90 milioni di euro per le colonnine elettriche. Per Silla è un inizio ma…

Per supportare la crescita della mobilità elettrica serve un’adeguata rete di ricarica. Nel masterplan del Governo per la transizione ecologica rientra il nuovo piano di incentivi per favorire la mobilità elettrica e rafforzare la diffusione delle infrastrutture di ricarica dei veicoli elettrici. Come sappiamo, infatti, sul fronte della rete di ricarica, l’Italia deve ancora lavorare molto. Infatti, nonostante siano stati fatti importanti passi avanti, il divario con i principali Paesi europei è ancora importante.

Il nuovo piano di incentivi presentato sarà utile per aiutare a sviluppare, diffondere e rafforzare la diffusione delle infrastrutture di ricarica dei veicoli elettrici in Italia. Una mossa essenziale, di cui il Bel Paese sente la strenua necessità visto che l’Italia è ancora fanalino di coda rispetto alle principali economie europee.

Parliamoci chiaro. Ben vengano ecobonus e altre agevolazioni fiscali previste per chi acquista un’auto elettrica, ma servono anche aiuti economici per accelerare la diffusione dell’infrastruttura di rifornimento di energia. Il Governo ha stanziato 90 milioni di euro. Ma come saranno utilizzati questi soldi?

L’80% dei fondi è destinato agli interventi delle imprese, con valore complessivo inferiore a 375 mila euro; il 10% per i lavori dal valore superiore e il restante 10% per le persone fisiche. Il bonus è in conto capitale e può raggiungere al massimo il 40% delle spese ammissibili.

Non si tratta di una cifra elevata, anzi. Tuttavia è pur sempre meglio di niente. Come evidenzia Alberto Stecca, CEO di Silla Industries, azienda italiana che ha creato la wallbox Prism Solar col supporto di Google Assistant, questi incentivi sono un inizio, un segnale che qualcosa sta iniziando a cambiare.

Accogliamo con favore la sensibilità dimostrata dal Governo verso la smart mobility: lo stanziamento di 90 milioni di euro per l’acquisto e l’installazione delle infrastrutture di ricarica delle e-car è senz’altro un’ottima notizia per chiudere un anno in cui gli Italiani hanno mostrato un crescente interesse per la mobilità elettrica.

E’ ancora una goccia in un oceano, ma è un segno tangibile che qualcosa sta iniziando a cambiare, sicuramente aiutato anche da eventi come quello di Glasgow. Se pur ancora limitato e inadeguato a sostenere il recupero del divario che vede l’Italia come fanalino di coda in Europa, evidenzia una accresciuta consapevolezza che questa sia davvero un’area da presidiare. Lo sappiamo bene noi: Silla è nata a gennaio di quest’anno e ha triplicato il numero dei dipendenti, che sono in crescita costante, gestito il trasferimento in una nuova sede, con il quadruplo della superficie e nonostante questo facciamo fatica a evadere tutti gli ordini. La richiesta è altissima e cresce di giorno in giorno: certamente tra le priorità del Governo nel 2022 ci dovrà essere il potenziamento della rete di colonnine sul territorio, fattore che resta ancora il vero handicap per uno sviluppo ancora più vertiginoso dell’e-mobility con il suo infinito potenziale. Ma anche e soprattutto, sostenere con ulteriori incentivi la ricarica domestica e quella in azienda, con colonnine che sfruttino la sperimentazione Arera per garantire il massimo risparmio possibile.

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