DOOM: video mostra una versione per SEGA Megadrive, un porting incredibile

DOOM è, come ben sappiamo, uno dei giochi preferiti da modder ed esperti di tecnologia, che lo sfruttano per mettersi alla prova con vari porting, più o meno assurdi. In questo caso, parliamo di un raggiungimento che potrebbe non sembrare granché, ma che in realtà dimostra grande abilità. DOOM è stato eseguito tramite SEGA Megadrive, come potete vedere nel video qui sopra.

Prima di tutto, vi ricordiamo che DOOM era stato commercializzato per SEGA Megadrive 32X: la versione base della console SEGA non era assolutamente in grado di riprodurre il gioco di id Software. Infatti, tempo fa tale “krikzz” ha realizzato un porting del gioco (noto come MegaDoom) per SEGA Megadrive, ma con risultati alquanto scadenti.

Ora, però, Uniq Games ha realizzato questa nuova versione: come? Sfruttando una cartuccia EverDrive. Anche se non viene data alcuna spiegazione di quanto realizzato, l’ipotesi più accreditata è che l’EverDrive fornisca la potenzia di calciolo aggiuntiva necessaria a far girare DOOM su SEGA Megadrive. Questa versione, inoltre, sembra girare in modo più fluido di qualsiasi altro port rilasciato prima dell’era PlayStation.

La validità di questa versione è stata confermata da krikzz, realizzatore di MegaDoom. Nel video possiamo vedere Uniq che esegue il gioco e avanza all’interno di un livello. Sappiamo inoltre che Doom è giocabile anche su di una versione falsa di Windows che gira da browser.

Inoltre, Doom adesso gira persino sul Game & Watch: Super Mario Bros di Nintendo.

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DOOM: video mostra una versione per SEGA Megadrive, un porting incredibile

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Call of Duty Warzone: nuovo record di uccisioni per Quad Team, numeri incredibili

Un team di quattro giocatori, composto dagli streamer TheMylesLive, Stukawaki, ScummN e 62yKreJ, ha infranto il precedente record mondiale di Call of Duty Warzone per numero di uccisioni in modalità Quad. Ovvero, si è passati dal precedente 138 kills all’odierno 143 kills all’interno del battle royale. Un salto netto, di ben 5 kill, che probabilmente rimarrà in prima posizione per parecchio tempo. Il precedente record era stato ottenuto nel maggio 2020.

TheMylesLive ha condiviso la reazione post-match di Call of Duty Warzone, come potete vedere nel tweet in calce. All’interno del team, Stukawaki ha ottenuto il maggior numero di uccisioni, ovvero 48. ScummN è subito dietro con 43, mentre MylesLive si è fermato a 27, con 62yKreJ che ha raggiunto le 25. I giocatori hanno sfruttato le armi DMR-14 e MAC-10, che al momento dell’ottenimento del record ancora non erano state depotenziate.

Il depotenziamento di tali armi è avvenuto un paio di giorni dopo l’ottenimento del record, quindi raggiungere lo stesso obbiettivo in questo momento sembra molto difficile. Call of Duty Warzone, purtroppo, è legato agli “alti e bassi” delle patch correttive, quindi questo tipo di record non è esattamente il miglior indicatore per comprendere le capacità di un team.

Di certo il team è abile, vedremo in futuro, con diverse armi, cosa saranno in grado di fare. Call of Duty Warzone, vi ricordiamo, continuerà a essere aggiornato fianco a fianco con Black Ops Cold War.

Infine, vi segnaliamo che Call of Duty Warzone è giocabile anche con un flauto dolce, streamer vince suonando e lo dimostra.

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Call of Duty Warzone: nuovo record di uccisioni per Quad Team, numeri incredibili

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Kena Mobile: Nuove Promo da 7,99€ al mese

Kena Mobile dovrebbe lanciare a partire da Lunedì 18 Gennaio le sue nuove promo. Secondo alcune indiscrezioni l’offerta più attesa è la nuova Kena 9,99.

Kena Mobile: nuove promo

Le 4 nuove tariffe del second brand TIM che dovrebbero arrivare il 18 Gennaio sono le seguenti:

  • Kena 9,99: la promozione offre 100GB di internet in 4G, minuti e SMS illimitati a 9,99€ al mese. Dovrebbe essere dedicata ai clienti provenienti da Iliad e alcuni operatori MVNO. Il costo di attivazione è totalmente gratuito.
  • Kena 7,99 Nuovi Numeri: la tariffa è disponibile solo per nuove numerazioni e dispone di minuti illimitati verso tutti fissi e mobili in Italia, SMS senza limiti e 50GB di internet a soli 7,99 euro mensili. Tale promo non prevede alcun entry fee.
  • Kena Internet 11,99: è una promo solo dati che offre 100GB con 10 minuti e 10 SMS in caso di emergenza e prevede un costo mensile pari a 11,99€. Il contributo d’entrata è pari a 9,99€.
  • Kena 12,99: quest’ultima offerta è acquistabile da tutti i clienti in portabilità e gode di un bundle di 70GB in 4G, minuti illimitati verso tutti i numeri fissi e mobili nazionali e SMS anch’essi illimitati al costo di 12,99 euro al mese. Non prevede costi di attivazione.

Giga in Roaming: ecco quanti

A seconda del canone mensile varia anche il quantitativo di internet a disposizione per il roaming. Per quanto concerne la promo a 7,99€ al mese, sono disponibili 4,5GB. Per la tariffa da 9,99 euro, invece, sono previsti 5,5GB. Kena Internet 11,99 gode di 7GB in roaming, mentre, Kena 12,99 prevede 7,5GB disponibili per l’utente

Notizie correlate

Fonte:Mondo Mobile Web

Kena Mobile Tariffe
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Cyberpunk 2077: QA Tester difendono CD Projekt, il fondatore è stato frainteso

Recentemente, il co-fondatore di CD Projekt RED – Marcin Iwinski – ha preso parte a un video di scuse dedicato a Cyberpunk 2077. Nel mezzo del discorso, l’uomo ha affermato che la compagnia non era consapevole dei più grandi problemi del gioco scoperti dai giocatori dopo il rilascio. Il tutto è stato interpretato come un’accusa ai QA Tester, una categoria nota per essere spesso pagata il minimo e costretta a lavorare più ore del dovuto.

Il capo dei QA Tester di CD Projekt che ha lavorato a Cyberpunk 2077, Lukasz Babiel, è però intervenuto per difendere il commento di Iwinski. Spiega infatti che la situazione lavorativa dei QA tester polacchi non deve essere paragonata a quella dei lavoratori USA. Spiega che il salario di partenza è pari al 75% della media nazionale per un QA Tester senza esperienza, mentre un “veterano” può arrivare al 200% della media nazionale. Inoltre, i dipendenti della sezione hanno accesso a cure mediche gratuite, almeno 20 giorni di ferie pagate e vengono pagati il 150/200% per gli straordinari, come definito dalla legge polacca. A questo si sommano poi vari bonus.

Babiel ammette comunque che le parole di Iwinski riguardo alla situazione di Cyberpunk 2077 sono state mal calibrate, ma assicura che si tratta solo di un’incomprensione e che la dirigenza della compagnia non ha mai dato la colpa alla sezione QA. Ha concluso affermando che il team continuerà a lavorare per sistemare il gioco.

Vi segnaliamo inoltre che un murale di Cyberpunk 2077 è stato multato per 75.000 dollari, il gioco non ha pace. Inoltre, secondo gli analisti CD Projekt RED rischia l’acquisizione, Microsoft ne approfitterà?

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Cyberpunk 2077: QA Tester difendono CD Projekt, il fondatore è stato frainteso

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Samsung: niente più caricatori e cuffie nelle scatole dei futuri smartphone

Anche Samsung ha ceduto ed ha deciso di rimuovere il caricatore e le cuffie dai box di vendita dei nuovi Galaxy S21, come hanno già fatto in precedenza sia Apple che Xiaomi. La motivazione è presto detta, questo tipo di accessori sono presenti nelle nostre case a bizzeffe e non è necessario continuare a riproporli ogni volta che si acquista un nuovo smartphone. Il vantaggio? Meno inquinamento e meno rifiuti elettronici da smaltire. Ma non è tutto perché i Galaxy S21 non saranno gli unici dispositivi ad essere interessanti dalle scelte di Samsung, infatti, nel prossimo futuro anche i nuovi dispositivi che siano top o medi di gamma non vedranno più la presenza di questi due accessori all’interno delle proprie confezioni di vendita.

Patrick Chomet, un dirigente Samsung, ha affermato che questo risultato è il frutto di un mix di varianti, tra cui, da una parte il comportamento generale degli utenti e dall’altra l’impegno dell’azienda verso un futuro più sostenibile. “Riteniamo che la rimozione graduale del caricabatterie e degli auricolari dalle confeziono dei nostri dispositivi possa dare una mano a risolvere i gravi problemi emersi negli anni relativi alla sostenibilità del mondo che ci circonda ed evitare così lo spreco”.

Secondo l’azienda ci sarebbero infatti moltissimi utenti che preferiscono riutilizzare gli accessori già a disposizione, come quelli di un vecchio dispositivo, dimostrandosi sempre più responsabili ed attenti alle esigenze del nostro pianeta. “Per supportare la nostra comunità, stiamo rimuovendo il caricabatterie e gli auricolari dai nostri Galaxy”, ha chiosato Chomet.

Fonte: Profilo ufficiale Facebook Samsung

Fin qui tutto corretto e condivisibile se non fosse che la stessa casa sud-coreana era stata la prima a criticare ed a prendere in giro, attraverso un’immagine pubblicata sui social, la scelta fatta da Apple, salvo poi decidere, a distanza di pochi mesi, di proseguire sulla strada tracciata dai diretti concorrenti. Non a caso il post è stato poi eliminato. C’è poi da fare un’altra considerazione, è giusto preservare l’ambiente ed anche queste scelte possono dare una mano in tal senso ma bisognerebbe anche considerare tutte quelle persone che magari non hanno mai avuto uno smartphone in precedenza o magari hanno avuto un modello diverso e non dispongono di un caricabatterie idoneo.

In questo caso, all’utente non resta che acquistarlo separatamente e spendere altri soldi e come nel caso dei nuovi Galaxy S21 ma anche degli iPhone 12 la cifra richiesta non è poi così irrisoria. Per venire incontro ai consumatori, i due colossi del tech hanno deciso di ridurre il prezzo di vendita dei propri caricatori ma non è di certo una giustificazione. Soprattutto se si spendono 1000 euro o più per un nuovo smartphone l’utente pretende il meglio da quel prodotto e non vuole rinunciare a nulla e se per qualcuno la rimozione di queste due componenti risulta ininfluente per tanti altri potrebbe rappresentare un problema o semplicemente potrebbe far storcere il naso.

Sotto l’occhio del ciclone è finita anche Xiaomi che ha deciso di eliminare il caricabatterie sul nuovo Mi 11 ma dando anche la possibilità agli acquirenti, almeno nella fase iniziale, di acquistare una versione completa con tutti gli accessori allo stesso prezzo. Tra tutte, quest’ultima ci sembra la scelta più saggia, infatti, dovrebbe essere sempre il consumatore finale a poter dire la sua e decidere in autonomia cosa per lui potrebbe risultare superfluo e di cosa invece potrebbe aver bisogno.

Le Samsung Galaxy Buds Live con cancellazione attiva del rumore, sono in offerta su Amazon, con oltre il 30% di sconto. Non perdere l’occasione, clicca qui.

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Samsung: niente più caricatori e cuffie nelle scatole dei futuri smartphone

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Cyberpunk 2077: murale multato per 75.000 dollari, il gioco non ha pace

Cyberpunk 2077

Cyberpunk 2077 è nuovamente al centro di una disputa legale, questa volta causata da un enorme murale creato a San Paolo, Brasile, che è stato multato per 75.000 dollari. A novembre dello scorso anno, una compagnia chiamata NaLata ha pagato i proprietari di un condominio della città per usare due lati dell’edificio per un progetto artistico.

Il murale, alto più di venti metri e di alta qualità come potete vedere nell’immagine a inizio notizia, ha inizialmente attirato l’attenzione della comunità ed è stato elogiato dall’account Twitter ufficiale della città. Il tweet è però stato cancellato. Il problema è che questo murale di Cyberpunk 2077 infrange la legge “città pulita” di San Paolo che impedisce di esibire qualsiasi tipo di pubblicità di grandi dimensioni. Potete vedere in calce, nel tweet, la differenza di una parte della città, prima e dopo l’introduzione della legge.

La città dispone di una notevole community dedica all’arte urbana, quindi si potrebbe pensare che il murale di Cyberpunk 2077 non sia un problema. In questo caso, però, è stato ritenuto pari a una qualsiasi pubblicità, di conseguenza NaLata è stata multata per un totale di 75.000 dollari e il murale è stato rimosso.

Cyberpunk 2077 non è in realtà l’unico gioco coinvolto in una situazione simile. Lo scorso settembre, Garena aveva commissionato a NaLata la creazione di un murale in undici parti per il loro gioco mobile gratis, Free Fire. Si tratta di un battle royale sviluppato da 111 Dots Studio che ha una grande fanbase in Brasile.

Infine, vi segnaliamo che secondo alcuni CD Projekt RED rischia l’acquisizione, Microsoft ne approfitterà?

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Cyberpunk 2077: murale multato per 75.000 dollari, il gioco non ha pace

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Cyberpunk 2077: Schreier svela in un reportage cosa è andato storto

Fin dal suo arrivo sul mercato, Cyberpunk 2077 ha fatto largamente parlare di sé, in particolar modo a causa di un livello qualitativo generale che non ha rispettato quegli standard a cui i ragazzi di CD Projekt Red ci avevano abituati. Le gravi problematiche che hanno colpito le versioni Old-Gen della produzione, in accoppiata a un’infinità di bug e a svariate promesse non mantenute, hanno portato il team a dover affrontare una situazione particolarmente complessa – senza contare ulteriori incombenze, come le patch Next-Gen pensate per PlayStation 5 e Xbox Series X/S che probabilmente usciranno con un certo ritardo rispetto ai piani originali -, a maggior ragione ora che anche l’antitrust polacca ha deciso di tenere d’occhio la situazione venutasi a creare per capire come il tutto andrà evolvendosi… ma come si è arrivati a questo punto?

La domanda che in molti si stanno ponendo è proprio questa, com’è possibile che un titolo così atteso sia uscito in uno stato tanto disastroso? La risposta è arrivata grazie al lavoro di Jason Schreier, il quale ha recentemente pubblicato su Bloomberg un lungo resoconto estrapolato da svariate interviste fatte ad alcuni dipendenti di CD Projekt Red che hanno lavorato a Cyberpunk 2077. Il quadro complessivo venutosi a presentare sembrerebbe aver messo in mostra enormi difficoltà e, soprattutto, una sentita incapacità generale da parte di tutta la dirigenza nel riuscire a gestire i lavori per un progetto tanto importante.

In primis, svariati sviluppatori hanno voluto parlare della situazione crunch, questione salita alla ribalta proprio nei mesi che hanno preceduto il lancio del gioco. Secondo quanto riportato, sembrerebbe infatti che nessuno sia stato esplicitamente obbligato a lavorare più del dovuto, seppur si sia parlato di forti pressioni durate interi mesi per spingere i membri della software house a fare quante più ore di straordinari possibili. In particolare, l’audio programmer Adrian Jakubiak ha raccontato di aver più volte lavorato cinque volte a settimana per 13 ore al giorno, mettendo tra l’altro in evidenza come alcuni sviluppatori abbiano addirittura perso la propria famiglia a causa di ciò, tra divorzi e separazioni.

Ad esasperare ancor di più la situazione ci avrebbero pensato i dirigenti di CD Projekt Red che, pur di veder finito Cyberpunk 2077, hanno fatto finta di nulla. Curiosamente, alcuni membri del team hanno evidenziato similitudini con il caso Anthem e Bioware, parlando di alte cariche della società sicure del fatto che il gioco, nonostante ogni problema riscontrato, alla fine avrebbe funzionato come per magia. Sempre secondo Jakubiak, tutti sapevano più o meno chiaramente in che condizioni vertesse il progetto, seppur nessuno avesse capito la reale entità del danno. Secondo le interviste fatte, in molti hanno inoltre messo in evidenza le incapacità di CD Projekt Red nel gestire al meglio il progetto, al punto tale che i lavori su Cyberpunk 2077 sarebbero iniziati solo nel 2016, a ben quattro anni di distanza dal primo annuncio, avvenuto nel 2012.

Se nonostante le problematiche riscontrate voleste comunque lanciarvi alla volta di Cyberpunk 2077, vi ricordiamo che potete acquistarlo su Amazon.

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Battlestar Galactica: la strategia sperimentale di Sam Esmail per il reboot

Sam Esmail, in un’intervista a Collider, parla del reboot di Battlestar Galactica su cui sta lavorando come produttore esecutivo e della sperimentale strategia di rilascio degli episodi.

battlestar galactica cast

Le piattaforme di streaming in circolazione hanno sicuramente dettato legge su quale sia il modo di vedere le serie TV, che si tratti di mettere a disposizione dello spettatore un’intera stagione in un colpo solo oppure di cadenzare l’uscita degli episodi, di solito settimanalmente. Il creatore di Mr. Robot, Sam Esmail, sembra però avere un’idea decisamente diversa per il reboot della famosa serie sci-fi Battlestar Galactica, che verrà distribuita da Peacock. Parlandone con lo showrunner Mike Lesslie, Esmail ha pensato molto a quella che sarà la fruizione dello show:

“Nel caso di una sequenza di battaglia lunga tre episodi, potremmo caricarli tutti in una volta anche se si dovesse trattare di tre capitoli significativi, ognuno con un punto di vista diverso della battaglia. Allo stesso tempo potrebbe esserci un episodio di venti minuti che parla della storia di un personaggio, per poi finire lì. Peacock è stato un ottimo partner in fatto di sperimentazione, quindi vogliamo lasciare che sia la storia a raccontarci come vuole essere pubblicata”.

Esmail ha fatto sapere che stanno ancora lavorando sul pilot della serie e che ci tiene a rispettare l’opera di Ronald Moore. Il suo obbiettivo è quello di iniziare le riprese entro la fine dell’anno, ma non sarà facile a causa delle restrizioni dovute al COVID e tutti i problemi che questo può portare.

Battlestar Galactica Starship Battles

Il progetto è in fase embrionale e nemmeno Esmail è sicuro di quanti episodi sarà composto il reboot, aggiungendo che lo show sarà come una sorta di ragnatela dove l’ordine degli episodi non sarà prettamente cronologico. Insomma, sembra che dovremo aspettare ancora un po’ di tempo per avere dei dettagli in più ma soprattutto per scoprire se le coraggiose idee di Esmail piaceranno sia ai vecchi che ai nuovi fan di Battlestar Galactica.

In attesa del reboot, puoi rivedere la serie completa di Battlestar Galactica grazie al cofanetto che trovi a questo link!

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Battlestar Galactica: la strategia sperimentale di Sam Esmail per il reboot

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Il 2021 sarà l’anno in cui lo Xiaomi Mi MIX 4 sarà finalmente lanciato?

Federica Papagni

L’ultimo modello della linea MIX di Xiaomi è stato rilasciato nel maggio 2019, ed è da allora che il pubblico sta attendendo un suo successore. Sembrerebbe però che il 2021 sarà l’anno in cui questa attesa sarà finalmente conclusa. Infatti, sono trapelate delle speculazioni in merito allo Xiaomi Mi MIX 4 e un recente rapporto ha affermato che questo dispositivo verrà fornito con la tecnologia della fotocamera sotto lo schermo, similmente a quanto visto con il ZTE Axon 20 5G.

Altrettanto recentemente è apparso nel codice del sito ufficiale nel nostro Continente della società un riferimento proprio a questo dispositivo, il che andrebbe ad avvalorare ulteriormente quanto dichiarato dal noto leaker DigitalChatStation in merito ad una sua futura quanto breve uscita.

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Tuttavia, la sua entrata in scena dovrebbe avvenire in seguito al lancio dello Xiaomi Mi 11 Pro, che dovrebbe avvenire secondo i rumor tra febbraio e marzo 2021.

Via: GizChina
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Il 2021 sarà l’anno in cui lo Xiaomi Mi MIX 4 sarà finalmente lanciato?

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WhatsApp: troppe polemiche, rinviate le nuove norme sulla privacy

Dopo le polemiche incessanti intercorse in questi giorni, WhatsApp ha deciso di rimandare di circa tre mesi la data prestabilita inizialmente per l’accettazione delle nuove politiche sulla privacy da parte degli utenti per poter continuare ad utilizzare il servizio di messaggistica. Inizialmente, il termine era stato fissato per l’8 febbraio mentre, nelle ultime ore, la società ha deciso di fissarlo al 15 maggio.

Non si tratta chiaramente di un ripensamento ma solo di uno slittamento dettato dal fatto che secondo WhatsApp sarebbe stata creata parecchia confusione e disinformazione attorno alla vicenda, confermando che non verranno modificate le policy riguardo la possibilità di condividere i dati degli utenti con Facebook. Per molti infatti, l’accettazione dei nuovi termini comporterebbe una maggior diffusione di informazioni sensibili tra le piattaforme, motivo per cui si è scatenata una vera e propria rivoluzione contro il colosso della messaggistica istantanea.

WhatsApp ha voluto precisare che il nuovo aggiornamento sulle politiche di utilizzo introdurrebbe solo delle nuove opzioni a disposizione delle persone per una migliore gestione delle proprie attività all’interno dell’app e che in alcun modo ha l’obiettivo di espandere la diffusione dei dati degli iscritti con la piattaforma di Facebook. La stessa WhatsApp ha poi tenuto a precisare che nessun account verrà sospeso o eliminato il prossimo 8 febbraio.

Nel frattempo molti assidui utilizzatori di WhatsApp hanno deciso di rivolgersi ad altre piattaforme in grado di offrire un servizio simile, tra queste Signal, il quale ha fatto registrare un vero e proprio record di download, spinta anche dagli appelli lanciati dal CEO di Tesla Elon Musk, e la più nota Telegram. Lo scorso lunedì, WhatsApp ha tentato di placare i toni e di rassicurare tutti attraverso un post sul suo sito Web, spiegando che l’aggiornamento è stato rilasciato per venire incontro alle esigenze delle aziende, come ribadito nel post di venerdì.

“Vogliamo essere chiari sul fatto che l’aggiornamento relativo all’Informativa non influisce in alcun modo sulla privacy dei messaggi che scambi con amici o familiari. Questo aggiornamento include invece modifiche che riguardano lo scambio, completamente facoltativo, di messaggi con le aziende che usano WhatsApp e fornisce maggiore trasparenza sulle nostre modalità di raccolta e utilizzo dei dati stessi”, ha ribadito WhatsApp.

Signal

Approfittando della situazione, Signal è riuscita a registrare 7,5 milioni di download solo la scorsa settimana, con un aumento del 4.200% rispetto alla precedente. Nella giornata di mercoledì, l’app si è piazzata in cima alla classifica dei rispettivi store di Google ed Apple. Molti altri utenti hanno invece deciso di rivolgersi a Telegram, con la piattaforma che ha guadagnato 9 milioni di nuovi utenti negli ultimi 7 giorni (+91%) e scalando anch’essa le prime posizioni tra le app più scaricate.

Su Amazon potete trovare l’ottimo medio di gamma, l’LG Velvet, in offerta con oltre il 30% di sconto. Cliccate qui.

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