A2A, nuovo piano industriale: obiettivo 24 mila punti di ricarica al 2030

A2A ha presentato il nuovo Piano Industriale 2021-2030 che rafforza l’impegno della multi-utility italiana verso la decarbonizzazione, in anticipo rispetto agli obiettivi previsti da COP26. Si punta, infatti, a raggiungere questo traguardo entro il 2040 attraverso un mix equilibrato e graduale di interventi come lo sviluppo delle energie rinnovabili, le soluzioni di cattura del carbonio e la riduzione delle attività ad elevato consumo di carbonio. Il piano prevede un investimento in 10 anni di 18 miliardi di euro, 2 miliardi in più rispetto al piano precedente. Di questa cifra, 7 miliardi saranno utilizzati per l’Economia Circolare e 11 miliardi per la transizione energetica.

Molto importante per il nuovo piano di A2A sarà la mobilità sostenibile. La multi-utility italiana ha annunciato, in tal senso, di aver ampliato il suo progetto di realizzazione di un’infrastruttura di ricarica.

La multi-utility evidenzia come in Italia nel 2021 le elettriche e le Plug-in hanno conquistato una quota di mercato dell’8%. Una percentuale che è destinata a crescere nei prossimi anni. Per sostenere questa forma di mobilità, A2A ha deciso di quadruplicare l’installazione di infrastrutture previste rispetto allo scorso piano. Parliamo, dunque, di 24 mila punti di ricarica al 2030 con un focus sulla bassa potenza (fino a 7kW) e sull’alta potenza (oltre 50 kW).

In questo modo, l’azienda punta a favorire sia una modalità di erogazione lenta – quella che serve, ad esempio, per la ricarica notturna – sia quella rapida per poter fare un pieno di energia rapidamente. Un impegno molto importante che potrebbe dare un forte impulso alla mobilità elettrica. Al riguardo, si ricorda che di recente A2A ha annunciato con Enel un accordo di interoperabilità tra le loro due reti di ricarica.

Ma la multi-utility italiana guarda anche oltre la sola mobilità elettrica. Infatti, l’azienda punta anche su idrogeno verde e bio-GNL.

Il Gruppo ha in programma di sviluppare infatti oltre 60 impianti di biometano di cui almeno 5 con liquefazione per ottenere bio-GNL, mentre per la produzione di idrogeno si potranno sfruttare fonti di energia prodotta continuativamente come quella dei termovalorizzatori, con un modello di business decentralizzato basato su ecosistemi locali al servizio dell’industria e del trasporto pesante.

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