtrare solo i Tesla Supercharger, o di aggiungere nuovi punti di ricarica appena installati, o di controllare lo stato di utilizzo di una colonnina anche a distanza. Inoltre, come già visto su altre app concorrenti, si può decidere di sfruttare la funzione Pay with PlugShare per pagare la propria ricarica direttamente dalla app. Infine, Plugshare è dotato di una funzione di notifica, che ci avviserà qualora venisse aperta una nuova colonnina di ricarica nelle nostre vicinanze.

App auto elettriche

Sorgente articolo:
Auto elettriche, le migliori app per ricaricare e viaggiare

User ID Campaign ID Link
d9a95efa0a2845057476957a427b0499 l-99999988 Primo su google
d9a95efa0a2845057476957a427b0499 l-99999997 Servizi B2B di Video Conferenza
d9a95efa0a2845057476957a427b0499 l-99999980 Ugo Fiasconaro
d9a95efa0a2845057476957a427b0499 l-99999978 Fiasconaro

Destiny 2, la follia dei cheater che vogliono lavorare con Bungie

Non solo hano rischiato di rovinare l’esperienza di Destiny 2 a tantissimi utenti. Ora, i cheater conosciuti come AimJunkies ha dichiarato che Bungie dovrebbe assumerlo. No, non stiamo scherzando: dopo aver ricevuto ragione dalla Corte Statunitense, che ha dichiarato come la sua creazione fosse originale e non infrangesse il copyright del gioco, ora l’autore pensa di dover lavorare insieme al team di sviluppo.

Destiny 2 Beyond Light

La storia è decisamente assurda e mostra come in realtà le leggi che tutelino il mondo dei videogiochi siano ancorate a convinzioni fin troppo vecchie, dove si riconosco solamente la violazione di copyright e la distribuzione di software pirata. Ora, dopo aver vinto una parte della causa contro Bungie, i cheater hanno chiesto espressamente di essere assunti nel team di sviluppo o quanto meno di collaborare. Una richiesta assurda, che però ha una sua logica, almeno nelle dichiarazioni di AimJunkies.

“Ci siamo offerto di lavorare con Bungie per risolvere alcuni problemi legati al loro gioco. Crediamo che implementare le nostre feature in Destiny 2 potrebbe risollevare la situazione, ma sono troppo orgogliosi per pensare fuori dal comune”, si legge in una parte della dichiarazione rilasciata a Torrentfreak. Nella dichiarazione si legge inoltre come il loro overlay sia del tutto simile a quello di Steam e di come abbia aiutato le vendite del gioco. Dichiarazioni decisamente forti, che mostrano come in realtà non sembra ci sia la voglia di mollare: in caso di mancata assunzione, è molto probabile che il loro lavoro continuerà anche su altri giochi multiplayer.

Siamo ovviamente alla follia. Almeno per ora, difficilmente Bungie vorrà collaborare con Aimjunkies. Nonostante ciò, la dichiarazione fa comunque sorridere. Aimjunkies è sicuramente un collettivo formato da programmatori di talento, che però per essere assunti da qualche parte dovrebbero quanto meno evitare di assumere comportamenti criminali che possano minare le esperienze di gioco.

Sorgente articolo:
Destiny 2, la follia dei cheater che vogliono lavorare con Bungie

User ID Campaign ID Link
d9a95efa0a2845057476957a427b0499 l-99999986 Free Web Host
d9a95efa0a2845057476957a427b0499 l-99999988 Pubblicizza sito
d9a95efa0a2845057476957a427b0499 l-99999980 Ugo Fiasconaro
d9a95efa0a2845057476957a427b0499 l-99999997 Video Conferenze per B2B

Illuminazione LED da sogno grazie agli sconti Back to School di Govee

Se volete dare un tocco creativo alla vostra stanza, arricchendola con un sistema di illuminazione a LED capace di creare un’atmosfera molto più coinvolgente, suggeriamo caldamente di considerare le offerte rilasciate da Govee, ad oggi tra le migliori aziende a offrire sistemi di illuminazione personalizzabili.

Come saprete, i sistemi di illuminazione Govee sono perfetti anche per chi vuole decorare l’ambiente esterno, sempre con soluzioni RGB in grado di garantire un’atmosfera da sogno, ed ecco perché troverete il catalogo prodotti molto interessante, a maggior ragione dopo che l’azienda ha rilasciato questa promozione, i cui dettagli li troverete di seguito.

Back to School Govee

La promozione vi permetterà di risparmiare fino al 35% sull’intero catalogo, pertanto potrete acquistare le soluzioni menzionate pocanzi a prezzi molto inferiori rispetto agli originali. Le offerte scadranno il 26 agosto, ma Govee si è portato già avanti, annunciando che rilascerà uno sconto del 15% sotto forma di coupon dopo la scadenza di questa promozione, andando in contro a chi si trova in vacanza e non riesce ad approfittare delle offerte in tempo.

Per ricevere il codice sconto il 26 agosto, occorre che lasciate la vostra e-mail nell’apposita sezione, facilmente raggiungibile scorrendo la pagina promozionale. Il codice sconto sarà valido per una settimana e sarà compatibile con gli stessi prodotti selezionati per questa occasione. Detto ciò, è chiaro che dovreste cercare di approfittare di queste offerte ora e non attendere le prossime settimane, in quanto non vi sarà garantito lo stesso risparmio.

Se siete interessati a dare uno sguardo ai numerosi articoli Govee che godono attualmente di sconti super validi in questo periodo di ribassi estivi, non dovreste assolutamente dimenticarvi di passare direttamente sulla pagina dedicata.

Oltre a ciò, vi rimandiamo anche ai nostri tre canali Telegram dedicati alle offerte, luogo ideale dove ricevere prontamente informazioni relative a tutte le migliori offerte in corso sui vari store, con canali specifici dedicati a: Offerte, Hardware & Tech, Abbigliamento e Sport. Buono shopping!

» Vedi offerta su Govee «

Seguici e rimani sempre informato sulle migliori offerte!

Sorgente articolo:
Illuminazione LED da sogno grazie agli sconti Back to School di Govee

User ID Campaign ID Link
d9a95efa0a2845057476957a427b0499 l-99999980 Fiasconaro
d9a95efa0a2845057476957a427b0499 l-99999978 Fiasconaro
d9a95efa0a2845057476957a427b0499 l-99999995 Small Business CRM
d9a95efa0a2845057476957a427b0499 l-99999986 Free Web Host

I peggiori adattamenti di videogiochi: film e serie tv da evitare (BOZZA)

Sia i film che i videogiochi ci permettono di togliere la mente dalla nostra quotidianità, facendoci rilassare e trasportandoci per qualche ora in un mondo fittizio. Nonostante le due forme d’arte abbiano metodi differenti per raccontare una storia, entrambe condividono l’obiettivo di trattenere il pubblico. Quando però si uniscono, generando gli adattamenti di videogiochi, il risultato è spesso tutt’altro che positivo.

Gli adattamenti infatti solo raramente si dimostrano al livello dei videogiochi su cui sono basati, e spesso si limitano a essere un’accozzaglia formata da una narrazione scadente e troppi — decisamente troppi — effetti speciali. Negli ultimi decenni sono usciti prodotti cinematografici basati sui videogame di tutti i tipi: comici, cringe, e semplicemente orrendi. In questo articolo vi presentiamo quindi i peggiori adattamenti di videogiochi, quei titoli che proprio dovete evitare a meno che non vogliate farvi male da soli, ma noi vi abbiamo avvisato.

Il franchise su Resident Evil (2002-2016)

In ben quattordici anni di vita e sei lungometraggi, il franchise di film di Resident Evil è stato un fallimento costante, nonché traditore del materiale d’origine. Nonostante ci siano alcuni momenti all’altezza del genere action horror, le pellicole non assomigliano per niente alla saga di Capcom.

Il protagonista dei film è un personaggio che non esiste in Resident Evil, e anche se gli ultimi titoli del franchise hanno cercato di risolvere questo problema seguendo (vagamente) la storia dei videogiochi, questo non è bastato per sollevare il livello generale degli adattamenti. Insomma, si tratta di una serie di pellicole che ci ha provato troppo, e il risultato è che sarebbe bastato fare meno e attenersi ai giochi originali.

Adattamenti videogiochi

Super Mario Bros. (1993)

Il film Super Mario Bros. rappresenta il primo adattamento di un videogioco della storia, e purtroppo l’esperimento è fallito. Nella pellicola in live-action Bob Hoskins e John Leguizamo vestono i panni dei famosi idraulici Mario e Luigi, e la prima cosa che non quadra è la scarsa quantità di colori che appare in ogni inquadratura, dato che il regista ha deciso di impiegare una palette grigia.

In Super Mario Bros. gli spettatori vengono catapultati in un mondo distopico dove un meteorite, schiantandosi sulla Terra, ha generato due universi paralleli, in uno dei quali i dinosauri riescono a sopravvivere, evolvendosi in esseri umanoidi. Il film è stato fortemente criticato, tanto da essere anche un fallimento economico: guadagnò solo 38.9 milioni di dollari al box office, fronte a un costo di produzione di 48 milioni di dollari. Visto che una nuova pellicola sull’idraulico di Nintendo è attualmente in lavorazione, speriamo che il nuovo tentativo sia meglio del primo.

Doom (2005)

Rampage non è la prima esperienza di Dwayne Johnson con gli adattamenti di videogiochi: l’attore veste i panni del nemico in Doom, un film uscito nel 2005 che devia completamente dal materiale d’origine, cambiando i mostri da demoni infernali ad alieni generici. Ancora una volta il regista ha provato a fare troppo, cambiando il punto di vista nella terza parte della pellicola, adottando la visuale in prima persona per emulare quella del videogame; il risultato però non è stato un successo, e il lungometraggio è tutto fuorché memorabile.

BloodRayne (2005)

Come rovinare un adattamento di un videogioco dove la protagonista è un vampiro che caccia nazisti e vampiri? Semplice, non seguire per nulla il materiale d’origine, e mettere alla regia Uwe Boll, per il quale era il terzo tentativo di creare un film decente basato su un videogame. Peccato che il livello delle pellicole del regista tedesco è calato sempre di più, culminando addirittura in due sequel di BloodRayne, uno peggio dell’altro.

Giusto per darvi qualche somma indicativa di quanto questo film sia mediocre, il suo budget era 25 milioni di dollari, e al box office ne ha guadagnati… meno di 4 milioni. Con un rating medio di 2/10, BloodRayne (e i sequel) sono adattamenti di videogiochi che dovete davvero evitare.

Adattamenti videogiochi

Assassin’s Creed (2016)

Da grandissima fan di Assassin’s Creed, andai al cinema piena di speranza per guardare l’adattamento con Michael Fassbender nei panni dell’assassino Callum Lynch. Purtroppo, nonostante fossi un’adolescente, riuscii comunque a capire che il film era mediocre, e quando sentii “Ha fatto il Balzo della Fede!” (esatto, “balzo” anziché “salto”) la mia faccia si contorse in un’espressione contrariata, gettandomi in un mix tra sconforto e cringe.

Ancora una volta il problema è non aver seguito la storia che ha reso il franchise di Ubisoft celebre e amato. Il regista ha deciso infatti di eliminare gli aspetti più interessanti dei giochi, minimizzando le performance degli attori e facendo apparire l’adattamento distante dal materiale d’origine.

In the Name of the King: A Dungeon Siege Tale (2007)

Parliamo ancora una volta di Uwe Boll con In The Name of the King: A Dungeon Siege Tale, che non ha assolutamente nulla a che vedere con il vero Dungeon Siege, ma ha decisamente lo stile del regista, ovvero creare adattamenti di videogiochi scadenti. La pellicola è infatti un susseguirsi di pessime idee, con una storia che sembra un copia e incolla di quella del Signore degli Anelli; troviamo infatti Jason Statham, Burt Reynolds, John Rhys-Davies, Ray Liotta e Ron Perlman in ruoli miserabili, e le loro performance sono altrettanto terribili.

Mortal Kombat: Annihilation (1997)

Mortal Kombat: Annihilation è il sequel di un film sufficiente, e rappresenta un fallimento per il franchise cinematografico, facendo apparire Mortal Kombat 3, il gioco da cui è ispirato, come un’opera terribile. Probabilmente i creatori della prima pellicola volevano creare qualcosa di meglio, e per farlo hanno deciso di fare un recast di tutti i personaggi, tranne uno, e scrivere un copione atroce che non ha nessuna somiglianza con la trama originale.

Insomma, Mortal Kombat: Annihilation non solo è tra i peggiori adattamenti di videogichi mai creati, ma è anche la bruta imitazione di un altro adattamento che aveva in parte funzionato, e il suo unico scopo è quello di farvi perdere qualche ora di vita. Per farvi capire quanto è terribile, persino il co-creatore Ed Boon in un’intervista affermò di non essere un fan del secondo film del franchise.

Adattamenti videogiochi

Prince of Persia: Le Sabbie del Tempo (2010)

Considerando che la Persia corrisponde all’attuale Iran, provate a pensare a che aspetto potrebbe avere un persiano. Ora, sicuramente non avrete pensato a Jake Gyllenhall, eppure i creatori di Prince of Persia: Le Sabbie del Tempo hanno scelto lui come protagonista. L’attore americano è noto per ruoli ben differenti da quelli della action star, e infatti il suo casting non poteva essere meno azzeccato. Nonostante ciò, questo non è nemmeno l’aspetto più terribile di questo film.

Così come in molti altri adattamenti di videogiochi, il peccato del regista è stato quello di reinventare l’opera originale, rimuovendo ciò che la rende interessante. Quello è rimasto in Prince of Persia: Le Sabbie del Tempo è una storia che ha troppa poca azione e troppa sdolcinatezza, dove non si può salvare davvero nulla.

Hitman (2007)

Parlando di videogiochi, se l’obiettivo principale è l’azione, non è un problema se il protagonista non ha una personalità. Le cose cambiano però con i film: nell’adattamento di Hitman è difficile, se non impossibile, empatizzare con un personaggio che esiste solo per uccidere senza alcuna motivazione. La pellicola del 2007 è mediocre, in larga parte a causa del casting decisamente non azzeccato di Timothy Olyphant nei panni dell’Agente 47. Le cose non sono migliorate nel sequel con Ruper Friend, che non è completamente da bocciare, ma nemmeno uno dei migliori adattamenti mai creati.

Resident Evil

Resident Evil: la serie Netflix (2022)

Concludiamo la nostra carrellata sui peggiori adattamenti di videogiochi con un’opera di cui probabilmente avrete tutti sentito parlare negli ultimi tempi: la serie su Resident Evil, uscita su Netflix a luglio 2022. Lo show da dieci episodi è riuscito a rendere il franchise di Capcom assolutamente superficiale, non traendo praticamente nulla dai videogame se non gli zombie e l’Umbrella Corporation; sono invece state inserite due linee temporali, una presente e una post-apocalittica, personaggi a dir poco banali e una narrazione approssimativa.

La prima stagione della serie ha ricevuto non poche critiche, ottenendo un punteggio medio di 4/10. Non possiamo che sperare che Netflix decida di non rinnovarla per una seconda parte, a meno che il regista non decida di cambiare completamente direzione, avvicinandosi di più ai giochi e prendendo in considerazione le osservazioni dei fan.

Qui si conclude il nostro articolo sui peggiori adattamenti di videogiochi. Ci auguriamo che non ne abbiate visto nemmeno uno, ma speriamo che abbiate scoperto delle opere nuove, da guardare solo se desiderate farvi una risata o provare molto disagio.

Sorgente articolo:
I peggiori adattamenti di videogiochi: film e serie tv da evitare (BOZZA)

User ID Campaign ID Link
d9a95efa0a2845057476957a427b0499 l-99999986 Free Web Hosting
d9a95efa0a2845057476957a427b0499 l-99999995 Small Business CRM
d9a95efa0a2845057476957a427b0499 l-99999997 Webinar Online
d9a95efa0a2845057476957a427b0499 l-99999988 Parole chiavi nelle ricerche

La piccola coupé sportiva Toyota MR2 potrebbe tornare, in una nuova veste

Il costruttore nipponico, nell’ultimo periodo, ha reso felice un discreto numero di appassionati commercializzando la GR86, la Supra con il cambio manuale e la Corolla GR. Vetture di un certo calibro che, in un’epoca che punta all’elettrificazione e al “livellamento” di alcuni aspetti, appare una mossa più che sorprendente. Tuttavia, quello che manca a Toyota, è una vettura compatta due posti magari con tetto in tela o con l’alternativa targa; una sorta di Mazda MX-5 o Fiat 124 Abarth, una soluzione da tutti i giorni ma con consumi e costi di gestione contenuti.

In passato Toyota ci aveva deliziato con la MR2, per ben tre generazioni, vettura che ora potrebbe tornare sul mercato in una veste del tutto nuova. Già lo scorso anno erano circolate voci di un possibile ritorno con Porsche, come partner tecnico, ora però la storia sembra aver preso una piega differente e potrebbe essere aiutata da Suzuki. Nelle scorse ora è apparsa una misteriosa pagina sul sito web di Toyota Australia riguardante un possibile ricambio del sistema di condizionamento della nuova MR2. Certo potrebbe trattarsi di un ricambio dedicato ad una generazione passata, tuttavia appare decisamente inusuale che appaia una pagina di questo tipo per una vettura uscita di produzione nel 2007. Inoltre, questa sezione del sito Toyota di solito non contiene informazioni per i vecchi modelli, ma solo rimandi a soluzioni attualmente in commercio.

Generica agosto

Se tutto questo dovesse essere vero e testimoniare quindi l’arrivo di una nuova Toyota MR2, potremmo assistere al debutto di una soluzione davvero interessante. Considerata la gamma GR di Toyota viene lecito ipotizzare come potrebbe essere alimentata; facile quindi immaginare un sistema propulsivo ereditato dalla GR86 con circa 220 cavalli, trazione posteriore e motore centrale. Chi potrebbe essere la rivale principale? Sicuramente non Porsche viste le potenze in gioco, più probabile Mazda con la sua Miata di quarta generazione da 184 cavalli che però, come sospettiamo, potrebbe rinnovarsi nel corso del 2024 mantenendo però la trazione posteriore, il cambio manuale e un propulsore “puro” quasi privo di elettrificazione. Qualora il desiderio di Toyota sia davvero quello di insidiare Mazda nelle vendite, possiamo attendere un prezzo intorno ai 30-35mila euro. Non ci rimane che attendere per maggiori informazioni.

Generica agosto

Sorgente articolo:
La piccola coupé sportiva Toyota MR2 potrebbe tornare, in una nuova veste

User ID Campaign ID Link
d9a95efa0a2845057476957a427b0499 l-99999980 Fiasconaro
d9a95efa0a2845057476957a427b0499 l-99999986 Cloudrealtime
d9a95efa0a2845057476957a427b0499 l-99999995 Gestione Lead
d9a95efa0a2845057476957a427b0499 l-99999978 Fiasconaro

Come guardare la saga di Predator in ordine cronologico

Con l’uscita di Prey, la saga di Predator ha fatto un salto indietro nel tempo, passando dalla tradizionale epoca contemporanea, in cui erano stati ambientati i precedenti capitoli, al 1719. Questo rende a tutti gli effetti Prey un prequel di Predator, ma questa sua caratteristica non rende lo scontro tra il Feral Predator e Naru il primo incontro (o scontro?) , tra Yautja e umani. Motivo per cui è bene fare un po’ di ordine e stabilire come guardare la saga di Predator in ordine cronologico.

Gli eventi raccontati all’interno del franchise seguono una scansione precisa, con la presenza di alcuni dettagli cronologici che consentono di ricreare la continuity di Predator. Per quanto l’ordine di uscita dei diversi film mantenga una certa coerenza con la timeline della saga, è bene fare ripercorrere le tappe della storia tra umani e Yautja.

Come guardare la saga di Predator in ordine cronologico

3.000 Avanti Cristo – Gi Yautja nella preistoria (Alien Vs Predator, 2004)

Nel film di Paul W. S. Anderson, che ha riportato i Predator sul grande schermo dopo una lunga assenza, viene svelato come una spedizione nell’Antartide finanziata dal magnate Charles Bishop Wyland (Lance Henriksen), trovi nelle profondità dei ghiacci una costruzione antica che mostra come millenni prima una razza aliena sia entrata in contatto con il nostro mondo.

film disney+

Secondo quanto raccontato, gli Yautja avevano eletto la Terra a loro terreno di caccia, stabilendo con gli umani primitivi quasi un ruolo di divinità. Furono loro a insegnare ai nostri antenati come costruire le piramidi, assieme ad altre conoscenze che gli umani ricevevano come doni divini, ripagando gli alieni facendo da ospiti per incubare gli xenomorfi, utilizzati poi dagli Yautja come prede nelle loro cacce rituali. Questo dato rappresenta un punto non chiaro della continuity della saga, considerato come episodi successivi, come Alien o Prometheus, sembrano vanificare questo rapporto primitivo tra Predator e umani.

1719 – Yautja contro Comanche (Prey, 2022)

Nel 1719 uno Yautja elegge come suo terreno di caccia i Grandi Piani americani, luogo popolato da animali feroci e battuto dai trapper e dai cacciatori francofoni. Su queste vaste pianure sono presenti anche i Comanche, leggendaria tribù indiana di cacciatori, con cui questo alieno si troverà a dover fare i conti quanto la sua missione lo renderà la preda di una giovane indiana, Naru (Amber Midthunder), intenzionata a mostrare di poter esser una cacciatrice uccidendo il mostro che spaventa la sua gente.

Dane DiLiegro as the Predator in 20th Century Studios’ PREY, exclusively on Hulu. Photo courtesy of 20th Century Studios. .. 2022 20th Century Studios. All Rights Reserved.
Prey

1987 – L’incidente di Val Verde (Predator, 1987)

Nel 1987, una squadra speciale composta da soldati veterani e agenti della CIA guidati da Dutch Schaeffer (Arnold Schwarzenegger) viene inviata in missione nella nazione sudamericana di Val Verde, dietro richiesta dell’agente CIA Dillion (Carl Weathers), con lo scopo di fermare una black ops sovietica che potrebbe minare gli interessi americani nell’area. Il vero motivo è però un altro, e quando una precedente squadra scelta di marines viene trovata appesa agli alberi della giungla, scannata e ridotta in condizioni inumane, appare chiaro che la missione sia immediatamente divenuta un’altra: sopravvivere.

predator 6

Quando al termine di una mattanza rimangono in vita solo l’alieno, un Predator, e Schaeffer, i due si affrontano in un duello senza pari, al termine del quale l’alieno, come atto di estrema sfida, attiva un congegno altamente distruttivo che cancella ogni prova, ma Schaeffer sopravvive anche a questa esplosione.

1997 – Guerra urbana a Los Angeles (Predator 2, 1990)

Apparentemente, per i Predator i terreni di caccia migliori sono quelli con temperature alte e conflitti in corso, due tratti che non mancano alla Città degli Angeli del 1997, dove una vera e propria guerriglia urbana devasta i sobborghi della città. Mentre il tenente Mike Harrigan (Danny Glover) e la sua squadra cercano di sedare queste rivolte, si ritrovano a dover gestire l’entrata in scena di una nuova gang che pare scuoiare le proprie vittime, apparentemente mossa da un rituale.

predator 2

Mentre Harrigan cerca di identificare questi criminali, in città arriverà l’agente della DEA Keyes (Grary Busey), che svela come in realtà si tratti di un alieno altamente progredito, che intende catturare per potere studiare l’avanzata tecnologia. Dopo che la squadra di Keyes viene eliminata, Harrigan si mette sulle tracce della creatura, inseguendola sino dentro la sua astronave e uccidendola. Gesto che spinge i simili dell’alieno a riconoscere la sua prodezza della caccia, che viene omaggiata con il dono di una pistola a pietra focaia risalente al 1715.

film disney+

Una misteriosa piramide di fattura mai vista prima viene scoperta sotto i ghiacci dell’Antartide e la multinazionale Weyland finanzia una spedizione con i migliori scienziati disponibili per scoprirne i segreti. Questa missione scopre come una razza aliena, gli Yautja, da milleni abbia eletto la Terra come terrano di caccia, dove portava un’altra razza aliena il cui ciclo vitale richiedeva degli ospiti, ossia degli umani, per svilupparsi divenendo poi le prede di una caccia rituale. La spedizione, inavvertitamente, attiva una procedura che scatena una caccia tra Yautja e xenomorfi, in cui gli umani sono pedine. Solo la scienziata Lex sopravvive, cacciando assieme a uno Yautja, che lei battezza Scar, la regina aliena, venendo infine riconosciuta come una possente cacciatrice dai Predator venuti a reclamare Scar, caduto in battaglia. Nelle scene finali del film si vede come prima di esser ucciso, Scar sia stato colpito da un facehugger xenomorfo, e dal suo cadavere fuoriesce un ibrdio Yautja-xenomorfo

2004 – Il massacro di Gunnison (Alien Vs Predator: Requiem, 2007)

Il simbionte nato nel precedente film, ribattezzato Predalien, uccide gli Yautja presenti sull’astronave, prendendone il controllo e facendola schiantare su una città del Colorado, Gunnsion. Qui il Predalien, che oltre alla capacità di cacciatore degli Yautja ha la capacità degli xenomorfi di fecondare altri organismi, genera un’invasione di xenomorfi, che viene contenuta dalla presenza dello Yautja Wolf, che in uno scontro con il Predalien muore, non prima di aver ucciso l’avversario. L’esercito americano, per nascondere il tutto, nuclearizza la zona.

film disney+

2010 – Prede su un pianeta lontano (Predators, 2010)

Su un remoto pianeta che gli Yautja hanno adibito a proprio terreno di caccia, vengono portati alcuni tra gli umani considerati tra i più letali del pianeta, Tra soldati e assassini della Yakuza, viene prelevato anche il mercenario Royce (Adrian Brody), che cerca di portare ordine tra questi combattenti, scoprendo da un sopravvissuto umano, Noland (Laurence Fishburne), che sul pianeta due diverse fazioni Yautja si contendono il potere. Dopo avere affrontato dei Predator privi della tradizionale etica e fisicamente più potenti degli altri loro simili, Royce e la cecchina Isabelle sono gli unici sopravvissuti, ma anziché poter scappare sono costretti ad affrontare altri cacciatori.

film disney+

2018 – Il Predator Fuggitivo (The Predator, 2018)

Un Predator ribelle sfugge alle leggi della propria cultura, cercando rifugio sulla Terra, dove viene però catturato dall’esercito americano, che, sapendo dell’esistenza degli Yautja, ha avviato il programma Stargazer, finalizzato alla cattura e studio di forme di vita aliene. Sulle tracce del fuggiasco alieno si mette uno Yautja geneticamente potenziato, che intende impedire al ribelle di compiere la sua missione: fornire ai terrestri una tecnologia che consentirebbe ai terrestri di contrastare una fazione Yautja intenzionata modificare il clima terrestre, rendendolo adatto alla propria specie.

film disney+

L’ordine di visione della saga

Questa breve cronologia degli eventi del franchise mostra come l’ordine di uscita delle pellicole, con l’eccezione di Prey, sia sostanzialmente il corretto ordine di visione della saga.

predator 2

L’aver ambientato Prey nel 1719, ossia quasi 300 anni di Predator, richiede di cominciare a veder la serie da quest’ultimo capitolo solo se intendiamo recuperare il franchise in ordine cronologico, con una visione che si configura la seguente:

  • Prey (2022)
  • Predator (1987)
  • Predator 2 (1990)
  • Alien Vs Predator (2004)
  • Alien Vs Predator: Requiem (2008)
  • Predators (2010)
  • The Predator (2018)

L’offerta di Disney+

Sorgente articolo:
Come guardare la saga di Predator in ordine cronologico

User ID Campaign ID Link
d9a95efa0a2845057476957a427b0499 l-99999987 Il tuo sito web Personalizzato
d9a95efa0a2845057476957a427b0499 l-99999997 Video Conferenze per B2B
d9a95efa0a2845057476957a427b0499 l-99999988 Primo su google
d9a95efa0a2845057476957a427b0499 l-99999986 Cloud Realtime

Come guardare la saga di Predator in ordine cronologico

Con l’uscita di Prey, la saga di Predator ha fatto un salto indietro nel tempo, passando dalla tradizionale epoca contemporanea, in cui erano stati ambientati i precedenti capitoli, al 1719. Questo rende a tutti gli effetti Prey un prequel di Predator, ma questa sua caratteristica non rende lo scontro tra il Feral Predator e Naru il primo incontro (o scontro?) , tra Yautja e umani. Motivo per cui è bene fare un po’ di ordine e stabilire come guardare la saga di Predator in ordine cronologico.

Gli eventi raccontati all’interno del franchise seguono una scansione precisa, con la presenza di alcuni dettagli cronologici che consentono di ricreare la continuity di Predator. Per quanto l’ordine di uscita dei diversi film mantenga una certa coerenza con la timeline della saga, è bene fare ripercorrere le tappe della storia tra umani e Yautja.

Come guardare la saga di Predator in ordine cronologico

3.000 Avanti Cristo – Gi Yautja nella preistoria (Alien Vs Predator, 2004)

Nel film di Paul W. S. Anderson, che ha riportato i Predator sul grande schermo dopo una lunga assenza, viene svelato come una spedizione nell’Antartide finanziata dal magnate Charles Bishop Wyland (Lance Henriksen), trovi nelle profondità dei ghiacci una costruzione antica che mostra come millenni prima una razza aliena sia entrata in contatto con il nostro mondo.

film disney+

Secondo quanto raccontato, gli Yautja avevano eletto la Terra a loro terreno di caccia, stabilendo con gli umani primitivi quasi un ruolo di divinità. Furono loro a insegnare ai nostri antenati come costruire le piramidi, assieme ad altre conoscenze che gli umani ricevevano come doni divini, ripagando gli alieni facendo da ospiti per incubare gli xenomorfi, utilizzati poi dagli Yautja come prede nelle loro cacce rituali. Questo dato rappresenta un punto non chiaro della continuity della saga, considerato come episodi successivi, come Alien o Prometheus, sembrano vanificare questo rapporto primitivo tra Predator e umani.

1719 – Yautja contro Comanche (Prey, 2022)

Nel 1719 uno Yautja elegge come suo terreno di caccia i Grandi Piani americani, luogo popolato da animali feroci e battuto dai trapper e dai cacciatori francofoni. Su queste vaste pianure sono presenti anche i Comanche, leggendaria tribù indiana di cacciatori, con cui questo alieno si troverà a dover fare i conti quanto la sua missione lo renderà la preda di una giovane indiana, Naru (Amber Midthunder), intenzionata a mostrare di poter esser una cacciatrice uccidendo il mostro che spaventa la sua gente.

Dane DiLiegro as the Predator in 20th Century Studios’ PREY, exclusively on Hulu. Photo courtesy of 20th Century Studios. .. 2022 20th Century Studios. All Rights Reserved.
Prey

1987 – L’incidente di Val Verde (Predator, 1987)

Nel 1987, una squadra speciale composta da soldati veterani e agenti della CIA guidati da Dutch Schaeffer (Arnold Schwarzenegger) viene inviata in missione nella nazione sudamericana di Val Verde, dietro richiesta dell’agente CIA Dillion (Carl Weathers), con lo scopo di fermare una black ops sovietica che potrebbe minare gli interessi americani nell’area. Il vero motivo è però un altro, e quando una precedente squadra scelta di marines viene trovata appesa agli alberi della giungla, scannata e ridotta in condizioni inumane, appare chiaro che la missione sia immediatamente divenuta un’altra: sopravvivere.

predator 6

Quando al termine di una mattanza rimangono in vita solo l’alieno, un Predator, e Schaeffer, i due si affrontano in un duello senza pari, al termine del quale l’alieno, come atto di estrema sfida, attiva un congegno altamente distruttivo che cancella ogni prova, ma Schaeffer sopravvive anche a questa esplosione.

1997 – Guerra urbana a Los Angeles (Predator 2, 1990)

Apparentemente, per i Predator i terreni di caccia migliori sono quelli con temperature alte e conflitti in corso, due tratti che non mancano alla Città degli Angeli del 1997, dove una vera e propria guerriglia urbana devasta i sobborghi della città. Mentre il tenente Mike Harrigan (Danny Glover) e la sua squadra cercano di sedare queste rivolte, si ritrovano a dover gestire l’entrata in scena di una nuova gang che pare scuoiare le proprie vittime, apparentemente mossa da un rituale.

predator 2

Mentre Harrigan cerca di identificare questi criminali, in città arriverà l’agente della DEA Keyes (Grary Busey), che svela come in realtà si tratti di un alieno altamente progredito, che intende catturare per potere studiare l’avanzata tecnologia. Dopo che la squadra di Keyes viene eliminata, Harrigan si mette sulle tracce della creatura, inseguendola sino dentro la sua astronave e uccidendola. Gesto che spinge i simili dell’alieno a riconoscere la sua prodezza della caccia, che viene omaggiata con il dono di una pistola a pietra focaia risalente al 1715.

film disney+

Una misteriosa piramide di fattura mai vista prima viene scoperta sotto i ghiacci dell’Antartide e la multinazionale Weyland finanzia una spedizione con i migliori scienziati disponibili per scoprirne i segreti. Questa missione scopre come una razza aliena, gli Yautja, da milleni abbia eletto la Terra come terrano di caccia, dove portava un’altra razza aliena il cui ciclo vitale richiedeva degli ospiti, ossia degli umani, per svilupparsi divenendo poi le prede di una caccia rituale. La spedizione, inavvertitamente, attiva una procedura che scatena una caccia tra Yautja e xenomorfi, in cui gli umani sono pedine. Solo la scienziata Lex sopravvive, cacciando assieme a uno Yautja, che lei battezza Scar, la regina aliena, venendo infine riconosciuta come una possente cacciatrice dai Predator venuti a reclamare Scar, caduto in battaglia. Nelle scene finali del film si vede come prima di esser ucciso, Scar sia stato colpito da un facehugger xenomorfo, e dal suo cadavere fuoriesce un ibrdio Yautja-xenomorfo

2004 – Il massacro di Gunnison (Alien Vs Predator: Requiem, 2007)

Il simbionte nato nel precedente film, ribattezzato Predalien, uccide gli Yautja presenti sull’astronave, prendendone il controllo e facendola schiantare su una città del Colorado, Gunnsion. Qui il Predalien, che oltre alla capacità di cacciatore degli Yautja ha la capacità degli xenomorfi di fecondare altri organismi, genera un’invasione di xenomorfi, che viene contenuta dalla presenza dello Yautja Wolf, che in uno scontro con il Predalien muore, non prima di aver ucciso l’avversario. L’esercito americano, per nascondere il tutto, nuclearizza la zona.

film disney+

2010 – Prede su un pianeta lontano (Predators, 2010)

Su un remoto pianeta che gli Yautja hanno adibito a proprio terreno di caccia, vengono portati alcuni tra gli umani considerati tra i più letali del pianeta, Tra soldati e assassini della Yakuza, viene prelevato anche il mercenario Royce (Adrian Brody), che cerca di portare ordine tra questi combattenti, scoprendo da un sopravvissuto umano, Noland (Laurence Fishburne), che sul pianeta due diverse fazioni Yautja si contendono il potere. Dopo avere affrontato dei Predator privi della tradizionale etica e fisicamente più potenti degli altri loro simili, Royce e la cecchina Isabelle sono gli unici sopravvissuti, ma anziché poter scappare sono costretti ad affrontare altri cacciatori.

film disney+

2018 – Il Predator Fuggitivo (The Predator, 2018)

Un Predator ribelle sfugge alle leggi della propria cultura, cercando rifugio sulla Terra, dove viene però catturato dall’esercito americano, che, sapendo dell’esistenza degli Yautja, ha avviato il programma Stargazer, finalizzato alla cattura e studio di forme di vita aliene. Sulle tracce del fuggiasco alieno si mette uno Yautja geneticamente potenziato, che intende impedire al ribelle di compiere la sua missione: fornire ai terrestri una tecnologia che consentirebbe ai terrestri di contrastare una fazione Yautja intenzionata modificare il clima terrestre, rendendolo adatto alla propria specie.

film disney+

L’ordine di visione della saga

Questa breve cronologia degli eventi del franchise mostra come l’ordine di uscita delle pellicole, con l’eccezione di Prey, sia sostanzialmente il corretto ordine di visione della saga.

predator 2

L’aver ambientato Prey nel 1719, ossia quasi 300 anni di Predator, richiede di cominciare a veder la serie da quest’ultimo capitolo solo se intendiamo recuperare il franchise in ordine cronologico, con una visione che si configura la seguente:

  • Prey (2022)
  • Predator (1987)
  • Predator 2 (1990)
  • Alien Vs Predator (2004)
  • Alien Vs Predator: Requiem (2008)
  • Predators (2010)
  • The Predator (2018)

L’offerta di Disney+

Sorgente articolo:
Come guardare la saga di Predator in ordine cronologico

User ID Campaign ID Link
d9a95efa0a2845057476957a427b0499 l-99999978 Fiasconaro
d9a95efa0a2845057476957a427b0499 l-99999997 Videochiamate per le Aziende
d9a95efa0a2845057476957a427b0499 l-99999995 Gestione Contatti
d9a95efa0a2845057476957a427b0499 l-99999987 Consulenza realizzazione Applicazioni Web

Come guardare la saga di Predator in ordine cronologico

Con l’uscita di Prey, la saga di Predator ha fatto un salto indietro nel tempo, passando dalla tradizionale epoca contemporanea, in cui erano stati ambientati i precedenti capitoli, al 1719. Questo rende a tutti gli effetti Prey un prequel di Predator, ma questa sua caratteristica non rende lo scontro tra il Feral Predator e Naru il primo incontro (o scontro?) , tra Yautja e umani. Motivo per cui è bene fare un po’ di ordine e stabilire come guardare la saga di Predator in ordine cronologico.

Gli eventi raccontati all’interno del franchise seguono una scansione precisa, con la presenza di alcuni dettagli cronologici che consentono di ricreare la continuity di Predator. Per quanto l’ordine di uscita dei diversi film mantenga una certa coerenza con la timeline della saga, è bene fare ripercorrere le tappe della storia tra umani e Yautja.

Come guardare la saga di Predator in ordine cronologico

3.000 Avanti Cristo – Gi Yautja nella preistoria (Alien Vs Predator, 2004)

Nel film di Paul W. S. Anderson, che ha riportato i Predator sul grande schermo dopo una lunga assenza, viene svelato come una spedizione nell’Antartide finanziata dal magnate Charles Bishop Wyland (Lance Henriksen), trovi nelle profondità dei ghiacci una costruzione antica che mostra come millenni prima una razza aliena sia entrata in contatto con il nostro mondo.

film disney+

Secondo quanto raccontato, gli Yautja avevano eletto la Terra a loro terreno di caccia, stabilendo con gli umani primitivi quasi un ruolo di divinità. Furono loro a insegnare ai nostri antenati come costruire le piramidi, assieme ad altre conoscenze che gli umani ricevevano come doni divini, ripagando gli alieni facendo da ospiti per incubare gli xenomorfi, utilizzati poi dagli Yautja come prede nelle loro cacce rituali. Questo dato rappresenta un punto non chiaro della continuity della saga, considerato come episodi successivi, come Alien o Prometheus, sembrano vanificare questo rapporto primitivo tra Predator e umani.

1719 – Yautja contro Comanche (Prey, 2022)

Nel 1719 uno Yautja elegge come suo terreno di caccia i Grandi Piani americani, luogo popolato da animali feroci e battuto dai trapper e dai cacciatori francofoni. Su queste vaste pianure sono presenti anche i Comanche, leggendaria tribù indiana di cacciatori, con cui questo alieno si troverà a dover fare i conti quanto la sua missione lo renderà la preda di una giovane indiana, Naru (Amber Midthunder), intenzionata a mostrare di poter esser una cacciatrice uccidendo il mostro che spaventa la sua gente.

Dane DiLiegro as the Predator in 20th Century Studios’ PREY, exclusively on Hulu. Photo courtesy of 20th Century Studios. .. 2022 20th Century Studios. All Rights Reserved.
Prey

1987 – L’incidente di Val Verde (Predator, 1987)

Nel 1987, una squadra speciale composta da soldati veterani e agenti della CIA guidati da Dutch Schaeffer (Arnold Schwarzenegger) viene inviata in missione nella nazione sudamericana di Val Verde, dietro richiesta dell’agente CIA Dillion (Carl Weathers), con lo scopo di fermare una black ops sovietica che potrebbe minare gli interessi americani nell’area. Il vero motivo è però un altro, e quando una precedente squadra scelta di marines viene trovata appesa agli alberi della giungla, scannata e ridotta in condizioni inumane, appare chiaro che la missione sia immediatamente divenuta un’altra: sopravvivere.

predator 6

Quando al termine di una mattanza rimangono in vita solo l’alieno, un Predator, e Schaeffer, i due si affrontano in un duello senza pari, al termine del quale l’alieno, come atto di estrema sfida, attiva un congegno altamente distruttivo che cancella ogni prova, ma Schaeffer sopravvive anche a questa esplosione.

1997 – Guerra urbana a Los Angeles (Predator 2, 1990)

Apparentemente, per i Predator i terreni di caccia migliori sono quelli con temperature alte e conflitti in corso, due tratti che non mancano alla Città degli Angeli del 1997, dove una vera e propria guerriglia urbana devasta i sobborghi della città. Mentre il tenente Mike Harrigan (Danny Glover) e la sua squadra cercano di sedare queste rivolte, si ritrovano a dover gestire l’entrata in scena di una nuova gang che pare scuoiare le proprie vittime, apparentemente mossa da un rituale.

predator 2

Mentre Harrigan cerca di identificare questi criminali, in città arriverà l’agente della DEA Keyes (Grary Busey), che svela come in realtà si tratti di un alieno altamente progredito, che intende catturare per potere studiare l’avanzata tecnologia. Dopo che la squadra di Keyes viene eliminata, Harrigan si mette sulle tracce della creatura, inseguendola sino dentro la sua astronave e uccidendola. Gesto che spinge i simili dell’alieno a riconoscere la sua prodezza della caccia, che viene omaggiata con il dono di una pistola a pietra focaia risalente al 1715.

film disney+

Una misteriosa piramide di fattura mai vista prima viene scoperta sotto i ghiacci dell’Antartide e la multinazionale Weyland finanzia una spedizione con i migliori scienziati disponibili per scoprirne i segreti. Questa missione scopre come una razza aliena, gli Yautja, da milleni abbia eletto la Terra come terrano di caccia, dove portava un’altra razza aliena il cui ciclo vitale richiedeva degli ospiti, ossia degli umani, per svilupparsi divenendo poi le prede di una caccia rituale. La spedizione, inavvertitamente, attiva una procedura che scatena una caccia tra Yautja e xenomorfi, in cui gli umani sono pedine. Solo la scienziata Lex sopravvive, cacciando assieme a uno Yautja, che lei battezza Scar, la regina aliena, venendo infine riconosciuta come una possente cacciatrice dai Predator venuti a reclamare Scar, caduto in battaglia. Nelle scene finali del film si vede come prima di esser ucciso, Scar sia stato colpito da un facehugger xenomorfo, e dal suo cadavere fuoriesce un ibrdio Yautja-xenomorfo

2004 – Il massacro di Gunnison (Alien Vs Predator: Requiem, 2007)

Il simbionte nato nel precedente film, ribattezzato Predalien, uccide gli Yautja presenti sull’astronave, prendendone il controllo e facendola schiantare su una città del Colorado, Gunnsion. Qui il Predalien, che oltre alla capacità di cacciatore degli Yautja ha la capacità degli xenomorfi di fecondare altri organismi, genera un’invasione di xenomorfi, che viene contenuta dalla presenza dello Yautja Wolf, che in uno scontro con il Predalien muore, non prima di aver ucciso l’avversario. L’esercito americano, per nascondere il tutto, nuclearizza la zona.

film disney+

2010 – Prede su un pianeta lontano (Predators, 2010)

Su un remoto pianeta che gli Yautja hanno adibito a proprio terreno di caccia, vengono portati alcuni tra gli umani considerati tra i più letali del pianeta, Tra soldati e assassini della Yakuza, viene prelevato anche il mercenario Royce (Adrian Brody), che cerca di portare ordine tra questi combattenti, scoprendo da un sopravvissuto umano, Noland (Laurence Fishburne), che sul pianeta due diverse fazioni Yautja si contendono il potere. Dopo avere affrontato dei Predator privi della tradizionale etica e fisicamente più potenti degli altri loro simili, Royce e la cecchina Isabelle sono gli unici sopravvissuti, ma anziché poter scappare sono costretti ad affrontare altri cacciatori.

film disney+

2018 – Il Predator Fuggitivo (The Predator, 2018)

Un Predator ribelle sfugge alle leggi della propria cultura, cercando rifugio sulla Terra, dove viene però catturato dall’esercito americano, che, sapendo dell’esistenza degli Yautja, ha avviato il programma Stargazer, finalizzato alla cattura e studio di forme di vita aliene. Sulle tracce del fuggiasco alieno si mette uno Yautja geneticamente potenziato, che intende impedire al ribelle di compiere la sua missione: fornire ai terrestri una tecnologia che consentirebbe ai terrestri di contrastare una fazione Yautja intenzionata modificare il clima terrestre, rendendolo adatto alla propria specie.

film disney+

L’ordine di visione della saga

Questa breve cronologia degli eventi del franchise mostra come l’ordine di uscita delle pellicole, con l’eccezione di Prey, sia sostanzialmente il corretto ordine di visione della saga.

predator 2

L’aver ambientato Prey nel 1719, ossia quasi 300 anni di Predator, richiede di cominciare a veder la serie da quest’ultimo capitolo solo se intendiamo recuperare il franchise in ordine cronologico, con una visione che si configura la seguente:

  • Prey (2022)
  • Predator (1987)
  • Predator 2 (1990)
  • Alien Vs Predator (2004)
  • Alien Vs Predator: Requiem (2008)
  • Predators (2010)
  • The Predator (2018)

L’offerta di Disney+

Sorgente articolo:
Come guardare la saga di Predator in ordine cronologico

User ID Campaign ID Link
d9a95efa0a2845057476957a427b0499 l-99999986 Free Web Hosting
d9a95efa0a2845057476957a427b0499 l-99999988 Parola chiave nella ricerca
d9a95efa0a2845057476957a427b0499 l-99999980 Fiasconaro
d9a95efa0a2845057476957a427b0499 l-99999978 Ugo Fiasconaro