Selfie stick, premium in funzionalità e sconto

Anche solo per avere il telefono in una posizione più comoda durante una live o per la registrazione di un vlog da smartphone, ecco che un selfie stick diventa la scelta migliore da adottare. Su Amazon le proposte sono tantissime, ma quella di ELEGIANT ci ha colpito. Il prodotto appare infatti molto economico (meno di 9 euro) e incredibilmente robusto, ma soprattutto gode di tantissime recensioni positive. Di fatto, con soli 8,79 euro  potrete portarvelo a casa, pronto per essere utilizzato in ogni contesto. E con alcuni “plus” che possono fare la differenza.

Bastone per selfie ELEGIANT: mai più senza

In primo luogo, un bastone per i selfie è un’ottima alternativa ai crampi muscolari. Camminare per ore con il telefono  in mano ad altezza viso, fidatevi, non è proprio il massimo della comodità. In secondo luogo, il gadget è wireless! Cosa significa? Che non avrete bisogno di cavi, cavetti e cavacci. Solo la connessione senza fili e un pulsante apposito da premere. That’s it.

Selfie stick in offerta

Per l’accoppiamento rapido bastano tre secondi soltanto e il gioco è fatto. Si può anche scattare un selfie a distanza tramite un pulsantino presente sul manico. Il prodotto di ELEGIANT appare inoltre robusto e stabile. L’asta è estendibile fino a 70 centimetri e il supporto può reggere anche gli smartphone più grossi e pesanti, senza alcun problema.

Come se non bastasse, avrete un interruttore di scatto remoto BT da attivare a distanza e l’asta si può utilizzare anche come piccolo treppiedi, grazie all’ampia versatilità del gadget stesso. La batteria si può cambiare (comprandone una after-market): stiamo parlando di un’unità CR1632. Ad ogni modo, il costruttore assicura un utilizzo per più di 5000 selfie. Il vostro account Instagram sarà salvo! In confezione inoltre, si trova anche una sacca per il trasporto in mobilità.

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Persona e Shin Megami Tensei: storia e differenze

Con Persona 5 Atlus ha compiuto un’impresa di cui alcuni anni fa si sentiva davvero il bisogno: dimostrare che è possibile creare un JRPG dall’animo classico, ma allo stesso tempo moderno nell’esecuzione. Il titolo uscito nel 2016 è senza dubbio uno dei migliori titoli di questa generazione, tanto incensato dalla critica quanto premiato dagli utenti con vendite record. Ma il suo esito più soddisfacente è stato soprattutto la creazione di migliaia nuovi fan che con questo capitolo hanno scoperto una serie troppo a lungo rimasta di nicchia.

Il risultato è che mai come prima le opere Atlus sono seguite dagli utenti. In moltissimi hanno letteralmente lanciato soldi a Persona 5 Royal, quelli provvisti di Nintendo Switch attendono con ansia la data di uscita occidentale di Persona 5 Scramble (che purtroppo ancora tarda ad arrivare), e già qualcuno freme per l’annuncio di Persona 6. Persino Tokyo Mirage Sessions ♯FE Encore ha avuto un piccolo riscatto surclassando le vendite della versione originale per Wii U.

Persona 5 è stato insomma una felice scoperta per tanti giocatori, ma non tutti conoscono le origini e la storia della serie. Tant’è che dopo il Nintendo Direct Mini dello scorso luglio potreste essere tra quelli rimasti spiazzati nel vedere nei trailer di Shin Megami Tensei III Nocturne Remastered e Shin Megami Tensei V gli stessi demoni visti in Persona 5. O magari sapete già della parentela tra le due saghe, ma non sapete in che misura sono accomunate, e soprattutto se i nuovi titoli annunciati potrebbero fare al caso vostro. Nel qual caso mettetevi comodi e lasciatevi accompagnare nei meandri dell’oscuro universo Atlus.

Shin Megami Tensei V demons

Anche se da noi è ancora poco diffusa, la saga di Shin Megami Tensei (SMT) è estremamente seguita in Giappone, dove nella scala dei JRPG più popolari si piazza al terzo posto subito dopo Dragon Quest e Final Fantasy. Tale successo è da ricondursi ai temi contenuti nei capitoli di esordio che, a cavallo tra gli anni ’80 e ’90, fecero particolare presa sul pubblico giapponese. Ma non ci soffermeremo su questo in questo articolo.

Il primissimo titolo della serie Digital Devil Story: Megami Tensei uscì nel lontano 1987 e nel 1992 uscì il primo Shin Megami Tensei. I giochi della serie sono generalmente ambientati in contesti apocalittici o post-apocalittici: situazioni di crisi di proporzioni globali, o persino extra-dimensionali, in cui la popolazione mondiale è a rischio decimazione, spesso coinvolta nel mezzo della battaglia tra potenze divine per la supremazia sull’ordine universale. I protagonisti di turno sono chiamati a risolvere la situazione utilizzando come alleati i vari demoni che si sono manifestati sulla Terra.

Nel 1994 uscì poi Shin Megami Tensei If…, un capitolo atipico rispetto al mood usuale che, come il nome suggerisce, mette in scena un “what if”, una situazione ipotetica in cui gli eventi del primo SMT non sono mai accaduti. A differenza dei capitoli precedenti, If… è ambientato in una scuola giapponese e la minaccia che i protagonisti liceali devono scongiurare è di portata inferiore, benché coinvolga comunque un’invasione di demoni. Il titolo ricevette una buona accoglienza da critica e giocatori e ciò spinse Atlus a creare un capitolo spin-off vero e proprio: Revelations: Persona. Fu proprio questo il primo capitolo della serie (pur essendo uno spin-off) a varcare i confini del Giappone e ricevere una release occidentale, anche se solo negli USA.

Persona

A differenza della serie principale, quella di Persona ha un approccio narrativo diverso, più concentrato su temi personali e sociali, generalmente affrontati dalla prospettiva di studenti liceali alle prese con situazioni normalmente troppo grandi per loro, in cui il loro sviluppo personale ha un ruolo centrale. Nel corso del tempo Persona è andata sempre più camminando sulle sue gambe; nonostante i fan più duri e puri generalmente ritengono che il secondo capitolo sia il migliore, è stato Persona 3 a contribuire maggiormente alla sua identità come franchise a sé stante introducendo la progressione con elementi sim e i Social Link (che in P5 corrispondono ai Confidant).

A questo punto vi starete chiedendo in cos’altro sono accomunate e quali sono le differenze tra le due serie. In termini generali sia SMT che Persona hanno a che fare con l’esplorazione di una versione distorta e sovrannaturale del mondo, con il coinvolgimento di creature ed elementi occulti. Tutti i loro capitoli sono a sé stanti e possono essere giocati singolarmente (fatta eccezione per Persona 2 che ha due capitoli contigui). Le lunghe sessioni nei dungeon e i ricorrenti combattimenti a turni in perfetto stile JRPG sono alla base del gameplay di entrambe. Col tempo i rispettivi combat system si sono progressivamente arricchiti di ulteriori elementi come il sistema di fasi lunari e meteo, o il Turn Press system che aggiunge un turno extra quando si colpisce la debolezza dell’avversario.

Una differenza importante di lore alla base è che in SMT le creature sovrannaturali coinvolte sono demoni e divinità veri e propri, sebbene non esattamente immortali o immanenti, e alcuni di essi possono far parte del proprio gruppo come entità a sé stanti. In Persona tali esseri sono inquadrati nel concetto junghiano di maschere archetipiche dell’inconscio, e in quanto tali sono veicolati dai personaggi coinvolti nella storia. Per fare un paragone pratico: mentre in P5 avete il vostro team di personaggi che evocano il proprio persona, in SMTIII Nocturne il protagonista principale è affiancato da una squadra di demoni/divinità veri e propri che potrete customizzare.

Shin Megami Tensei III Nocturne

Cosa aspettarsi da Shin Megami Tensei se si parte da Persona, dunque? Innanzitutto un focus maggiore sul gameplay puro piuttosto che su una storia ricca di cutscene, e un livello di sfida più austero. L‘avanzamento scandito in giorni è assente, le sessioni nei dungeon sono generalmente più lunghe, impegnative e costellate da combattimenti più frequenti. Quindi se il sistema di combattimento di Persona vi piace particolarmente, con SMT potrete farne una scorpacciata a un livello mediamente più alto.

A questo si accompagna anche una maggiore personalizzazione del party: mentre in Persona il protagonista è affiancato da compagni che dispongono di un solo persona (questo almeno da P3 in poi), in SMT potete scegliere tra tutti i demoni che avete arruolato, e di ciascuno di essi avrete modo di personalizzare il set di abilità; un po’ come una squadra di Pokémon, se vogliamo. Ecco perché la negoziazione con i demoni (che in Persona 3 e 4 era assente) ha un ruolo ancora più importante.

Shin Megami Tensei III Nocturne

In termini di storia Shin Megami Tensei si discosta decisamente dai toni da anime e dai momenti di leggerezza tipici di Persona. Entrambe le serie affrontano temi importanti, ma mentre quelli di Persona sono tendenzialmente più umani e sociali, quelli di SMT hanno una portata concettuale più vasta, calcano la mano sugli elementi occulti ed esoterici, e vedono solitamente al centro degli eventi una contesa tra massimi sistemi di moralità in un’ambientazione cupa.

Da una parte abbiamo la fazione della Legge, che sostiene l’ordine sotto il governo assoluto di Dio, tende alla privazione del libero arbitrio e alla dittatura, e ambisce a un regno millenario per pochi eletti che accettano di riverire il loro Signore; l’estremo opposto è quello del Caos, associato con Lucifero, che sostiene invece la libertà di scelta e di azione in senso assoluto, e come tale è un’ideologia anarchica che tende a una società primordiale dove vige la sopravvivenza del più forte. Da precisare che nessuno dei due modelli è considerato buono o cattivo in senso assoluto; ciascuna ha dei pro e dei contro e starà al giocatore fare i conti con quale si sente più affine.

Durante il suo viaggio nei vari titoli di SMT, il protagonista di turno può scegliere quale delle due ideologie seguire e schierarsi a favore di Dio o di Lucifero per combattere la sua nemesi. Oppure può scegliere il percorso “Neutrale” che rifiuta entrambi i sistemi assoluti e gli interventi divini per tracciarne uno intermedio, facendosi quindi il campione dell’umanità che si autodetermina, ma mantenendo a tutti gli effetti lo status quo. Quale che sia l’allineamento scelto, la trama prenderà una piega diversa, gli alleati e i boss finali da affrontare cambieranno e si raggiungerà un finale coerente alla vostra scelta.

Shin Megami Tensey IV

Come avete avuto modo di leggere, sia Shin Megami Tensei che Persona sono particolarmente adatti ai giocatori che cercano storie dai temi importanti. Nonostante siano parte dello stesso universo, le due serie ormai camminano ognuna per la propria strada, anche se quella di Persona ha superato in popolarità la sua genitrice, anche grazie alla sua maggiore accessibilità. Se avete una mentalità abbastanza aperta da non essere offesa dalla critica religiosa e dalla simbologia occulta, e se siete alla ricerca di una sfida in stile JRPG classico, vi consigliamo di dare una chance alla saga di SMT.

La remaster del terzo capitolo annunciata per Nintendo Switch è l’occasione perfetta per provare uno dei migliori capitoli della serie, e Shin Megami Tensei V promette molto bene, quindi teneteli d’occhio su queste pagine.

Se non avete ancora giocato a Persona 5 Royal è davvero il caso che rimediate acquistandolo nella bellissima versione limitata con steelbook a questo link.

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Impastatrice Kenwood KMX750AW a 269€ nel Solo per oggi MediaWorld!

Oltre alle grandi offerte dedicate al gaming presentate ieri da Mediaworld, sullo store continuano anche le ottime occasioni del Solo per Oggi, dove vi ricordiamo, un gran numero di prodotti vengono scontati anche del 40%, ma solamente fino a mezzanotte. Grazie al vasto numero di prodotti presente nel catalogo virtuale di MediaWorld, gli articoli in offerta sono sempre tanti e spaziano fra smartphone, televisori, piccoli e grandi elettrodomestici e tanti altri oggetti tech, compresi dispositivi per la mobilità elettrica.

 Kenwood KMX750AW

L’offerta che risalta maggiormente tra quelle odierne, riguarda l’impastatrice Kenwood KMX750AW che può esser acquistata a soli 269,99€ anziché ai soliti 400,00€ di listino. Questa impastatrice è composta da una struttura in metallo pressofuso che gli conferisce un design morbido ed avvolgente, adatto allo stile di qualsiasi cucina, e grazie alle sue 6 velocità di lavorazione è in grado di svolgere un gran numero di compiti. Kenwood KMX750AW  monta un recipiente in acciaio inossidabile, capiente ben 5 litri, dotato sia di una impugnatura ergonomica, che di un pratico paraschizzi trasparente con tanto di apertura per l’aggiunta degli ingredienti.

Il potente motore da 1000W rende i movimenti di Kenwood KMX750AW perfetti per amalgamare e miscelare gli ingredienti una volta inseriti, ed i comandi intuitivi e chiari, ne facilitano l’utilizzo anche per i meno esperti. Incluse nella confezione sono presenti anche alcuni accessori in metallo come la frusta k, il gancio impastatore e la frusta a filo, ed inoltre è possibile aggiungere (acquistandoli separatamente) altri componenti come il tritacarne, il torchio oppure la sfogliatrice. Il corpo motore basculante rende immediata la rimozione del contenitore, ed un sistema di blocco impedisce al miscelatore di funzionare quando è in posizione alzata, per una maggiore sicurezza in cucina.

Mediaworld Solo per oggi

Oltre a Kenwood KMX750AW le offerte del Solo per Oggi di MediaWorld coinvolgono un gran numero di prodotti, e per questo il nostro consiglio è quello di visitare la pagina relativa dello store, così da trovare quello giusto per voi. Prima di farvi perdere fra gli scaffali virtuali di MediaWorld, vogliamo ricordarvi ancora una volta di iscrivervi ai nostri quattro canali Telegram dedicati alle offerte, dove sarete costantemente aggiornati sulle ultime offerte relative a tecnologia, hardware, smartphone e prodotti cinesi, come Huawei e Xiaomi. Se cercate invece dei buoni sconto da utilizzare per i vostri acquisti date un’occhiata alla nostra pagina speciali Codici Sconto.

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Watch Dogs Legion, Londra in rivolta | Recensione

Tra poche settimane arriveranno finalmente sul mercato Xbox Series X e PlayStation 5, l’attesissima next gen che tutti stanno più o meno avidamente aspettando. Un lancio che, nonostante il comprovato aspetto tecnico delle piattaforme da gioco di Microsoft e Sony, non sarà purtroppo contraddistinto dal numero di esclusive, che mai come in questo inizio di generazione sembrano latitare. A venire in soccorso di noi giocatori è però in questi ultimi mesi del 2020 fortunatamente Ubisoft, con il publisher transalpino che in poco più di un mese uscirà sul mercato con dei veri e propri pezzi di novanta. Una scoppiettante tripletta, completata da Assassin’s Creed Valhalla e Immortal Fanyx Rising, che avrà inizio domani, il 29 ottobre, con Watch Dogs Legion, terzo capitolo della celebre saga free roaming in uscita su PS4, Xbox One, PC, Google Stadia e, a breve, ovviamente anche su next gen.

Watch Dogs Legion

Una serie decisamente interessante, in grado di appassionare fin dal 2014, anno di lancio del primo anticipatissimo capitolo, ma mai capace di convincere fino in fondo e di imporsi come uno dei franchise più grossi e apprezzati del settore, nonostante delle innegabili qualità di fondo. Watch Dogs Legion, come vi abbiamo raccontato nella nostra anteprima, sembra avere tutte le carte in regola per provare a raggiungere tale obiettivo e, dopo aver esplorato in lungo e in largo la distopica Londra, siamo ora finalmente pronti a raccontarvi meglio di questa terza incarnazione della saga.

Watch Dogs Legion: tra politica e distopia

Watch Dogs Legion è ambientato in una Lontra orientata una decina di anni post Brexit, in cui le tecnologie di cui stiamo vedendo ora i semi, come le auto a guida autonoma e i droni, hanno preso ampiamente piede e sono oramai delle solide realtà. La capitale d’Albione funziona quindi come un oliato meccanismo, dove ogni singolo compito possibile è stato automatizzato e demandato alle macchine e ogni processo è stato ottimizzato all’inverosimile. Una situazione per alcuni idilliaca, per altri opprimente, che in Watch Dogs Legion assume presto i contorni peggiori possibili, ossia quelli relativi all’inesistenza della privacy e alla sottrazione della libertà dei cittadini.

Watch Dogs Legion

Ma come si è arrivati a tutto ciò? Il motivo è presto detto: nei primissimi istanti di gioco Londra viene infatti dilaniata da degli orrendi attentati, che causano centinaia e centinaia di vittime. Degli attacchi dritti al cuore della capitale d’Inghilterra, con la classe dirigente londinese che si trova costretta obtorto collo a cedere il potere marziale a tale Nigel Cass, leader dell’organizzazione paramilitare Albion. Una situazione che ben presto assume delle atmosfere distopiche, con Londra ghermita in un regno del terrore nel nome della sicurezza.

A rendere il clima ancor più pesante è poi Mary Kelley, spietata leader della più grande organizzazione criminale cittadina, e Zero Day, misteriosa figura che ha incastrato l’oramai arcinoto DedSec, facendo passare all’opinione pubblica gli appartenenti al collettivo hacker come dei veri e propri terroristi, nonché come autori della serie di attentati sopracitati.

Una trama che si dipana quindi su più livelli, andando a toccare numerose tematiche care alla società dei giorni nostri, come il sempre maggior ruolo della tecnologia, l’invasione della privacy e la privatizzazione di elementi cardine della società. Un gioco quindi politico, come del resto i precedenti episodi della saga, ma che fortunatamente riesce a non oltrepassare quasi mai il limite e a non banalizzare eccessivamente alcuni concetti, come successo ad esempio nel fin troppo scanzonato secondo capitolo. Watch Dogs Legion ci regala anzi talvolta anche dei discreti spunti di riflessione. Certo, non stiamo sicuramente parlando di un’opera filosofica, ma fa piacere vedere come un titolo mainstream come Watch Dogs Legion riesca, nel suo intrattenimento, a provare a offrire un qualcosa di più al videogiocatore.

L’unione fa la forza

Uno dei punti di forza di Watch Dogs Legion, nonché colonna portante dell’intera campagna di marketing del titolo fin dalla sua presentazione, è sicuramente quella relativa al poter impersonare praticamente qualsiasi personaggio ci troveremo dinnanzi nelle nostre scorribande per Londra. Niente più singolo eroe quindi, ma una totale libertà da parte del giocatore di poter scegliere con chi portare avanti le vicende del gioco.

La scelta non è fortunatamente solo estetica e ogni abitante della capitale d’Albione avrà le proprie caratteristiche personali, che lo rendono differente dagli altri. Tra la spia dotata di gadget avveniristici all’ubriacone che ci farà scoprire dagli avversari singhiozzando, in Watch Dogs Legion le possibilità sotto tale punto di vista sono veramente tante. Da non dimenticare sono poi tutte quelle skill passive di cui beneficerà indirettamente l’intera squadra, come l’avvocato che ridurrà i periodi di detenzione dei nostri personaggi catturati. Se non abilitiamo l’opzione permadeath, infatti, i nostri attivisti, qualora venissero sconfitti, verranno o arrestati o si infortuneranno, restando indisponibili per un determinato periodo di tempo, che può appunto essere ridotto reclutando individui con determinate capacità.

Watch Dogs Legion

Quello che fa però storcere il naso è che mentre certe abilità/gadget sono chiaramente proprietarie di un particolare attivista, vedi ad esempio le spiccate capacità combattive di un pugile, altre, nonostante possano essere teoricamente condivise senza troppi problemi tra i vari membri del DedSec, non possono invece essere trasferite. Stiamo parlando ad esempio del poter usare un’arma che non sia tra quelle di default se il nostro personaggio non presenta l’apposito tratto, con i nostri personaggi che non potranno neanche raccogliere quelle cadute ai vari nemici a terra. Una scelta giustificata dal voler incentivare i giocatori a cambiare il più possibile personaggio, rendendoli così maggiormente diversi tra di loro, ma che scade purtroppo in evidenti incongruenze.

Dove Ubisoft è invece riuscita a fare centro è nel principale dilemma che aveva accompagnato l’innovativo sistema di Watch Dogs Legion, ossia la paura del ritrovarsi a impersonare delle sorta di manichini privi di storia e background. Fortunatamente non è così e, sebbene per forza di cose gli attivisti londinesi non possano fregiarsi della profondità di un Aiden Pierce qualsiasi, è chiaro come il lavoro fatto sotto tale punto di vista sia molto e di qualità. Ogni personaggio in cui ci imbatteremo avrà infatti un proprio semplice background, un motivo per odiare Albion e una missione sempre diversa da completare per essere reclutato.

Apprezzabile è poi il fatto di come la Londra di Watch Dogs Legion sia composta da un tessuto sociale all’apparenza fitto e non solo da tutta una serie di npc a sé stanti. Ci è ad esempio capitato di reclutare nelle nostre fila un attivista precedentemente schedato liberando un suo amico da uno dei tanti pestaggi di Albion in cui ci imbatteremo nel corso del titolo. Insomma, se avevate paura della resa del sistema di personaggi imbastito da Ubisoft per l’occasione avrete di cui ricredervi e, per quanto non perfetto, sarebbe stato veramente difficile fare tanto di meglio sotto tale punto di vista.

Novità e vecchie certezze

Per quanto riguarda il gameplay vero e proprio Watch Dogs Legion ricalca quanto visto in passato, anche se alcune meccaniche sono state semplificate. I semafori, ad esempio, non sono ora più hackerabili a piacimento e anche le possibilità di interazione digitale coi vari npc che troveremo in giro sono state ridotte, visto che, oltre che distrarli tramite disturbi al cellulare, poco ci potremo fare. Tornano invece in grande stile gli oramai iconici puzzle ambientali, in cui dovremo ricreare il flusso informativo di un determinato luogo, questa volta anche in alcuni dei più iconici edifici londinesi. Ubisoft ha concentrato le principali novità di questo capitolo nei vari gadget, che ci permetteranno di affrontare le varie sfide del titolo in diverso modo. A nostra disposizione avremo ad esempio un device che ci rende temporaneamente invisibili e diverse tipologie di droni.

Watch Dogs Legion

Lo spiderbot, in particolare, è uno delle trovate più belle di questo capitolo, con il piccolo drone dalle molteplici zampe che riesce a rivelarsi funzionale al gameplay e anche decisamente gradevole da utilizzare. Grazie ad esso potremo infatti infiltrarci in ogni dove, raccogliere oggetti nascosti e anche atterrare nemici, il tutto nella fluidità e nel dinamismo più totale. Una delle missioni più belle del gioco ci vedrà ad esempio intenti a scalare il Big Ben con lo spiderbot, saltando tra gli ingranaggi e i meccanismi del celeberrimo orologio. Potenzialità, quelle di questa meccanica, che Ubisoft non si è fatta sfuggire, visto che nei primi mesi dopo il lancio, tra i diversi contenuti aggiuntivi gratuiti, arriverà una modalità PVP in cui dovremo controllare proprio il peculiare drone in delle battaglie all’ultimo sangue contro altri giocatori online.

Spiderbot che, così come gli altri gadget, ci torneranno utili nelle varie missioni di gioco che, nonostante si riconducano nella maggior parte dei casi al solito leitmotiv composto da esplorazione e, successivamente, intrusione in una struttura avversaria, riescono a rivelarsi sempre godevoli. Il bello di Watch Dogs Legion risiede proprio nella scelta data ai giocatori, con gli utenti che potranno scegliere tra miriadi di opzioni per portare a compimento una determinata quest. Infiltrarsi in un luogo con un determinato vestito per non destare sospetti, fare piazza pulita degli avversari e raggiungere l’obiettivo con le armi in pugno, appostarsi fuori dalla zona vietata e far fare tutto al proprio drone: le possibilità offerte da Ubisoft in questo caso sono veramente tante e, anche se le missioni talvolta finiscono per assomigliarsi in quanto a struttura, difficilmente vi troverete ad annoiarvi in Watch Dogs Legion.

Watch Dogs Legion

Per quanto riguarda invece la struttura open world, Watch Dogs Legion presenta la classica struttura del genere. La mappa di gioco, costellata ovviamente di collezionabili di vario genere, è infatti suddivisa in differenti macro-zone, che potremo liberare completando in ognuna di esse una manciata di missioni dedicate. Depistaggio, sabotaggio e furto d’informazioni: queste sono solo alcune dei compiti che dovremo completare per aver accesso alla missione finale di ogni singolo distretto, che ci permetterà di accendere la scintilla della rivolta in tale quartiere e avere anche accesso a un potente attivista, che si unirà alla nostra causa per ringraziarci di quanto fatto nel loro spicchio di Londra.

Dove resta ancora spazio di manovra è invece nel sistema di guida, da sempre un tallone d’Achille della saga e che neanche questa volta è stato adeguatamente sistemato, e nell’intelligenza artificiale dei vari NPC. Nel corso della nostra avventura nella Londra di Watch Dogs Legion abbiamo infatti visto a riguardo un po’ di tutto, a partire da avversari incastrati in elementi dello scenario, passando per guardie che pattugliando una stanza salgono random su una scrivania nel loro tragitto, fino ad arrivare a cittadini che passeggiano ignari e felici nel bel mezzo di una sparatoria o tra i cadaveri. Ci è capitato poi di hackerare un veicolo di un passeggero, che è presto sceso in preda alla paura, per poi sottrarglielo da sotto il naso senza scatenare in lui nessuna reazione. Per quanto poi non riguardi certo il campo dell’IA, per quale motivo poi buona parte delle macchine che circolano nelle strade di Londra sono senza passeggeri? Tanti piccoli dettagli che vanno però ad inficiare sulla verosimiglianza della bellissima Londra di Watch Dogs Legion.

Una città da esplorare

Per quanto riguarda la creazione della capitale d’Albione c’è infatti solo che da togliersi il cappello dinnanzi a Ubisoft, che ha saputo come sempre cogliere l’essenza stessa della città e racchiuderla all’interno di Watch Dogs Legion nel migliore dei modi. È quasi sconcertante osservare con quanta cura Londra sia stata riprodotta nel titolo, con i turisti abituali, così come gli habitué della città della corona, che potranno perdersi tra le sue strade e i suoi bellissimi edifici, in una sorta di turismo virtuale, mai come al giorno d’oggi gradevole.

Watch Dogs Legion

Graficamente Watch Dogs Legion è poi decisamente bello da vedere anche giocato su Xbox One X. Dove purtroppo, almeno la versione per l’attuale ammiraglia di casa Microsoft soffre eccessivamente, è in un numero assolutamente eccessivo di pop-up. Guidare e vedere droni e auto sparire/apparire a poco più di dieci metri davanti a noi è un’esperienza non proprio divertente e lascia abbastanza l’amaro in bocca. Per il resto il tutto è invece decisamente di valore e, tranne in tali sezioni, Watch Dogs Legion riuscirà a sorprendervi positivamente anche sul lato tecnico, dove il framerate è granitico anche nelle situazioni più concitate.

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Watch Dogs Legion, Londra in rivolta | Recensione

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Cupra Ateca, in Italia arriva il restyling: dotazioni e prezzi

Arriva in Italia il restyling della Cupra Ateca. Il marchio spagnolo fa sapere che la versione rinnovata del suo SUV potrà essere acquistata con un prezzo di lancio a partire da 40.700 euro o con la possibilità di un acquisto a rate da 389 euro al mese, con un equipaggiamento incluso nell’offerta che comprende Sistema di Navigazione con display touch da 9,2 pollici, Cupra Virtual Cockpit da 10,25 pollici, cerchi in lega Machined Sport Black/Silver da 19 pollici, fari Full LED, quattro terminali di scarico, sedili sportivi avvolgenti in Dinamica nera, sistema per la chiamata di emergenza e-Call e Cruise Control Adattivo (ACC).

I dettagli economici delle offerte di lancio sono disponibili all’interno del sito del marchio spagnolo.

SUV SPORTIVO

Del restyling della Cupra Ateca ne abbiamo già parlato in passato ma riassumiamo le principali novità. Parlando del design, il frontale si caratterizza per un nuovo disegno dei paraurti e dei fari a LED. La parte superiore della griglia a nido d’ape sfoggia il logo Cupra al centro e una nuova cornice con finitura in alluminio scuro, mentre nella parte inferiore emergono il diffusore in alluminio scuro e i fari fendinebbia, ora di serie.

Dietro, invece, troviamo i nuovi fari Full LED con gli indicatori di direzione dinamici e quattro terminali di scarico. Cupra Ateca misura 4.386 mm lunghezza x 1.599 mm altezza x 1.841 mm larghezza. Il passo è di 2.630 mm. Internamente, invece, spiccano in particolare il Virtual Cockpit e il nuovo sistema di navigazione con display touch da 9,2 pollici. Sul fronte dei motori, il SUV spagnolo dispone del 2.0 TSI 300 CV (221 kW) 4Drive DSG. Ottime le prestazioni. La velocità massima arriva a 245 Km/h mentre nel classico scatto da 0 a 100 Km/h bastano 4,9 secondi.

Sul fronte della sicurezza sono disponibili diversi sistemi ADAS. La dotazione di serie è particolarmente ampia e, oltre ai sedili sportivi avvolgenti e al nuovo volante, include: sistema per la chiamata di emergenza eCall, il già menzionato sistema di Navigazione con display touch da 9,2 pollici, prese USB-C, strumentazione digitale, Cupra Connect, indicatori di direzione posteriori dinamici e fari fendinebbia.

Ricca, infine, è la lista degli accessori che possono essere aggiunti tra cui i nuovi sedili sportivi avvolgenti in pelle Petrol Blue e il volante racing con pulsante di avviamento e di selezione Cupra profile.

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Cupra Ateca, in Italia arriva il restyling: dotazioni e prezzi

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Registri delle attività di trattamento: buone pratiche per la compilazione

Ritorniamo sul tema dei registri delle attività di trattamento perché dopo questo primo periodo di piena efficacia del GDPR è possibile fare qualche considerazione di natura pratica.

Vediamo innanzitutto quelle che sono le buone pratiche disponibili, ovvero i modelli di registro che le varie Autorità hanno reso disponibili tra cui quello realizzato dall’autorità Garante italiana ha reso disponibile sia in formato PDF sia in formato Excel.

Sempre sul sito dell’Autorità Garante italiana è disponibile il Manuale RPD che, in merito al registro, suggerisce la compilazione dei seguenti campi:

  1. Denominazione dell’attività di trattamento
  2. Responsabile dell’unità (“referente”)
  3. Finalità dell’attività di trattamento
  4. Categorie di interessati
  5. Categorie di dati
  6. Sono previsti i dati sensibili?
  7. Base legale per il trattamento
  8. I dati sono trasferiti verso un Paese terzo o un’organizzazione internazionale?
  9. In caso di trasferimenti previsti dal secondo capoverso dell’art. 49, paragrafo 1, del RGPD: quali sono le garanzie adeguate previste?
  10. Limiti temporali per la cancellazione
  11. Dettagli delle applicazioni dei sistemi e dei trattamenti (file elettronici/su carta; software locale/centralizzato/servizi cloud /rete locale; trasmissione dei dati; etc.) e le relative misure (di sicurezza) tecniche e organizzative
  12. Il trattamento comporta l’utilizzo di uno o più responsabili del trattamento? In caso affermativo inserire tutte le informazioni pertinenti e copia dei relativi contratti

Indice degli argomenti

Registri delle attività di trattamento: il modello del CNIL

È tuttavia l’autorità garante francese, il CNIL, che fornisce il contributo maggiore, non solo perché ha pubblicato da moltissimo tempo un modello di registro e degli esempi di compilazione, ma perché ha reso pubblico il proprio registro delle attività di trattamento.

In realtà, più che un semplice registro il CNIL ha pubblicato il repository contenente tutte le informazioni che sono utili per la gestione del proprio modello privacy, con una serie di campi aggiuntivi rispetto ai requisiti dell’art. 30 che ben evidenziano come in realtà il registro e le informazioni in esso contenute, così come previste dalla normativa, non sono sufficienti a gestire tutti i vari adempimenti.

Al riguardo è possibile effettuare numerose considerazioni.

La prima riguarda appunto la necessità di un repository di informazioni per la gestione del modello privacy, raccolte in qualche documento/database.

Serve, ad esempio, avere un elenco analitico di tutti i destinatari, serve avere una mappatura precisa di quelle che sono le fonti dati, le basi giuridiche del trattamento, la collocazione dei dati in database/documenti/archivi strutturati e non strutturati.

Tali informazioni sono indispensabili, anche se non richieste espressamente come obbligatorie dalla normativa e possono essere riportate nel registro ovvero possono essere inserite in documenti a parte.

Il CNIL ha scelto di inserire molte di tali informazioni nel proprio registro.

La scelta e l’impostazione che il CNIL ha dato al proprio registro non è esente da criticità.

Da un lato vi è la perdita di informazioni che deriva dalla impostazione data alle schede che documentano ogni Activitè (anche la terminologia utilizzata dal CNIL suscita qualche perplessità).

Per ogni attività sono documentate le finalità, le basi giuridiche, i soggetti interessati, i dati trattati e via dicendo.

Tali dati sono però fra loro raggruppati e non in relazione uno a uno; non si evince, quindi, quali siano le finalità relative a determinati interessati o quali dati tali finalità trattano, informazioni queste che ovviamente originariamente sono note a chi ha redatto il registro e che sono andate perse vista la modalità di compilazione.

Il secondo aspetto riguarda la numerosità delle finalità, della tipologia di interessati, della tipologia di dati…; ottimo lavoro in un registro di oltre 120 pagine.

Tuttavia, occorre ricordare che la privacy è una materia complessa ed auto ricorsiva; tutti gli adempimenti sono fra loro connessi.

Non può esistere un interessato senza che al medesimo sia stata rilasciata una informativa; non può esistere una finalità senza che la stessa sia stata citata in una informativa.

Se ho centinaia di tipi diversi di interessati devo avere altrettante informative, pur potendo al limite raggrupparne qualcuna.

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Come semplificare il sistema di gestione delle identità digitali?

È per questo motivo che potrebbe non essere una buona idea arrivare al livello di analiticità proposto dal CNIL, quantomeno in un documento denominato Registro delle attività di trattamento.

Più opportuno limitare il numero con cui si descrivono le proprie finalità di trattamento, utilizzando poi, nella documentazione di dettaglio, terminologie che non diano adito a errate interpretazioni.

Quindi, visto che le finalità hanno un ruolo ben definito all’interno della normativa privacy e sono legate ad una serie di adempimenti, è opportuno che i dettagli con cui si svolgono le attività siano definiti con una terminologia diversa, che non usi impropriamente termini che nella normativa hanno un significato specifico.

Purtroppo, questa cattiva abitudine nell’uso dei termini riguarda anche il legislatore e le Autorità di controllo, con la conseguenza di creare confusione sul reale significato che si intende attribuire ad un termine.

Al di là di questi aspetti, il registro del CNIL offre molti spunti interessanti, in quanto costituisce un catalogo di possibili soggetti interessati, di dati personali trattati, di modalità con cui rappresentare i tempi di conservazione dei dati all’interno dei registri e delle informative.

Può quindi essere agevolmente utilizzato come un database al quale attingere per trarre spunto per la compilazione dei propri documenti.

Inoltre, molte delle Activitè presenti nel registro sono comuni a molti se non a tutti i titolari, come quelle relative alla gestione del personale.

Offrono quindi più di uno spunto per la compilazione del proprio registro.

Altri spunti per la compilazione dei registri delle attività di trattamento

L’esempio del CNIL non è tuttavia unico.

Anche se non soggette al GDPR, le istituzioni europee hanno, nel loro Regolamento (UE) 2018/1725, l’articolo31 Registri delle attività di trattamento che è assolutamente una fotocopia dell’articolo 30 del GDPR, come si evince dal confronto qui sotto, dove il testo del GDPR è rappresentato in corsivo:

1. Ogni titolare del trattamento tiene un registro delle attività di trattamento svolte sotto la propria responsabilità. Tale registro contiene tutte le seguenti informazioni:

a) il nome e i dati di contatto del titolare del trattamento, del responsabile della protezione dei dati e, ove applicabile, del responsabile del trattamento e del contitolare del trattamento;

a) il nome e i dati di contatto del titolare del trattamento e, ove applicabile, del contitolare del trattamento, del rappresentante del titolare del trattamento e del responsabile della protezione dei dati;

b) le finalità del trattamento;

b) le finalità del trattamento;

c) una descrizione delle categorie di interessati e delle categorie di dati personali;

c) una descrizione delle categorie di interessati e delle categorie di dati personali;

d) le categorie di destinatari a cui i dati personali sono stati o saranno comunicati, compresi i destinatari di Stati membri, paesi terzi od organizzazioni internazionali;

d) le categorie di destinatari a cui i dati personali sono stati o saranno comunicati, compresi i destinatari di paesi terzi od organizzazioni internazionali;

e) ove applicabile, i trasferimenti di dati personali verso un paese terzo o un’organizzazione internazionale, compresa l’identificazione del paese terzo o dell’organizzazione internazionale e la documentazione delle garanzie adeguate;

e) ove applicabile, i trasferimenti di dati personali verso un paese terzo o un’organizzazione internazionale, compresa l’identificazione del paese terzo o dell’organizzazione internazionale e, per i trasferimenti di cui al secondo comma dell’articolo 49, la documentazione delle garanzie adeguate;

f) ove possibile, i termini ultimi previsti per la cancellazione delle diverse categorie di dati;

f) ove possibile, i termini ultimi previsti per la cancellazione delle diverse categorie di dati;

g) ove possibile, una descrizione generale delle misure di sicurezza tecniche e organizzative di cui all’articolo 33. 2.

g) ove possibile, una descrizione generale delle misure di sicurezza tecniche e organizzative di cui all’articolo 32, paragrafo 1.

Particolarità delle istituzioni europee (che rispondono al Garante europeo) è che il loro registro è obbligatoriamente pubblico.

Su tali registri il Garante europeo ha condotto una verifica ispettivasu 67 enti.

Al di là dello sconfortante (o consolante, a seconda dei punti di vista) esito della verifica che qui riportiamo:

  • 15 totally compliant (register)
  • 23 largely compliant (centralised list of DP statements or incomplete register)
  • 4 somewhat compliant (limited, but clearly incomplete list of DP statements)
  • 7 largely non-compliant (one-size-fits-all DP statements or mere search functionality, which implies that one needs to know what to look for…)
  • 18 non-compliant (neither register nor centralised list of DP statements or invitation to contact DPO to know more).

L’aspetto più interessante riguarda il fatto che l’EDPS ha reso pubblico l’elenco degli enti che, a suo dire, sono da considerare come buone pratiche per l’esecuzione di tale adempimento:

Anche in questo caso, al di là dei pregi e difetti che si possono riscontrare fra le varie soluzioni adottate, gli aspetti più interessanti riguardano da un lato il ricco esempio di categorie di interessati, finalità, dati personali che si possono desumere da tali registri, dall’altro le schede relative alle finalità che sicuramente possono trovare un risconto nelle singole organizzazioni, come si evince ad esempio dal registro dello stesso EDPS:

  1. Selection of trainees and staff
  2. Recruitment of staff and trainees
  3. Selection of seconded national experts (SNEs)
  4. Recruitment of seconded national experts (SNEs)
  5. Selection and management of interim staff
  6. Anti-harassment procedure
  7. Whistleblowing procedure
  8. Underperformance procedure
  9. Administrative enquiries and disciplinary procedure
  10. Lodging appeals by the EDPS Appointing Authority
  11. Missions
  12. Procurement procedures
  13. Financial management/transactions
  14. Staff appraisal, promotion and certification procedures
  15. Management of flexitime requests from staff
  16. Enrolment to the Early Childhood Centre
  17. Leaves
  18. Sick leaves
  19. Telework requests
  20. Billing of telephone consumptions
  21. Exceptional leaves, absences and permanencies
  22. Transfer of data to Eurostat
  23. Transfer of data to permanent representations
  24. Management of user accounts of the IT administrative infrastructure
  25. Mobile device management
  26. Training of staff
  27. Staff satisfaction survey
  28. Financial contribution to cost of subscriptions to public transport
  29. Complaints to the EDPS
  30. Access to documents requests
  31. EDPS audits (inspections)
  32. Personal Data Breach Notifications by the EU Institutions
  33. Business Continuity Plan
  34. Access to building and parking policy for staff
  35. EDPS website
  36. ICDPPC18 website and mobile app
  37. GDPR mobile app
  38. Access to building and parking policy for visitors
  39. Requests for info or advice
  40. Subscriptions to EDPS newsletters
  41. Journalists’ mailing list
  42. Template record for events and conferences organised by the EDPS
  43. Staff Committee – general
  44. Personal data breaches at the EDPS
  45. Case Management System (CMS)

Conclusioni

Considerando che difficilmente qualche ispettore esterno potrà contestare un modello o dei contenuti analoghi a quelli proposti da un’Autorità di controllo o valutati come buone pratiche dall’EDPS, chi ha dubbi in merito alla compilazione dei propri registri può trarre agevolmente suggerimenti da tale materiale.

Ovviamente sarebbe stato anche molto utile capire cosa l’EDPS non considera conforme o poco conforme, per evitare di incorrere nei medesimi errori, ma tale informazione non mi risulta essere disponibile.

NOTE

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Cybersecurity

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Registri delle attività di trattamento: buone pratiche per la compilazione

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Arcimoto collabora con DHL: consegnerà 50.000 FUV

Arcimoto ha recentemente annunciato l’inizio di una partnership con DHL, per la consegna del Fun Utility Vehicle (FUV). Si tratta di una notizia di fondamentale importanza poiché, questa collaborazione, preannuncia il nuovo obiettivo che ha intenzione di raggiungere Arcimoto. Infatti, l’azienda – che inizialmente puntava alla realizzazione di 2.000 unità all’anno – ha deciso di ampliare la sua produzione. Le aspettative dell’azienda che ha sede ad Eugene, in Oregon, sono aumentate in maniera molto considerevole: Arcimoto vuole produrre 50.000 FUV all’anno.

Il nuovo progetto di Arcimoto è molto ambizioso dunque, trovare una soluzione facile e veloce per consegnare 50.000 veicoli ai clienti, è stato necessario. Proprio per questo motivo, è stata annunciata la partnership con DHL. Ovviamente, la compagnia di trasporti ha raccolto la sfida senza alcun problema. La nuova collaborazione apre molte porte ad Arcimoto e l’idea dell’azienda statunitense è molto simile a quella di Tesla. Infatti i suoi prodotti vengono venduti direttamente online e il consumatore non ha necessità di recarsi in un concessionario.

Oltre al numero di unità prodotte dall’azienda Arcimoto, è aumentato anche il prezzo dei FUV. Tuttavia, anche se si parte da un costo di 17.900 dollari rimane una delle “auto” elettriche più accessibili negli Stati Uniti. Le prestazioni del veicolo elettrico in questione sono molto simili a quelle di una moto elettrica non eccessivamente potente. Infatti, il FUV raggiunge una velocità massima di 120 km/h, passando da 0 a 100 in soli 7 secondi. Grazie alla batteria da 12 kWh, il piccolo veicolo ha un’autonomia di circa 100 km, mentre si raggiungono i 200 km di autonomia se si opta per la batteria da 20 kWh.

L’azienda offre anche il Deliverator, ossia un FUV monoposto con un ampio scompartimento perfetto per il trasporto merce in città e può trasportare sino a 160 kg. Ma non finisce qui, infatti Arcimoto ha prodotto anche una sorta di triciclo completamente elettrico per i vigili del fuoco. Questo mezzo di trasporto permette di tagliare il traffico e arrivare sul luogo dell’emergenza più velocemente e più facilmente, raggiungendo quindi anche i posti in cui i tradizionali veicoli di primo soccorso non possono arrivare.

L’azienda che produce veicoli elettrici, sta attualmente consegnando i suoi prodotti in California, Washington e Oregon e ha recentemente aperto un negozio a Key West, in Florida. La nuova partnership con DHL consentirà alla società di effettuare consegne in altri 48 Stati a partire dal prossimo anno, tra cui Alaska e Hawaii e iniziare con le consegne internazionali a partire dal 2022.

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Arcimoto collabora con DHL: consegnerà 50.000 FUV

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iPhone 12 Pro con iOS 14? No, con Windows 7

Un iPhone 12 Pro che avvia Windows 7? Sul serio? Si. E onestamente gira anche meglio di quanto non farebbe su alcuni PC portatili presenti in commercio. Certo, capiamo bene che la vicenda sia alquanto simpatica e bizzarra, ma pensate che esistono persone che comprano un iPad Pro di ultima generazione per installarci Windows 95. Il mondo, che posto bizzarro…

iPhone 12 Pro: guardate come funziona Windows 7

L’esecuzione di Windows 7 su un iPhone è un qualcosa che non si vede né si legge tutti i giorni in rete. Sul Web si trova un’app che consente a Windows di funzionare come macchina virtuale su un dispositivo iOS. Nessuno di noi sarebbe così folle da adoperare uno scomodissimo sistema per PC su un device grande quanto il palmo della nostra mano.

C’è però, un simpatico utente che ha un canale YouTube da poche centinaia di iscritti (“osi“), che è riuscito nell’impresa. Un po’ per noia, un po’ per goliardia, ma il risultato è decisamente interessante e divertente. Non  contento, lo YouTuber ha installato Windows 7 anche su un iPhone 11 Pro per effettuare un confronto sulle velocità di esecuzione. Indovinate: il nuovo melafonino è il 26% più veloce di un “vecchio” iPhone 2019 Qualcuno potrebbe gridare “wow!”, qualcuno invece, potrebbe benissimo tornare a fare ciò che stava facendo poco prima di questo emozionante “speed test”. Ma non vogliamo togliervi il gusto: guardate voi stessi la comparativa.

“Con un tempo di 54 secondi dall’avvio al desktop, taglia il traguardo il formidabile, unico, indiscusso iPhone 12 Pro. iPhone 12 Pro, c’è, signori, mamma mia che spettacolo. Che stacco di ben 14 secondi rispetto all’iPhone 11 Pro. Mai vista una gara così, tutti in piedi sul divano!”.

Okay, adesso che è terminato il momento “Guido Meda” (si fa per scherzare), torniamo seri. Sicuramente niente di tutto ciò ha una vera e propria rilevanza ed un utilizzo pratico, ma… hey, non potete certo dirci che non sia bello, giusto?

Certo che lo è.

Le migliori offerte di oggi per Apple iPhone 12 Pro: tutti i prezzi

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Fonte:YouTube Channel Osi

Apple Apple iPhone 12 Pro Smartphone
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Soundbar Yamaha YAS 107 a soli 150€ nelle offerte imperdibili eBay

Come avrete potuto notare seguendo le nostre segnalazioni giornaliere, non è necessario aspettare il Black Friday o il Cyber Monday per poter trovare ottime occasioni, dal momento che portali come eBay lanciano ogni giorno offerte davvero interessanti su praticamente l’intero catalogo, con sconti che non hanno nulla da invidiare a quelli proposti durante gli eventi più popolari, come appunto il Black Friday.

Essendo il catalogo di eBay enorme, non dovrebbe essere un problema trovare l’articolo che stavate cercando e con ogni probabilità quest’ultimo sarà venduto ad uno dei prezzi più bassi della rete, come ad esempio la soundbar Yamaha YAS 107, che viene proposta in questo momento a circa 150,00€, un prezzo decisamente interessante per quello che è sì un prodotto entry-level, ma capace però di mostrare tutte le sue qualità, sia costruttive che, soprattutto, sonore.

Semplice, dinamica e divertente, la Yamaha YAS 107 è una soundbar realizzata da quello che è senza dubbio uno dei pionieri del settore, che ha saputo nel tempo differenziarsi dalla massa per le sue incredibili qualità audio, ancora prima che le soundbar diventassero popolari. Il modello YAS 107 è stato il primo a implementare la tecnologia DTS Virtual: X e portare nelle vostre case un effetto surround in un altoparlante di piccole dimensioni, regalando la sensazione di essere al cinema. A differenza di un sistema tradizionale, questo dispositivo ricrea la sensazione di effetti audio provenienti dall’alto, come il rumore della pioggia o di un’astronave che sfreccia sopra la vostra testa, rendendo così le scene dei film molto più realistiche e coinvolgenti, grazie a driver posizionati sia nella parte frontale che superiore. Inoltre, questo specifico modello è studiato per essere posizionato a seconda dei propri gusti e per adattarsi allo spazio disponibile, dato che potrete decidere di metterlo orizzontalmente sul mobile oppure verticalmente appoggiato ad una parete, in entrambi i casi la qualità dell’audio rimarrà intatta.

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A circa 150,00€ invece di 229,99€, la Yamaha YAS 107 è una delle migliori soundbar che potete acquistare in questo momento, in grado di dare una bella spinta all’audio del vostro televisore. Questo e molto altro è disponibile nelle offerte imperdibili di eBay, ed ecco perché suggeriamo di visitare la pagina dedicata per scoprire tutte le occasioni di oggi, alcune delle quali abbiamo riportato in calce. Infine, non dimenticate come sempre di iscrivervi ai nostri quattro canali Telegram dedicati alle offerte, dove sarete costantemente aggiornati sulle ultime offerte relative a tecnologia, hardware, smartphone e prodotti cinesi, come Huawei e Xiaomi. Se cercate invece dei buoni sconto da utilizzare per i vostri acquisti date un’occhiata alla nostra pagina speciali Codici Sconto.

La nostra selezione di prodotti

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The Mandalorian 2 ha sorpreso anche Pedro Pascal

Lucasfilm vuole sicuramente tenere le sorprese mandaloriane per sé quando si tratta degli eventi che si svolgono nella seconda stagione, tanto che anche la stella Pedro Pascal, il cui compito è di portare quei segreti in vita, a volte rimane all’oscuro. La star avrebbe, infatti, rivelato di essere rimasto enormemente sorpreso da quello che avrebbe dovuto fare in The Mandalorian 2. La prima stagione è nota per essere la prima serie TV live-action nel mondo di Star Wars, con una serie di elementi sorprendenti per il pubblico, eppure sembra che ci siano colpi di scena ancora più inaspettati nella nuova stagione.

The Mandalorian

Pedro Pascal, durante un’intervista con Good Morning America (che potete trovare a questo link) ha affermato:

Dirò che leggendo il primo episodio della seconda stagione, sono stato preso alla sprovvista in un modo davvero buono per quanto appare impressionante il primo episodio anche solo leggendolo. E già basandomi su quanto successo nella prima stagione, avendo visto che sonon in grado di raggiungere tutto ciò che si sono prefissati, e vedendo questo incredibile primo episodio, con una sequenza d’azione che solo leggendola dalle pagine del copione trasmette quella sensazione che… Oh mio Dio. […] è così che ho capito come avranno continuato con la seconda stagione. E che non avrebbero deluso.

In The Mandalorian 2, il Mandaloriano e il Bambino continueranno il proprio viaggio, affrontando i nemici e radunando alleati mentre si faranno strada attraverso una galassia pericolosa nell’era tumultuosa dopo il crollo dell’Impero Galattico. Tra le tante sorprese che la prima stagione ha offerto al pubblico, e con le quali The Mandalorian 2 dovrà confrontarsi, la più grande è stata la rivelazione de Il Bambino, diventato presto famoso come “Baby Yoda” e diventato uno dei personaggi più chiacchierati della cultura pop del 2019.

The Mandalorian

Pedro Pascal ha continuato a sottolineare come anche lui è ancora scioccato dalla maestria con cui è stato portato in vita il personaggio sul set, definendo i dettagli di realizzazione incredibili. L’attore sembra essere rimasto particolarmente colpito dalla peluria di pesca sulle punta delle orecchie. L’attore si è detto estremamente entusiasta, quindi, del lavoro della Industrial Light and Magic, il team esperto di effetti speciali che ha creato, e mosso, Il Bambino. Pedro Pascal ha anche ammesso di aver improvvisato una battuta all’inizio di una scena e di essere rimasto stupito di come l’animatrone abbia reagito alla sua battuta improvvisando la scena di rimando. The Mandalorian 2 debutterà su Disney+ il 30 Ottobre.

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The Mandalorian 2 ha sorpreso anche Pedro Pascal

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