500 elettrica, arriva la versione speciale RED

Nella giornata di ieri, al Lingotto di Torino, Fiat ha inaugurato Casa 500 e La Pista 500. Contestualmente, ha annunciato il debutto della gamma (500) RED. Si tratta di versioni speciali frutto della collaborazione con (RED), una no-profit fondata da Bono e Bobby Shriver nel 2006 che si occupa di raccogliere fondi grazie alle collaborazioni con diverse aziende che vengono devoluti al Fondo globale per la lotta contro l’Aids, la tubercolosi e la malaria. Ad oggi, (RED) ha raccolto poco meno di 700 milioni di dollari per il Global Fund, aiutando più di 220 milioni di persone. All’interno di questa gamma è presente anche la nuova 500 elettrica.

Tutti i prodotti (RED) si riconoscono in quanto, oltre al marchio, adottano la colorazione rossa. E la (500) RED elettrica si caratterizza proprio per disporre di questa tinta per la carrozzeria (disponibili, comunque, anche altre colorazioni). L’auto, nello specifico, è offerta in due carrozzerie, berlina e cabrio con capote nera e sia con il motore da 70 kW con autonomia di 195 km e sia con quello da 87 kW con percorrenze fino a 320 km. Anche gli interni presentano novità. Il sedile del conducente è di colore rosso, mentre gli altri sono di colore nero. Se questa scelta non piace, sono comunque disponibili sedili tutti neri con scritte e loghi in rosso e viceversa. Il rosso si ritrova anche su alcuni dettagli dei cerchi in lega e sulla plancia.

Per sottolineare la sostenibilità, i sedili sono realizzati utilizzando il filato Seaqual derivato dalla plastica recuperata dagli oceani. Inoltre, troviamo anche un filtro dell’aria trattato con una sostanza biocida ad azione altamente efficace (>99,9%) contro virus e batteri, in grado di impedirne la ri-aerosolizzazione all’interno dell’abitacolo. Infine, le superfici di alcuni elementi degli interni, con cui i clienti hanno maggior contatto come il volante, i sedili e l’interno del baule hanno ricevuto un trattamento antimicrobico contro virus e batteri.

Gli acquirenti avranno diritto ad un Welcome Kit che comprende un dispenser per gel disinfettante, la cover chiavi dedicata e un’esclusiva lettera firmata da Olivier Francois e Bono Vox con un benvenuto nella community (RED). I prezzi, per la berlina, partono da 28.800 euro e da 31.800 euro per la cabrio.

GAMMA (RED)

La partnership con (RED) va oltre la sola Fiat. Infatti, il Gruppo Stellantis ha esteso la collaborazione anche a Jeep e a RAM. Oltre alle versioni speciali (RED) per i modelli Fiat 500 elettrica, Fiat 500, Fiat 500L e Fiat 500X, ci sarà un’edizione (Jeep) RED Compass 2022 che sarà introdotta negli Stati Uniti nel primo trimestre 2022, seguita poco dopo negli Stati Uniti e in Canada dalla (Jeep) RED Renegade. Quest’ultima arriverà in Europa nella seconda metà del prossimo anno.

Il pickup RAM 1500 Limited (RAM) RED 2022, basato sul modello RAM 1500 Limited Night, sarà lanciato a fine 2021.

VIDEO

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UFL: il terzo incomodo rispetto a FIFA e PES. E sarà meritocratico

UFL è un nuovo gioco di calcio free-to-play che si prepara a sfidare i mostri sacri FIFA e PES, da quest’anno eFootball. In lavorazione da quattro anni presso la software house Strikerz Inc., la quale annovera 200 dipendenti dislocati in 5 uffici in varie nazioni europee (Cipro, Bielorussia, Ucraina e Lituania), UFL avrà Oleksandr Zinchenko come testimonial.

UFL: primo video di gameplay con Oleksandr Zinchenko

Ed è proprio in un video con Zinchenko che per la prima volta viene rivelato l’aspetto grafico di UFL, la cui data di uscita è per il momento prevista tra la fine del 2021 e l’inizio del 2022. UFL è sviluppato su Unreal Engine.


Più che free-to-play, gli sviluppatori di UFL definiscono il loro gioco ‘fair to play’. “Vogliamo reinventare i videogiochi di calcio, con un’esperienza che non sia solo rivoluzionaria ed emozionante da giocare, ma soprattutto che sia equa” ha detto il CEO di Strikerz Inc., Eugene Nashilov.

UFL: un FIFA meritocratico con nessuna opzione ‘pay-to-win’

UFL sarà completamente gratis e quasi esclusivamente online. L’obiettivo è quello di rendere UFL il più leale possibile, in modo da premiare le abilità del singolo giocatore senza alcun meccanismo di tipo ‘pay-to-win’, per la presenza dei quali spesso gli appassionati attaccano i giochi della serie FIFA.

UFL

“Ci sarà una lega globale online dove contano soltanto le abilità”, ha sottolineato lo sviluppatore. Sul fronte delle licenze, FIFA e PES lasciano pochissimo spazio alle altre realtà, visto che si sono accaparrati tutte le licenze relative alle squadre. In UFL ci saranno, invece, giocatori reali per effetto di un accordo stipulato con FIFPro, che ha permesso l’inserimento all’interno del gioco di oltre 5 mila giocatori con nomi, cognomi e volti reali.

Per quanto riguarda il sistema di rilascio, UFL assomiglierà al nuovo eFootball, con la versione di base che arriverà in maniera completamente gratuita, mentre nel corso del tempo lo sviluppatore rilascerà nuove caratteristiche e aggiornamenti. I giocatori non saranno in alcun modo vincolati da pagamenti obbligatori o dalla sottoscrizione di un abbonamento.

UFL è previsto nei formati PS4, Xbox One, Nintendo Switch, PS5, Xbox Series X e su PC. Per altre informazioni vi rimandiamo al sito ufficiale di Strikerz Inc..

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UFL è un nuovo gioco di calcio free-to-play che si prepara a sfidare i mostri sacri FIFA e PES, da quest’anno eFootball. In lavorazione da quattro anni presso la software house Strikerz Inc., la quale annovera 200 dipendenti dislocati in 5 uffici in varie nazioni europee (Cipro, Bielorussia, Ucraina e Lituania), UFL avrà Oleksandr Zinchenko come testimonial.

UFL: primo video di gameplay con Oleksandr Zinchenko

Ed è proprio in un video con Zinchenko che per la prima volta viene rivelato l’aspetto grafico di UFL, la cui data di uscita è per il momento prevista tra la fine del 2021 e l’inizio del 2022. UFL è sviluppato su Unreal Engine.


Più che free-to-play, gli sviluppatori di UFL definiscono il loro gioco ‘fair to play’. “Vogliamo reinventare i videogiochi di calcio, con un’esperienza che non sia solo rivoluzionaria ed emozionante da giocare, ma soprattutto che sia equa” ha detto il CEO di Strikerz Inc., Eugene Nashilov.

UFL: un FIFA meritocratico con nessuna opzione ‘pay-to-win’

UFL sarà completamente gratis e quasi esclusivamente online. L’obiettivo è quello di rendere UFL il più leale possibile, in modo da premiare le abilità del singolo giocatore senza alcun meccanismo di tipo ‘pay-to-win’, per la presenza dei quali spesso gli appassionati attaccano i giochi della serie FIFA.

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“Ci sarà una lega globale online dove contano soltanto le abilità”, ha sottolineato lo sviluppatore. Sul fronte delle licenze, FIFA e PES lasciano pochissimo spazio alle altre realtà, visto che si sono accaparrati tutte le licenze relative alle squadre. In UFL ci saranno, invece, giocatori reali per effetto di un accordo stipulato con FIFPro, che ha permesso l’inserimento all’interno del gioco di oltre 5 mila giocatori con nomi, cognomi e volti reali.

Per quanto riguarda il sistema di rilascio, UFL assomiglierà al nuovo eFootball, con la versione di base che arriverà in maniera completamente gratuita, mentre nel corso del tempo lo sviluppatore rilascerà nuove caratteristiche e aggiornamenti. I giocatori non saranno in alcun modo vincolati da pagamenti obbligatori o dalla sottoscrizione di un abbonamento.

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UFL è un nuovo gioco di calcio free-to-play che si prepara a sfidare i mostri sacri FIFA e PES, da quest’anno eFootball. In lavorazione da quattro anni presso la software house Strikerz Inc., la quale annovera 200 dipendenti dislocati in 5 uffici in varie nazioni europee (Cipro, Bielorussia, Ucraina e Lituania), UFL avrà Oleksandr Zinchenko come testimonial.

UFL: primo video di gameplay con Oleksandr Zinchenko

Ed è proprio in un video con Zinchenko che per la prima volta viene rivelato l’aspetto grafico di UFL, la cui data di uscita è per il momento prevista tra la fine del 2021 e l’inizio del 2022. UFL è sviluppato su Unreal Engine.


Più che free-to-play, gli sviluppatori di UFL definiscono il loro gioco ‘fair to play’. “Vogliamo reinventare i videogiochi di calcio, con un’esperienza che non sia solo rivoluzionaria ed emozionante da giocare, ma soprattutto che sia equa” ha detto il CEO di Strikerz Inc., Eugene Nashilov.

UFL: un FIFA meritocratico con nessuna opzione ‘pay-to-win’

UFL sarà completamente gratis e quasi esclusivamente online. L’obiettivo è quello di rendere UFL il più leale possibile, in modo da premiare le abilità del singolo giocatore senza alcun meccanismo di tipo ‘pay-to-win’, per la presenza dei quali spesso gli appassionati attaccano i giochi della serie FIFA.

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“Ci sarà una lega globale online dove contano soltanto le abilità”, ha sottolineato lo sviluppatore. Sul fronte delle licenze, FIFA e PES lasciano pochissimo spazio alle altre realtà, visto che si sono accaparrati tutte le licenze relative alle squadre. In UFL ci saranno, invece, giocatori reali per effetto di un accordo stipulato con FIFPro, che ha permesso l’inserimento all’interno del gioco di oltre 5 mila giocatori con nomi, cognomi e volti reali.

Per quanto riguarda il sistema di rilascio, UFL assomiglierà al nuovo eFootball, con la versione di base che arriverà in maniera completamente gratuita, mentre nel corso del tempo lo sviluppatore rilascerà nuove caratteristiche e aggiornamenti. I giocatori non saranno in alcun modo vincolati da pagamenti obbligatori o dalla sottoscrizione di un abbonamento.

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XPeng, scacco matto a Tesla: la sua guida autonoma va alla grande anche nel traffico cittadino cinese | VIDEO

La casa automobilistica cinese XPeng sarà sempre destinata ad essere paragonata a Tesla. Questo perché agli esordi era conosciuta proprio come “Tesla Clone“, a causa di una forte ispirazione per design, scelte commerciali, sito internet, ma anche per una causa legale in cui era stata accusata di aver sottratto una copia del software Autopilot.

XPeng è stata in seguito prosciolta, ed è stata libera quindi di continuare lo sviluppo del suo sistema di guida assistita e autonoma Navigation Guided Pilot (NGP), che gira sul software delle sue vetture elettriche, chiamato X-PILOT.

Di recente XPeng ha presentato la sua terza auto elettrica, la P5, una berlina che è salita agli onori della cronaca per essere ufficialmente la prima auto di serie a montare una coppia di sensori LiDAR, capaci di una scansione in 3D in tempo reale dell’ambiente circostante. Grazie a questa dettagliata mole di dati, sulla P5 esordirà la versione 3.5 di X-PILOT, che include anche un NGP aggiornato e con possibilità di guida autonoma anche in ambito urbano e non solo extraurbano.

Nei giorni scorsi XPeng ha diffuso un video proprio riguardante questa nuova funzionalità, dove vediamo una P5 in un test drive in guida autonoma nel traffico di Guangzhou, dove ha sede l’azienda. Il video è parzialmente oscurato nella zona dei display, per non rivelare in anticipo l’aspetto grafico, ma sono ben chiare le capacità del sistema.

Grazie anche a degli highlights in picture-in-picture sul lato destro, possiamo meglio osservare dall’alto le decisioni prese dal software in diversi contesti. Sembrano non esserci difficoltà in rotatorie, svolte a sinistra, nemmeno intoppi in caso di veicoli fermi a bordo strada o tratti particolarmente trafficati.

Per il momento non è dato sapere se questa estrema precisione dipenda dall’uso dei LiDAR, anche se la questione è stata largamente dibattuta. Molti addetti ai lavori hanno criticato Tesla per non aver utilizzato il LiDAR, ed aver anche addirittura dismesso l’uso del semplice radar, per affidarsi solo al riconoscimento visivo tramite videocamere. Elon Musk e soci potrebbero davvero aver sbagliato strada? Nel frattempo le prime XPeng P5 verranno consegnate in Cina il mese prossimo, ed è previsto anche un futuro arrivo in Europa.

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La casa automobilistica cinese XPeng sarà sempre destinata ad essere paragonata a Tesla. Questo perché agli esordi era conosciuta proprio come “Tesla Clone“, a causa di una forte ispirazione per design, scelte commerciali, sito internet, ma anche per una causa legale in cui era stata accusata di aver sottratto una copia del software Autopilot.

XPeng è stata in seguito prosciolta, ed è stata libera quindi di continuare lo sviluppo del suo sistema di guida assistita e autonoma Navigation Guided Pilot (NGP), che gira sul software delle sue vetture elettriche, chiamato X-PILOT.

Di recente XPeng ha presentato la sua terza auto elettrica, la P5, una berlina che è salita agli onori della cronaca per essere ufficialmente la prima auto di serie a montare una coppia di sensori LiDAR, capaci di una scansione in 3D in tempo reale dell’ambiente circostante. Grazie a questa dettagliata mole di dati, sulla P5 esordirà la versione 3.5 di X-PILOT, che include anche un NGP aggiornato e con possibilità di guida autonoma anche in ambito urbano e non solo extraurbano.

Nei giorni scorsi XPeng ha diffuso un video proprio riguardante questa nuova funzionalità, dove vediamo una P5 in un test drive in guida autonoma nel traffico di Guangzhou, dove ha sede l’azienda. Il video è parzialmente oscurato nella zona dei display, per non rivelare in anticipo l’aspetto grafico, ma sono ben chiare le capacità del sistema.

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Per il momento non è dato sapere se questa estrema precisione dipenda dall’uso dei LiDAR, anche se la questione è stata largamente dibattuta. Molti addetti ai lavori hanno criticato Tesla per non aver utilizzato il LiDAR, ed aver anche addirittura dismesso l’uso del semplice radar, per affidarsi solo al riconoscimento visivo tramite videocamere. Elon Musk e soci potrebbero davvero aver sbagliato strada? Nel frattempo le prime XPeng P5 verranno consegnate in Cina il mese prossimo, ed è previsto anche un futuro arrivo in Europa.

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XPeng è stata in seguito prosciolta, ed è stata libera quindi di continuare lo sviluppo del suo sistema di guida assistita e autonoma Navigation Guided Pilot (NGP), che gira sul software delle sue vetture elettriche, chiamato X-PILOT.

Di recente XPeng ha presentato la sua terza auto elettrica, la P5, una berlina che è salita agli onori della cronaca per essere ufficialmente la prima auto di serie a montare una coppia di sensori LiDAR, capaci di una scansione in 3D in tempo reale dell’ambiente circostante. Grazie a questa dettagliata mole di dati, sulla P5 esordirà la versione 3.5 di X-PILOT, che include anche un NGP aggiornato e con possibilità di guida autonoma anche in ambito urbano e non solo extraurbano.

Nei giorni scorsi XPeng ha diffuso un video proprio riguardante questa nuova funzionalità, dove vediamo una P5 in un test drive in guida autonoma nel traffico di Guangzhou, dove ha sede l’azienda. Il video è parzialmente oscurato nella zona dei display, per non rivelare in anticipo l’aspetto grafico, ma sono ben chiare le capacità del sistema.

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Di recente XPeng ha presentato la sua terza auto elettrica, la P5, una berlina che è salita agli onori della cronaca per essere ufficialmente la prima auto di serie a montare una coppia di sensori LiDAR, capaci di una scansione in 3D in tempo reale dell’ambiente circostante. Grazie a questa dettagliata mole di dati, sulla P5 esordirà la versione 3.5 di X-PILOT, che include anche un NGP aggiornato e con possibilità di guida autonoma anche in ambito urbano e non solo extraurbano.

Nei giorni scorsi XPeng ha diffuso un video proprio riguardante questa nuova funzionalità, dove vediamo una P5 in un test drive in guida autonoma nel traffico di Guangzhou, dove ha sede l’azienda. Il video è parzialmente oscurato nella zona dei display, per non rivelare in anticipo l’aspetto grafico, ma sono ben chiare le capacità del sistema.

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Green Pass e obbligatorietà sui luoghi di lavoro: i dubbi privacy delle nuove regole operative

Il D.L. n. 127/2021 recante «Misure urgenti per la graduale ripresa delle attività economiche e sociali nel rispetto delle esigenze di contenimento della diffusione dell’epidemia da COVID-19», il cosiddetto Decreto Green Pass sui luoghi di lavoro, è in vigore.

Nel testo, pubblicato in Gazzetta Ufficiale lo scorso 21 settembre, non mancano alcune importanti novità operative rispetto all’ultima bozza in circolazione ma al contempo si evidenziano anche alcune criticità interpretative soprattutto per quel che riguarda la procedura di verifica della certificazione verde e il conseguente trattamento dei dati personali legati allo stato di salute dei lavoratori.

Green pass: cos’è, come farlo, a cosa serve e obblighi 2021

Indice degli argomenti

Green Pass e obbligatorietà sui luoghi di lavoro: le novità

In primis, occorre differenziare tre diversi settori: pubblico, privato e l’impiego delle certificazioni verdi COVID-19 da parte dei magistrati negli uffici giudiziari.

Impiego delle certificazioni verdi Covid-19 nel settore pubblico

Dal 15 ottobre 2021 e fino al 31 dicembre 2021, termine di cessazione dello stato di emergenza, al fine di prevenire la diffusione dell’infezione da SARS-CoV-2, al personale delle amministrazioni pubbliche – definito all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 – e al personale delle Autorità amministrative indipendenti, ivi comprese la Commissione nazionale per la società e la borsa e la Commissione di vigilanza sui fondi pensione, della Banca d’Italia, nonché degli enti pubblici economici e degli organi di rilievo costituzionale, ai fini dell’accesso ai luoghi di lavoro, nell’ambito del territorio nazionale, in cui il predetto personale svolge l’attività lavorativa, è fatto obbligo di possedere e di esibire, su richiesta, la certificazione verde Covid-19(c.d. “Green Pass”).

Tali disposizioni non si applicano ai soggetti esenti dalla campagna vaccinale sulla base di idonea certificazione medica rilasciata secondo i criteri definiti con circolare del Ministero della salute.

Il datore di lavoro dovrà definire, entro il 15 ottobre 2021, le modalità operative per l’organizzazione delle verifiche, anche a campione, prevedendo prioritariamente, ove possibile, che tali controlli siano effettuati al momento dell’accesso ai luoghi di lavoro, e individuando con atto formale i soggetti incaricati dell’accertamento e della contestazione delle violazioni degli obblighi.

Il personale, nel caso in cui comunichi di non essere in possesso della certificazione verde Covid-19 o qualora risulti privo della predetta certificazione al momento dell’accesso al luogo di lavoro, al fine di tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori nel luogo di lavoro, è considerato assente ingiustificato fino alla presentazione della predetta certificazione e, comunque, non oltre il 31 dicembre 2021, termine di cessazione dello stato di emergenza, senza conseguenze disciplinari e con diritto alla conservazione del rapporto di lavoro. Per i giorni di assenza ingiustificata di cui al primo periodo non sono dovuti la retribuzione né altro compenso o emolumento, comunque denominati.

L’accesso del personale ai luoghi di lavoro in violazione degli obblighi dettati dal D.L. n. 127/2021, è punito con la sanzione amministrativa dai 600 ai 1.500 euro, ferme le conseguenze disciplinari secondo i rispettivi ordinamenti di appartenenza.

Le sanzioni sono irrogate dal Prefetto.

I soggetti incaricati dell’accertamento e della contestazione delle violazioni trasmettono al Prefetto gli atti relativi alla violazione.

Impiego delle certificazioni verdi Covid-19 nel settore giustizia

Dal 15 ottobre 2021 e fino al 31 dicembre 2021, termine di cessazione dello stato di emergenza, al fine di tutelare la salute pubblica e mantenere adeguate condizioni di sicurezza, i magistrati ordinari, amministrativi, contabili e militari, i componenti delle commissioni tributarie non possono accedere agli uffici giudiziari ove svolgono la loro attività lavorativa se non possiedono e, su richiesta, non esibiscono la certificazione verde Covid-19.

L’assenza dall’ufficio conseguente alla carenza o alla mancata esibizione della certificazione verde Covid-19 da parte dei soggetti su indicati è considerata assenza ingiustificata con diritto alla conservazione del rapporto di lavoro e non sono dovuti la retribuzione né altro compenso o emolumento, comunque denominati.

L’accesso agli uffici giudiziari in violazione della disposizione contenuta nel D.L. n. 127/2021 integra illecito disciplinare ed è sanzionato per i magistrati ordinari ai sensi dell’articolo 12, comma 1, del decreto legislativo 23 febbraio 2006, n. 109, e per gli altri soggetti secondo i rispettivi ordinamenti di appartenenza.

Tali disposizioni si applicano anche al magistrato onorario.

I responsabili della sicurezza delle strutture in cui si svolge l’attività giudiziaria, individuato per la magistratura ordinaria nel procuratore generale presso la corte di appello, sono tenuti a verificare il rispetto delle prescrizioni, anche avvalendosi di delegati.

Con circolare del Ministero della giustizia, per i profili di competenza, possono essere stabilite ulteriori modalità di verifica. Tali disposizioni non si applicano ai soggetti diversi da quelli individuati che accedono agli uffici giudiziari, ivi inclusi gli avvocati e gli altri difensori, i consulenti, i periti e gli altri ausiliari del magistrato estranei alle amministrazioni della giustizia, i testimoni e le parti del processo.

Impiego di certificazioni verdi Covid-19 in ambito lavorativo privato

Dal 15 ottobre 2021 e fino al 31 dicembre 2021, termine di cessazione dello stato di emergenza, al fine di prevenire la diffusione dell’infezione da SARS-CoV-2, a chiunque svolge una attività lavorativa nel settore privato è fatto obbligo, ai fini dell’accesso ai luoghi in cui la predetta attività è svolta, di possedere e di esibire, su richiesta, la certificazione verde Covid-19.

La disposizione si applica a tutti i soggetti che svolgono, a qualsiasi titolo, la propria attività lavorativa o di formazione o di volontariato nei luoghi di lavoro, anche sulla base di contratti esterni.

Non si applicano ai soggetti esenti dalla campagna vaccinale sulla base di idonea certificazione medica rilasciata secondo i criteri definiti con circolare del Ministero della salute.

I datori di lavoro sono tenuti a verificare il rispetto delle prescrizioni indicate.

I datori di lavoro definiscono, entro il 15 ottobre 2021, le modalità operative per l’organizzazione delle verifiche, anche a campione, prevedendo prioritariamente, ove possibile, che tali controlli siano effettuati al momento dell’accesso ai luoghi di lavoro, e individuano con atto formale i soggetti incaricati dell’accertamento delle violazioni degli obblighi.

I lavoratori del settore privato, nel caso in cui comunichino di non essere in possesso della certificazione verde Covid-19 o qualora risultino privi della predetta certificazione al momento dell’accesso al luogo di lavoro, al fine di tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori nel luogo di lavoro, sono considerati assenti ingiustificati fino alla presentazione della predetta certificazione e, comunque, non oltre il 31 dicembre 2021, termine di cessazione dello stato di emergenza, senza conseguenze disciplinari e con diritto alla conservazione del rapporto di lavoro.

Per i giorni di assenza ingiustificata non sono dovuti la retribuzione né altro compenso o emolumento, comunque denominato.

Per le imprese con meno di quindici dipendenti, dopo il quinto giorno di assenza ingiustificata, il datore di lavoro può sospendere il lavoratore per la durata corrispondente a quella del contratto di lavoro stipulato per la sostituzione, comunque per un periodo non superiore a dieci giorni, rinnovabili per una sola volta, e non oltre il predetto termine del 31 dicembre 2021.

L’accesso di lavoratori ai luoghi di lavoro in violazione degli obblighi stabiliti è punito con una sanzione amministrativa dai 600 ai 1.500 euro, ferme le conseguenze disciplinari secondo i rispettivi ordinamenti.

Le sanzioni sono irrogate dal Prefetto. I soggetti incaricati dell’accertamento e della contestazione delle violazioni di cui al medesimo trasmettono al Prefetto gli atti relativi alla violazione.

Le sanzioni sono previste anche nei confronti dei datori di lavoro che non mettono in pratica le misure previste entro il 15 ottobre: si va ad un minimo di 400 ad un massimo di 1.000 euro.

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Green Pass e obbligatorietà sui luoghi di lavoro: criticità interpretative

Il possesso e l’esibizione del Green Pass da parte del soggetto che presta attività lavorativa è “su richiesta”. Pertanto, il dubbio interpretativo che potrebbe sorge è il seguente, se il datore di lavoro non si attrezza per la verifica, il prestatore di lavoro non può essere sanzionato?

Per quanto attiene alle modalità organizzative per la verifica del Green Pass, ciascun datore di lavoro può organizzarsi come meglio ritiene opportuno, in quanto le verifiche possono essere “anche a campione“. Tale punto potrebbe risultare assai critico, laddove venisse interpretato come un controllo una tantum. Come verrebbe garantita la tutela della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro?

Da ultimo, l’attività di verifica è demandata ai “datori di lavoro” che “individuano con atto formale i soggetti incaricati dell’accertamento delle violazioni degli obblighi […]”: questo vuol dire che il datore di lavoro potrà incaricare anche un proprio dipendente per la verifica del Green Pass dei suoi colleghi? Laddove fosse cosi, i provvedimenti del Garante in merito alla conoscibilità di informazioni personali dei lavoratori, direttamente o indirettamente legate allo stato di salute, come sarebbero bilanciate?

Per tali motivi, si auspica un intervento anche del Garante per la protezione dei dati personali in materia.

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Green Pass e obbligatorietà sui luoghi di lavoro: i dubbi privacy delle nuove regole operative

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Green Pass e obbligatorietà sui luoghi di lavoro: i dubbi privacy delle nuove regole operative

Il D.L. n. 127/2021 recante «Misure urgenti per la graduale ripresa delle attività economiche e sociali nel rispetto delle esigenze di contenimento della diffusione dell’epidemia da COVID-19», il cosiddetto Decreto Green Pass sui luoghi di lavoro, è in vigore.

Nel testo, pubblicato in Gazzetta Ufficiale lo scorso 21 settembre, non mancano alcune importanti novità operative rispetto all’ultima bozza in circolazione ma al contempo si evidenziano anche alcune criticità interpretative soprattutto per quel che riguarda la procedura di verifica della certificazione verde e il conseguente trattamento dei dati personali legati allo stato di salute dei lavoratori.

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Indice degli argomenti

Green Pass e obbligatorietà sui luoghi di lavoro: le novità

In primis, occorre differenziare tre diversi settori: pubblico, privato e l’impiego delle certificazioni verdi COVID-19 da parte dei magistrati negli uffici giudiziari.

Impiego delle certificazioni verdi Covid-19 nel settore pubblico

Dal 15 ottobre 2021 e fino al 31 dicembre 2021, termine di cessazione dello stato di emergenza, al fine di prevenire la diffusione dell’infezione da SARS-CoV-2, al personale delle amministrazioni pubbliche – definito all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 – e al personale delle Autorità amministrative indipendenti, ivi comprese la Commissione nazionale per la società e la borsa e la Commissione di vigilanza sui fondi pensione, della Banca d’Italia, nonché degli enti pubblici economici e degli organi di rilievo costituzionale, ai fini dell’accesso ai luoghi di lavoro, nell’ambito del territorio nazionale, in cui il predetto personale svolge l’attività lavorativa, è fatto obbligo di possedere e di esibire, su richiesta, la certificazione verde Covid-19(c.d. “Green Pass”).

Tali disposizioni non si applicano ai soggetti esenti dalla campagna vaccinale sulla base di idonea certificazione medica rilasciata secondo i criteri definiti con circolare del Ministero della salute.

Il datore di lavoro dovrà definire, entro il 15 ottobre 2021, le modalità operative per l’organizzazione delle verifiche, anche a campione, prevedendo prioritariamente, ove possibile, che tali controlli siano effettuati al momento dell’accesso ai luoghi di lavoro, e individuando con atto formale i soggetti incaricati dell’accertamento e della contestazione delle violazioni degli obblighi.

Il personale, nel caso in cui comunichi di non essere in possesso della certificazione verde Covid-19 o qualora risulti privo della predetta certificazione al momento dell’accesso al luogo di lavoro, al fine di tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori nel luogo di lavoro, è considerato assente ingiustificato fino alla presentazione della predetta certificazione e, comunque, non oltre il 31 dicembre 2021, termine di cessazione dello stato di emergenza, senza conseguenze disciplinari e con diritto alla conservazione del rapporto di lavoro. Per i giorni di assenza ingiustificata di cui al primo periodo non sono dovuti la retribuzione né altro compenso o emolumento, comunque denominati.

L’accesso del personale ai luoghi di lavoro in violazione degli obblighi dettati dal D.L. n. 127/2021, è punito con la sanzione amministrativa dai 600 ai 1.500 euro, ferme le conseguenze disciplinari secondo i rispettivi ordinamenti di appartenenza.

Le sanzioni sono irrogate dal Prefetto.

I soggetti incaricati dell’accertamento e della contestazione delle violazioni trasmettono al Prefetto gli atti relativi alla violazione.

Impiego delle certificazioni verdi Covid-19 nel settore giustizia

Dal 15 ottobre 2021 e fino al 31 dicembre 2021, termine di cessazione dello stato di emergenza, al fine di tutelare la salute pubblica e mantenere adeguate condizioni di sicurezza, i magistrati ordinari, amministrativi, contabili e militari, i componenti delle commissioni tributarie non possono accedere agli uffici giudiziari ove svolgono la loro attività lavorativa se non possiedono e, su richiesta, non esibiscono la certificazione verde Covid-19.

L’assenza dall’ufficio conseguente alla carenza o alla mancata esibizione della certificazione verde Covid-19 da parte dei soggetti su indicati è considerata assenza ingiustificata con diritto alla conservazione del rapporto di lavoro e non sono dovuti la retribuzione né altro compenso o emolumento, comunque denominati.

L’accesso agli uffici giudiziari in violazione della disposizione contenuta nel D.L. n. 127/2021 integra illecito disciplinare ed è sanzionato per i magistrati ordinari ai sensi dell’articolo 12, comma 1, del decreto legislativo 23 febbraio 2006, n. 109, e per gli altri soggetti secondo i rispettivi ordinamenti di appartenenza.

Tali disposizioni si applicano anche al magistrato onorario.

I responsabili della sicurezza delle strutture in cui si svolge l’attività giudiziaria, individuato per la magistratura ordinaria nel procuratore generale presso la corte di appello, sono tenuti a verificare il rispetto delle prescrizioni, anche avvalendosi di delegati.

Con circolare del Ministero della giustizia, per i profili di competenza, possono essere stabilite ulteriori modalità di verifica. Tali disposizioni non si applicano ai soggetti diversi da quelli individuati che accedono agli uffici giudiziari, ivi inclusi gli avvocati e gli altri difensori, i consulenti, i periti e gli altri ausiliari del magistrato estranei alle amministrazioni della giustizia, i testimoni e le parti del processo.

Impiego di certificazioni verdi Covid-19 in ambito lavorativo privato

Dal 15 ottobre 2021 e fino al 31 dicembre 2021, termine di cessazione dello stato di emergenza, al fine di prevenire la diffusione dell’infezione da SARS-CoV-2, a chiunque svolge una attività lavorativa nel settore privato è fatto obbligo, ai fini dell’accesso ai luoghi in cui la predetta attività è svolta, di possedere e di esibire, su richiesta, la certificazione verde Covid-19.

La disposizione si applica a tutti i soggetti che svolgono, a qualsiasi titolo, la propria attività lavorativa o di formazione o di volontariato nei luoghi di lavoro, anche sulla base di contratti esterni.

Non si applicano ai soggetti esenti dalla campagna vaccinale sulla base di idonea certificazione medica rilasciata secondo i criteri definiti con circolare del Ministero della salute.

I datori di lavoro sono tenuti a verificare il rispetto delle prescrizioni indicate.

I datori di lavoro definiscono, entro il 15 ottobre 2021, le modalità operative per l’organizzazione delle verifiche, anche a campione, prevedendo prioritariamente, ove possibile, che tali controlli siano effettuati al momento dell’accesso ai luoghi di lavoro, e individuano con atto formale i soggetti incaricati dell’accertamento delle violazioni degli obblighi.

I lavoratori del settore privato, nel caso in cui comunichino di non essere in possesso della certificazione verde Covid-19 o qualora risultino privi della predetta certificazione al momento dell’accesso al luogo di lavoro, al fine di tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori nel luogo di lavoro, sono considerati assenti ingiustificati fino alla presentazione della predetta certificazione e, comunque, non oltre il 31 dicembre 2021, termine di cessazione dello stato di emergenza, senza conseguenze disciplinari e con diritto alla conservazione del rapporto di lavoro.

Per i giorni di assenza ingiustificata non sono dovuti la retribuzione né altro compenso o emolumento, comunque denominato.

Per le imprese con meno di quindici dipendenti, dopo il quinto giorno di assenza ingiustificata, il datore di lavoro può sospendere il lavoratore per la durata corrispondente a quella del contratto di lavoro stipulato per la sostituzione, comunque per un periodo non superiore a dieci giorni, rinnovabili per una sola volta, e non oltre il predetto termine del 31 dicembre 2021.

L’accesso di lavoratori ai luoghi di lavoro in violazione degli obblighi stabiliti è punito con una sanzione amministrativa dai 600 ai 1.500 euro, ferme le conseguenze disciplinari secondo i rispettivi ordinamenti.

Le sanzioni sono irrogate dal Prefetto. I soggetti incaricati dell’accertamento e della contestazione delle violazioni di cui al medesimo trasmettono al Prefetto gli atti relativi alla violazione.

Le sanzioni sono previste anche nei confronti dei datori di lavoro che non mettono in pratica le misure previste entro il 15 ottobre: si va ad un minimo di 400 ad un massimo di 1.000 euro.

Green pass: gli errori più comuni di GDPR compliance nella fase operativa

Green Pass e obbligatorietà sui luoghi di lavoro: criticità interpretative

Il possesso e l’esibizione del Green Pass da parte del soggetto che presta attività lavorativa è “su richiesta”. Pertanto, il dubbio interpretativo che potrebbe sorge è il seguente, se il datore di lavoro non si attrezza per la verifica, il prestatore di lavoro non può essere sanzionato?

Per quanto attiene alle modalità organizzative per la verifica del Green Pass, ciascun datore di lavoro può organizzarsi come meglio ritiene opportuno, in quanto le verifiche possono essere “anche a campione“. Tale punto potrebbe risultare assai critico, laddove venisse interpretato come un controllo una tantum. Come verrebbe garantita la tutela della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro?

Da ultimo, l’attività di verifica è demandata ai “datori di lavoro” che “individuano con atto formale i soggetti incaricati dell’accertamento delle violazioni degli obblighi […]”: questo vuol dire che il datore di lavoro potrà incaricare anche un proprio dipendente per la verifica del Green Pass dei suoi colleghi? Laddove fosse cosi, i provvedimenti del Garante in merito alla conoscibilità di informazioni personali dei lavoratori, direttamente o indirettamente legate allo stato di salute, come sarebbero bilanciate?

Per tali motivi, si auspica un intervento anche del Garante per la protezione dei dati personali in materia.

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