Caro carburanti: cosa succede e cosa aspettarsi

La corsa dei prezzi dei carburanti sembra non finire e per la terza settimana di fila, benzina e diesel, continuano a salire vero l’alto con lievi ritocchi ai listini. Sotto ai riflettori è finito di recente anche il metano, da anni praticamente con prezzi congelati, protagonista di un’impennata senza precedenti; un incremento tale da rendere le auto a metano meno vantaggiose di quelle alimentate dall’ “anacronistico” diesel.

In diversi impianti si è registrato un sostanziale raddoppio del costo del pieno di gas, con le associazioni di categoria che hanno chiesto a Draghi un concreto aiuto. Anche il GPL, seppur in forma ridotta, non è esente da questa ondata di rincari. Ma cosa sta succedendo effettivamente?

L’impennata dei prezzi è direttamente correlata a quella del petrolio che di recente è schizzato ai massimi dopo 3 anni di quiete. Le cause dell’aumento sono molteplici e imputabili al generalizzato aumento delle materie prime energetiche post (speriamo) pandemia. Il fabbisogno di energia necessario per alimentare la ripresa ha dato un enorme impulso alla domanda, mentre l’offerta fatica a tenere il ritmo.

L’ulteriore nota dolente giunge dall’Opec+, l’organizzazione allargata dei Paesi produttori di petrolio, da cui molti si aspettavano un aumento sui volumi di greggio ben superiore a quello pattuito nei giorni scorsi. In epoca pandemica, infatti, i petrolieri avevano concordato un taglio drastico sul volume del greggio così per risollevare i prezzi e riaprire, passo dopo passo, tutti i rubinetti.

Il meccanismo si è però inceppato, forse per avidità oppure per un mancato accordo, e così la produzione è rimasta fissa a 400mila barili al giorno; un valore drasticamente ridotto rispetto ai volumi pre-pandemia. Inoltre, il deficit di offerta di petrolio si attesterà quest’anno a circa 1,1 milioni di barili al giorno, a fronte di una domanda mondiale giornaliera di poco inferiore ai 100 mln di barili; l’anno prossimo l’ammanco potrebbe arrivare a 1,4 mln b/g pertanto, purtroppo, è difficile immaginare un’inversione di tendenza nel breve periodo. Infine le condizioni climatiche: nelle scorse settimane, infatti, in Texas e nella Louisiana ci sono stati fenomeni estremi che hanno rallentato la produzione.

L’aumento del metano, invece, è da imputare puramente all’impennata delle materie prime; una circostanza senza precedenti che ha lasciato tutti impreparati.

I prezzi al distributore

Stando a quanto riportato da Quotidiano Energia, nella giornata di ieri, il prezzo medio in modalità self della benzina si attesta a 1,696 euro/litro, con una forbice di prezzo compresa tra 1,679 euro/litro e 1,71 euro/litro. Per il diesel, invece, il prezzo medio è di 1,549 euro/litro con i diversi marchi compresi tra 1,531 e 1,565 euro/litro. Sul servito i prezzi medi di diesel e benzina sono rispettivamente di 1,693 e 1,832 euro/litro. Il GPL oscilla tra 0,742 e 0,754 euro/litri, mentre il metano si posiziona in media tra 1,197 e 1,648 euro/kg, con punte anche oltre i 2 euro

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