Windows 11 sull’8,3% dei PC, in crescita anche le GeForce RTX 3000: tutti i dati del sondaggio

L’ultimo “Sondaggio hardware e software di Steam” ci aiuta a capire il panorama dei vari mercati che interessano il mondo PC, chiaramente dal punto di vista dell’utenza gaming. Da segnalare, al solito, che Steam non ha mai offerto una descrizione dettagliata sul metodo di raccolta dei dati, quindi è probabile che ci sia un margine di errore ulteriore rispetto al target di utenza ben specifico che utilizza la piattaforma di distribuzione di giochi.

Per il sondaggio di novembre 2021 ci sono dei dati interessanti: primo fra tutti l’adozione di Windows 11 fra i giocatori che balza dall’1,9% del mese di ottobre all’8,6% di tutti i PC analizzati. I gamer si rivelano ancora una volta i più veloci ad accogliere le novità, laddove altre realtà (soprattutto quelle aziendali, comprensibilmente) hanno mostrato molto meno interesse per il nuovo OS di Microsoft. I dati di Steam non sono però così diversi da quelli diffusi da AdDuplex di recente, basati su un target di utenza più eterogeneo. macOS è invece installato sul 2,7% dei sistemi che usano Steam, le diverse distribuzioni di Linux su solo l’1,2%. L’OS più usato dai gamer rimane Windows 10, con l’83,4% delle quote, mentre Windows 7 è installato solo sul 3,3% dei computer analizzati nel sondaggio di Steam.

I dati del Sondaggio hardware e software di Steam di novembre

L’analisi riguarda anche le componenti hardware installate sui computer di chi usa la piattaforma di distribuzione di Valve. Le GPU più diffuse sono quelle della serie NVIDIA GeForce GTX 10×0 con i primi tre posti occupati da GeForce GTX 1060, GeForce GTX 1650 e GeForce GTX 1050 Ti. Per quanto riguarda le schede video della controparte AMD, le più diffuse sono Radeon RX 580 e Radeon RX 570, rispettivamente al tredicesimo e diciottesimo posto, con la serie RX 500 che è la più popolare. Rispetto agli scorsi mesi è cresciuta sensibilmente la famiglia GeForce RTX 30×0, passata complessivamente da una quota del 7,75% ad agosto a una quota dell’11,23% a novembre, laddove tutte le altre famiglie sono rimaste costanti o – le meno recenti – in perdita. Come già segnalato su altri studi, il mercato delle GPU vede un consistente dominio da parte di NVIDIA per quanto riguarda i meri numeri commerciali.

Allo stesso modo, nei computer presi in esame da Steam c’è una chiara preferenza per le CPU Intel, che può vantare un market share del 68,45%. AMD continua comunque a rosicchiare terreno nei confronti del rivale storico, con il 31,53% del mercato e una crescita dello 0,69% su base mensile. La maggior parte degli utenti utilizza CPU quad-core, ma sorprende ancor di più che fra i gamer oltre il 10% utilizza ancora sistemi dual-core. Tutti i dati dello studio possono essere trovati a questo indirizzo.

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Google Foto “Cartella bloccata”: cos’è e come si configura

“Cartella bloccata” di Google Foto è una nuova funzionalità dell’applicazione di Google pensata per nascondere foto e video sensibili. Considerando la mole di informazioni e contenuti multimediali salvati sui nostri smartphone, la funzionalità si propone come una soluzione semplice e congeniale per mettere al riparo le foto e i video che si vuole restino privati.

Lanciata a giugno come esclusiva degli smartphone Google Pixel – come spesso accade per le funzioni più particolari -, in queste ore il colosso di Mountain View ha diramato un nuovo aggiornamento software per l’applicazione che abilita la Cartella bloccata su un gran numero di smartphone Samsung, Xiaomi, OnePlus, OPPO e molti altri.

Google Foto “Cartella bloccata”: come si configura

Se avete installato l’ultima versione disponibile di Google Foto per Android, riceverete la possibilità di attivare la funzione in due modalità: tramite un banner in-app oppure con una notifica all’interno del pannello Raccolta > Utilità. Se la funzione è disponibile vedrete un banner come quello mostrato nelle immagini nella galleria sottostante, con la possibilità di tappare sul tasto “Inizia” per partire immediatamente alla configurazione della funzione.

Le informazioni mostrate a schermo dopo aver tappato su “Inizia” sono personali e non possono essere condivise tramite screenshot: sappiate semplicemente che nella fase preparatoria verranno mostrate a schermo alcune informazioni e poi sarà possibile aggiungere qualsiasi contenuto contenente nella libreria dell’applicazione.

Google Foto “Cartella bloccata”: alcune informazioni utili

Prima di impostare la nuova funzionalità di Google Foto vi consigliamo di leggere attentamente alcune informazioni importanti pubblicate dall’azienda:

  • la funzionalità è attiva solo su Android 6 e le versioni successive;
  • le persone che hanno accesso al blocco dello schermo del dispositivo possono sbloccare la Cartella bloccata;
  • tutti gli elementi aggiunti all’interno della Cartella bloccata non vengono spostati su un altro dispositivo durante il trasferimento dei dati tramite cavo o via cloud;
  • disinstallare l’applicazione Google Foto o cancellare i dati dall’app, comporterà la perdita di tutti gli elementi immagazzinati nella Cartella bloccata. Per salvare questi elementi è necessario spostarli all’interno della Cartella bloccata prima di apportare qualunque modifica.

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GTA 5 sempre più fotorealistico con ray tracing, mod per edifici e traffico e 8K

GTA 5 continua ad essere modificato e migliorato dall’opera dei modder e in questo caso torniamo su uno dei più famosi attivi sulla scena, ovvero Digital Dreams, con un video dimostrativo di quanto possa diventare fotorealistico il gioco Rockstar Games con l’applicazione del sistema di mod elaborato dallo sviluppatore in questione, che comprende pseudo-ray tracing ed evoluzioni per edifici e traffico.

Il video, riportato qui sopra, è registrato in 8K da PC utilizzando il sistema di mod sviluppato dal modder tedesco in questione, con alcune sezioni dell’open world di Grand Theft Auto V veramente molto spettacolari. Si passa dalla rappresentazione di un percorso cittadino su strada sotto la pioggia battente ad altre sezioni di gioco, sempre in esplorazione, che mostrano gli effetti delle modifiche grafiche sull’ambientazione e i veicoli in particolare.

Gli elementi su cui le mod influiscono, oltre al sistema di illuminazione con uno pseudo ray tracing aggiunti a posteriori con ReShade, sono le texture degli edifici, gli effetti atmosferici e la densità e comportamento del traffico, tutti elementi che cercano di puntare a un realismo spinto e che fanno raggiungere in effetti dei livelli notevoli al gioco in questione.

Nel frattempo, dopo il passo falso di Grand Theft Auto: The Trilogy – The Definitive Edition, Rockstar Games sta preparando l’arrivo di GTA 5 su PS5 e Xbox Series X|S, dopo il trailer mostrato al PlayStation Showcase che ha annunciato il periodo di uscita per marzo 2022.

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GTA 5 sempre più fotorealistico con ray tracing, mod per edifici e traffico e 8K

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It Takes Two denunciato da Take Two per infrazione del trademark

In una sorta di bizzarro scioglilingua, It Take Two è stato accusato da Take Two di infrazione del trademark appartenente alla compagnia, ovviamente per quanto riguarda il nome del gioco che richiamerebbe in maniera troppo diretta quello del publisher.

Sebbene la cosa possa far ridere, sembra che Take Two sia decisamente seria sulla questione: proseguendo nella sua indefessa attività legale, che ultimamente ha portato alla battaglia contro modder e altri soggetti rei di aver toccato le sue proprietà, la compagnia americana ha anche accusato il team Hazelight di aver infranto i diritti sul trademark Take Two nella scelta del titolo assegnato al notevole gioco di Josef Fares.

A dire il vero, la richiesta di Take Two è pervenuta agli sviluppatori già alcuni mesi fa, poco dopo il lancio di It Takes Two, ma la questione a quanto pare sta progredendo ed è diventata pubblica, nel frattempo.

Hazelight ha già dovuto abbandonare la possibilità di possedere i diritti sul titolo del loro ottimo action puzzle cooperativo, ma Take Two non sembra essersi fermata.

Il team di Josef Fares ha riferito di “non poter commentare le dispute legali in corso”, ma anche che spera che “tutto possa risolversi”. Non ci sono ancora commenti ufficiali da parte di Take Two sulla questione, dunque attendiamo di vedere come si svilupperà. Nel frattempo, It Take Two ha venduto più di tre milioni di copie con dati aggiornati a ottobre, ed è attualmente candidato in diverse categorie ai The Game Awards 2021 compresa quella principale, ovvero il Game of the Year.

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It Takes Two denunciato da Take Two per infrazione del trademark

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FTC blocca l’acquisizione di ARM da parte di NVIDIA

La Federal Trade Commission giovedì scorso ha dichiarato di aver aperto una causa per bloccare l’acquisizione di ARM da parte di NVIDIA. Se vincerà, a NVIDIA verrà impedito di prendere il controllo di ARM, segnando la fine dell’accordo da 40 miliardi di dollari. L’autorità di regolamentazione ritiene che l’acquisizione ostacolerà gravemente la concorrenza in settori fondamentali, come quello delle CPU basate su ARM per data center, dei sistemi di guida autonoma per auto e delle schede di rete intelligenti per data center.

Nella dichiarazione, la FTC sostiene che “l’accordo verticale proposto darebbe a una delle più grandi società di chip il controllo sulle tecnologie di elaborazione e sui progetti su cui le aziende rivali fanno affidamento per sviluppare i propri prodotti concorrenti“. In effetti, la FTC si oppone all’integrazione verticale di NVIDIA, definendola una “fusione verticale illegale“.

Photo Credit: NVIDIA
ARM NVIDIA

La FTC sta facendo causa per bloccare la più grande fusione tra aziende che sviluppano chip della storia e impedire a un conglomerato di soffocare l’innovazione per le tecnologie di prossima generazione” – ha affermato Holly Vedova, Bureau of Competition Director di FTC, in una dichiarazione della Commissione.

NVIDIA ha annunciato l’intenzione di acquisire ARM a metà settembre del 2020 nel tentativo di diventare un vero e proprio gigante sia nel campo delle CPU che delle GPU. L’azienda già domina le forniture di schede video dedicate per PC (circa l’83% nel secondo trimestre del 2021, secondo Jon Peddie Research), HPC e edge/technical computing (ben oltre il 90%). Essendo un’azienda agguerrita con una gestione capace e alcune pratiche commerciali efficienti, NVIDIA rappresenta una minaccia per la concorrenza, secondo l’FTC degli Stati Uniti.

Le tecnologie di domani dipendono dalla preservazione dei mercati dei chip competitivi e all’avanguardia di oggi” – ha continuato Vedova – “Questo accordo proposto distorcerebbe gli incentivi di ARM nel mercato dei chip e consentirebbe all’azienda combinata di minare ingiustamente i rivali di NVIDIA. La causa della FTC dovrebbe inviare un forte segnale, indicando che agiremo in modo aggressivo per proteggere i nostri mercati delle infrastrutture critiche da fusioni verticali illegali che hanno una vasta portata ed effetti dannosi sulle innovazioni future.

Nvidia ARM deal

La denuncia di FTC elenca tre tecnologie che riguardano l’azienda, tra cui:

  • Sistemi avanzati di assistenza alla guida per autovetture.
  • DPU SmartNIC, prodotti di rete avanzati utilizzati per aumentare la sicurezza e l’efficienza dei server dei data center.
  • CPU ARM-Based per fornitori di servizi di cloud computing.

NVIDIA partecipa già a tutti e tre i mercati, il che porta al punto di una presunta integrazione verticale illegale.

Il sistema legale degli Stati Uniti pone alcune barriere all’integrazione verticale e ci sono almeno tre precedenti contro l’integrazione verticale di operatori di mercato dominanti emessi da diversi tribunali; quindi, la FTC ha motivo di appellarsi a queste sentenze. L’inizio del processo amministrativo è previsto per il 9 agosto 2022, il che va ben oltre quanto originariamente previsto da NVIDIA per la chiusura dell’accordo. Questo sarebbe di 18 mesi, dal momento dell’annuncio, e potenzialmente potrebbe essere ulteriormente esteso di sei mesi.

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FTC blocca l’acquisizione di ARM da parte di NVIDIA

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Per il presidente di El Salvador stampare dollari peggiora l’inflazione

Tramite un tweet, il presidente Bukele di El Salvador ha osservato che la Federal Reserve dovrebbe smettere di stampare altro denaro, poiché i suoi sforzi per combattere l’inflazione in rapida escalation, con più iniezione di liquidità, si stanno dimostrando contro-efficaci. Il presidente della Fed, Jerome Powell, aveva infatti suggerito, in un’apparizione davanti a una commissione del Senato, che era tempo di ritenere gli effetti dell’inflazione sull’economia del Paese come “transitori”. Powell ha promesso che la Fed impiegherà tutti gli strumenti necessari per combattere le pressioni inflazionistiche, che ha osservato “si protrarranno fino al prossimo anno”.

Powell ha anche suggerito la possibilità di aumentare i tassi di interesse o addirittura di porre fine al programma di acquisto di obbligazioni della Fed. Tuttavia, il presidente Bukele ha suggerito una soluzione alla “malattia della stampa di denaro”, cioè il bitcoin, presentata anche da diversi sostenitori della moneta digitale, tra cui Tyler Winklevoss, il co-fondatore di Gemini.

Credit: Foto di David McBee da Pexels

Bitcoin è stato a lungo propagandato come copertura contro gli effetti dell’inflazione e questo è uno dei motivi per cui diversi investitori individuali e istituzionali stanno piazzando enormi scommesse sull’asset crittografico. Robert Kiyosaki, l’autore best-seller del popolare libro di alfabetizzazione finanziaria, Rich Dad Poor Dad, aveva persino esortato il suo pubblico ad adottare bitcoin, che ha descritto come il denaro della gente.

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Image annuncia Little Monsters di Jeff Lemire e Dustin Nguyen

Image Comics ha da poco annunciato l’arrivo della nuova Little Monsters a cui lavoreranno insieme Jeff Lemire e Dustin Nguyen, la stessa coppia di Descender e Ascender.

Image annuncia Little Monsters  di Jeff Lemire e Dustin Nguyen

Si chiamerà Little Monsters la nuova serie che lo sceneggiatore di successo Jeff Lemire e il disegnatore Dustin Nguyen che tornano a lavorare insieme per Image Comics con questa serie. I due hanno già realizzato insieme le due serie collegate Descender e Ascenderda noi pubblicate da Bao Publishing e disponibili su Amazon, e stanno attualmente già collaborando alla miniserie DC Robin e Batman. 

Little Monsters

L’annuncio dell’uscita di Little Monsters è stato dato dallo stesso Lemire tramite la propria newsletter su Substack.

A partire da Marzo 2022 inizierà Little Monsters, la mia nuova serie Image Comics che ho realizzato insieme al co-creatore di Descender e Ascender Dustin Nguyen!
Questa serie è in lavorazione da più di un anno e ho iniziato a scriverla appena io e Dustin abbiamo chiuso Descender e Ascender. Little Monster segna un netto distacco dalle atmosfere di fantascienza e space-opera di Descender e Ascender. Sarà molto più incentrata sui personaggi, la nuova serie racconterà di un gruppo di ragazzi vampiri sopravvissuti all’umanità e che ora vivono in una Los Angeles in decadenza, rapiti da un mondo fantastico fatto di drammi e innocenti giochi infantili. Quando il loro paradiso andrà in frantumi, la loro innocenza verrà messa alla prova nel momento in cui degli eventi imprevedibili li costringeranno a fare i conti con il loro passato e tra di loro.
Ho descritto la serie come “Il Signore delle Mosche con dei bambini vampiri” e, sebbene sia un paragone piuttosto semplice, è probabilmente il presupposto migliore con cui descrivere la storia. Ci sono alcuni elementi horror, ma si tratta più di un mix di fantasy, fantascienza e horror che ha dato vita ad uno studio su questi bimbi vampiri e su cosa si prova ad essere costretti a vivere un’infanzia eterna.
Vi mostro alcune pagine di preview che Dustin ha realizzato per farvi capire che tipo di nuovo stile ha usato per questa serie.

Lemire ha inoltre annunciato che svelerà altri dettagli della serie Image Comics a tutti gli abbonati alla sua newsletter su Substack, Tales from the Farm. Il primo numero della serie avrà anche una cover variant realizzata dallo stesso Lemire e un’altra disegnata da Doug Mahnke.

Little Monsters 1 uscirà a Marzo 2022 nelle fumetterie americane.

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Orbea presenta la nuova ebike Rise in alluminio

Continua a crescere la popolarità della micromobilità elettrica e in particolare delle ebike e Orbea, società spagnola specializzata nella realizzazione di biciclette da strada e fuoristrada, ha deciso di cavalcare l’onda presentando una nuova versione di uno dei suoi modelli più apprezzati dal mercato, la Orbea Rise.

Questa nuova versione della Orbea Rise è realizzata in alluminio, un materiale più economico rispetto alla fibra di carbonio utilizzata per il modello originale ma comunque molto performante in termini di peso e capacità di resistenza. All’interno del telaio si nasconde un motore EP8 RS, nato dalla collaborazione tra Orbea e Shimano; il software di gestione, messo a punto da Orbea, ha eliminato il drag e il ritardo nell’erogazione della potenza che solitamente si percepiscono sulle ebike, mentre il motore è stato ottimizzato per offrire il massimo supporto tra le 75 e le 95 pedalate al minuto.

Il motore è alimentato dalla batteria da 540 Wh integrata nel telaio, un taglio maggiore rispetto ai 360 Wh installati sul modello in carbonio, sulla quale però molto presto ci si è resi conto della necessità di installare un Range Extender per le pedalate più impegnative: la nuova batteria ha una capacità maggiore e un peso molto contenuto, appena 2,7 kg.

Sono 3 le modalità disponibili sulla Orbea Rise in alluminio: in modalità “Eco” si possono percorrere fino a 3500 metri di dislivello, in modalità “Trail” si scende a 2200 metri e in modalità “Boost”, quella che offre il supporto maggiore, si possono percorrere fino a 1600 metri di dislivello. Per i più esigenti, Orbea ha pensato anche a un nuovo Range Extender per il modello in alluminio, che aggiunge 252 Wh alla batteria originale. La ricarica fino all’80% avviene in circa 3 ore per la batteria principale, con un caricatore a 4 Ampere.

I prezzi ufficiali per la Orbea Rise in alluminio partono da 4999 € per il modello H30, e possono salire fino a 6799 € per il modello H10.

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Orbea presenta la nuova ebike Rise in alluminio

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Realme Pad: un tablet imperdibile, a meno di 200€!

Dopo avervi proposto una serie di ottime offerte, sia classiche che a tema natalizio, siamo di nuovo qui per mettervi al corrente di una nuova offerta presente su eBay, che vede protagonista il Realme Pad, il primo tablet del noto produttore cinese. Come saprete, questo tablet è arrivato da poco in Italia e potrete già acquistarlo ad un prezzo ridotto grazie al noto portale di compravendita, che sembra ormai aver preso gusto nell’abbassare i prezzi originali dei prodotti appena presentati.

Come per ogni dispositivo simile, il Realme Pad è stato presentato in diverse varianti e quella proposta in sconto da eBay è quella con 4GB di RAM e 64GB di spazio di archiviazione. Il prezzo ufficiale di 259€ è stato ridotto di 60€, permettendovi di acquistarlo a soli 199€. È interessante notare che potrete risparmiare altri 9,95€ inserendo nell’apposita sezione il codice sconto “XMASAPP21“, ma quest’ultimo sarà compatibile solo se effettuerete l’acquisto tramite l’applicazione mobile.

Come anticipato, il Realme Pad è il primo tablet del produttore ed è un dispositivo pensato per l’intrattenimento, il che vuol dire che implementa innanzitutto uno schermo ad alta risoluzione e altoparlanti potenti. Nel primo caso parliamo di una risoluzione di 2000 x 1200 pixel, superiore quindi alla classica FullHD, mentre nel secondo caso è interessante notare come il Realme Pad adotti ben 4 altoparlanti, in grado di adattare automaticamente la spaziosità del suono in base a come si impugna il tablet.

Dal punto di vista delle prestazioni, il brand ha optato per il processore Mediatek Helio G80, un modello che vi consentirà non solo di usare il tablet in modo fluido ma anche di giocare. D’altronde quello del gioco è uno dei fattori più rilevanti di un tablet e sarete felici di sapere che il Realme Pad saprà soddisfare le esigenze sia degli adulti che dei bambini. A tal proposito, vale la pena sottolineare la presenza di Google Kids Space, che vi permetterà di avere il controllo completo di come e quanto i più piccoli devono utilizzare il tablet. Un prodotto dunque di buon livello e grazie all’offerta di eBay gode di un ottimo rapporto qualità/prezzo, lo stesso che stiamo assistendo sugli smartphone del produttore.

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Detto ciò, vi rimandiamo ai nostri quattro canali Telegram dedicati alle offerte, ovvero il luogo ideale dove ricevere prontamente informazioni relative a tutte le migliori offerte in corso sui vari store, con canali specifici dedicati a: Offerte, Hardware & Tech, Abbigliamento e Sport e prodotti cinesi. Buono shopping! 

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Cookie: guida pratica alle cose da fare per mettersi in regola prima del 2022

Il 2022 comincerà con una casella da flaggare nella to-do list delle aziende operanti sul web: il gennaio prossimo sarà il termine ultimo per l’adeguamento alle linee guida cookie e altri strumenti di tracciamento del 10 giugno 2021 del Garante per la Protezione dei Dati Personali.

Molti operatori, tuttavia, non hanno ancora ben compreso quali sono le azioni da intraprendere e quali i possibili impatti in caso di mancata applicazione.

D’altronde, nell’era in cui si fa ancora richiamo a lettere normative che forniscono descrizioni con espressioni quali “L’archiviazione delle informazioni nell’apparecchio terminale”, il business storce il naso, sente di essere un passo più avanti rispetto al legislatore e, allo stesso tempo, in diritto di non avvicinarsi agli adempimenti da questo richiesti, soprattutto se in materie che sembrano essere lontane dalla competenza di chi richiede tali obblighi.

Questo articolo mira, pertanto, a cercare di evitare ridondanti richiami normativi e a fornire suggerimenti alle aziende, in merito ad impatti e azioni da affrontare, entro l’anno (per aggiungere una voce alla lista delle cose da chiudere prima che l’anno finisca).

Indice degli argomenti

Le nuove linee guida sui cookie

Le nuove linee guida sui cookie e altri strumenti di tracciamento del 10 giugno 2021 del Garante hanno fatto scattare il conto alla rovescia per molte aziende operanti sul web verso nuovi adempimenti. O meglio, alcuni dei requisiti erano già stati raccomandati da altre autorità, come ad esempio l’European Data Protection Board e sono stati protagonisti di parte della giurisprudenza degli ultimi anni, nelle more di un Regolamento e-Privacy e di nuovi orientamenti locali, fermi, fino ad oggi, al 2014.

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Rete, sicurezza e digital workplace: un nuovo modello per il lavoro agile

Networking
Network Security

Tale stasi, infatti, iniziava non solo a costringere gli interpreti a ricorrere alla case law per individuare le migliori soluzioni il più coerente possibile con i requisiti in materia di protezione dei dati personali, ma anche i tecnici ed operativi a dover combattere con un linguaggio normativo poco conforme all’evoluzione tecnologica dell’ultimo decennio (per non parlare del biennio appena trascorso, che ha contribuito ad un’accelerazione della curva dell’innovazione tecnologica).

Ebbene, dal gennaio 2021 ci saranno poche giustificazioni per le aziende, che potrebbero vedere nei prossimi anni anche la corretta implementazione delle misure relative ai cookie tra il piano ispettivo dell’Autorità. Come farsi trovare preparati lo vedremo a breve, ma un breve refresh di ciò che occorre inserire nella to-do list è d’obbligo.

Innanzitutto, le nuove Linee Guida interesseranno non solo i cookie, definiti come indicatori attivi, ma anche i c.d. indicatori passivi, ossia strumenti come il fingerprinting, sui quali vegliano ancora luci ed ombre.

Con riferimento ai cookie, invece, sono state recepite alcune indicazioni già fornite dalla giurisprudenza e autorità europee, quali, ad esempio:

  1. il divieto di utilizzare caselle di consenso ai cookie pre-selezionate;
  2. il divieto di considerare lo scroll-down come metodo di acquisizione implicito del consenso;
  3. il divieto di impedire agli utenti che non abbiano accettato i cookie di fruire dei contenuti del sito web (c.d. cookie wall);
  4. la possibilità per l’utente di scegliere le preferenze sui cookie da accettare o meno, scelta che potrà essere richiamabile anche durante il prosieguo della navigazione, mediante un link o pulsante posizionati nel footer del sito;
  5. l’utilizzo di un pulsante “X” per proseguire la navigazione senza l’attivazione di alcun cookie;
  6. l’utilizzo, all’interno del banner, di pulsanti di uguali forme, colori e dimensioni.

Ancora, è introdotta la possibilità di venire incontro anche ad utenti disabili, mediante l’implementazione di funzioni di assistenza o configurazioni che permettano la fruizione del sito web rispettando le misure sopra richiamate.

Il Garante ha voluto incentrare le Linee Guida sulla trasparenza verso l’utente, che fino a questo momento era stata accantonata da molti gestori a vantaggio del business, che, effettivamente, è di gran lunga aiutato dall’installazione dei cookie nell’economia digitale.

Basti pensare, ad esempio, al grande aiuto dei plugin erogati dai social network, che permettono una riproposizione di contenuti personalizzata sulla base degli interessi dell’utente che abbia visitato un determinato sito web, anche mentre “scrolla” i propri feed.

Il bivio, di conseguenza, resta ridotto ad una scelta: rischio o compliance?

Ebbene, il rischio in cosa consiste? In caso di ispezione e susseguente procedimento, una sanzione può variare a seconda della gravità e delle circostanze, fino ad un massimo di 20 milioni di euro, o il 4% del fatturato mondiale annuo di gruppo, qualora le misure relative al consenso ed informazione degli interessati, nonché relative all’esercizio dei diritti di questi non siano conformi alle previsioni del GDPR.

La compliance che costi ha? Un investimento iniziale è sicuramente quello legato all’ingaggio di soluzioni e fornitori affidabili che siano in linea con le previsioni normative. Si parla di cifre, in ogni caso, di gran lunga inferiori rispetto ad un possibile e futuro massimo edittale sanzionatorio.

Lista delle cose da fare per mettersi in regola

Ma veniamo al dunque: come può un’azienda farsi trovare preparata all’avvento del nuovo anno?

Assessment as-is

Innanzitutto, è utile stilare una lista di quali cookie vengono utilizzati e/o si intende utilizzare all’interno del proprio sito web.

I cookie sono identificati dalle nuove Linee Guida come tecnici e di profilazione. Sembra che la categoria dei cookie analitici sia stata tenuta da parte, o meglio, assorbita all’interno dell’una o altra divisione. Infatti, i cookie analitici, come già prevedeva il Provvedimento del 2014 del Garante, qualora garantiscano l’anonimizzazione dell’indirizzo IP, possono essere assimilati ai cookie tecnici e, di conseguenza, non è necessario il consenso per la loro installazione. Diversamente, il consenso dell’utente sarà un requisito imprescindibile. I cookie tecnici, invece, restano sempre attivi, essendo la loro principale funzione quella di garantire una corretta funzionalità del sito. All’interno della categoria dei cookie di profilazione, ricadono, invece, quelli volti alla personalizzazione di annunci ed erogazione di pubblicità mirata. Anche questi saranno soggetti al consenso dell’interessato.

La categorizzazione dei cookie, di conseguenza, consiste in un primo step preliminare da affrontare.

Successivamente, occorre verificare come questi cookie sono attualmente installati sul sito web, quali sono i vendors cui ci si affida, ma, soprattutto, come l’utente viene informato e le impostazioni utilizzate per l’acquisizione del consenso.

In particolare, occorre domandarsi se vengano garantite all’utente informazioni utili in merito alle tipologie e finalità dei cookie utilizzati all’interno del sito web, se sono fornite possibilità di scegliere i cookie, di accettarli, rifiutarli e proseguire la navigazione senza che venga installato alcun cookie. Infine, capire se sono utilizzate “strade alternative” al consenso dell’utente per l’installazione dei cookie.

Individuazione dei gap

A questo punto, sarà opportuno stilare una lista di quelli che sono i requisiti richiesti dall’Autorità, e confrontarla con la situazione attuale del proprio sito web. Questo metodo aiuta nell’individuazione dei gap sui quali occorrerà agire.

Ricerca del fornitore

Una volta individuate le azioni, occorre identificare un fornitore che sia in grado di fornire adeguate garanzie in termini di misure organizzative e di sicurezza.

Ciò dovrebbe far parte di un processo più generale di valutazione di suppliers, che permetta di verificare in dettaglio il grado della loro affidabilità in termini di protezione dei dati personali. Alcuni dei più recenti provvedimenti del Garante hanno fatto leva sulla necessità di verificare la filiera da parte dei titolari del trattamento nell’appalto dei propri servizi, richiedendo un controllo e monitoraggio costante ed a cascata della catena dei soggetti operanti per loro conto. A tal proposito sarà certamente utile avvalersi di strumenti come, ad esempio, dei questionari di valutazione, preliminari alla contrattualizzazione con i fornitori.

Tali questionari, soprattutto nel caso di terze parti che agiscano in qualità di responsabili del trattamento, sono un efficace strumento per valutare la sussistenza delle misure organizzative e tecniche di tali soggetti, che permetta di soddisfare i requisiti di cui all’art. 28 del GDPR.

Sarà quindi importante far leva sulle misure in materia di organizzazione dei ruoli interni da parte dell’azienda fornitrice, nonché sulle misure in essere con riferimento alla gestione di data breach, gestione delle richieste di esercizio dei diritti da parte degli interessati, etc. Ancora, assume eguale importanza la valutazione delle misure tecniche, quali, a titolo d’esempio: cifratura dei dati, separazione degli ambienti e degli accessi, business recovery e incident management.

Come anticipato, tale processo di valutazione è una buona prassi per conciliare il controllo e monitoraggio delle terze parti che trattino dati per conto delle aziende titolari e permettere di assicurare fiducia nell’utente e valutazioni positive in caso di ispezioni. Ciò vale anche e soprattutto nel caso in cui la gestione del sito web e relative funzionalità sia affidata a terzi.

Definizione

In seguito alla ricerca ed individuazione del fornitore, sarà quindi possibile provvedere alla definizione delle caratteristiche da implementare all’interno del proprio sito web. In questa fase sarà importante non lasciarsi allettare da proposte economiche più convenienti: la qualità in termini di compliance potrebbe essere il contro-prezzo da pagare.

Una volta disegnate le nuove funzionalità conformemente a quanto previsto dalle nuove Linee Guida, sarà altresì opportuno provvedere all’aggiornamento della cookie policy. Questo documento, assieme alla privacy policy costituisce il libro mastro dei trattamenti dei dati personali, anche quelli raccolti mediante i cookies, all’interno del sito web, nonché il biglietto da visita più esposto che un titolare del trattamento abbia a disposizione verso gli interessati.

Ultimo punto da tenere in considerazione (e che la gestione di un’azienda richiede) è costituito da due variabili: le complicazioni e le peculiarità caso per caso rilevanti. Per ovviare a tali problematiche- ma anche per una consulenza per una corretta strutturazione sin dal design- è opportuno rivolgersi al proprio consulente e/o legale, che sarà in grado di fugare dubbi e fornire il supporto necessario per riportare l’operatività nel corretto binario del rispetto della normativa.

Conclusioni

In conclusione, il processo sembra tortuoso e soprattutto la normativa di riferimento assume un linguaggio poco vicino alla velocità delle operazioni online e del business.

Ma la scelta tra rischio e compliance, se si vuole comprendere l’importante ruolo che sta assumendo la data protection nell’era dell’impennata tecnologica, può trasformarsi anche in un’opportunità di far sentire l’utente al sicuro e, di conseguenza, contribuire alla crescita e valore della propria azienda.

Assumere, pertanto, consapevolezza sulla materia aiuta la programmazione delle attività, evitando che la corsa agli adempimenti comporti ulteriori check da spuntare prima della chiusura annuale.

 

NOTE

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Sorgente articolo:
Cookie: guida pratica alle cose da fare per mettersi in regola prima del 2022

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