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La consapevolezza antisionista del movimento LGBT è piu’ vicina dei loro diritti

by cloro
Ultimamente la Hasbara s’è fatta piu’ spinta, almeno dalla mia esperienza di blogger. Difatti prima piovevano insulti quando parlavo di Israele. Oggi ho notato che gli insulti piovono anche quando parlo di Libia, di Siria e di “strategia dei cavalli di Troia“da parte degli USA, che ha caratterizzato l’intera sua epopea di stato-capitale con divenire aggressivo . A questo principale motivo di polemica, ce ne sono molti altri collaterali spinosi. Occuparsene significa sapere di dover essere mannatiaffanculo da mezzo mondo. Un esempio è costituito dal tema blogghistico della connessione tra movimento LGBT italiano e la feccia sionista: giornalisti, ma anche squallide figure che ambiscono ad uno stipendio da parlamentare e che davvero sono il nulla incarnato.

Piu’ sotto riporto una “conversazione” su Facebook che val la pena essere ripresa. Lì, io sono informare per resistere. Si commentava l’iniziativa di allestire nel gay pride di Roma recentemente svoltosi, un carro antisionista, in cui compariva l’invito a “boicottare israele”. Ora: “boicottaggio” significa “rinunciare a comprare prodotti israeliani”, anche se costano meno e hanno la fama di esser di buona qualità (quando questo succede eh, che non è affatto una regola). E’ uno strumento pacifico di “lotta”, di “polemòs”, direbbe Eraclito. Che non fa del male a nessuno, solo mina la “macchina capitalistica” di quel paese, costringendolo a scendere a piu’ miti consigli. Il boicottaggio è la guerra della gente di pace.

Io non l’ho sempre pensata così, perchè ignoravo molto. Per esempio: quando ero poco sensibilizzata al problema israeliano (mi rifiuto di chiamarlo “problema palestinese”) xchè ignoravo, compravo volentieri i pompelmi Jaffa: si conservano a lungo, sono belli, gialli, sugosi, sferici. Hanno un sapore amaro con retrogusto dolce, solare. Quindi li compravo. Quando qualcuno decenni fa mi disse: “guarda che è robaccia israeliana” io risposi “estica**i” e continuai a comprarli. E’ quando ho letto “Ilan Pappè, la pulizia etnica della Palestina” che mi sono alterata. Fino ad allora ero stata incavolata per gli indiani d’America, perche da piccola mi sono sciroppata tanti di quei film “western” che non ne potevo piu’ finchè a 20 anni comprai e lessi “il popolo del grande spirito” di Enzo Braschi e ripensando alla storia che avevo studiato e alle rappresentazioni di cui avevo fruito, mi sono resa conto di una stortura nella società che implicava che io fossi stata presa per il c**o (e tale sensazione s’è fatta un pelo intollerabile dall’11 settembre 2001).

Stavo dicendo: carro antisionista che incita al boicottaggio delle merci (e quindi del capitalismo) di Israele. Su IxR c’è la foto e un plauso al movimento GBLT che ha rotto (almeno in parte, perchè il circolo Mario Mieli è ancora sionista) i suoi rapporti col suo stato maggiore (anche mediatico) storico che è diventato sionista in blocco (o forse lo è sempre stato)


Purtroppo la democrazia ha i suoi grossi limiti, per esempio la libertà di commentare implica che possano farlo anche i minus habens. Un utente fa un commento che sembra la Caterina Guzzanti quando fa la fascistella di  ”E ALLORA LE FOIBE?” Questo qui scrive pippotti lunghi che significano: “E ALLORA LA CINA?”

Prima si tenta di congedarlo gentilmente ma lui è caparbio per cui insiste nel chiedere perchè non ce l’abbiamo con la Cina e invochiamo boicottaggio di Israele. La mia risposta alla fine è stata questa: ” “differenza tra USA (e israele) e Cina (e Russia)? Risposta: il livello di aggressività internazionale. Infatti gli usraeliani battono gli altri per: avidità, continuità, ripetizione dell’errore, antidemocrazia (meno conclamata ma piu’ insidiosa e capillare) e forza economica impiegata nelle guerre. Quest’ultimo punto in particolare mi sembra la questione piu’ importante ed è anche a mio modesto avviso, la ragione della fine del capitalismo di stato (URSS) “

Insomma: facendo la redattrice di Informare Per Resistere ormai da tre mesi, ho acquisito consapevolezza, da web-giornalista dilettante quale sono, della manipolazione hasbarita della dialettica che s’ingenera ogni volta che ci si trova a confrontarsi sul problema non solo palestinese, maimperialistico. In particolare ho osservato con occhio scientifico come agiscono gli hasbariti sul problema israeliano e volevo darvi un breve saggio delle mie osservazioni sulla fattispecie

Tecniche hasbarite di distruzione del confronto sui forum e su facebook sul problema israeliano

Non aspettatevi mai di dialogare con un hasbarita. Egli appiccica etichette: è la prima cosa che fa e la piu’ continuata. Potete sentirvi definire in molti modi, i piu’ comuni sono questi: sei ansemita (al primissimo posto in assoluto) sei fascista, sei poco istruito, sei deficitario nella comprensione, sei complice dei nazisti che hanno ucciso 6 milioni di persone, hai la mente chiusa, sei radical-chic ed è di moda difendere i palestinesi, sei berlusconiano, sei filonaziislamico , ami le dittature, sei stalinista, sei nazifemminista, sei un disperato (anche questo stato esistenziale umano viene richiamato spesso dagli hasbariti) , sei un* sempliciott*, sei noios*, sei un democristiano, sei fanatico, sei un fallito (cosa abbastanza semplice in questo periodo) , sei rovinato, sei sfigato, sei comunista, sei filocubano, sei rossobruno, sei pacifinto, sei complottista ecc…

L’assegnazione di un’ arbitraria etichetta vi permette di sentire il campanello di allarme: siamo al cospetto di qualcuno che non vuole discutere, ma anzi, vuole scoraggiare la presenza di verità relative al tema, sul forum . Osservate poi che succede dopo: spesso la presenza hasbarita sul forum manifesta commenti tratti da la versione sionista della storia dell‘invasione ebraica in Palestina (e chiamiamo le cose come stanno).

Essi sono lunghissimi e pieni di date e spesso sono copiaincollati da questo link QUI  che è collegato da un link a quest’altro link QUI.. insomma ci siamo capiti.

Cosa fa l’onesto utente che aveva intenzione di mettersi in dialettica di fronte ad un commento traboccante di date che manifesta un’interesse storico non comune? Già leggerli, per la loro lunghezza, è pesante, poi capirli, poi rispondere…. mediamente l’onesto utente filopalestinese si ritira poco dopo con un pelo di senso di colpa per essersi dimostrato ignorante di fronte alle “argomentazioni” filoisraeliane.

Un’altra tattica sionista consiste nel dichiararsi amici stretti dei partigiani e dello spirito che ha animato la loro lotta. Intendiamoci non sono partigiani  nè i resistenti afghani, nè le partigiane libiche. Bensì solo “i partigiani italiani della seconda guerra mondiale” ( i No TAV sono teppisti non ci si sogni di considerarli partigiani eh). Come per l’Olocausto, la Hasbara rivendica una sorta di “unicità” metastorica, cioè posta a priori per fede non appena ci si accinge a parlare di certi argomenti, anche per i partigiani italiani della 2WW (e sarà un caso ma l’ANPI è filosionista).

La maggioranza degli hasbariti operanti sulla rete sono di sinistra. Negli ambienti di destra ce n’è meno e si travestono da  forzanovista filopalestinese che vorrebbe mettere gli “ebrei al forno” estremizzando con toni criminali ogni commento che argomenti per la parte palestinese in modo efficace. Con cio’ non voglio negare la presenza di “veri” antisemiti: riconoscete gli hasbariti proprio dal commento che c’è prima del loro, se è pregnante al 90% si tratta di falso forzanovista (che in teoria sarebbe una bella cosa, ma nella fattispecie non lo è. Tutto è relativo).

Nelle rappresentazioni verbali degli hasbariti, i palestinesi sono definiti in modo binario: o sono terroristi (Hamas) o stupidi imbecilli che si fanno infinocchiare da Hamas. Altri palestinesi sono negati nel loro essere, per esempio i comunisti del FPLP sono per lo piu’ in galera e nessuno parla del loro movimento: semplicemente fuori dalle categorie hasbarite altri palestinesi non esistono. E’ diventata così “normale” questa negazione che alla non esistenza mediatica dei palestinesi, noi siamo portati a pensare che corrisponda una non esistenza reale.

Le genti palestinesi non hanno proprio voce in capitolo nel manifestare loro stessi: devono subire l’etichetta che danno loro i filosionisti massmediatici e non possono scegliere nulla, nè operare per potersela cambiare. L’infiltrazione sionista nei media occidentali è così capillare che a tutti i livelli dei loro rappresentanti comunicano alle masse il messaggio filosionista, anche a livello subliminale. Ci sono ragioni che spingerebbero a pensare che Hamas sia pesantemente infiltrata e vi è chi delinea la possibilità che ombre di questo tipo si staglino perfino su Omar Barghouti. Per non parlare delle infiltrazioni in movimenti presunti “filopalestinesi” che recentemente abbiamo considerato anche in questo blog.

Concludo ribadendo che il boicottaggio resta un’arma pacifica e democratica che abbiamo il dovere di usare e che il fatto che per la prima volta anche i gay italiani abbiano espresso posizione antisionista è ottimo segno. Certo non s’è raggiunto il livello degli spagnoli, che al gay pride i rappresentanti ufficiali dei cittadini gay israeliani li hanno cacciati, ma è un primo passo contro la bigotteria e il fanatismo clericosionista.

Articolo preso da Informare per Resistere

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