Brave e la criptovaluta BAT

Brave è un innovativo browser open source fondato nel 2015 dal CEO Brendan Eich con una propria criptovaluta nativa chiamata BAT.

Eich è anche il creatore di JavaScript e co-fondatore del famoso Mozilla, prima di diventare CEO di Brave Browser.

L’obiettivo principale di Brave è di ricompensare gli utenti con parte dei ricavati provenienti da contenuti sponsorizzati. Normalmente gli utenti non danno alcuna autorizzazione per la continua visualizzazione degli annunci. Brave cambia questo sistema e invia una parte del ricavato all’utente che decide di guardare l’inserzione con un corrispettivo in Basic Attention Token.

Inoltre, il browser è settato in modo da bloccare automaticamente spam e pubblicità inutili che possono rallentare la navigazione ed invadere la propria privacy. 

In questo modo riesce ad essere tre volte più veloce rispetto ad un normale browser, condividendo parte di questo valore aggiunto con tutti gli utenti che ogni giorno lo utilizzano e che vengono ricompensati per questo. 

L’utente può controllare ogni singolo aspetto relativo alle pubblicità, come per esempio il numero massimo che è disposto a visualizzare ogni ora o di non mostrare affatto contenuti sponsorizzati nascondendoli automaticamente. 

Ogni volta che vengono visualizzate si riceve il 70% dei profitti che il browser riceve dagli inserzionisti; in pratica si viene ricompensati in BAT per l’attenzione offerta ai contenuti pubblicitari. In questo modo si riesce sempre a mantenere il controllo sui contenuti che si vogliono visualizzare. 

Oltretutto c’è la possibilità di sostenere siti o creatori di contenuti che più si preferiscono impostando donazioni periodiche e automatiche, decidendo quindi sia il limite temporale che quantitativo. 

All’interno di esso è possibile trovare una sezione interamente dedicata al proprio wallet di crypto dove è possibile effettuare transazioni e gestire il proprio portfolio token in maniera sicura. 

Se invece si vuole essere più protagonisti come figure attive all’interno dell’ecosistema Brave, si può scegliere di avere uno spazio per la sponsorizzazione di propri contenuti puntando sulla privacy, sulla sicurezza, su un audience verificata e sulla possibilità di essere ricompensati dagli utenti stessi per i contenuti condivisi con la community.  

Tra le tante feature è stato aggiunto anche uno store interno al principale sito web dove è possibile acquistare accessori e capi di abbigliamento, tutto sotto il brand di Brave. 

Nei giorni scorsi, a causa di un problema nel codice scoperto da alcuni utenti mentre navigavano in Internet legato ad una sbagliata dinamica operativa tra ricerca sul web e referral link, è nato un fork da Brave chiamato Braver Browser, che a quanto pare ha l’intenzione di limitare molte delle importanti features amate dalla community e supportate dall’ormai noto ed inimitabile Brave.

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