Bmw M635 CSi: lo squalo di Monaco – Ruoteclassiche

Eleganza sportiva. Come da tradizione, la Serie 6 era spinta da motori 6 cilindri in linea: i modelli d’esordio indicati come 630 CS (successivamente CSi) e 633 CSi avevano potenze comprese tra i 184 e 197 CV, vennero affiancati nel 1978 dalla 635 CSi, il modello di punta con 218 CV. Se le versioni più tranquille potevano assolvere tranquillamente al ruolo di coupé di rappresentanza, la 635 CSi lasciava un certo margine per una reinterpretazione sportiva del modello, che infatti iniziò a gareggiare nel Campionato Europeo Turismo. Nel 1980 il titolo nel Gruppo 5 venne vinto dalle Serie 3 E21, ma nel Gruppo 2 le BMW E24 635 CSi pilotate da Helmut Kelleners e Umberto Grano riuscirono a imporsi garantendo una nuova vittoria per il Team BMW, aggiudicandosi cinque vittorie su otto nel Campionato Europeo Turismo. Nel 1983, la 635 CSi vinse nuovamente, ottenendo una prestigiosa vittoria anche alla 24 Ore di Spa. Le ultime vittorie arrivarono nel 1984 con la 635 CSi di Volker Strycek che si aggiudicò la prima edizione del DTM (Campionato Tedesco Produzione).

Quando il gioco si fa duro.
Nel 1982 la BMW Serie 6 venne sottoposta a importanti modifiche tecniche, in primis l’adozione del telaio della nuova Serie 5 (E28) che grazie alle nuove sospensioni poteva contare su una migliore tenuta di strada, precedentemente piuttosto precaria sul bagnato. Non mancarono interventi di natura estetica come l’adozione di nuovi paraurti e una strumentazione aggiornata. Al restyling della gamma E24 seguì il debutto della M635 CSi, presentata al Salone di Francoforte del 1983: si trattava del modello più sportivo della gamma e portava in dote un potente 6 cilindri in linea M88 da 282 CV. Messa a punto dal reparto BMW Motorsport, utilizzava lo stesso motore della supersportiva M1, potenziato. Oltre al motore, la divisione “M” ricalibrò l’assetto per adattarsi meglio alle performance: parliamo di una granturismo capace di sfiorare i 260 km/h e di rivaleggiare con le migliori sportive dell’epoca. A sostegno dei guidatori anche l’impianto frenante con ABS

L’M6. Seguendo la corrente dell’understatement, questo modello faceva a meno di spoiler e alettoni vistosi: solo un occhio allenato poteva distinguere gli archi passaruota più ampi e i nuovi cerchi BBS da 15 pollici. Alla luce del successo sul mercato americano, oltre al cambio manuale 5 mare (disponibile anche nella configurazione sportiva con la prima in basso) venne proposto un innovativo cambio automatico a gestione elettroidraulica, che consentiva al conducente di scegliere il programma di cambiata più consono allo stile di guida. Sui mercati nordamericano e giapponese, la M635 CSi venne commercializzata semplicemente come “M6” a partire dal 1987, ma diversamente dal modello europeo le M6 erano spinte da un altro motore, depotenziato a 256 CV e dotato di catalizzatore indicato come S38.

Pacchetto completo. Sul mercato americano vennero proposte due allestimenti, M6 più sportivo ed L6, una variante marcatamente lussuosa che proponeva molti degli accessori opzionali sulle auto europee: sedili elettrici riscaldati, sospensioni posteriori autolivellanti, refrigeratore per bevande tra i sedili posteriori, bocchette di ventilazione e parasole per gli occupanti posteriori e un sistema audio premium a 8 altoparlanti. A livello estetico i modelli americani erano leggermente diversi, per via degli ampi paraurti (proposti in tinta con la carrozzeria dal 1988) e le luci di posizione arancioni integrate. Nel corso della sua produzione, dal 1983 al 1989, sono state costruite 5.855 M635CSi/M6, di cui 1.767 destinate al mercato nordamericano.

Attenti allo squalo! Le elevate prestazioni e linee raffinate delineano un mix molto riuscito che trova forma nella BMW M635 CSi, un modello particolarmente ambito e ricercato dai collezionisti. L’indole da belva famelica è sottolineata dal paraurti più profilato e dai generosi scarichi decentrati che non aspettano altro di cantare sulle note del 6 cilindri bavarese, ma attenzione perché non è facile domare gli animali più feroci…

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