Google Meet: low-light mode e cancellazione del rumore di fondo – Punto Informatico

Giornata ricca di novità per Google Meet. Oltre ad aver introdotto la griglia da 16 persone per le videoconferenze e la possibilità di condividere video in alta qualità, il servizio migliora altri due aspetti di importanza cruciale durante le riunioni: la gestione dell’illuminazione per le riprese che avvengono in condizioni di luce scarsa e quella del segnale audio per gli ambienti rumorosi.

Google Meet: low-light mode e cancellazione rumore

La prima è la cosiddetta low-light mode che si occupa di ottimizzare il segnale video catturato quando l’utente si trova in una stanza non sufficientemente illuminata. È disponibile in un primo momento solo per chi si collega a Meet dalle applicazioni mobile, poi arriverà anche sulla versione Web della piattaforma accessibile da browser desktop. Per capire meglio come funziona è sufficiente dare un’occhiata alla clip qui sotto.

La seconda novità riguarda invece la cancellazione del rumore che rende comprensibile ciò che pronuncia l’utente anche se intorno a lui ci sono disturbi. L’esempio perfetto nel video di seguito, girato nei corridoi di un aeroporto. Il debutto è fissato entro le prossime settimane, in questo caso prima per chi si collega via browser desktop e in un secondo momento per le applicazioni mobile.

Entrambe le funzionalità inedite di Google Meet fanno leva sulle potenzialità degli algoritmi di intelligenza artificiale per elaborare in tempo reale il flusso trasmesso con benefici concreti per gli altri partecipanti alle riunioni.


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Google Meet: low-light mode e cancellazione del rumore di fondo – Punto Informatico

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Google limiterà la registrazione delle chiamate su Android, ma non è una gran sorpresa (foto) – Androidworld

Vincenzo Ronca

All’inizio di quest’anno si è parlato in più occasioni della funzionalità per registrare le chiamate che avrebbe dovuto debuttare a breve su Google Telefono, l’app di BigG per gestire le chiamate vocali su Android.

La fase di sviluppo della funzionalità sarebbe alle batture finali. Google avrebbe anche pubblicato una pagina di supporto dedicata alla funzionalità, dalla quale apprendiamo nuovi dettagli: secondo quanto riferito da Google, la registrazione delle chiamate sarà accessibile se in possesso di un dispositivo compatibile, ovvero aggiornato almeno ad Android Pie e che abbia installato la versione più recente dell’app Telefono, e se ci si trova in un’area geografica in cui è permesso effettuare la registrazione.

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La novità non ci stupisce poi così tanto: la registrazione di una conversazione telefonica costituisce un dato estremamente personale, soprattutto per il partecipante alla conversazione che viene registrato, e dunque va incontro alle direttive sulla privacy, le quali variano in modo rilevanti nei diversi paesi del mondo.

Inoltre, la pagina di supporto conferma quanto avevamo appreso in precedenza: la registrazione della chiamata implicherà un suono di avvertimento per l’interlocutore che viene registrato sia all’inizio che alla fine della registrazione stessa. Nessun dettaglio è stato diffuso relativamente a quando la funzionalità verrà implementata a livello pubblico e in quali regioni geografiche verrà resa accessibile.

Via: Engadget
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Google limiterà la registrazione delle chiamate su Android, ma non è una gran sorpresa (foto) – Androidworld

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Huawei rilascia un corposo aggiornamento per MediaPad M5 Lite, ma la versione di Android non cambia – Androidworld

Edoardo Carlo Ceretti

Huawei ha iniziato a rilasciare un nuovo aggiornamento per uno degli ultimi tablet Android che ha lanciato sul mercato. Si tratta di MediaPad M5 Lite, che vi abbiamo recensito qualche mese fa e che, fra i suoi talloni d’Achille, annoverava proprio un software ormai datato. Nonostante questo update sia particolarmente corposo (3,4 GB), non aspettatevi però rivoluzioni.

Il nuovo firmware infatti – numero di versione 8.0.0.256 – rimane inchiodato alla EMUI 8 basata su Android 8 Oreo, ormai distante anni luce dalla EMUI 10 basata su Android 10. Tuttavia, non mancano le novità.

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Huawei ha deciso di implementare una serie di app firmate Microsoft – come Outlook e quelle relative alla suite Office – anche se disinstallabili senza alcun problema, ha risolto alcuni problemi che affliggevano il display e ha aggiornato le patch di sicurezza, ora datate gennaio 2020

Via: Huawei Central

Huawei MediaPad M5 Lite 10

Huawei MediaPad M5 Lite 10

  • CPU
    octa 2.36 GHz
  • Display
    10,1″ 1200 x 1920 px
  • RAM
    3 GB
  • Frontale
    8 Mpx ƒ/2.0
  • Fotocamera
    8 Mpx ƒ/2.0
  • Batteria
    7500 mAh

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Huawei rilascia un corposo aggiornamento per MediaPad M5 Lite, ma la versione di Android non cambia – Androidworld

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Alla scoperta del cielo (in diretta streaming) con il gruppo degli Astrofili Bisalta – La Stampa

Un’altra notte di osservazione astronomica in diretta streaming, stasera (venerdì 24 aprile), alle 21, con gli esperti dell’associazione cuneese Astrofili Bisalta. «Si parlerà degli oggetti più deboli del cielo – spiegano -: le nebulose, zone di gas dove si può verificare la formazione di nuove stelle; le nebulose planetarie, resti di una stella giunta alla fine delle propria vita; infine, le galassie, grandi insiemi di stelle, gas e polveri». Ad una prima parte teorica, con l’aiuto di un software planetario, seguirà l’osservazione vera e propria, grazie ai telescopi degli Astrofili al lavoro dai balconi di casa. Nel dibattito, anche il tema attuale dei satelliti e dell’inquinamento luminoso. Le prenotazioni (massimo 150 posti) sono obbligatorie inviando una mail a [email protected]

Intanto, l’associazione in questi giorni ha ricevuto tante segnalazioni e richieste di chiarimenti sulla comparsa, nel cielo buio attorno alle 23, di una scia di luci allineate che ha scatenato il mondo dei social, anche con ipotesi bizzarre e teorie complottiste, dall’arrivo degli ufo alle scie chimiche, ai voli «top secret» di aerei militari. In realtà, era il sesto gruppo dei 12 mila Starlink, satelliti che l’azienda SpaceX dell’imprenditore sudafricano Elon Musk sta lanciando a diverse altitudini (da 340 a 1.150 km di quota) per garantire una connessione globale via Internet. «Finalità ammirevole e fondamentale per lo sviluppo tecnologico, ma una minaccia per i nostri amati cieli – dicono Alberto Andreis e Paolo Demaria, presidente e vice degli Astrofili Bisalta -. La nuova costellazione di satelliti mette a rischio la ricerca scientifica degli astrofili di tutto il mondo, rendendo quasi impossibile lo studio e monitoraggio di meteore, comete, galassie, pianeti». Per ora è soltanto un disturbo visivo. «Musk si è impegnato a limitare i danni e rendere i satelliti meno riflettenti – concludono -. Ma in futuro, potrebbe cambiare l’aspetto del cielo notturno per come lo abbiamo sempre conosciuto». 

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Alla scoperta del cielo (in diretta streaming) con il gruppo degli Astrofili Bisalta – La Stampa

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Quantum Error: portare l’orrore cosmico su PS5 – Anteprima – Spaziogames.it

Il tempismo fa tanto, quando devi annunciare un videogioco. Lo può testimoniare indubbiamente TeamKill Media, una software house formata da quattro fratelli che, mentre Microsoft mostrava qualche piccolo accenno dai giochi che vedremo su Xbox Series X, ha trovato il perfetto segmento per presentare il suo Quantum Error: «ecco il nostro nuovo gioco, arriva su PlayStation 5.»

L’idea di un prodotto in arrivo sulla next-gen ha così fatto rizzare le antenne a molti appassionati e anche a diversi dei nostri lettori – che hanno iniziato a interessarsi al progetto della piccola software house, ancora di più quando è stato confermato che sta venendo sviluppato prima per PS5, e solo poi si penserà a PS4. Ad aggiungere un po’ di pepe ci sono anche le fonti di ispirazione citate da TeamKill, che non ha nascosto di guardare a Doom 3 e a Dead Space – ma non solo.

Facciamo quindi il punto su tutto quello che sappiamo, per il momento, in merito a Quantum Error.

Il mondo (terrificante) di Quantum Error

Il gioco sarà ambientato in un futuro distopico, hanno spiegato gli sviluppatori, in cui la compagnia Monad ha realizzato una tecnologia che viene integrata nel sistema nervoso delle persone – e ormai tutti gli abitanti della Terra la portano con sé. Gli autori hanno dichiarato che «le persone sono ormai diventate come robot e usano l’auto-pilota quando devono sbrigare gli impegni di lavoro»Una prospettiva decisamente inquietante, che evidenzia anche una vena d’ispirazione cyberpunk, se pensiamo a questi “potenziamenti” applicati agli esseri umani e ai loro corpi.

Tuttavia, al centro di un mondo in cui Monad ormai spadroneggia, si verifica l’irreparabile: nella premessa del gioco, il quartier generale della compagnia viene attaccato da forze sconosciute. È qui che entrerà in gioco Jacob Thomas, il vigile del fuoco di cui vestiremo i panni del gioco.
Inviato insieme al collega Shane Costa presso la sede di Monad, a San Francisco, per vedere se ci sono dei sopravvissuti, Thomas scoprirà che qualcosa è andato anche peggio del previsto.

Quantum Error: portare l’orrore cosmico su PS5 – Anteprima

Le fonti di ispirazione, hanno anticipato gli autori, sono molteplici: ci sono concetti propri della filosofia gnostica, ma anche delle culture induiste e buddiste. Non è tutto: gli autori guardano anche ai capolavori di H.P. Lovecraft e di Clark Ashton Smith, anche se vogliono «creare un horror cosmico tutto nostro» in cui siano i grigi, e non i bianchi e i neri, a farla da padroni.

Per quanto riguarda il mondo dei videogiochi, gli sviluppatori hanno dei modelli di riferimento di quelli che fanno battere forte il cuore: «Bloodborne è il mio gioco preferito di sempre perché è un titolo dove c’è sempre qualcosa da scoprire» ha raccontato Dakoda Jones in un’intervista. «Space Odyssey, Xenogears e Metal Gear sono invece alcune delle maggiori ispirazioni quando si parla della scrittura della narrativa e dei personaggi.»

«Giocare a Xenogears, quando ero più giovane, mi ha mostrato sul serio come puoi mescolare insieme delle ideologie per creare le tue – il che è la chiave di tutto. Da un punto di vista del gameplay, invece, avremo qualcosa che guarda a Dead Space e a Doom. Vogliamo che vi sentiate dei fighi, a essere Jacob Thomas, come quando siete il Doom Guy!»

Quantum Error: portare l’orrore cosmico su PS5 – Anteprima

Non si vive di solo shooting

Già in precedenza, come accennato in apertura, il team aveva sottolineato che, avendo il gioco meccaniche di sparatutto in prima persona, guarderà molto al modello Doom. Avrà, però, dei ritmi compassati, che punteranno forte sull’atmosfera, quindi non aspettatevi azione e frenesia: il gioco vuole rientrare nel genere narrativo dell’orrore cosmico e, per farlo, ha bisogno di lasciarvi nella tensione e nel disagio di situazioni in cui non saprete cosa vi attende dietro l’angolo.

«Vogliamo che i giocatori vivano su delle montagne russe mentali, che queste li confondano e li spaventino» hanno raccontato gli sviluppatori, che vogliono però anche coinvolgervi in interrogativi e segreti sui quali dovrete ragionare, lasciandovi a ricomporre l’immagine globale dei misteri con i quali avrete a che fare.

Ad affiancare le meccaniche di shooting ci saranno delle fasi in cui dovrete affrontare dei puzzle ambientali per andare avanti – che si concentreranno pienamente su alcune abilità uniche del nostro protagonista, che gli sono proprie in quanto vigile del fuoco. Al momento, però, non ci è dato saperne di più.

Quantum Error: portare l’orrore cosmico su PS5 – Anteprima

C’è un altro aspetto, però, che è stato reso noto già da adesso: gli sviluppatori non vogliono servirsi di veicoli per spaventare in modo scolastico. Scordatevi scare jump e altri pretesti simili che vogliono farvi balzare sulla sedia: il tipo di horror che gli autori sperano di raggiungere è più costante e orizzontale, molto più psicologico.

Altro dettaglio già rimarcato più volte dai fratelli Jones risiede nella fisica: è stato anticipato che il 99,9% degli oggetti presenti nello scenario simulerà la fisica nei suoi movimenti. Colpire un barattolo con una fucilata, insomma, darà vita a una risposta fisica reale che richiamerà il più scientificamente quello che accadrebbe nella realtà.

L’esperienza complessiva della campagna dovrebbe durare tra le quindici e le venti ore, stando a quanto rivelato attualmente dagli autori, che hanno però premesso che per il momento è abbastanza presto per fare stime precise.

Solo su PlayStation?

TeamKill Media ha dichiarato di aver deciso di lavorare su PlayStation 5 prima, e sul porting su PS4 poi, perché ha un’ottima relazione con Sony ed è felice del supporto che sta avendo per la realizzazione del progetto. Questo, però, non porta a escludere a priori che Quantum Error si accasi anche altrove, in futuro.

In merito a un possibile sbarco su Xbox Series X, gli autori hanno spiegato di non poter «mai dire mai», pur ribadendo che al momento gli sforzi massimi sono concentrati su PS5. Inoltre, per il momento non c’è nessun piano per un futuro porting anche su Nintendo Switch – ed è stato escluso anche il supporto alla realtà virtuale, che non ci sarà. «Siamo comunque aperti a quest’idea, sarebbe fantastico» hanno commentato, però.

Quantum Error: portare l’orrore cosmico su PS5 – Anteprima

Per il momento, in merito all’edizione PS5 sappiamo che l’obiettivo a cui TeamKill mira sono i 4K con 60 fps di frame-rate, ai quali gli autori vogliono affiancare quante più opzioni possibili per rendere il gioco scalabile in base alle preferenze tecniche del giocatore. Sappiamo anche che il gioco si avvantaggerà dei nuovi grilletti di DualSense, il controller di PS5, e del feedback aptico tanto chiacchierato da Sony – grazie ai quali mira a trasmettere delle sensazioni uniche.

La possibilità di dare resistenza ai grilletti, ad esempio, può aiutare ad aumentare la tensione e il coinvolgimento, mentre il feedback potrebbe essere utilizzato per mettere ulteriore tensione al giocatore mentre tenta di risolvere un puzzle per scappare da un’area in cui un pericolo terribile sta incombendo.

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Quantum Error: portare l’orrore cosmico su PS5 – Anteprima – Spaziogames.it

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Come il coronavirus ci sta preparando alla vita su Marte – Esquire Italia

Nisian HughesGetty Images

La conoscenza e le esperienze che stiamo accumulando in questo periodo di lotta al coronavirus potranno tornarci utili per l’esplorazione spaziale. Anzi, per quella di Marte. Il vero obiettivo che si nasconde dietro il (prossimo?) ritorno sulla Luna.

I rover sul pianeta rosso stanno già preparando la strada per future missioni umane, ammesso che si riesca a risolvere una lunga serie di problemi come la protezione dalle radiazioni cosmiche nel corso del lungo tragitto. Il punto è che anche in quelle occasioni, come in tutto quel che riguarda lo Spazio, ci sarà bisogno del massimo livello di igiene. Gli astronauti non dovranno trasportare batteri e altri microorganismi sulla superficie marziana perché, come scrive Cnn in un report sul tema, “non devono contaminare l’ambiente” oppure, questione più sottile ma altrettanto dirimente, per evitare di predisporre un contesto per falsi positivi rispetto a tracce di vita sul pianeta. Allo stesso modo, bisognerà isolare al massimo ogni campione che direttamente o, prima, indirettamente riporteremo sulla Terra.

Insomma il punto su cui insiste Cnn è che avremo bisogno di un livello di sicurezza sanitaria che non abbiamo mai sperimentato prima. Mai prima del Covid-19, ovviamente. Ne avevamo parlato in precedenza, quando avevamo ricostruito la storia della quarantena. Durante il programma Apollo, e la missione 11 del luglio 1969 non fece eccezione, gli astronauti erano messi in isolamento prima e dopo la partenza e l’ammaraggio. Una misura in parte rivelatasi inutile – sappiamo bene che Armstrong & co. non presero alcuna malattia né che vi sia una qualche forma di vita sulla Luna – ma che all’epoca servì a rassicurarci sulla massima cautela rispetto al trasporto da e per il nostro satellite di eventuali agenti patogeni. Stesso discorso per le rocce riportate sulla Terra e ancora oggi al centro di approfonditi e utilissimi studi.

full length photo of astronaut in space suit and helmet on mars standing still looking up and off into the distance camera left, astronaut small in frame, large red orange planet

Nisian HughesGetty Images

Il Cospar, il Comitato globale sulla ricerca spaziale fondato nel 1958 per promuovere la cooperazione internazionale nell’esplorazione dello Spazio, dispone di una policy di protezione planetaria piuttosto essenziale sotto questo punto di vista: prevede infatti che le diverse agenzie spaziali proteggano la sicurezza del nostro pianeta così come di quelli che esploreremo in un futuro più o meno remoto. Le indicazioni sono contenute nel Planetary Protection Requirements, di fatto un trattato Nato fatto proprio dal Cospar, e per dirla in soldoni prevedono il massimo grado di sterilizzazione per le strumentazioni, i mezzi e gli accessori spediti in orbita e non solo. Chiunque sia mai entrato in un impianto di produzione e assemblaggio di mezzi spaziali, come i satelliti – chi scrive può testimoniarlo – conosce il massimo livello di attenzione.

Per la Nasa è ovviamente lo stesso come per tutte le altre agenzie: mezzi e rover sono assemblati in camere sterili dove tecnici e scienziati sono protetti e coperti da speciali tute e altri dispositivi da cima a fondo, schermi facciali inclusi. Ogni compromissione del funzionamento per materiali estranei costerebbe d’altronde milioni se non miliardi di dollari. Stesso discorso per il rover Perseverance, che decollerà il prossimo luglio per atterrare nel cratere Jezero, situato sul lato occidentale di Isidis Planitia, l’anno prossimo. Il compito dell’agenzia spaziale, e di Moogega Stricker, Planetary Protection Lead Engineer della missione legata al robottino, è appunto fare in modo “di non contaminare Marte con germi terrestri quando esploreremo il pianeta”.

Per questo il mezzo spaziale viene continuamente esaminato per valutarne i livelli di pulizia, per annotare e capire che generi di spore potrebbero agganciarsi ed essere eventualmente, anche se difficilmente, traghettati a 225 milioni di chilometri e così via. Il rover viene dunque “tamponato” quotidianamente, per esempio alla ricerca di certi microbi e altri elementi. L’area in cui il rover viene costruito è “più pulita di una sala operatoria, più di moltissime cose con cui interagiamo” spiega la responsabile. E parti del lander che atterrerà su Marte, inclusi i contenitori metallici tubolari in cui saranno raccolti i campioni di terreno e roccia dall’area in cui era presente un lago (sappiamo che nell’antichità Marte era abitabile ma dobbiamo ancora trovare tracce concrete e convincenti di forme di vita), sono sterilizzate a 350 gradi centigradi: “Praticamente l’oggetto più pulito che abbiate mai visto”. Come torneranno i campioni a Terra? Con un’ambiziosissima missione che abbiamo spiegato qui nel dettaglio.

Ovviamente il compito di Perseverance sarà anche quello di preparare il campo a future missioni esplorative umane. Quando i campioni di rocca rientreranno a Terra, verranno spediti ai laboratori di biocontenimento di livello 4, dello stesso tipo di quelli usato per la ricerca su patogeni che causano sindromi letali come il coronavirus e non solo: è il “bls” previsto per lavorare con agenti pericolosi ed esotici a elevato rischio di trasmissione di infezioni in laboratorio per via aerea, con agenti che causano gravi malattie mortali in esseri umani per le quali non sono disponibili vaccini o altri trattamenti con tutto il corredo di docce, camera a vuoto e camere a luce ultravioletta per ingresso e uscita.

Se da quelle analisi dovessero uscire risultati confortanti, anche il Cospar dovrà modificare le sue linee guida, per adattarle all’eventualità che vi si trovino popolazioni microbiche. Abbiamo già visto come uno studio su campioni di roccia del Pacifico meridionale abbia individuato enormi quantità di organismi unicellulari: un ambiente che potrebbe avere molto in comune con quello del pianeta rosso. Dovremo sempre e comunque fare molta attenzione a non contaminare rocce o altre fonti con l’esplorazione umana: “Mi piacerebbe vedere le impronte degli scarponi su Marte ma sono ben consapevole degli aspetti ecologici profondi di un’altra biosfera” ha spiegato di recente Penelope Boston, direttrice dell’Astrobiology Institute della Nasa. Dovremo cioè studiarla e perfino abitarci senza danneggiarla: serviranno regole di biocontenimento ancora più stringenti per evitare che batteri e funghi, passando per gli scarti di una “vita” marziana, compromettano l’ambiente nativo.

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TIM e iPhone SE: ecco come acquistarlo anche a rate risparmiando 40€. Ecco tutte le offerte – Hardware Upgrade

Apple ha annunciato qualche giorno fa l’iPhone SE di seconda generazione, un nuovo potente iPhone con display Retina HD da 4,7 pollici, abbinato a Touch ID per lo sblocco in totale sicurezza ma senza aumentarne i costi come con gli altri device con FaceID. iPhone SE si propone come l’iPhone più conveniente di sempre tra i device dell’azienda. Questo perché risulta alimentato dal chipset A13 Bionic progettato dall’azienda e divenuto il chip tra i più veloce nel mondo Apple e pronto a gestire le attività più impegnative. Non solo perché possiede anche certificazione IP67 ma anche il tasto Home con Touch ID per lo sblocco in totale sicurezza, la ricarica veloce anche tramite wireless ed infine un singolo sensore fotografico di nuova generazione.

TIM: ecco le offerte per i clienti (anche a rate)

Come detto TIM pone a catalogo il nuovo iPhone SE di nuova generazione. Lo fa in due diverse versioni che riguardano i tagli di memoria da 64GB e 128GB ma in tutte le tre diverse colorazioni ossia Nera, Bianca e Rossa. L’operatore permetterà agli utenti TIM di acquistare lo smartphone sia in soluzione unica e dunque al prezzo di listino classico, sia con un pagamento a rate andando ad anticipare una quota del device per poi suddividere il costo in comode rate.

Ecco tutte le offerte con precisione:

SOLUZIONE UNICA

SOLUZIONE A RATE

Vista l’emergenza sanitaria in corso, il prodotto è prenotabile online e sarà spedito a casa dei clienti. I negozi TIM anche in questa fase sono rimasti aperti per garantire la connettività del Paese.

Ricordiamo che in questo caso l’offerta “Smart Cash” è riservata a tutti i clienti Ricaricabili TIM con un’offerta dati attiva. Per l’acquisto di uno smartphone è prevista la sottoscrizione di un contratto di durata 30 mesi con rate mensili su carta di credito dei circuiti abilitati Visa, Mastercard, Amex (non sono accettate le carte prepagate) oppure su conto corrente bancario. Con l’attivazione dell’offerta “Smart Cash” per l’acquisto del prodotto è prevista anche l’attivazione del servizio gratuito TIM Ricarica Automatica, se non già presente sulla linea.

In caso di cessazione dell’offerta di rateizzazione prima della scadenza contrattuale (30 mesi), o in caso di cessazione di una delle opzioni associate per cause imputabili al cliente, verranno addebitati i corrispettivi per cessazione anticipata contrattualmente previsti in funzione del prodotto acquistato. La cessazione anticipata del piano di rateizzazione può essere richiesta con modalità telematica compilando on line lo specifico modulo di richiesta presente nell’apposita sezione “moduli” nella sezione info consumatori, previa registrazione a MyTIM, in alternativa alla comunicazione scritta da inviare all’indirizzo indicato nelle Norme d’uso o nelle Condizione Generali del contratto di rateizzazione.

   

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Investire (tanto) in auto della Polizia quando la finanza è KO: Ferrari 250 GTE Pantera [Video & Foto gallery] – Automoto.it

Auto nota, questa Ferrari del 1962. Ne abbiamo già scritto altre volte perché vettura del Cavallino usata dalla Polizia. Attualmente risulta in vendita da Girardo & Co. a prezzo non rivelato pubblicamente. Di certo una Ferrari come questa, 250 GTE 2+2 Series II Polizia, vale tanto sia economicamente sia simbolicamente.

Si può usarla senza problemi in questi colori, senza incorrere in sanzioni. Poi anche raccontare delle sue avventure: come Pantera del funzionario Spatafora, per inseguimenti ai criminali dove le Alfa Romeo non bastavano. Oppure delle consegne urgenti agli ospedali, per casi di emergenza: a Napoli in meno di un’ora, narra la leggenda.

Colore nero, interni in similpelle marrone e carrozzeria Pininfarina. Per sentirsi a titolo un re dei film polizieschi o similari, ripresi per decenni anche negli USA, la cifra da sborsare è di certo perlomeno a cinque zeri, di quelle elevate.

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La rete fissa in Italia a fine 2019: TIM cala ma rimane in testa, la fibra continua a guadagnare terreno – SmartWorld

Edoardo Carlo Ceretti L’Osservatorio AGCOM fotografa la situazione della rete fissa alla fine dell’anno scorso, ma l’emergenza sanitaria che sta attanagliando il nuovo anno potrebbe portare ad un rapido cambiamento di scenario.

AGCOM ha pubblicato il suo ultimo Osservatorio sulle telecomunicazioni, relativo all’ultimo trimestre del 2019. Per quanto concerne in particolare i servizi di rete fissa, si assiste ad un sensibile calo degli accessi (-180 mila rispetto al trimestre precedente, -700 mila rispetto ad un anno fa), ma questa tendenza potrebbe presto interrompersi.

L’emergenza sanitaria in atto, che ha reso necessario il ricorso allo smart working e alla didattica a distanza per milioni di italiani, potrebbe infatti spingere molti utenti a stipulare nuovi contratti di linea fissa nel corso di questo 2020. Al contempo, gli operatori saranno chiamati a velocizzare le operazioni di miglioramento infrastrutturale, per continuare ad offrire il miglior servizio possibile a nuovi e già clienti.

LEGGI ANCHE: La miglior offerta di rete fissa, grazie al nostro Trova Fibra

E in effetti, dal 2015 alla fine del 2019, la rete fissa in rame è passata dal 90% al 47,7% (-8,92 milioni di linee), a vantaggio della fibra FTTC (+6,7 milioni di linee), FTTH (+900 mila linee) e della FWA (+590 mila linee). Ciò ha comportato un deciso miglioramento della velocità di connessione, con le linee superiori ai 30 Mb/s che in quattro anni sono passate dall’8,1% al 55%, sul suolo italiano.

Per quanto riguarda le quote di mercato dei principali operatori di linea fissa, TIM rimane il leader incontrastato, con il 46,5% complessivo, seppur in calo del 3,7% rispetto all’anno passato. Crescono invece dell’1,2% sia Vodafone (15,3% delle quote) sia Fastweb (14,2%), mentre WindTre si accontenta di un +0,6%, raggiungendo il quarto posto (13,8%). Molto staccati Linkem (3,3%, +0,4%) ed Eolo (2,3%, +0,5%).

Via: Mondomobileweb
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Xbox Game Pass ha troppi giochi? Microsoft scherza sul ‘backlog’ di arretrati – Everyeye Videogiochi

Sulle pagine dei profili social di Microsoft si scherza sul “backlog” di Xbox Game Pass, con gli abbonati che sono chiamati a recuperare un numero sempre più elevato di giochi in funzione del continuo ingresso nel catalogo di nuovi titoli per PC e Xbox One.

I gestori del canale Twitter ufficiale di Xbox Game Pass hanno infatti deciso di affidarsi a una scena di NieR Automata gratis su Xbox One per riferirsi al backlog degli abbonati e spiegare, con un eloquente meme, che “in un modo o nell’altro, chissà perchè ma sembra persino più grande dell’ultima volta”.

L’enorme differenza tra le dimensioni della protagonista e una delle creature più grandi affrontate nel corso dell’avventura di Platinum Games e Square Enix viene perciò presa a pretesto dai curatori dei social di Microsoft per rappresentare l’estensione e la profondità del backlog di giochi arretrati che gli iscritti al Game Pass sono chiamati a recuperare su PC e console.

Anche il vostro backlog ha le dimensioni del mostro immortalato in NieR Automata dalla casa di Redmond? Ma soprattutto: ritenete opportuno che Microsoft cambi strategia e riduca il numero di giochi del catalogo del Game Pass per focalizzare le attenzioni degli utenti su determinati generi o progetti? Prima di lasciarvi ai commenti, vi riproponiamo il bizzarro video con Shroud e un castoro nello spot TV di Xbox Game Pass.

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