ASUS Rog Phone 3 recensione: il miglior smartphone da gaming, ma non solo

No, ASUS Rog Phone 3 non è semplicemente il miglior smartphone da gaming del mercato. Sarebbe un titolo riduttivo nei confronti del lavoro svolto dall’azienda taiwanese. È innanzitutto un top di gamma, in grado di giocarsela con i soliti noti del settore. Ed è certamente questa la più grande novità rispetto al modello dello scorso anno. Anche perché il mondo dei videogiochi su mobile stenta ancora a decollare, e senza un adeguato supporto software la potenza hardware rimane un semplice esercizio di stile.

Ciò non toglie che questo smartphone sia la El Dorado degli appassionati di tecnologia: fino a 16 Gigabyte di RAM, processore Snapdragon 865 Plus (è il primo a montarlo), memorie UFS 3.1, supporto al 5G sub6, Wi-fi 6, GPS dual-band, speaker stereo, ma la lista potrebbe continuare all’infinito. A convincere però è soprattutto il salto di qualità in ambito fotografico, tallone d’Achille del Rog Phone 2. Insomma, negli ultimi dodici mesi ASUS ha fatto i compiti a casa.

Tutto alla velocità della luce

È quasi superfluo soffermarsi sulle prestazioni del Rog Phone 3. Noi abbiamo provato la versione da 16 Gigabyte di RAM (peraltro in standard LPDDR5) e in tutte le operazioni si è dimostrata un fulmine, più veloce di qualsiasi altro smartphone testato. Questa marcia in più la si percepisce incredibilmente anche nelle operazioni più semplici, come ad esempio richiamare il drawer delle applicazioni. Massima ottimizzazione dunque e lo Snapdragon 865 Plus fa il resto.

Una sensazione di fluidità favorita anche dallo schermo, caratterizzato da un refresh rate variabile che può raggiungere i 144 Hz. Decisamente intelligente la funzionalità che regola automaticamente la frequenza di aggiornamento del pannello (60, 90, 120 e 144Hz appunto), comunque impostabile manualmente. II display vanta inoltre 25ms di latenza per il touch screen, 270Hz per quanto riguarda il campionamento del tocco e 1ms di tempo di risposta.

E poi, supporto allo standard HDR10+, luminosità di 650nits che arriva a ben 1000nits in esterna sotto la luce diretta del sole, con perfetta visibilità anche all’aperto. Qualitativamente c’è davvero poco da dire, siamo di fronte a un eccellente schermo con diagonale di 6,59 pollici, tecnologia AMLOED e risoluzione di 2.340 x 1.080 pixel. Mi hanno convinto particolarmente la gamma cromatica e gli angoli di visuale, con questi ultimi che possono fare la differenza in ambito gaming.

Potenzialmente una console portatile

Il vero asso nella manica di ASUS è la compatibilità del ROG Phone 3 con Google Stadia. Il servizio di cloud gaming dell’azienda di Mountain View trasforma potenzialmente lo smartphone in una console portatile, con tanto di possibilità di giocare a titoli tripla A. Di contro però questa è una possibilità offerta anche da altri prodotti e per la quale l’hardware del dispositivo incide fino a un certo punto. Ed è qui che il gigante taiwanese si gioca la carta degli accessori.

L’esperienza utente del Rog Phone 3 può infatti essere arricchita con una miriade di accessori: dal gamepad al Twinview che aggiunge un secondo schermo, dalla cover rugged alla ventolina di raffreddamento con stand (quest’ultima inclusa in confezione), ma la lista è davvero lunga. Sono tutte tessere che completano il mosaico realizzato da ASUS e che contribuiscono a completare l’offerta in ambito gaming. Anche qui, superfluo raccontarvi come girano i titoli mobile, da Asphalt Racing a Sonic Runner.

Accattivante la UI, chiamata Armony Crate, accessibile come una semplice app e dalla quale poter gestione tutto il mondo Rog. Ci si ritrova in un vero e proprio centro di controllo dal quale controllare tutti i parametri di stato dello smartphone, clock, temperature, memoria e RAM. Da qui si possono inoltre impostare i Trigger, che su Rog Phone 3 sono stati ulteriormente migliorati nuove gesture e la possibilità di dividere ogni tasto in 2 al fine di simulare le levette L1 ed L2 dei joypad.

Un’esperienza esaltata dal meraviglioso comparto audio. Ci sono due speaker stereo frontali tarati dall’azienda svedese Dirac, che includono una funzionalità che aumenta di 2 ottave i toni bassi per renderli percepibili, cosa altrimenti impossibile vista la dimensione fisica ridotta degli altoparlanti degli smartphone. Qualità e volume complessivi sono semplicemente impareggiabili dai concorrenti, e tutto questo (unitamente al display) arricchisce anche la fruizione di film e serie TV.

E poi c’è l’autonomia, altra nota lieta. L’enorme batteria da 6.000 mAh, con il mio solito utilizzo (misto tra LTE e Wi-Fi, 2 account mail in push, centinaia di notifiche dai social ed app di messaggistica istantanea, oltre 2 ore di telefonate), mi ha permesso di coprire coprire quasi due giorni lontano dalla presa elettrica – 1 giorno e 18 ore – a fronte di quasi 8 ore di schermo acceso. Giocando tanto nel corso delle 24, si chiude comunque agevolmente la giornata e poi c’è comunque la ricarica rapida a 30W. Non ci sono top di gamma in grado di fare meglio in quest’ambito.

La parte software è ovviamente affidata ad Android 10, opportunamente personalizzato con un’interfaccia a cui i Rog Phone ci hanno abituati.

Un design che si ama o si odia

Esteticamente rimane un prodotto di nicchia. È molto ingombrante, impossibile da utilizzare con una mano e pesa ben 240 grammi. In più il design ha mantenuto i fortissimi legami con il mondo Rog, e quindi ecco il logo sul retro che si illumina e gli elementi della scocca (realizzata in vetro) che strizzano palesemente l’occhio ai gamer. Insomma, non è un design per tutti e anche la cover inclusa in dotazione non aiuta, con degli ampi fori che lasciano intravedere la parte posteriore (proteggendo poco la scocca).

Ho molto apprezzato però la presenza di ben due porte USB-C, con quella laterale che consente di ricaricare lo smartphone anche mentre lo si impugna in landscape per giocare. Comodo anche il LED frontale di notifica, mentre lo sblocco del dispositivo è affidato al sensore per le impronte digitale integrato direttamente nello schermo e che funziona molto bene. Volendo comunque c’è anche il riconoscimento 2D del volto, che fatica però in notturna.

Veniamo infine al comparto fotografico. ASUS ha optato per un sistema a tre fotocamere sul retro: la principale da 64 megapixel ƒ/1.8 è affiancata da una 13 megapixel grandangolare ƒ/2.4 e da una 5 megapixel macro ƒ/2.0. La qualità fotografica complessiva è ottima, un gradino sotto rispetto a mostri sacri come Galaxy S20 Ultra e P40 Pro ma comunque di primo livello. Principale e grandangolare convincono sia in diurna che in notturna, dove ho riscontrato solo qualche piccolo problema nella gestione della luce artificiale.

Ottimi anche i video, che possono persino essere registrati in 8K (4K a 60 fps) e godono della stabilizzazione elettronica. Meno convincente la fotocamera frontale da 24 megapixel f/2.0, che soffre di più in notturna. L’unica mancanza vera riscontrata però è quella di uno zoom ottico sul retro, per quanto quello digitale (fino a 8X) lavori bene. Ci sono top di gamma che fanno meglio in ambito fotografico, ma questa volta Rog Phone è da promuovere.

Conclusioni: chi dovrebbe acquistarlo?

999 euro per portarsi a casa la versione 12/512 Gigabyte, che diventano 1099 euro per la variante 16/512. Cifre allineate con i top 2020, offrendo però qualcosa in più in termini hardware e di dotazione. Se siete alla ricerca di uno smartphone premium che vi garantisca tanta autonomia e potenza, Rog Phone 3 è la risposta, a prescindere dalla parte gaming. Se poi siete dei gamer incalliti, beh la scelta è praticamente obbligata.

Resta comunque il punto interrogativo generale sugli smartphone da gaming. Google Stadia, da solo, non può reggerne le sorti sul mercato. C’è un disperato bisogno che le principali software house si decidano a investire.

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