Cookie: guida pratica alle cose da fare per mettersi in regola prima del 2022

Il 2022 comincerà con una casella da flaggare nella to-do list delle aziende operanti sul web: il gennaio prossimo sarà il termine ultimo per l’adeguamento alle linee guida cookie e altri strumenti di tracciamento del 10 giugno 2021 del Garante per la Protezione dei Dati Personali.

Molti operatori, tuttavia, non hanno ancora ben compreso quali sono le azioni da intraprendere e quali i possibili impatti in caso di mancata applicazione.

D’altronde, nell’era in cui si fa ancora richiamo a lettere normative che forniscono descrizioni con espressioni quali “L’archiviazione delle informazioni nell’apparecchio terminale”, il business storce il naso, sente di essere un passo più avanti rispetto al legislatore e, allo stesso tempo, in diritto di non avvicinarsi agli adempimenti da questo richiesti, soprattutto se in materie che sembrano essere lontane dalla competenza di chi richiede tali obblighi.

Questo articolo mira, pertanto, a cercare di evitare ridondanti richiami normativi e a fornire suggerimenti alle aziende, in merito ad impatti e azioni da affrontare, entro l’anno (per aggiungere una voce alla lista delle cose da chiudere prima che l’anno finisca).

Indice degli argomenti

Le nuove linee guida sui cookie

Le nuove linee guida sui cookie e altri strumenti di tracciamento del 10 giugno 2021 del Garante hanno fatto scattare il conto alla rovescia per molte aziende operanti sul web verso nuovi adempimenti. O meglio, alcuni dei requisiti erano già stati raccomandati da altre autorità, come ad esempio l’European Data Protection Board e sono stati protagonisti di parte della giurisprudenza degli ultimi anni, nelle more di un Regolamento e-Privacy e di nuovi orientamenti locali, fermi, fino ad oggi, al 2014.

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Tale stasi, infatti, iniziava non solo a costringere gli interpreti a ricorrere alla case law per individuare le migliori soluzioni il più coerente possibile con i requisiti in materia di protezione dei dati personali, ma anche i tecnici ed operativi a dover combattere con un linguaggio normativo poco conforme all’evoluzione tecnologica dell’ultimo decennio (per non parlare del biennio appena trascorso, che ha contribuito ad un’accelerazione della curva dell’innovazione tecnologica).

Ebbene, dal gennaio 2021 ci saranno poche giustificazioni per le aziende, che potrebbero vedere nei prossimi anni anche la corretta implementazione delle misure relative ai cookie tra il piano ispettivo dell’Autorità. Come farsi trovare preparati lo vedremo a breve, ma un breve refresh di ciò che occorre inserire nella to-do list è d’obbligo.

Innanzitutto, le nuove Linee Guida interesseranno non solo i cookie, definiti come indicatori attivi, ma anche i c.d. indicatori passivi, ossia strumenti come il fingerprinting, sui quali vegliano ancora luci ed ombre.

Con riferimento ai cookie, invece, sono state recepite alcune indicazioni già fornite dalla giurisprudenza e autorità europee, quali, ad esempio:

  1. il divieto di utilizzare caselle di consenso ai cookie pre-selezionate;
  2. il divieto di considerare lo scroll-down come metodo di acquisizione implicito del consenso;
  3. il divieto di impedire agli utenti che non abbiano accettato i cookie di fruire dei contenuti del sito web (c.d. cookie wall);
  4. la possibilità per l’utente di scegliere le preferenze sui cookie da accettare o meno, scelta che potrà essere richiamabile anche durante il prosieguo della navigazione, mediante un link o pulsante posizionati nel footer del sito;
  5. l’utilizzo di un pulsante “X” per proseguire la navigazione senza l’attivazione di alcun cookie;
  6. l’utilizzo, all’interno del banner, di pulsanti di uguali forme, colori e dimensioni.

Ancora, è introdotta la possibilità di venire incontro anche ad utenti disabili, mediante l’implementazione di funzioni di assistenza o configurazioni che permettano la fruizione del sito web rispettando le misure sopra richiamate.

Il Garante ha voluto incentrare le Linee Guida sulla trasparenza verso l’utente, che fino a questo momento era stata accantonata da molti gestori a vantaggio del business, che, effettivamente, è di gran lunga aiutato dall’installazione dei cookie nell’economia digitale.

Basti pensare, ad esempio, al grande aiuto dei plugin erogati dai social network, che permettono una riproposizione di contenuti personalizzata sulla base degli interessi dell’utente che abbia visitato un determinato sito web, anche mentre “scrolla” i propri feed.

Il bivio, di conseguenza, resta ridotto ad una scelta: rischio o compliance?

Ebbene, il rischio in cosa consiste? In caso di ispezione e susseguente procedimento, una sanzione può variare a seconda della gravità e delle circostanze, fino ad un massimo di 20 milioni di euro, o il 4% del fatturato mondiale annuo di gruppo, qualora le misure relative al consenso ed informazione degli interessati, nonché relative all’esercizio dei diritti di questi non siano conformi alle previsioni del GDPR.

La compliance che costi ha? Un investimento iniziale è sicuramente quello legato all’ingaggio di soluzioni e fornitori affidabili che siano in linea con le previsioni normative. Si parla di cifre, in ogni caso, di gran lunga inferiori rispetto ad un possibile e futuro massimo edittale sanzionatorio.

Lista delle cose da fare per mettersi in regola

Ma veniamo al dunque: come può un’azienda farsi trovare preparata all’avvento del nuovo anno?

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Innanzitutto, è utile stilare una lista di quali cookie vengono utilizzati e/o si intende utilizzare all’interno del proprio sito web.

I cookie sono identificati dalle nuove Linee Guida come tecnici e di profilazione. Sembra che la categoria dei cookie analitici sia stata tenuta da parte, o meglio, assorbita all’interno dell’una o altra divisione. Infatti, i cookie analitici, come già prevedeva il Provvedimento del 2014 del Garante, qualora garantiscano l’anonimizzazione dell’indirizzo IP, possono essere assimilati ai cookie tecnici e, di conseguenza, non è necessario il consenso per la loro installazione. Diversamente, il consenso dell’utente sarà un requisito imprescindibile. I cookie tecnici, invece, restano sempre attivi, essendo la loro principale funzione quella di garantire una corretta funzionalità del sito. All’interno della categoria dei cookie di profilazione, ricadono, invece, quelli volti alla personalizzazione di annunci ed erogazione di pubblicità mirata. Anche questi saranno soggetti al consenso dell’interessato.

La categorizzazione dei cookie, di conseguenza, consiste in un primo step preliminare da affrontare.

Successivamente, occorre verificare come questi cookie sono attualmente installati sul sito web, quali sono i vendors cui ci si affida, ma, soprattutto, come l’utente viene informato e le impostazioni utilizzate per l’acquisizione del consenso.

In particolare, occorre domandarsi se vengano garantite all’utente informazioni utili in merito alle tipologie e finalità dei cookie utilizzati all’interno del sito web, se sono fornite possibilità di scegliere i cookie, di accettarli, rifiutarli e proseguire la navigazione senza che venga installato alcun cookie. Infine, capire se sono utilizzate “strade alternative” al consenso dell’utente per l’installazione dei cookie.

Individuazione dei gap

A questo punto, sarà opportuno stilare una lista di quelli che sono i requisiti richiesti dall’Autorità, e confrontarla con la situazione attuale del proprio sito web. Questo metodo aiuta nell’individuazione dei gap sui quali occorrerà agire.

Ricerca del fornitore

Una volta individuate le azioni, occorre identificare un fornitore che sia in grado di fornire adeguate garanzie in termini di misure organizzative e di sicurezza.

Ciò dovrebbe far parte di un processo più generale di valutazione di suppliers, che permetta di verificare in dettaglio il grado della loro affidabilità in termini di protezione dei dati personali. Alcuni dei più recenti provvedimenti del Garante hanno fatto leva sulla necessità di verificare la filiera da parte dei titolari del trattamento nell’appalto dei propri servizi, richiedendo un controllo e monitoraggio costante ed a cascata della catena dei soggetti operanti per loro conto. A tal proposito sarà certamente utile avvalersi di strumenti come, ad esempio, dei questionari di valutazione, preliminari alla contrattualizzazione con i fornitori.

Tali questionari, soprattutto nel caso di terze parti che agiscano in qualità di responsabili del trattamento, sono un efficace strumento per valutare la sussistenza delle misure organizzative e tecniche di tali soggetti, che permetta di soddisfare i requisiti di cui all’art. 28 del GDPR.

Sarà quindi importante far leva sulle misure in materia di organizzazione dei ruoli interni da parte dell’azienda fornitrice, nonché sulle misure in essere con riferimento alla gestione di data breach, gestione delle richieste di esercizio dei diritti da parte degli interessati, etc. Ancora, assume eguale importanza la valutazione delle misure tecniche, quali, a titolo d’esempio: cifratura dei dati, separazione degli ambienti e degli accessi, business recovery e incident management.

Come anticipato, tale processo di valutazione è una buona prassi per conciliare il controllo e monitoraggio delle terze parti che trattino dati per conto delle aziende titolari e permettere di assicurare fiducia nell’utente e valutazioni positive in caso di ispezioni. Ciò vale anche e soprattutto nel caso in cui la gestione del sito web e relative funzionalità sia affidata a terzi.

Definizione

In seguito alla ricerca ed individuazione del fornitore, sarà quindi possibile provvedere alla definizione delle caratteristiche da implementare all’interno del proprio sito web. In questa fase sarà importante non lasciarsi allettare da proposte economiche più convenienti: la qualità in termini di compliance potrebbe essere il contro-prezzo da pagare.

Una volta disegnate le nuove funzionalità conformemente a quanto previsto dalle nuove Linee Guida, sarà altresì opportuno provvedere all’aggiornamento della cookie policy. Questo documento, assieme alla privacy policy costituisce il libro mastro dei trattamenti dei dati personali, anche quelli raccolti mediante i cookies, all’interno del sito web, nonché il biglietto da visita più esposto che un titolare del trattamento abbia a disposizione verso gli interessati.

Ultimo punto da tenere in considerazione (e che la gestione di un’azienda richiede) è costituito da due variabili: le complicazioni e le peculiarità caso per caso rilevanti. Per ovviare a tali problematiche- ma anche per una consulenza per una corretta strutturazione sin dal design- è opportuno rivolgersi al proprio consulente e/o legale, che sarà in grado di fugare dubbi e fornire il supporto necessario per riportare l’operatività nel corretto binario del rispetto della normativa.

Conclusioni

In conclusione, il processo sembra tortuoso e soprattutto la normativa di riferimento assume un linguaggio poco vicino alla velocità delle operazioni online e del business.

Ma la scelta tra rischio e compliance, se si vuole comprendere l’importante ruolo che sta assumendo la data protection nell’era dell’impennata tecnologica, può trasformarsi anche in un’opportunità di far sentire l’utente al sicuro e, di conseguenza, contribuire alla crescita e valore della propria azienda.

Assumere, pertanto, consapevolezza sulla materia aiuta la programmazione delle attività, evitando che la corsa agli adempimenti comporti ulteriori check da spuntare prima della chiusura annuale.

 

NOTE

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PS Plus: uno dei giochi di dicembre sta facendo imbestialire i giocatori

PS Plus è il servizio di PlayStation che, come sappiamo tutti, offre svariati vantaggi a chi ne usufruisce, tra cui molti giochi gratuiti ogni mese. I titoli di dicembre sono stati annunciati da poco, e nonostante questi contengano delle opere decisamente interessanti, ce n’è una che ha fatto andare gli abbonati su tutte le furie. Il prodotto in questione è Godfall, precisamente Godfall Challenger Edition, ed è proprio questa versione del gioco che non va a genio agli utenti.

Godfall

Il motivo per il quale gli iscritti al servizio PS Plus non sono contenti della presenza di Godfall Challenger Edition tra i titoli gratuiti di questo mese, è che a questa versione del prodotto mancano molte feature. Quest’ultima, infatti, contiene soltanto le tre modalità dell’endgame: Lightbringer, Dreamstones e Ascended Tower of Trials. Ciò che lamentano gli utenti è il fatto che quest’edizione non contenga la campagna originale dell’opera, rendendolo un titolo di per sé incompleto.

L’utenza è molto indignata per la presenza di questo titolo nel PS Plus, dato che per poter accedere ai contenuti completi del prodotto è necessario effettuare un upgrade a pagamento. Per questo, gli iscritti al servizio stanno addirittura accusando PlayStation di aver messo in gioco una “truffa”, essendo che l’aggiunta di un prodotto simile sembra essere motivata dalla volontà di spingere gli abbonati a spendere per ottenere più di quello che dovrebbe essere garantito gratuitamente dal momento che questi hanno aderito al servizio.

PS Plus

Su Reddit ci sono numerosi utenti che si stanno lamentando per via di questa scelta, che ritengono dettata solamente da puro marketing. Riguardo ciò, molti di questi non danno la colpa soltanto a Sony, bensì anche agli sviluppatori di Godfall, accusandoli di aver approfittato della situazione nella speranza di aumentare le vendite per il proprio prodotto. Ad ogni modo, se proverete questo titolo e vi troverete in dubbio sul comprarlo o meno, vi consigliamo di consultare la nostra recensione.

Se possedete una PlayStation e volete godere di numerosi giochi gratuiti ogni mese, acquistate anche voi il vostro abbonamento a PS Plus! Potete farlo tramite questo link.

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Perché FRITZ!Repeater 6000 è la soluzione ideale per la connessione per giocare

La rete domestica è un aspetto sempre più importante per chi gioca, sia seriamente che in modo casual. La postazione di gioco si compone di varie componenti che generano latenza e con monitor, mouse, schede video di ultima generazione che stanno puntando a ridurre il più possibile le latenze, la connessione svolge un ruolo molto importante. In Wi-Fi basta allontanarsi di qualche metro dal router per osservare una riduzione dell’intensità del segnale, e conseguentemente maggiore latenza e minori throughput e velocità della connessione a internet. Il giocatore che vuole ottimizzare la latenza e sfruttare la dotazione hardware più performante predilige dotare la postazione di gioco di connessione cablata, il che rende fondamentali quei dispositivi che possano consentirgli di estendere la portata della connessione.

Mesh. Ormai è la parola d’ordine per le connessioni più performanti. Una configurazione con un router come il nuovo FRITZ!Box 7530 AX e il FRITZ!Repeater 6000 garantisce vantaggi evidenti rispetto ai router messi a disposizione dagli operatori telefonici. Questo non solo perché i prodotti basati su FRITZ!OS consentono all’utente di configurare, monitorare e personalizzare la propria rete domestica fin nei minimi dettagli, e in maniera immediata grazie a un’interfaccia utente che, rifinita nel corso degli anni, è ormai un capolavoro. Ma anche per le prestazioni e la solidità del segnale che queste soluzioni riescono a trasmettere e gestire.

FRITZ!Repeater 6000 garantisce reti solide e performanti, anche lontano dal router

Qualsiasi rete Wi-Fi presenta un degrado nella stabilità del segnale man mano che ci si allontana dal router. È in condizioni come queste che un prodotto come FRITZ!Repeater 6000 viene in soccorso dei giocatori, fondamentalmente ripristinando l’intensità del segnale che solitamente si ha intorno al router anche in una posizione distante dal router, ovvero dove è posto il ripetitore. Conseguentemente, si ripristina anche la latenza originale, il che è fondamentale per il giocatore che ha bisogno di giocare con reattività e soprattutto su una rete che offra prestazioni stabili nel tempo, e il throughput, ovvero la capacità di trasferire velocemente i file.

AVM FRITZ!Repeater 6000

La migliore configurazione possibile è quella per cui si connette il PC (o il televisore, eventualmente) vicino al ripetitore a quest’ultimo tramite un cavo Ethernet. Se possibile è poi preferibile connettere router e ripetitore con un altro cavo Ethernet, ma nel caso di distanze importanti, anche con connessione tra questi due di tipo Wi-Fi, il ripetitore può svolgere un lavoro egregio, e garantire prestazioni comunque ottimali in prossimità della sua posizione.

AVM FRITZ!Repeater 6000

Abbiamo realizzato il test spostando un dispositivo Wi-Fi 6 dapprima in una posizione in prossimità del router lungo vari luoghi sensibili dell’ufficio, fino a trovarci a una distanza massima di 10 metri. Si può osservare come il segnale, e conseguentemente il throughput, degradi velocemente, fino a determinare le condizioni peggiori a 5 metri di distanza sia dal router che dal ripetitore. Avvicinandoci al ripetitore, al quale il dispositivo si connette automaticamente quando rileva migliori condizioni di rete, però l’intensità del segnale che si ha originariamente in prossimità del router viene quasi completamente ripristinata.

La rete Mesh dei prodotti AVM FRITZ! è l’ideale per questo tipo di esigenze perché facile da configurare e capace di gestirsi in autonomia. Vi allontanate dalla posizione in cui si trova il router con un tablet o uno smartphone e vi avvicinate al ripetitore? Ecco, che il sistema intelligente vi sconnette automaticamente dal router e vi connette al ripetitore, senza che voi vi accorgiate di niente e senza alcuna perdita di prestazioni. Il sistema, infatti, gestisce tutti i dispositivi che fanno parte della rete Mesh con lo stesso SSID, ovvero lo stesso nome di rete, per un’esperienza senza discontinuità.

AVM FRITZ!Repeater 6000

Tramite il software si può decidere se il FRITZ!Box deve essere il Master della rete Mesh o solo uno dei vari satelliti. FRITZ!Repeater 6000 supporta lo standard di connessione MIMO 4×4,in grado di trasferire dati in modalità wireless alla velocità massima teorica di 2.400 Mbps su ognuno dei due canali a 5 GHz e 1.200 su quello a 2.4 Ghz. Il dispositivo è in grado di gestire le trasmissioni su ben tre canali distinti, in modo tale che uno sia riservato alle comunicazioni tra il router e il ripetitore, mentre gli altri due canali sono dedicati alle comunicazioni fra il ripetitore e i dispositivi wireless. Come tutti i dispositivi FRITZ! è inoltre presente la funzione di “band steering”, che permette di assegnare in automatico al FRITZ!OS la decisione di dove collocare ciascun dispositivo e su quale banda, in modo da ottimizzare il funzionamento dell’intera rete a prescindere dal numero di dispositivi che vi sono collegati. Il “band steering” può essere comunque disabilitato, in modo che sia l’utente liberamente a decidere per ogni dispositivo quale banda debba utilizzare.

È poi molto importante sottolineare come FRITZ!OS metta a disposizione diverse opzioni per la prioritizzazione del traffico. L’utente può determinare quali sono i dispositivi a cui devono andare per prima le risorse di rete e della connessione a internet, eventualmente privilegiando i dispositivi con cui si gioca.

AVM FRITZ!Repeater 6000

Così come per il throughput abbiamo realizzato dei test sulla latenza, parametro ovviamente indispensabile per i giocatori, e sull’intensità del segnale, la quale ci dà una prospettiva chiara di quelle che sono le prestazioni della rete wireless.

AVM FRITZ!Repeater 6000

Con la latenza che sale fino a 308ms, ovviamente non ci sono più le condizioni per il gaming competitivo serio. Pingare il server di gioco a più di 100ms, infatti, compromette la prestazione di gioco e rende l’esperienza molto meno gratificante, considerando che tutti gli elementi della postazione di gioco generano inevitabilmente latenza, al di là della connessione. Lo fa il monitor, così come il mouse e anche il frame buffer della scheda video, soprattutto se occorre elaborare un gioco con una grafica particolarmente dettagliata. La latenza della connessione domestica si può completamente abbattere utilizzando il cavo tra tutti i dispositivi, fra router e ripetitore e fra ripetitore e dispositivi di gioco vicini.

AVM FRITZ!Repeater 6000

Il FRITZ!Repeater 6000 supporta lo standard Wi-Fi 6 e questo è molto importante innanzitutto perché aumenta il numero di dispositivi che è possibile collegare alla rete Wi-Fi. Le esigenze di oggi vedono la presenza in una singola casa di diversi smartphone, tablet, aspirapolvere intelligenti, dispositivi smart, smartwatch, PC, console di gioco e chi più ne ha più ne metta, e non è assolutamente scontato che il router possa gestire tutto. Perlomeno, se si tratta del router fornito dall’operatore telefonico o di una soluzione di precedente generazione non aderente allo standard Wi-Fi 6.

Grazie a Wi-Fi 6 (AX), anche con molti dispositivi attivi contemporaneamente, la rete Wi-Fi è mediamente più stabile, garantendo velocità di trasmissione superiori rispetto al Wi-Fi 5 (Wi-Fi AC). Con una trasmissione dei dati ottimizzata sia sulla banda a 5 GHz che su quella a 2,4 GHz, inoltre, anche le latenze diminuiscono. Il nuovo standard di crittografia WPA3, inoltre, protegge meglio la trasmissione dei dati e garantisce una maggiore autonomia dei dispositivi mobile. Nel caso di rete Wi-Fi 6, quando non utilizzano il Wi-Fi, infatti, questi dispositivi smettono di interrogare la rete.

AVM FRITZ!Repeater 6000

Per testare il Wi-Fi abbiamo eseguito un test simile al precedente, allontanandoci progressivamente dal router. Stavolta abbiamo usato sia un dispositivo Wi-Fi 5 che un dispositivo Wi-Fi 6, rilevando delle differenze prestazionali notevoli nel throughput. Come prevedibile, inoltre, la rete con banda da 5 GHz si è rivelata molto più performante rispetto alla rete da 2,4 Ghz.

AVM FRITZ!Repeater 6000

Naturalmente, tutto questo ha conseguenze anche sulla velocità della connessione a internet.

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FRITZ!Repeater 6000 è facilissimo da usare. Basta premere il pulsante Connect sul ripetitore e qualche istante dopo il pulsante Connect/WPS sul router affinché i due si accoppino automaticamente e il ripetitore entri a far parte della rete Mesh di cui il router è il Master. Un LED a forma di ondine indica la qualità della connessione, mentre sul retro si trovano due porte LAN, una da 1Gbit/s e l’altra da 2,5Gbit/s. Come detto, poi, il ripetitore, a seconda delle esigenze, si può configurare in connessione Wi-Fi o LAN con il router e con i dispositivi wireless.

Digitando in un browser l’indirizzo http://fritz.repeater, inoltre, si accede a tutte le opzioni di configurazione a disposizione per il FRITZ!Repeater 6000 tramite FRITZ!OS, il quale eredita automaticamente tutte le impostazioni del FRITZ!Box. Tra queste, il nome della rete Wi-Fi, l’accesso ospite e il canale radio, e lo stesso vale per le impostazioni per gli aggiornamenti automatici, il servizio Push e i servizi AVM.

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Sempre tramite FRITZ!OS è anche possibile determinare se il FRITZ!Repeater deve ottenere automaticamente l’indirizzo IP dal FRITZ!Box o se lo si vuole impostare manualmente. Le porte, inoltre, si possono configurare in Power Mode, in modo da garantire le performance massime, o in Green Mode, per ridurre i consumi limitando il throughput a 100 Mbit/s. FRITZ!OS permette anche di monitorare i consumi del ripetitore, del processore e delle risorse Wi-Fi, oltre che delle due porte LAN nel caso dei dispositivi vi siano collegati con cavo Ethernet.

I servizi Push del FRITZ!Repeater, invece, inviano e-mail regolarmente o solo in occasione di determinati eventi. Queste e-mail del servizio Push contengono, ad esempio, i dati di connessione e di utilizzo.

A un prezzo di 179 Euro, FRITZ!Repeater 6000 ha il potenziale per cambiare alla radice il modo di funzionare della rete wireless e aumentarne le prestazioni, come abbiamo visto proprio in prossimità della posizione dei dispositivi di gioco, aumentando stabilità e latenze. FRITZ!OS garantisce al contempo il controllo totale su tutte le componenti della rete, oltre che una facilità d’uso pressoché totale nell’installazione e nella configurazione, nonostante le tante funzionalità messe a disposizione del giocatore.

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Dicembre folle su Amazon! 6 prodotti a meno di 1€!

AGGIORNAMENTO 03/12/2021: abbiamo sostituito e aggiunto diversi prodotti, venduti e spediti da Amazon e dal costo sempre irrisorio.

Il mese di dicembre è appena iniziato ma sono già numerose le proposte d’acquisto e, come avrete visto, la nostra rassegna stampa dedicata agli sconti di questo periodo continua ad essere fittissima di occasioni imperdibili. Eppure, credeteci, non abbiamo ancora finito, e grazie ad Amazon e all’aria natalizia che ormai si inizia a respirare, vi offriamo ora quelle che sono alcune straordinarie occasioni d’acquisto a meno di 1€, con prodottini che, ne siamo certi, potrebbero strapparvi ben più di un sorriso di piacere.

Spulciando le numerose pagine di Amazon, infatti, abbiamo rintracciato per voi 5 tra i più interessanti articoli da poter acquistare a meno del prezzo di un caffè, ben chiaro che per alcuni di essi, anche solo per il prezzo proposto, non potrete usufruire delle spedizioni gratuite offerte dal servizio Amazon Prime. Poco male, perché anche al netto dei costi di spedizione, questi prodotti valgono comunque il vostro tempo, giacché alcuni di essi non sfiorano nemmeno i 99 centesimi di prezzo d’acquisto!

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Insomma, parliamo di veri e propri affari a cui, per altro, potrebbero ben presto aggiungersene altri che, come sempre, non mancheremo di segnalarvi sia attraverso questo articolo, che tramite i nostri quattro canali Telegram dedicati agli sconti, dove avrete la possibilità di restare aggiornati sulle occasioni da non perdere, tanto durante questo periodo di festività, quanto nel resto dell’anno. I canali sono tematici e sono dedicati alle offerte in generale, ai prodotti hardware & tech, all’abbigliamento ed ai prodotti per lo sport ed infine ai prodotti cinesi. Buono shopping!

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Purina Felix Party Mix

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Come saprete, l’alimentazione è il fattore più importante per tenere in forma il vostro amico a quattro zampe e se al vostro gatto piacciono gli snack allora non potete non fargli assaggiare i Purina Felix Party Mix. Si tratta di un prodotto di alta qualità, studiato per far sì che il vostro gatto mangi soltanto alimenti controllati e dal gusto unico. La proposta di Amazon a meno di 1€ prevede la confezione da 60 grammi di snack aromatizzati con salmone, merlano e trota. Il vostro gatto vi ringrazierà!

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Mouse wireless

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Nonostante non costi praticamente nulla, se non un minimo di spedizione dovuta al venditore di terze parti, questo mouse wireless sarà perfetto per chiunque non necessiti di soluzioni di un certo livello, con valori DPI elevatissimi e sensori ultra precisi. Se avete un notebook e il touchpad integrato vi crea difficoltà a spostarvi da una finestra all’altra, un mouse come questo vi aiuterà a migliorare l’uso del PC, permettendovi di spostare il puntare più velocemente e fare click sulle icone, nonché selezionare il testo, in modo più semplice. Inoltre, la somiglianza con il mouse dell’iMac potrebbe spingervi ulteriormente ad aggiungere questo prodotto a carrello.

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Mini luce flessibile a LED

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Se volete ridurre l’affaticamento degli occhi durante la lettura di un libro in ambienti bui, questa mini luce flessibile a LED farà al caso vostro. La flessibilità di questo prodotto farà sì che possiate regolarla nella giusta posizione, potendo così contare sempre sul massimo comfort. La luminosità prodotta dai 10 LED è ottima se consideriamo che l’alimentazione avviene tramite una semplice porta USB. Un prodotto, quindi, sufficiente per leggere più comodamente i libri di sera o aumentare la visibilità della vostra scrivania.

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Mini torcia UV

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Come saprete, una torcia ad ultravioletti è utile per svariati scopi, motivo per cui non dovreste perdere l’occasione di acquistarne una, soprattutto se proposta a pochi spiccioli come in questo caso. Il modello da noi segnalato viene garantito per 10.000 ore e vanta un corpo in alluminio e un peso piuma. Insomma, se vi piace vedere alcuni dettagli invisibili all’occhio umano o verificare se una banconote è falsa, questa torcia saprà accontentarvi ad un prezzo davvero ridicolo.

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Lanciato il nuovo satellite cinese per le comunicazioni

Il razzo ha portato in orbita il satellite per comunicazioni ChinaSat 1D (Zhongxing 1D). Il satellite è stato sviluppato dalla China Academy of Space Technology, il principale produttore di veicoli spaziali di proprietà statale del Paese.

Nessuna informazione sulle capacità del satellite è stata rilasciata, suggerendo che potrebbe almeno parzialmente servire clienti a scopi militari. Il media statale China Daily afferma che il satellite avrà il compito di trasmettere segnali telefonici, internet, televisivi e radiofonici, mentre la NASA Spaceflight scrive che i satelliti della serie ChinaSat 1 forniscono dati sicuri e trasmissione vocale per le forze armate cinesi. Il 2021 è stato un anno da record per l’attività di lancio cinese e questo lancio è stato il 47 ° dell’anno per la Cina.

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Ecco quanto è costata la cancellazione del primo spin off de Il Trono di Spade ad HBO

All’interno del libro Tinderbox: HBO’s Ruthless Pursuit of New Frontiers del giornalista James Andrew Miller  è stato rivelato che la cancellazione del primo spin off de Il Trono di Spade sarebbe costata ad HBO 30 milioni di dollari.

La cancellazione del primo spin off de Il Trono di Spade costò 30 milioni ad HBO

A Giugno del 2018, un anno prima della fine della serie, HBO ordinò la lavorazione del primo di una serie di spin off legato alla serie di successo de Il Trono di Spade, basata sui racconti di George R. Martin (di cui potete recuperare tutti i libri su Amazon)All’interno dello spin off, scritto da Jane Goldman e che avrebbe fatto da prequel esattamente come House of Dragons, avrebbe dovuto apparire anche l’attrice Naomi Watts in un ruolo protagonista.

Game of Thrones

Il prequel avrebbe dovuto raccontare di un’epoca distante centinaia di anni nel passato rispetto a Il Trono di Spade, un’epoca d’oro di eroi successivamente sprofondata nell’era più oscura di WesterosJames Andrew Miller nel suo libro sulla storia di HBO ha intervistato Bob Greenblatt, leader della sezione entertainment di WarnerMedia, a cui ha rivolto anche alcune domande proprio riguardo allo spin off successivamente cancellato.

Spesero più di 30 milioni di dollari per il prequel spin off su Il Trono di Spade a cui stavano lavorando quando sono subentrato io. E quando ho visto che venne cancellato poco dopo il mio arrivo ho detto [a Casey Bloys, chief content officer di HBO] che si trattava di un prodotto non in linea con quello originale, e lui non ha avuto nulla da ridire al riguardo. Abbiamo quindi tristemente deciso di non proseguire con la sua lavorazione. C’era molta pressione al fine di rendere al meglio questo progetto e non credo che avrebbe funzionato.

Game of Thrones

Nonostante la chiusura di questo progetto però sappiamo bene che HBO non ha abbandonato l’idea di realizzare degli spin off della serie di successo Il Trono di Spade, avendo annunciato il prequel House of Dragons, di cui è uscito un primo trailer, incentrato sulla casata dei Targaryen. Il cast dei dieci episodi di cui è composto vede anche Paddy ConsidineEmma D’ArcyOlivia Cooke, Matt Smith e Rhys Ifans. Pur non essendoci ancora una data di uscita precisa, la serie uscirà nel corso del 2022. Tutte le stagioni de Il Trono di Spade sono attualmente disponibili in formato home video su Amazon.

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Ecco quanto è costata la cancellazione del primo spin off de Il Trono di Spade ad HBO

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Steam Deck: la confezione finale della console è stata mostrata, ecco le immagini

Steam Deck
Steam Deck

Valve ha svelato la confezione finale di Steam Deck, in attesa della distribuzione prevista per febbraio 2022. Come potete vedere qui sopra e poco sotto tramite la galleria, Valve ha condiviso una serie di immagini che mostrano il pacchetto e il contento.

Valve ha detto che ha recentemente completato il prototipo finale di Steam Deck prima della produzione, che ora sta testando e preparando per l’invio agli sviluppatori, anche se si aspetta di fare alcune piccole modifiche aggiuntive al prodotto finale.

Ecco la galleria di immagini di Steam Deck.

Ricordiamo che Steam Deck era inizialmente prevista per dicembre 2021, ma Valve ha recentemente rimandato la data di uscita di due mesi a causa dei limiti di approvvigionamento ai materiali necessari per la produzione.

Valve ha anche detto che non ha intenzione di realizzare esclusive per Steam Deck in quanto si tratta di un PC e tale deve rimanere. Secondo i report, la compagnia è comunque impegnata nello sviluppo di giochi che siano adatti ai controlli di Steam Deck.

Un esempio è Citadel: nuovo gioco di Valve per Steam Deck, è un mix tra Half-Life e un RTS per un dataminer.

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Steam Deck: la confezione finale della console è stata mostrata, ecco le immagini

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Battlefield 2042: le vendite sembrano altissime al lancio, nonostante le polemiche

Battlefield 2042 potrebbe aver avuto un lancio di grande successo, nonostante sia stato tempestato di polemiche da parte degli utenti, almeno secondo i dati non ufficiali sulla prima settimana diffusi da un insider, che dimostrano come le vendite dei primi giorni siano quasi da record.

Il solito Tom Henderson, giornalista e insider che ha rappresentato sempre una fonte di informazioni piuttosto affidabile soprattutto per quanto riguarda Battlefield e Call of Duty, ha riferito che Battlefield 2042, nella prima settimana, ha fatto registrare 4,23 milioni di copie vendute, una quantità che lo pone ai vertici della serie.

Come visibile dal confronto con gli altri capitoli, se queste vendite venissero confermate si tratterebbe del secondo miglior risultato della serie dopo Battlefield 3, che aveva fatto registrare 4,68 milioni nella prima settimana, ma è comunque un risultato veramente impressionante considerando anche la vicinanza di altri titoli di grosso calibro e soprattutto le grandi polemiche che si sono scatenate in questo periodo sullo stato in cui versa Battlefield 2042, tra problemi tecnici e mancanze varie.

Proprio ieri, Electronic Arts ha annunciato la volontà di rivoluzionare l’intera serie, creando una sorta di universo connesso di Battlefield e affidando il coordinamento del tutto a Vince Zampella, fondatore di Respawn Entertainment, con anche Marcus Lehto, padre di Halo, a supportare il progetto con il suo nuovo team.

Visti i risultati che sembrano trapelare in queste ore, non stupisce che EA abbia deciso di investire ancora di più in Battlefield, in effetti, anche se pare che il pubblico abbia comunque apprezzato la sua impostazione tradizionale, a giudicare dalle vendite incredibili. In ogni caso, attendiamo l’arrivo di dati ufficiali al riguardo.

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Battlefield 2042: le vendite sembrano altissime al lancio, nonostante le polemiche

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Godfall Challenger Edition del PS Plus “non è una demo”, insistono gli sviluppatori

Questa settimana, Sony ha confermato i giochi del PS Plus di dicembre 2021. Tra questi vi è anche Godfall Challenger Edition, una versione parziale del gioco di Counterplay che non ha esattamente convinto i giocatori. Il team di sviluppo ha però affermato che la Challenger Edition “non è una demo“, ma una nuova versione a basso prezzo con funzioni limitate.

Si tratta in pratica di una nuova edizione del gioco che include meno contenuti, ma che costa meno: il prezzo ufficiale della Godfall Challenger Edition è di 14.99 dollari e sarà disponibile all’acquisto dopo la fine del periodo gratuito. Ciò detto, è chiaro che il pubblico console potrebbe comunque non apprezzare la scelta, visto che il gioco fa parte di un abbonamento che è stato pagato. Di norma il PS Plus include titoli completi.

Godfall
Godfall

Godfall Challenger Edition sarà disponibile anche su Epic Games Store dal 9 dicembre 2021. In tal caso, però, si tratta di un gioco gratis al 100% e che – una volta reclamato – sarà dell’utente per sempre.

Diteci, cosa ne pensate del fatto che non sia una demo ma una versione speciale a contenuti limitati? Godfall Challenger Edition vi interessa, oppure a dicembre vi dedicherete ad altro?

Ecco gli altri giochi del PS Plus di dicembre 2021.

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Godfall Challenger Edition del PS Plus “non è una demo”, insistono gli sviluppatori

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Scoprite la Top 10 2021 su Facebook ed Instagram!

Meta, l’azienda a cui fa capo tutto il gruppo Facebook, ha svelato quelli che sono stati i principali topic di discussione su Facebook e Instagram nel corso del 2021, che ormai a tutti i servizi online piace riassumere a modo loro.

Ma come la fai la classifica di un social network, soprattutto uno a stampo molto fotografico come Instagram? Semplice: “misurando le parole” nei post e nei commenti, e registrando quelle che hanno avuto picchi di utilizzo, raggruppandoli poi per aree tematiche in modo da dare maggiore contesto ai risultati. Pronti quindi a ripercorrere il 2021 in poche parole? Via!

ATTUALITÀ

Ovviamente si parla di “emergenza” e “vaccino”, ma anche di criptovalute, con “bitcoin” sulla bocca di tutti, in quello che per molti versi è stato l’anno della consacrazione del mondo delle cripto. Interessante la comparsa di “ibernazione“: forse speravamo in futuro migliore?

  • bitcoin
  • ibernazione
  • intelligenza artificiale
  • stato di emergenza
  • vaccino

IDENTITÀ DI GENERE

Il dibattito in merito all’identità di genere ha animato sia il mondo politico che quello sociale, e probabilmente non mancherà di farlo anche nel 2022, vista la natura della questione. Di fatto il nome di questa macro-categoria dice già tutto.

  • eterosessualità
  • identità di genere
  • lesbismo
  • orientamento sessuale
  • transfobia

TEMI SOCIALI

Non solo identità di genere però, che in fondo potrebbe rientrare fra i temi sociali, ma anche tanti altri argomenti, spesso spinti da fatti di cronaca non certo edificanti

  • disabilità
  • diritti umani
  • divorzio
  • femminicidio
  • genocidio

SOSTENIBILITÀ

Le tematiche ambientali sono un altro di quegli argomenti che animeranno il dibattito negli anni a venire, e la consacrazione dell’elettrico come alternativa ai combustibili fossibili è solo la punta dell’iceberg.

  • auto elettrica
  • mobilità sostenibile
  • pannello solare termico
  • pompa di calore
  • risparmio energetico

TERRA

Collegato al tema della sostenibilità, c’è quello del nostro pianeta in generale. Greta Thunberg, i Fridays for Future, la Conferenza Cop26 non compaiono nell’elenco, ma ci sono comunque indirettamente se guardate le tematiche presenti.

  • biodiversità
  • clima
  • delfini
  • livello del mare
  • ora della Terra

SALUTE E BENESSERE

Non si parla tanto di Covid in questa categoria, quanto della salute in generale, perché del resto abbiamo capito quanto importante sia prendersi cura sempre di noi stessi, no?

  • pilates
  • pole dance
  • psicoterapia
  • respirazione
  • vegetarianismo

ARTE, CULTURA

Domanda provocatoria: conoscevate tutti i nomi elencati qui sotto?

  • Banksy
  • Eurovision
  • Frida Kahlo
  • MAR (Museo d’Arte della città di Ravenna)
  • Pagliacci (Opera di Leoncavallo)

VIAGGI

Non siamo ancora pronti per viaggiare, non come un tempo, ed infatti cosa cercano gli italiani? L’Italia!

  • Cesenatico
  • Costiera Amalfitana
  • Isole Eolie
  • Monte Conero
  • Polignano a Mare

Ma poi ci sono anche le mete straniere, tutte piuttosto vicine in realtà:

  • Corfù
  • Lisbona
  • Monte Carlo
  • Parigi
  • Praga

SPORT

Nell’anno in cui “abbiamo vinto tutto”, c’è meno Italia di quanto avremmo pensato nella classifica sportiva:

  • Giochi Olimpici estivi
  • José Mourinho
  • Leonardo Bonucci
  • Paulo Dybala
  • UEFA Europa League

COLONNE SONORE

Meta cerca di sconfinare un po’ in un campo non propriamente suo, offrendoci uno spaccato delle canzoni più utilizzate nelle Stories su Facebook e Instagram e nei Reels su Instagram nel corso del 2021:

  • Cold Heart di Elton John feat. DuaLipa
  • Finchè non mi seppelliscono di Blanco
  • La più Bella di Mecna
  • MAMMAMIA dei Måneskin
  • My Heart Goes (La Di Da) di Becki Hill

Se siete arrivati fino a qui, concedeteci di farvi una domanda: vi riconoscete in questi “trending topic” su Facebook ed Instagram, oppure non vi appartengono? Il “vostro” 2021 è stato molto diverso da quello dipinto da Meta?

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Scoprite la Top 10 2021 su Facebook ed Instagram!

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