Borse, Milano perde il 2,3%, Intel annuncia il ritardo del chip a 7 nanometri – Corriere della Sera

Per le Borse europee fine di settimana in rosso. I listini d’Europa fanno segnare cali pesanti nonostante l’inatteso rialzo della fiducia dei manager tedeschi e francesi (indice Pmi). Le nuove tensioni tra Cina e Usa, dopo aver frenato il listino di Shanghai, si riflettono anche sull’Europa e sui futures delle Borse Usa, con l’emergenza Covid sempre attuale.
Milano cede il 2,3%, con Londra in calo dell’1,75% e Madrid -1,85%. Più netti i cali di Francoforte (-2,2%) e Parigi (-2,1%). In calo di quasi l’1% i futures sul Dow Jones e dell’1,3% quelli sul Nasdaq dopo il tonfo di giovedì. Si mantiene sui massimi dal gennaio 2018 l’euro, a quota 1,16 dollari, spread in rialzo, con il divario tra Btp decennale e Bund in rialzo oltre i 148 punti.
Qui, l’andamento degli indici di Borsa e le quotazioni azionarie dei principali mercati in tempo reale.

I titoli: vendite su microchip e auto

Le vendite si concentrano sul settore dei microprocessori, dopo l’ennesimo rinvio di Intel alla produzione dei modelli da 7 nanometri. Dialog lascia sul campo il 5,8%, Asml il 5% ed Stm il 5,5%. Prese di beneficio sugli automobilistici Daimler (-1,54%), Renault (-1,85%) e Peugeot (-2,88%) dopo la corsa della vigilia.
In campo bancario, con lo spread in rialzo a 149 punti, segnano il passo Unicredit e Intesa (-1,8% entrambe), che si muove in linea con l’Opas su Ubi (-1,99%). Invariata Banco Bpm, debole invece Mps (-3,22%). A Parigi scende Bnp (-1,36%), a Londra Barclays (-1,6%), a Madrid Bbva e Santander (-1%entrambe), mentre Commerzbank cede lo 0,75% a Francoforte. Pesante Vodafone dopo (-4,55%) la trimestrale inferiore alle stime degli analisti.

Il tonfo di Stm e il ritardo del chip a 7 nanometri

Seduta da dimenticare per StMicroelectronics e, più in generale, come detto, per tutto il comparto tecnologico europeo (-4% l’Euro Stoxx 600 di settore). Il gruppo dei semiconduttori, reduce da un netto rialzo, giovedì, innescato dai risultati al di sopra delle attese e dalla revisione al rialzo delle stime per fine anno,è tra le peggiori del Ftse Mib (-2,2% il listino principale) con un ribasso del 4,7%. Il titolo, scambiato ora a 25,3 euro dopo essere sceso a un minimo di giornata di 14,94 euro, non si portava sotto la soglia dei 25 euro da metà luglio, quando aveva imboccato la via di guadagni sostanzialmente costanti. Pesa la brusca frenata dell’americana Intel, che cede il 10,8% nel premercato a Wall Street, dopo avere anticipato un nuovo possibile ritardo nella produzione di nuovi processori. L’amministratore delegato Bob Swan ha detto che il primo chip a 7 nanometri potrà essere messo in vendita tra la fine del 2022 e l’inizio del 2023, ovvero con circa un anno di ritardo rispetto alle precedenti previsioni.

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